Polvere da sparo

Sono figlio del cammino, la carovana è la mia casa _Amin Maalouf_

Beirut in fiamme.

con 2 commenti

Beirut sotto assedio.

Non ci posso pensare e quasi non ho voglia di leggere gli aggiornamenti , di capire in quali strade e quartieri si combatte e in quali è tutto tranquillo come sempre. Beirut è questo, Beirut è la contraddizione costante, è la guerra permanente, è la bellezza mutilata.

Ed ora, come sempre, sento il richiamo, il desiderio di correre a vedere che accade, di avvicinarmi al delirio di quel paese dilaniato, meraviglioso, struggente. Con il cuore fermo tra le strade dei campi, sul lungomare colorato, vicino al porto ora chiuso a causa dei combattimenti.

Ancora piombo nella dolce Beirut, ancora sangue sotto il vento libanese.

Baruda_campo profughi

Foto: Valentina Perniciaro_Campo profughi di Rashidiyye, Libano del sud. Agosto 2003. 

2 Risposte

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  1. Vale!!
    porca miseria neanche io ci potevo pensare. due giorni fa ho assistito ad una lezione del srsg dell’onu in medioriente. diceva che la situazione era super tranquilla e che si avrebbe presto raggiunto un accordo per questa presidenza. in realtà da altri contatti libanesi nessuno si aspettava che accadesse una cosa del genere. ne gli internazionali che lì lavorano e nemmeno i libanesi stessi. un casino. e due soluzioni. o trovano un accordo in cao ad un paio di gg, oppure fanno un casino pazzasco che realmente potrebbe degenerare in guerra dilagante. e poi c’è israele. sembra che si stia facendo i cazz suoi…ma non si sa mai.
    ti abbraccio forte
    sto aspettando notizie frasche da chi dovrebbe essere rimpatriato a breve. ti tengo informata.
    bacio

    benedetta

    9 Maggio 2008 alle 2:28 pm

  2. Purtroppo con alcune frange politiche non si può pretendere di parlare, un libano libero ed in pace si avrà quando non saranno più ospitate frange estremiste tipo olp (1982) o hezbollah oggi.

    Massimo

    10 Maggio 2008 alle 2:09 pm


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