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	<title>Commenti a: L&#8217;odio per gli anni &#8217;70 e la retorica dei &#8220;calli&#8221;</title>
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	<description>Sono figlio del cammino, la carovana è la mia casa _Amin Maalouf_</description>
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		<title>Di: Noi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Noi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Feb 2011 21:00:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[..a quel tempo attorno al 1975, per &quot;bizzarra&quot; tradizione familiare, ero iscritto alla FGCI, non avevo fatto la comunione in chiesa ma in piazza con preti di una Comunità di Base... poi spretatisi. Si frequentava la sezione del quartiere, si diffondeva l&#039;Unità la Domenica mattina, si faceva la festa dell&#039;Unità col porcellino e la lotteria, in mezzo a più o meno vecchi &quot;compagni&quot; beceri, ignoranti, partigiani che portavano ancora addosso le cicatrici delle manganellate fasciste e le discriminazioni padronali, ignoranti....ma autentici. Si era convinti che quella strada presto o tardi avrebbe significato in qualche modo il sol dell&#039;avvenir.
Ogni tanto arrivava l&#039;Ivan Franko e si era tutti invitati e i dirigenti che tornavano dall&#039;URSS raccontavano i progressi e le magnificenze della società socialista.  Non era ancora di moda la critica al Socialismo reale. I Dirigenti, col loro fare sempre serio e pretesco, incutevano timore reverenziale, per la loro magniloquente cultura e il loro eloquio forbito alla grassa ignoranza proletaria. Allora non si coglieva il paradosso di avere come capo del PCI un ex(?)-conte  latifondista sardo, non si coglieva che &quot;quella&quot; classe dirigente poco aveva da spartire in termini di origini con la classe operaia. I compagni erano persuasi che &quot;il manovratore&quot; sapesse cosa stava facendo, anche quando sostenne il governo Andreotti,  votò la legge Reale,  minimizzò sulle violenze e sulle torture, istituì finte commissioni di inchiesta che &quot;indagassero sulle tante morti poliziotte&quot; che si verificavano (e si verificano) con incidenza crescente e preoccupante per le strade e nelle questure. Finte commissioni che non approdarono mai a nulla, servirono solo per tenere al basto persone come ero io, e come forse (e dicendolo gli concedo il beneficio dell&#039;onestà intellettuale di cui non ne sono certo) è ancora Pier Piper. Al basto, pronti ad ubbidire a quella accozzaglia di borghesi spie e bastardi, servi dello Stato clericalfascista che erano i dirigenti del pci, agenti al servizio del capitalismo il cui compito era quello di tenere a bada la classe proletaria con la frottola della &quot;terza via al socialismo...come insegna il compagno Gramsci&quot;. Tutte palle buone per imbonire dei coglioni per 40 anni, qunado poi il vento è passato hanno fatto presto a riciclarsi pur di mantenere lo scranno a Montecitorio (e con esso gli interessi economici che supportavano). Hanno cambiato nome, tanto non significava più niente, hanno cambiato obiettivo (mai importante in realtà), pur di continuare a stare a galla. Quelle merde hanno così dimostrato di essere dei farabutti imbroglioni, mentre chi ha scelto la violenza, subendone fino in fondo le conseguenze, ha solo dimostrato tutt&#039;al più la sua coerenza. Se la lotta armata dal punto di vista strategico e militare è stata una follia, dal punto di vista esistenziale è comprensibilissimo. Credo che assistere alla morte di tanti ragazzi  per le piazze d&#039;italia e alla conseguente e colpevole ignavia di quei dirigenti felloni ed agenti del Capitale, abbia finito con lo smuovere più di qualche animo. Se Pier Piper rivendica la bontà della sua scelta ad aver sostenuto Andreotti pur di far la guerra a Mara Cagol, perchè così gli dicevano i suoi padroni, si compiaccia oggi, come gli suggerisce Violante, di Sostenere Berlusconi. Ma per lo meno cerchi di dimostrare di sapere da che parte sta !]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>..a quel tempo attorno al 1975, per &#8220;bizzarra&#8221; tradizione familiare, ero iscritto alla FGCI, non avevo fatto la comunione in chiesa ma in piazza con preti di una Comunità di Base&#8230; poi spretatisi. Si frequentava la sezione del quartiere, si diffondeva l&#8217;Unità la Domenica mattina, si faceva la festa dell&#8217;Unità col porcellino e la lotteria, in mezzo a più o meno vecchi &#8220;compagni&#8221; beceri, ignoranti, partigiani che portavano ancora addosso le cicatrici delle manganellate fasciste e le discriminazioni padronali, ignoranti&#8230;.ma autentici. Si era convinti che quella strada presto o tardi avrebbe significato in qualche modo il sol dell&#8217;avvenir.<br />
Ogni tanto arrivava l&#8217;Ivan Franko e si era tutti invitati e i dirigenti che tornavano dall&#8217;URSS raccontavano i progressi e le magnificenze della società socialista.  Non era ancora di moda la critica al Socialismo reale. I Dirigenti, col loro fare sempre serio e pretesco, incutevano timore reverenziale, per la loro magniloquente cultura e il loro eloquio forbito alla grassa ignoranza proletaria. Allora non si coglieva il paradosso di avere come capo del PCI un ex(?)-conte  latifondista sardo, non si coglieva che &#8220;quella&#8221; classe dirigente poco aveva da spartire in termini di origini con la classe operaia. I compagni erano persuasi che &#8220;il manovratore&#8221; sapesse cosa stava facendo, anche quando sostenne il governo Andreotti,  votò la legge Reale,  minimizzò sulle violenze e sulle torture, istituì finte commissioni di inchiesta che &#8220;indagassero sulle tante morti poliziotte&#8221; che si verificavano (e si verificano) con incidenza crescente e preoccupante per le strade e nelle questure. Finte commissioni che non approdarono mai a nulla, servirono solo per tenere al basto persone come ero io, e come forse (e dicendolo gli concedo il beneficio dell&#8217;onestà intellettuale di cui non ne sono certo) è ancora Pier Piper. Al basto, pronti ad ubbidire a quella accozzaglia di borghesi spie e bastardi, servi dello Stato clericalfascista che erano i dirigenti del pci, agenti al servizio del capitalismo il cui compito era quello di tenere a bada la classe proletaria con la frottola della &#8220;terza via al socialismo&#8230;come insegna il compagno Gramsci&#8221;. Tutte palle buone per imbonire dei coglioni per 40 anni, qunado poi il vento è passato hanno fatto presto a riciclarsi pur di mantenere lo scranno a Montecitorio (e con esso gli interessi economici che supportavano). Hanno cambiato nome, tanto non significava più niente, hanno cambiato obiettivo (mai importante in realtà), pur di continuare a stare a galla. Quelle merde hanno così dimostrato di essere dei farabutti imbroglioni, mentre chi ha scelto la violenza, subendone fino in fondo le conseguenze, ha solo dimostrato tutt&#8217;al più la sua coerenza. Se la lotta armata dal punto di vista strategico e militare è stata una follia, dal punto di vista esistenziale è comprensibilissimo. Credo che assistere alla morte di tanti ragazzi  per le piazze d&#8217;italia e alla conseguente e colpevole ignavia di quei dirigenti felloni ed agenti del Capitale, abbia finito con lo smuovere più di qualche animo. Se Pier Piper rivendica la bontà della sua scelta ad aver sostenuto Andreotti pur di far la guerra a Mara Cagol, perchè così gli dicevano i suoi padroni, si compiaccia oggi, come gli suggerisce Violante, di Sostenere Berlusconi. Ma per lo meno cerchi di dimostrare di sapere da che parte sta !</p>
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		<title>Di: javert113</title>
		<link>http://baruda.net/2009/11/15/lodio-per-gli-anni-70-e-la-retorica-dei-calli/#comment-2126</link>
		<dc:creator><![CDATA[javert113]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Nov 2010 00:15:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[una sola segnalazione.

La rimando a questo indirizzo

http://javert113.wordpress.com]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>una sola segnalazione.</p>
<p>La rimando a questo indirizzo</p>
<p><a href="http://javert113.wordpress.com" rel="nofollow">http://javert113.wordpress.com</a></p>
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		<title>Di: Arkeon</title>
		<link>http://baruda.net/2009/11/15/lodio-per-gli-anni-70-e-la-retorica-dei-calli/#comment-1304</link>
		<dc:creator><![CDATA[Arkeon]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 06:47:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sottoscrivo e concordo pienamente con quanto scritto da Paolo Persichetti. Noi operai e impiegati ne abbiamo pieni i.. di tutta questa gente che in anni e anni ha distrutto sistematicamente quanto i nostri padri e nonni erano riusciti a costruire con le lotte, con il sudore e con il sangue di tanti compagni e compagne  morti negli scioperi e nelle lotte sociali. L&#039;augurio per tutti  di un risveglio generale da questo torpore, e un ricordo commosso a chi per idee progressiste ha sacrificato anche la propria vita senza chidere nulla in cambio e senza trincerarsi dietro frasi di comodo e retoriche,  ahimé fin troppo sentite]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sottoscrivo e concordo pienamente con quanto scritto da Paolo Persichetti. Noi operai e impiegati ne abbiamo pieni i.. di tutta questa gente che in anni e anni ha distrutto sistematicamente quanto i nostri padri e nonni erano riusciti a costruire con le lotte, con il sudore e con il sangue di tanti compagni e compagne  morti negli scioperi e nelle lotte sociali. L&#8217;augurio per tutti  di un risveglio generale da questo torpore, e un ricordo commosso a chi per idee progressiste ha sacrificato anche la propria vita senza chidere nulla in cambio e senza trincerarsi dietro frasi di comodo e retoriche,  ahimé fin troppo sentite</p>
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