sei la mia patria
Mi sento felice.
Non ci sto capendo nulla del mio presente.
Se non che son felice, si, proprio felice.
Sei la mia schiavitù sei la mia libertà
Sei la mia carne che brucia
come la nuda carne delle notti d’estate
sei la mia patria
tu, coi riflessi verdi dei tuoi occhi
tu, alta e vittoriosa
sei la mia nostalgia
di saperti inaccessibile
nel momento stesso
in cui ti afferro
—Nazim Hikmet, Poesie dal carcere—

































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