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… e i dieci anni da Genova 2001
Al contrario di dieci anni fa siamo nell’era dell’hashtag, la parola dopo il cancelletto, per caratterizzare e quindi trovare le conversazioni su twitter, nuova piazza internazionale.
Dieci anni fa questa parola non esisteva, dieci anni fa a quest’ora non avremmo mai immaginato di fare la chiamata all’hashtag #carlovive o #ioricordo o #ioc’ero … dieci anni fa, mentre iniziavamo ad invadere le strade di Genova con i nostri corpi, non pensavamo e non volevamo esser testimoni di quel che è stato.
Eh Carlé?
Figurati tu…che quel giorno sei uscito da casa perché i fumi della rivolta e della repressione (più che altro) stavano comprendo il cielo della tua città. Quel giorno sei uscito, perché non si poteva fare altrimenti: perché in quella grande trappola ci siamo cascati tutti, e tu ci sei rimasto incastrato.
Del tuo corpo è stato fatto scempio con quella camionetta e con tutti questi dieci anni che son passati: guardati intorno Carlo…
ora anche il PD ti dedica pagine e scritti, che uno ad uno li andrei ad acchiappare.
A pochi secondi dalla tua morte… come dimenticare le loro dichiarazioni? Come dimenticare la loro immediata ritirata dalle piazze?
Ora ti ricordano, ora usano il tuo nome…quando ancora non lo avevi, quando ancora non ti chiamavi Carlo Giuliani, quando ancora non eri figlio di tuo padre eri solo un “black bloc morto”, solo un “facinoroso ucciso mentre assaltava i carabinieri”, solo uno di quelli da cui prendere al più presto le distanze.
Poi … questi dieci anni.
Ora tutti ricordano…
sono giorni che twitter e la rete richiedono racconti di chi c’era.
Raccontiamo dove erano loro…raccontiamo che ad ascoltarli gli avremmo tirato i palloncini pieni di sangue infetto (? che so’ tipo le “molotov all’ammoniaca” della Val di Susa??), raccontiamo di Gianfranco Fini che giorni prima ha comunicato che un obitorio per 500 salme era stato predisposto “per ogni evenienza” e che in quelle ore sedeva ai posti di comando dove tutto è stato deciso.
Parliamo di chi ha voluto per forza dichiarare guerra, sapendo di lasciare per terra qualcuno.
Parliamo dei nostri NON servizi d’ordine.
Parliamo di cosa abbiamo costruito in questi dieci anni.
Parliamo (NE PARLIAMO PERFAVORE?!?!?) dei processi e della cassazione che ora si pronuncerà portandoci via dei compagni per fargli scontare malloppi d’anni di galera. Nel silenzio totale.
Parliamo di tutto, ma non cominciamo col piagnisteo, le autoflagellazioni e gne gne lo Stato com’è cattivo,
con la memoria sterile di chi si ricorda solo le mani dipinte di bianco e tutti gli altri erano infiltrati/stranieri/anarcoinsurrezioterroristislamici ,
Parliamo dei portavoce di quelle giornate, che nessuno di noi ha contestato come avrebbe dovuto.
Parliamo cavolo, parliamo eccome.
Ma non con i #ioricordo che sembra di stare all’oratorio o su una puntata di AnnoZero: parliamo di noi, di quello che abbiamo subito consapevolmente, parliamo di quello che avremmo potuto costruire, parliamo del blocconero e di dieci anni di stronzate,
parliamo di un paese che se non fosse per la Val di Susa (sempre sia lodata quella terra combattente ed orgogliosa) avrebbe cancellato la parola “conflitto” da ogni dizionario.

Parliamo, cribbio, parliamo della memoria dei compagni che funziona a comparti che non comunicano tra loro… che facciamo parliamo di resistenza e confino e poi saltiamo la lotta armata e le leggi speciali?
Che facciamo andiamo da Dante di Nanni a Carlo Giuliani senza passare per Mara Cagol?
Aiuto compà…oggi forse è meglio che io #nonricordo, perchè sono polemica, incazzata e facilmente suscettibile quando affrontiamo questo discorso.
Perché Carlo mi brucia ancora in un modo che odio vederlo sulla bocca di tutti, come tutti avessero il diritto di rivendicarlo.
Carlo è sangue nostro.
Nostro.
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Etichette: #carlovive, #ioricordo, anniversario, assassini, Baruda, blocco Nero, camionetta, carabinieri, Carletto, carlo giuliani, Carlo vive, compagni, compagni uccisi, controvertice, Defender, estintore, forze dell'ordine, Fotografia, G8, Genova G8, Genova2001, gianfranco fini, hashtag, manifestazione, Mario Placanica, memoria, Movimento, organizzazione, pacifismo, Personale, piazza alimonda, Piazza Kennedy, repressione, sabato sera, sangue del nostro sangue, scontri, tute bianche, Valentina Perniciaro, Vittorio Agnoletto, zona rossa
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Valentina Perniciaro
Sta nel sogno realizzato,
sta nel mitra lucidato.
Nella gioia e nella rabbia,
nel distruggere la gabbia
Nella morte della scuola, nel rifiuto del lavoro
Nella fabbrica deserta, nella casa senza porta
Sta nell’immaginazione, nella musica sull’erba,
sta nella provocazione, nel lavoro della talpa,
nella storia del futuro , nel presente senza storia,
nei momenti di ubriachezza, negli istanti di memoria.
Sta nel nero della pelle, nella festa collettiva,
sta nel prendersi la merce,
sta nel prendersi la mano, nel tirare i sampietrini,
nell’incendio di Milano,
nelle spranghe sui fascisti nelle pietre sui gipponi
Sta nei sogni dei teppisti
e nei giochi dei bambini,
nel conoscersi del corpo,
nell’orgasmo della mente,
nella voglia piu’ totale,
nel discorso trasparente.
Ma chi ha detto che non c’e’.
Sta nel fondo dei tuoi occhi
Sulla punta delle labbra
Ma chi ha detto che non c’e’.
Sta nel mitra lucidato
Nella fine dello Stato
C’e’, si c’e’
Ma chi ha detto che non c’e’.Flickr Photos
|


































Grazie.
Non so spiegarti quanto contano queste parole per me, e quindi riesco solo a dirti grazie. Ché io non le trovo, le parole. Mi si accartocciano dentro. Ma queste, le tue di parole, sembrano essermi uscite dalla testa, e dalle labbra. Dallo stomaco.
Mia
Grazie a te, Mia… Che fai sentire un po’ meno la solitudine!
Carissima Valentina, capisco la tua rabbia e il tuo non voler ricordare. Come ben sai, non sono una “compagna” , almeno non ideologicamente, ma non sopporto la violenza soprattutto se di stato, l’indifferenza e l’ipocrisia. Spero dunque che non ti adirerai con me per la memoria che ho voluto fare sui fatti di Genova perchè non si tratta solo di memoria. Anch’io credo che non basti ricordare solo per riempiersi la bocca di memoria. Io sento di poter ricordare Carlo Giuliani e tutti i morti e torturati e privati della libertà e della dignità per una falsa idea di giustizia, per fascismo vecchio e nuovo, per una qualche forma di predominio e nazionalismo, solo denunciando la violenza che esiste tuttora, solo scavando per far emergere la verità graffiante e nauseante che tutti vogliono nascondere. L’indifferenza dei media e delle coscienze e l’ipocrisia del mondo politico sono tante e tali da essere vergognose. Perchè la violenza c’è stata e c’è in ogni parte del mondo a Genova, In Val di Susa, a Capaci e in via d’Amelio, in Palestina, nelle acque internazionali… Proprio ora ho finito di leggere e diffondere la notizia tratta dalla pagina di facebook di Vittorio Arrigoni riguardante la nave Dignitè della Freedom Flotilla II che è stata abbordata dai militari israeliani e i cui diacessette attivisti a bordo di diverse nazionalità sono stati presi e non se ne ha notizie da ore. Tutto questo a poco più di un anno dalla strage dei nove attivisti turchi ( una volta si diceva “mamma li Turchi! e forse si dice ancora) delle Navi Marmara. E cosa ancora più vergognosa è il fatto che si riporti la notizia dicendo che la marina israeliana ha abbordato la nave francese PACIFICAMENTE!
Questo è vero il terrorismo, quello degli Stati che compiono tutto ciò e quello degli Stati, compreso il nostro, che rimangono in silenzio di fronte a tutto ciò! Altro che terrorismo islamico, altro che black block: non nego che questo esista ma è poca cosa rispetto al terrorismo degli Stati, che loro chiamano pace!
Tornando allo specifico di Genova, questi sono i post con cui ho voluto ricordare Carlo e tutte le violenze del g8 di Genova ma soprattutto denunciare queste violenze con le immagini di chi c’era e che raccontano la verità, non la favola sui ribelli cattivi che continuano a raccontarci, al di là delle “pagine in ricordo di”:
http://parolenude.splinder.com/post/24961283/piazza-alimonda-diaz-bolzaneto-e-altre-violenze-nel-g8-del-2001
http://parolenude.splinder.com/post/25010805/dallultima-galleria-di-alessio-lega-canzone-sui-fatti-di-genova-2001
Ti ringrazio ogni giorno per ciò che ci fai sapere o tornare alla memoria. Mi auguro un giorno io e mia moglie di conoscerti di persona e poter condivere le nostre lotte
Un abbraccio
grazie! a.
Grazie veramente per il tuo impegno informativo e non solo. le tue parole sono le mie. Graziella
Sì. Carlo è sangue nostro. Grazie.
condividole tue parole, il tuo stato d’animo, i tuoi sentimenti. credo che questa ferita non si rimarginerà mai dentro di me. grazie
Oggi ho comprato il libro di Vittorio Agnoletto e Lorenzo Guadagnucci, “L’eclisse della democrazia. Le verità nascoste sul G8 2001 a Genova”, Feltrinelli, Milano, 2011 . Ho cercato quello di autori vari su Carlo Giuliani “Per sempre ragazzo” ma l’avevano finitoe hanno detto che lo riporteranno perchè ne avevano solo due copie. . Ce n’era anche uno sulla Diaz ma per il momento ho preso solo questo che credo sia completo.