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	<title>Commenti a: L&#8217;infinito inizia.</title>
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	<description>Sono figlio del cammino, la carovana è la mia casa _Amin Maalouf_</description>
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		<title>Di: Buon compleanno Julio Cortàzar &#171; Polvere da sparo</title>
		<link>http://baruda.net/2008/05/22/linfinito-inizia/#comment-3331</link>
		<dc:creator><![CDATA[Buon compleanno Julio Cortàzar &#171; Polvere da sparo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Aug 2011 14:19:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[[...] una manciata di link di suoi scritti che potete trovare su questo blog: L&#8217;INFINITO INIZIA IL PIU&#8217; BELLO DEI BACI IL TUO NOME E&#8217; IL SAPORE DEL MELOGRANO ALLA NONNA  CONDIVIDI E [...]]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] una manciata di link di suoi scritti che potete trovare su questo blog: L&#8217;INFINITO INIZIA IL PIU&#8217; BELLO DEI BACI IL TUO NOME E&#8217; IL SAPORE DEL MELOGRANO ALLA NONNA  CONDIVIDI E [...]</p>
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		<title>Di: Larry Lurex</title>
		<link>http://baruda.net/2008/05/22/linfinito-inizia/#comment-30</link>
		<dc:creator><![CDATA[Larry Lurex]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 May 2008 15:50:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Poesia scabra del meno ispirato Cortazar ma di effetto &quot;scenico&quot; come molta lirica sudamericana coeva (eccettuate le serissime visioni borgesiane, il realismo magico ha generato mostri editoriali) 
&quot;la carezza che inventa nella mia cintura il suo galoppo di puledri&quot; è davvero un bel lemma: c&#039;è tutta la forza della violenza del fare-donna, di quel lenire ferite che un certo femminismo erotico (quantomai d&#039;antan) detta a letto e purtroppo - in casi di raro revisionismo barbaro- anche nella vita. Bravissima Valentina, sei riuscita dove gli altri non osano nei blog, cioè rendere poetico tutto il tuo disprezzo per la singolarità dell&#039;uomo. L&#039;oggetto- uomo è perciò il nuovo cliché, ancor più di pessimo gusto, volgare e becero della donna-oggetto (ormai quasi un tormentone deamicisiano, da Libro Cuore).
Ce ne fossero di persone innamorate della libertà come te: tutto libero, persino machete e manette e una bella frusta. Liberiamoci dalle pastoie del Male, quel male di buon gusto che non serve più. Un Cortazar mal tradotto, o peggio mal glossato riesce comunque a dire molto di te: brava, spirito libero privo dei legacci della buona volontà, nichilista e autarchico quanto basta: per i propri affari, insomma. Brava Valentina, volgiamo essere liberi e soprattutto vogliamo che liberamente ci si possa esprimere sulle idee di tutte e tutti, soprattutto quelle sbagliate. ma l&#039;eco di un blog purtroppo non risuona come quello dei giornali. O no?]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Poesia scabra del meno ispirato Cortazar ma di effetto &#8220;scenico&#8221; come molta lirica sudamericana coeva (eccettuate le serissime visioni borgesiane, il realismo magico ha generato mostri editoriali)<br />
&#8220;la carezza che inventa nella mia cintura il suo galoppo di puledri&#8221; è davvero un bel lemma: c&#8217;è tutta la forza della violenza del fare-donna, di quel lenire ferite che un certo femminismo erotico (quantomai d&#8217;antan) detta a letto e purtroppo &#8211; in casi di raro revisionismo barbaro- anche nella vita. Bravissima Valentina, sei riuscita dove gli altri non osano nei blog, cioè rendere poetico tutto il tuo disprezzo per la singolarità dell&#8217;uomo. L&#8217;oggetto- uomo è perciò il nuovo cliché, ancor più di pessimo gusto, volgare e becero della donna-oggetto (ormai quasi un tormentone deamicisiano, da Libro Cuore).<br />
Ce ne fossero di persone innamorate della libertà come te: tutto libero, persino machete e manette e una bella frusta. Liberiamoci dalle pastoie del Male, quel male di buon gusto che non serve più. Un Cortazar mal tradotto, o peggio mal glossato riesce comunque a dire molto di te: brava, spirito libero privo dei legacci della buona volontà, nichilista e autarchico quanto basta: per i propri affari, insomma. Brava Valentina, volgiamo essere liberi e soprattutto vogliamo che liberamente ci si possa esprimere sulle idee di tutte e tutti, soprattutto quelle sbagliate. ma l&#8217;eco di un blog purtroppo non risuona come quello dei giornali. O no?</p>
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