Da Settembrini a Scarceranda: CONTRO IL CARCERE, passo dopo passo…
“Per impedire questi orrori non basta il senno e la vigilanza de’ comandanti, non le battiture, il puntale, le traverse, le manette che sono gli aspri castighi che si dànno ogni giorno a chi commette i più lievi falli ed i più gravi. Il colpevole è disteso bocconi sopra uno scanno in mezzo al cortile, e da due agozzini con due grosse funi impiastrate di catrame ed immollate nell’acqua, è battuto fieramente su le natiche, e su i fianchi ancora e sui femori.
Il comandante prescrive il numero dei colpi, ed è presente col medico e col prete: i soldati stanno su la loggia con l’arme al braccio: i condannati debbono riguardare: il battuto urlando chiama la Vergine ed i Santi che poc’anzi bestemmiava: alcuno soffre muto, e levatosi dallo scanno con orgogliosa impudenza si scuote i calzoni e le battiture. Dopo le battiture è incatenato ad un piede, e messo al puntale, cioè l’altro capo della catena, è fisso ad un grosso anello di ferro che sorge dal pavimento d’una segreta, o è fisso ad un cancello d’una finestra: e così sta assai giorni e mesi. Talvolta gli si mettono ancora le traverse, che sono due semicerchi di ferro messi ai piedi e fermati da un grossissimo perno che pesa su i talloni e rende difficile e doloroso stendere un passo. Questi castighi sono continui, le battiture quasi ogni giorno: alcuni in varie volte ne hanno ricevuto oltre due mila, e ne muoiono consunti da tisi, ma non domati.
Dopo l’omicidio s’incomincia il processo… “
_____ LUIGI SETTEMBRINI: L’ergastolo di Santo Stefano_____
Ancora una pagina di questo libro impressionante, capace di far sentire il rumor dei chiavistelli del vecchio ergastulum borbonico dell’isola di Santo Stefano, che ha recluso migliaia di persone nel lungo corso della sua storia di prigionia.
Un’isola intrisa di dolore e speranza, che pochi altri come Settembrini son riusciti a raccontarci..
su questa pagina potete leggere l’inizio, la descrizione del suo salir dal mare,
la sensazione, gli odori , le urla e l’umidità,
la salsedine e l’isolamento, i sorprusi fisici e la violenza psicologica dell’ergastolo,
del fine pena mai,
di quel cimitero lì, in fondo alla strada, ad attendere la sola fine possibile.
Stiamo raccogliendo i contributi per la prossima Scarceranda 2013
Scarceranda contiene disegni, foto, poesie, testi, ricette culinarie (che si possano realizzare in carcere con il fornelletto e gli ingredienti reperibili con la spesa).
La filosofia del progetto Scarceranda e’ racchiusa nel motto *Contro ogni carcere giorno dopo giorno* e ci piace che ogni contributo declini in qualche modo questa idea.
Le immagini saranno pubblicate in bianco e nero (il formato dell’agenda e’ 16x11cm)
L’andata in stampa e’ prevista per il 30 settembre 2012.
speriamo di poter contare su di te:
mandaci il tuo contributo a:
scarceranda@ondarossa.info

































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