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Archivio per la categoria ‘Atene’

Grecia: la rivoluzione è d’acciaio e zucchero. Lo sciopero delle acciaierie e l’occupazione di una famosa pasticceria

23 gennaio 2012 1 commento

Sarà il più martoriato dei paesi che stanno subendo la crisi economica, l’austerity imposta dai “mercati internazionali” che spezza la normale vita economica di tutti gli strati del paese,
sarà il paese che sta sfiorando il baratro in modo sempre più pericoloso,
ma ogni volta che #stavitademerda mi permette di trovare il tempo di scovare notizie dalla Grecia,
il mio cuore si riempie di gioia.
Di quella gioia fatta di collettività, di sudore e organizzazione, di costruzione di percorsi d’autonomia, fondamentalmente di  lotta di classe,
quella che da quest’altra parte del mare (un mare piccolo piccolo che sembra immenso) abbiamo rimosso.
Seppellita sotto tonnellate di riformismo, di sindacalismo colluso,
di complottismo, di giustizialismo, di grettezza politica
di incapacità di canalizzare energie e trovare il coraggio di portare avanti le battaglie come si devono portare avanti:
con il coraggio di chi non ha niente da perdere, e vorrebbe TUTTO da conquistare.
Ma non è aria, qui.
No.

Ma la Grecia sta prendendo la strada giusta: sta cercando di prendersi con la forza quello che con molta più forza è stato strappato via.
E lo fa riallacciando la corrente illegalmente alle famiglie che non possono pagare la tassa di proprietà,
lo fa espropriando supermercati di grandi catene e ridistribuendo il cibo preso nei mercati rionali,
lo fa portando solidarietà ai detenuti,
lo fa portando in piazza 15.000 lavoratori delle accierie staccati da qualunque sindacato sempre e comunque colluso e parte integrante dell’indotto di stato di sfruttamento e tagli.
Il piano di Manesis, capo delle acciaierie, caratterizzato dal terrore imposto dai continui licenziamenti e dalla proposta di lavoro a turnazioni, è stato bloccato dalla
tenacia e dalla forza dei lavoratori, che hanno oltretutto trovato un vero e proprio fiume di persone  pronte a portare la loro solidarietà.
I volantini dei lavoratori delle acciaierie parlano chiaro, come quelli di studenti, immigrati, disoccupati:
la chiamata è generale, è ad una lotta di classe contro potere, che sia composta, foraggiata e alimentata da tutte le componenti di sfruttati ed emarginati del paese:
chiama a raccolta studenti, precari, dipendenti pubblici, disoccupati, migranti, clandestini, cittadini e nomadi…
tutti uniti, verso un’organizzazione rivoluzionaria capace di soverchiare il sistema,
così com’è.
Mi si riempie il cuore nel leggere i loro volantini, lo ribadisco emozionata.
• Un’altra notizia “greca” ci arriva da Salonicco, battagliera città, dove i lavoratori di una famosa pasticceria (è una catena con negozi in tutto il paese) “Hatzis”, hanno deciso di occupare il negozio nel quartiere di Kalamaria, dopo che da dicembre combattevano per cercare di ottenere i 5 precedenti mesi di salario, oltre che i bonus economici previsti nella mensilità di dicembre.
Una storia che va avanti da alcuni mesi e che ha dell’irreale visti gli ultimi 5 anni di fatturato della pasticceria e il maldestro tentativo (che sicuramente riuscirà) di puntare al fallimento approfittando della crisi nel paese, per evitare di
pagare i milioni di debiti accumulati con le assicurazioni pubbliche.
Basterebbe fallire, cambiar nome alla società e tutti i debiti, per primi quelli con gli stessi lavoratori, spariranno nel nulla.
Alla luce di ciò negli ultimi mesi i licenziamenti sono stati tanti, rimpiazzati con lavoratori “fantasma”, privi di regolari contratti o con l’obbligo di una precedente firma di “dichiarazione volontaria di licenziamento” che permettono al padrone di non pagare le indennità a chi viene licenziato.
Sono 400 euro al mese per turni fino a 12 ore di lavoro: questo è.

tanto che, come ormai per tradizione in quel paese, il padrone sta iniziando a tremare.
I suoi locali sono bloccati e occupati: al secondo giorno di occupazione la polizia ha fatto irruzione arrestando otto persone, tra cui 4 lavoratori e altri 4 solidali:
la cosa non ha minimamente fermato la mobilitazione.
La lotta continua…alla faccia del padrone, di Manesis e di quelli come loro.

Grecia : quando la crisi porta all’abbandono disperato dei propri figli

11 gennaio 2012 16 commenti

Non posso immaginare cosa voglia dire accompagnare il proprio bimbo all’asilo,
consapevole di non poterlo più andare a prendere, consapevole di non rivederlo, perché sai che per lui/lei potrebbe esser meglio così,
perché sai di non poterlo mantenere,
di non poter continuare a fargli fare quella vita.
“Non verrò a prendere Annna oggi, perché non posso permettermi di prendermi cura di lei”, si legge. “Per favore, abbiatene cura. Mi dispiace. Sua madre.” Questo biglietto è stato trovato in un cappottino di una bimba di 4 anni, dalla sua maestra d’asilo.
E non sembra essere una novità tutto ciò, in Grecia, in questi ultimi mesi.
La BBC racconta di come è cambiata la situazione nei centri giovanili per poveri o nelle associazioni che si occupano di bambini “abbandonati”.
Strutture che in passato lavoravano soprattutto bambini provenienti da gravi disagi sociali, spesso causati da droga ed alcolismo in famiglia, ma che ora si trovano ad assistere prettamente chi è colpito dalla povertà.
Solo negli ultimi due mesi, racconta un giovane prete ortodosso che gestisce uno di questi centri, sono stati lasciati tre bimbi ed un neonato alla sua porta…altri arrivano direttamente tra le braccia delle loro mamme disperate,  che sperano, lasciando lì i loro figli, di garantirgli almeno i pasti e un tetto sopra la testa.
Come la storia dei due gemellini ricoverati per malnutrizione, perché la loro mamma, anch’essa malnutrita non riesce ad allattarli…
cose che fino a poco tempo fa erano inimmaginabili nella società greca, e che stanno mettendo sotto shock l’intero paese.

L’articolo ci racconta anche la storia di Maria, costretta a lasciare la sua bimba di otto anni sola per ore intere nel tentativo disperato di trovare un lavoro. Questa mamma, dopo aver mangiato per mesi con la figlia qualcosa rimediata in chiesa, dopo aver perso 25 kg, ha deciso di affidarla all’associazione “SOS villaggio dei bambini”, dove almeno può andarla a trovare sperando che le cose migliorino e che possa tornare a vivere con la sua bimba. E’ riuscita a trovare un lavoro da 20€ al giorno, nulla, per mantenere due persone.

La situazione più drammatica è ovviamente Atene, che da grande metropoli, vede con molta pià facilità l’allontanamento dei legami familiari e di vicinato e dove la sopravvivenza minima è molto più complicata che nelle campagne: sono decine quindi, e in costante aumento, bambini che cresceranno in questo modo, consapevoli di non poter aver accanto i loro genitori perché piegati da una povertà che non permette nemmeno una minima sussistenza

L’articolo della BBC: LEGGI

Atene: azione diretta in una radio… e successiva pesante repressione

10 gennaio 2012 1 commento

Questa mattina diversi militanti dell’assemblea solidale con l’organizzazione “Lotta rivoluzionaria” attualmente sotto processo, sono entrati ed hanno invaso i locali della stazione radio Flash, situata nel sobborgo ateniese di Maroussi.

Immagini del presidio di capodanno, davanti al carcere di Korydallos (in un post precedente su questo blog potete trovare il video)

Una volta entrati in redazione, hanno interrotto le trasmissioni e dopo essersi impossessati dei microfoni hanno letto dei comunicati di solidarietà nei confronti dei detenuti reclusi nel maledetto carcere di Korydallos.
Un’azione breve, tanto che alle 11.30 le trasmissioni avevano già ripreso regolarmente;
nessuno dalla redazione della radio aveva richiesto l’intervento della polizia, sapendo che era un’azione che mirava alla lettura di alcuni fogli, ma malgrado ciò dopo pochissimi minuti sono arrivati plotoni su plotoni: dalla polizia antisommossa ai reparti speciali.
Più di due ore di stallo, poi alle 14.30 la polizia (con due avvocati) ha fatto irruzione nei locali arrestando tutti coloro che avevano partecipato all’azione di solidarietà,
mai denunciata dalla stessa radio.
Le accuse poi partono automaticamente ormai, con le leggi anti-terrorismo in vigore da poche settimane: tutto immediatamente diventa “azione terroristica, ed illegale uso della forza”.
In questo momento buona parte dei militanti sono stati trasferiti nel quartier generale della polizia sito in Alexandras Avenue, dove dalle 17.30 è stato convocato un presidio di solidarietà.

Seguiranno aggiornamenti …
leggete OccupiedLondon per rimanere informati sulle lotte greche

Grecia: capodanno davanti al carcere di Koridallos

3 gennaio 2012 1 commento


Concentramento di solidarietà fuori le prigioni di Koridallos 31 Dicembre 2011,
dalle ore 23.00 presso il parchetto di via Grigoriou Lambraki

Le nostre voci non smetteranno di crescere e passare attraverso le mura e le sbarre delle prigioni,
per essere uniti attraverso le voci con coloro che si trovano negli inferni dello Stato
e combattere per la dignità e la libertà.

I disoccupati nel frattempo si organizzano con espropri: QUI la traduzione di un volantino
Qui potete vedere un documentario sulle rivolte greche, a partire dalla morte di Alexis : GUARDA

Syntagma: lezione di democrazia – parte 1

9 dicembre 2011 Lascia un commento


Ad Atene il pedone è sacro, chi non gli porta rispetto, paga!

Grecia: la società che riscopre il baratto, le ricette di guerra e gli espropri

7 dicembre 2011 Lascia un commento

Ieri erano 3 anni dall’omicidio di Alexis, che prima di incontrare il proiettile che l’ha ucciso era un 15enne in una serata tra amici, davanti ad un localetto del quartiere anarchico di Atene, Exarchia.
Da quel giorno nulla è stato più come prima: gli scontri e il livello di conflitto vissute nelle settimane immediatamente successive hanno decisamente cambiato il modo di stare in piazza della Grecia, prima che la grande crisi le spezzasse definitivamente le ossa.
Questo blog ha parlato tanto di Alexis, ha partecipato a quelle prime infuocate piazza, e non riesce certo a dimenticarlo.

Ora un paio di notizie dalla Grecia, per le quali ringrazio chi non smette di scovarle: da una Grecia che alza quotidianamente il livello di conflitto contro le misure di austerità prese dal governo, dal Fondo Monetario internazionale e dai mercati.
Un paese spezzato, spazzato via: un paese che però non si arrende, che sta imparando nuove pratiche ed alcune le sta solo rispolverando.
Un paese che se ha fame espropria supermercati … o che inventa nuove ricette come in questo caso…

Manuale dell’austerità

È l’ultimo manuale per stringere la cinghia: Non avete da mangiare? Mettete una melanzana nel tritatutto. Masticate il cibo abbastanza a lungo di modo che il vostro stomaco si senta pieno. E non dimenticate di spazzare via le briciole dal tavolo e conservarle in un vaso. Questi sono alcuni dei suggerimenti che i greci usavano per sopravvivere durante l’occupazione nella seconda guerra mondiale, e che sono stati raccolti in Ricette per la fame – un libro di cucina che è diventato un successo a sorpresa per milioni di greci che lottano per sbarcare il lunario in un nuovo periodo di profondo disagio causato dalla crisi economica. L’autrice, Eleni Nikolaidou, ha passato 18 mesi a copiare ricette e consigli che i quotidiani greci pubblicavano durante l’occupazione nazista dal 1941 al 1944.
Altri “consigli”: ferri di cavallo usati per rinforzare scarpe fatiscenti, sabbia cotta per conservare i limoni, e gatti e cani randagi cacciati nelle strade di Atene come cibo. Mancava lo zucchero, e veniva usata la polpa di uva passa come dolcificante, cosicché nei matrimoni venivano distribuiti confetti neri. Non  c’era caffè, sostituito da un intruglio di polvere di ceci.
Il libro è alla sua seconda edizione, e per quanto la situazione di guerra , che uccise per fame in Grecia 300.000 persone, non sia paragonabile a quella attuale, pure si moltiplicano sui giornali le ricette di cucina a poco prezzo, mentre preoccupanti segnali di miseria sono ormai indiscutibili. “La gente apre la dispensa e ci trova solo un misero sacchetto di farina chiedendosi: che ci faccio?” ha detto l’autrice. Molti bambini vanno a scuola senza aver mangiato a sufficienza, gli alimentari vendono meno, è precipitato il consumo di carne e la gente si orienta verso articoli a basso prezzo.

o il baratto:

E’ domenica a Volos, nel porto i pescatori espongono il loro pescato giornaliero, che oggi comprende merluzzo, sarde e polpo.
I prezzi sono stati ridotti, ma i clienti sono pochi.
Un pescatore ride amaramente. Gli affari vanno malissimo, è il momento di iniziare a scambiare merci.
“Dammi due chili di patate, e io ti do un chilo di pesce,” dice. “Perché no?
In effetti, molti in Grecia stanno facendo proprio questo: comincia una forma più semplice di commercio, il baratto.
E a Volos, il sistema del baratto serve anche a promuovere un nuovo senso di comunità.
In tempi recenti Volos, 100.000 abitanti, è stato uno dei centri più industrializzati della Grecia e ora la recessione ha colpito le sue fabbriche di cemento e acciaio, portando la disoccupazione al di sopra della media nazionale del 20%.
Ci si scambia anche servizi, non solo merci.
Ma gli abitanti, oltre a questo, usano una sorta di moneta locale alternativa, il TEM (equivalente ad un euro) che sotto forma di voucher viene accettata anche dai negozianti a pagamento parziale della merce (circa il 30%, e il resto in euro), e che poi gli stessi usano in altri esercizi.
Esiste anche un sito web dove le persone si iscrivono gratuitamente ad una rete di baratto,  in cui possono inserire annunci in cui  offrono e/o chiedono servizi come riparazioni, lezioni di inglese e  di computer, baby-sitting, visite mediche e altro: i membri scambiano beni e servizi accumulando TEM su un conto online..
Nell’ultimo anno, i membri del TEM a Volos sono cresciuti da poche decine a più di 500, e il movimento ha attirato l’attenzione di Atene. Nel mese di settembre, il parlamento ha approvato una legge che attribuisce alle reti di baratto lo status no-profit.
Il comune di Volos inoltre incoraggia attivamente la rete TEM. Il sindaco  ha detto che niziative come queste sono particolarmente importanti in un momento in cui la crisi economica smantella lo stato sociale..
Il Comune ha stampato volantini che spiegano il sistema del baratto e ha promosso dibattiti.
http://www.npr.org/2011/11/29/142908549/modern-greeks-return-to-ancient-system-of-barter

Ad Atene si espropriano i supermercati, nella gioia generale

8 novembre 2011 3 commenti

la foto non è greca, ma mi sembrava adeguata ;-)

Sabato 5 novembre 2011, un gruppo di compagni ha effettuato un esproprio in un supermercato di Exarchia che
fa parte della catena Bazar/Fresh Express.
Prodotti di base e cibo sono stati espropriati e poi distribuiti alle persone che si trovavano al mercato all’aperto di Via Kallidromiou.
La folla ha accolto con entusiasmo i carrelli della spesa pieni e ha  prontamente accettato i prodotti con apprezzamento e complimenti per
l’azione.
Le loro ricchezze sono il nostro sangue.
Espropriare Capitale ovunque.

I Compagni

Link in Spagnolo e Inglese

Un comunicato da Syntagma sul “partito comunista”

23 ottobre 2011 1 commento

Dopo Varkiza [1], il Politecnico [2], la Scuola di Chimica (1979) [3] il dicembre 2008 [4] e una serie di altri casi, la realtà ancora una volta rivela il ruolo del Partito che tradisce sistematicamente le lotte popolari. E se fino ad ora hanno strangolato, con le loro cariche politiche ogni sciopero generalizzato e determinato in tutti questi anni, se hanno insultato tutte le rivolte come una “provocazione”, d’ora in poi la storia dimostra che non sono “semplici errori politici”, ma una posizione consapevole e coordinata per difendere la dittatura parlamentare e dei rapporti capitalistici finanziari e sociali.
Questo è quello che hanno fatto ieri (20/10), troppo, anche se fino a quel punto hanno chiamato il popolo alle manifestazioni per il rovesciamento del governo. Invece di proteggere chi circondava il parlamento ne hanno protetto il regolare funzionamento, hanno agito ancor più barbaramente della polizia, spaccando le teste e consegnando  manifestanti alle forze della repressione. La cosa peggiore che hanno fatto è stato di legittimare lo Stato, che ha ucciso uno dei loro compagni, accusando dell’omicidio una certa violenza parastatale.
Da ieri, in modo definitivo e irreversibile, il cosiddetto “Partito Comunista” non è altro che una barriera contro il tentativo di seppellire il cadavere parlamentare. Qualsiasi essere umano libero che lotta per la propria dignità in questi giorni cruciali deve individuarlo politicamente come un bersaglio. Questa frase non deve essere letta come una scissione nel movimento. Potremmo avere problemi comuni e obiettivi comuni con gli elettori del “Partito Comunista”, ma la politica e la pratica della leadership  dalle cui labbra pendono segue gli ordini del governo e degli inviati del FMI e UE della BCE. Non abbiamo mai marciato fianco a fianco con loro, non saranno mai con noi. Dobbiamo tutti tenere presente che il “Partito Comunista” agirà come una quinta colonna del regime dittatoriale, sperando ancora una volta di afferrare qualche briciola dal tavolo parlamentare, proprio come ha fatto nel 1990 [5].

La posizione di tutti i gruppi politici, siano essi parlamentari o non, che ha sostenuto gli atti del “Partito Comunista”, sia indirettamente che con il loro silenzio, o direttamente con le loro dichiarazioni, è altrettanto condannabile. Fino a quando questi partiti rimangono all’interno di un parlamento composto di destinatari degli ordini della Troika e continuano a ricevere i loro stipendi grassi, sono interamente corresponsabili di quello che è successo finora e di quello che verrà. Il loro voto negativo al memorandum e le leggi votate insieme rivelano con precisione il loro ruolo nella dittatura: fornendo l’alibi della democrazia e della pluralità delle voci, sostengono  completamente il parlamento di rappresentanti, in modo che il popolo impoverito continui a contare i voti in ogni seduta fissa  e predeterminata di voto delle leggi che cancellano il suo futuro – e al tempo stesso, sono alimentati con l’illusione che qualcuno parli in loro nome e nel loro interesse. Così, lasciano l’opposizione ai professionisti della politica, e non sentono il bisogno di reagire immediatamente e di persona. Qualsiasi voto, anche per i partiti extraparlamentari di “estrema sinistra” alle elezioni nazionali e locali non è altro che olio negli ingranaggi [della macchina] e una legittimazione della “correttezza” della dittatura parlamentare.

Dal 25 maggio, quando ci siamo radunati in piazza, abbiamo rivelato che la democrazia diretta è la capacità di ciascuno di noi di partecipare, di consultarci l’un l’altro, di modellare le idee insieme in modo autonomo, lontano dalle etichette ideologiche o parlamentari. Resteremo qui, contro il loro parlamentarismo e la loro burocrazia fallimentari.

Stiamo prendendo NOSTRA VITA nelle nostre mani

DEMOCRAZIA DIRETTA ORA

Assemblea popolare di piazza Syntagma, 21/10/2011

1. Riferimento al trattato del 1945 di Varkiza, dove il Partito Comunista ha tradito la lotta armata e migliaia di combattenti della guerra civile in cambio della sua legalità nel nuovo regime
2. Riferimento alla posizione originale del Partito comunista contro la rivolta del Politecnico del 1973, che determinò l’inizio del crollo della giunta fascista. Allora definì gli studenti, molti dei quali furono uccisi, “provocatori della polizia”
3. Riferimento agli incidenti del 1979 presso la Scuola Chimica di Atene, dove i membri del Partito comunista hanno spezzato l’occupazione della scuola, collaborando direttamente con la polizia
4. Un riferimento, ovviamente, alla più recente condanna della rivolta del dicembre 2008
5. Riferimento all’accordo del Partito comunista due principali partiti parlamentari, ND e PASOK, nel 1990

Scontri tra PAME e blocco anarchico: Grecia – Italia, “una faza una raza”

20 ottobre 2011 18 commenti
Il Pame in corteo

Il Pame in corteo

Quel che accade in Grecia dovrebbe starci più a cuore del solito, visto quel che è successo in piazza il 15 ottobre a Roma; non solo per comprendere la rabbia di un’intera generazione, ma soprattutto per guardarlo come laboratorio di quel che sta arrivando anche qui: una specie di regolamento di conti tra pratiche politiche, nel momento peggiore della crisi del paese.
Oggi è il secondo giorno di sciopero generale consecutivo in Grecia contro il voto definitivo che approverà le misure di austerità…e questa mattina alle 10 già migliaia di persone iniziavano ad accalcarsi a Syntagma, l’enorme piazzale del parlamento greco ad Atene
Ieri è stata una giornata di fuoco e fiamme, cosa che non è certo definibile una novità per le manifestazione greche, che dall’assassinio di Alexis nel dicembre 2008, non hanno mai visto sfilare cortei senza pesanti scontri con la polizia e l’uso massiccio di bottiglie Molotov.

Anche oggi sembrava quello il panorama, in strade e piazze che puzzavano ancora dei lacrimogeni di ieri, invece s’è presentato diverso già prima di mezzogiorno in piazza Syntagma, dove il servizio d’ordine degli stalinisti del PAME s’è schierato subito in difesa dei cordoni di polizia, per “contenere” qualunque attacco da parte di gruppi, ancor prima che buona parte della polizia e dei reparti speciali fossero visibili in piazza.
Poco prima delle 15, dopo qualche ora di questa ridicola manfrina, una buona fretta del blocco anarchico ha attaccato le linee del servizio d’ordine degli Stalinisti: il primo faccia a faccia è stato davanti al Great Britain Hotel, proprio sulla piazza: a centinaia si sono attaccati, a bottigliate, sassate e bastonate.
A quel punto l’escalation è stata rapida ed anche drammatica: una parte della piazza si scontrava col PAME, l’altra tentava azioni per avvicinarsi comunque al parlamento greco.
Il blocco stalinista è stato attaccato anche a colpi di Molotov, come ci racconta il sempre puntualissimo sito Occupied London.
Dalle 15 in poi la battaglia si fa assurda: la polizia decide di attaccare e in non molto tempo conquista la parte  superiore della piazza, mentre il PAME si conquista l’altra: a quel punto la metodologia oltre alle botte del servizio d’ordine passa all’impacchettamento di chiunque faccia parte del blocco antiautoritario ed anarchico e sono in tanti quelli ad esser consegnati alla polizia, dagli stalinisti,
ormai avvelenati di vendetta ed ordine.
Dopo un’oretta, quindi nemmeno mezzora fa, il panorama è un po’ migliorato, perché la battaglia invece di calmarsi sembra allargarsi: componenti dei sindacati di base, e di diversi gruppi della sinistra antagonista, si sono uniti alle cariche contro gli stalinisti/sbirri del PAME.
E’ in questa seconda parte di scontri tra manifestanti che è iniziata a circolare la voce di un morto,
smentita poco fa.
La polizia ha appena permesso al PAME di allontanarsi da Syntagma aprendo Panepistimiou verso Omonia, mentre sta aumentando le forze davanti al parlamento, dove tutto il fronte autonomo e anarchico si è ricompattato e sta ora fronteggiando pesanti cariche e un fitto lancio di lacrimogeni.

16.50: CONFERMATA LA MORTE DI UN UOMO DI 53 ANNI, LAVORATORE EDILE, COLPITO DA UNA PIETRA E POI PROBABILMENTE MORTO PER ARRESTO CARDIACO. LA NOTIZIA E’ STATA CONFERMATA POCO FA DA ALCUNI ORGANI DI STAMPA GRECI.

CONFERMATO IL REFERTO MEDICO: IL COMPAGNO MORTO DURANTE GLI SCONTRI NON AVEVA FERITE ALLA TESTA. E’ MORTO PER UN ARRESTO CARDIACO CAUSATO MOLTO PROBABILMENTE DAI LACRIMOGENI
Due poliziotti invece sono stati trasportati in ospedale per gravi ustioni

Provo a dare aggiornamenti tra poco

Grecia: inizia l’anno scolastico tra tagli e occupazioni

14 settembre 2011 1 commento

Atene, facoltà d'economia. Lo striscione urla OCCUPAZIONE mentre in alto c'è scritto "dove non arriva la mano dello stato arrivano le lame del para-stato, Solidarietà ai migranti"

La Grecia, sventrata da crisi e austerity non molla la piazza e la contestazione, in ogni sua forma.
Questi giorni è stata Salonicco al centro della cronaca vista l’apertura della 76° Mostra Commerciale Internazionale, alla quale ha partecipato anche il primo ministro Papandreou.
Oltre due milioni di euro è ciò che è stato speso dal ministero dell’Interno solo per lo spostamento dei reparti celere dalla capitale a Thessaloniki per contrastare le proteste.
Tre giornate di scontri, ferro e fuoco: più di 40.000 persone si sono riversate per le strade con una determinazione che non smette di caratterizzare le piazze greche. Una città dove a 48 ore di distanza dall’ultimo lancio di lacrimogeni e altri tipi di gas urticanti, i parchetti pubblici antistanti le facoltà universitarie erano ancora ricoperti dall’odore irrespirabile.
La polizia è avanzata con le solite metodologie viste in questi ultimi tre anni di scontri in Grecia: la celere che fa pesantissimo uso di lacrimogeni e raramente arriva al contatto fisico, poi i M.A.T. (reparti speciali) invece si infiltrano a piccoli gruppi nei cortei con un massiccio uso di gas e granate assordanti, per tramortire e cercar di arrestare quanta più gente possibile. Poi ci sono i motociclisti, il reparto maledetto che carosella intorno ai cortei … che però di sassi e molotov ne prendono a tonnellate.
Scontri per giorni e notti intere, con una media di un centinaio di arresti al giorno.
A Salonicco, come ad Atene: dove lunedì sera anche il reparto di scorta del ministro della cultura è stato attaccato con un improvviso lancio di molotov che hanno completamente bruciato i mezzi e una parte della sede del ministero.
La protesta dilaga, la sua violenza non si placa, ma le misure di sventramento dell’economia del paese avanzano, sulla pelle di tutti. Ruota intorno ai 300 il numero dei dipartimenti universitari occupati dagli studenti che protestano contro la riforma e i tagli che ovviamente andranno a sventrare definitivamente scuola pubblica, università e ricerca con un’ondata allarmante di privatizzazioni, l’ingresso di agenzie che gestiranno le università come delle imprese, la cancellazione dell’asilo accademico e così via. Il primo giorno di scuola i cancelli dei licei sono stati presidiati dagli universitari, con un fitto volantinaggio sulla riforma e diverse assemblee spontanee: tanto che la notizia di oggi è che ci sarà il divieto di parlare di politica negli istituti scolastici.
Oltre che l’assenza di libri di testo; eh si, non è uno scherzo. Le scuole hanno riaperto lunedì ma non c’è speranza di una riga d’inchiostro prima di metà novembre:in Grecia i libri scolastici (ehhhhh, quando lottare permette le conquiste!) sono gratuiti e distribuiti dall’Organizzazione per i libri scolastici, ma dati i tagli, nulla comparirà prima di due mesi.

I taxisti sono in protesta da 48 ore davanti al parlamento.
Pochi minuti fa il governo ha annunciato 20.000 licenziamenti di dipendenti pubblici, come “ulteriore sforzo per frenare la crescita del debito”…
solo tutti insieme possiamo fermare questa maledetta europa della crisi, solo tutti insieme possiamo fare in modo che “i mercati” non mangino il nostro presente tentando di annullare il futuro.

Grecia: “il 3 settembre saremo ovunque, riempiamo piazza Syntagma”

2 settembre 2011 Lascia un commento

Sperando che almeno in Italia lo sciopero del 6 sia imponente e si arrivi alla giornata del 15 ottobre con un po’ di energie e forza….
intanto vediamo come riparte la mobilitazione greca …che in realtà non s’è mai fermata essendoci già 45 facoltà occupate da prima dell’inizio dell’anno accademico.

Annuncio dell’Assemblea del Popolo di Piazza Syntagma sulla mobilitazione del 3 settembre 2011

Il 3 settembre saremo ovunque, riempiamo Piazza Syntagma
Abbiamo cominciato come indignati, abbiamo preso le nostre decisioni, e tra poco ci ribelleremo in massa finché coloro che ci governano non saranno andati via. Fino a quando non butteremo fuori il governo dei mercati e dei banchieri.
Siamo tutti d’accordo che questo movimento, per definizione, non ha bisogno di portavoce, ma soprattutto nel contesto di questo sistema politico ed economico, dove essi potrebbero essere corrotti, e tradire la gente. Vogliamo decidere collettivamente per noi stessi. Chiediamo di prendere le nostre vite nelle nostre mani.
Il 3 settembre (il giorno in cui la prima costituzione greca è stata varata nel 1843, e anche quando è stato fondato il PASOK, partito attualmente al governo) è una data a cui bisogna ridare il suo significato originale.
Il 3 settembre è una data importante per noi. E’ anche il giorno che ci ricorda la “cancellazione” delle aspirazioni del popolo per la democrazia, la libertà e la dignità. Che ci ricorda le bugie raccontate dai nostri governi e la beffa nei nostri confronti.

Non abbiamo illusioni: sappiamo che non possiamo avere una democrazia diretta e il controllo del popolo senza rovesciare il governo, la troika, e l’intero sistema politico ed economico.
Chiamiamo tutti i cittadini alla grande manifestazione e all’assemblea popolare a piazza Syntagma e in tutte le piazze del Paese il 3 settembre 2011 alle 19:00.

PANE-EDUCAZIONE-LIBERTA ‘
UGUAGLIANZA-GIUSTIZIA-AUTONOMIA
LE PIAZZE SIAMO NOI E NOI SIAMO OVUNQUE
DEMOCRAZIA DIRETTA

SEGUI GLI AGGIORNAMENTI ATENIESI
Leggi su questo blog: ATENE

Foto di Valentina Perniciaro _nelle notti del Politecnico occupato, nel dicembre 2008_

Arresti, pestaggi, sevizie e torture: Grecia 2011

22 luglio 2011 1 commento

Alle barbarie rispondiamo con la solidarietà

Alba di sabato 9/7, Eksarxeia. Ancora un caso “isolato” di violenza poliziesca: X.K, 22 anni, uscendo da un concerto per la raccolta fondi
a favore degli arrestati durante i scioperi del 28-29 giugno al politecnico di Atene, ha subito un barbaro attacco dai “guardiani della  democrazia” in divisa. Fratture al cranio, alle braccia, alla spalla, alle gambe e danni ai reni sono i risultati delle pratiche dei servitori
del “ministero della protezione del cittadino”.
X.K non solo non ha avuto le cure mediche immediate di cui aveva bisogno ma e’ stato trattenuto a GADA (la centrale della polizia ad Atene) dove ha avuto “un speciale trattamento”, i torturatori versavano dell’acool etilico sul suo corpo. Affronta delle accuse pesanti per reati che comportano anche l’arresto immediato.
Denunciamo gli organi del mantenimento dell’ordine i quali, in maniera sistematica, usano la violenza e fabbricano delle accuse senza  fondamento. Denunciamo il comportamento del pubblico ministero che non ha rilevato nessuna violazione del diritto della legalità borghese anche nel caso di una persona insanguinata e barbaramente picchiata.
Denunciamo il governo che si sta servendo di pratiche totalitarie. Nella Grecia dei memorandum 1 e 2 la sola risposta dello stato alla rabbia
sociale e alla solidarietà sociale è la barbarie. Esigiamo dal potere giudiziario di svolgere il suo ruolo da potere indipendente e a valutare le responsabilità oggettive.
Ritiro immediato delle accuse a carico di X.K.
Solidarietà agli arrestati dei due giorni di sciopero.

Assemblea popolare Xolargos-Papagou (quartieri periferici di Atene, n.d.t.)

Lettera del ragazzo di 22 anni, che è stato ricoverato in ospedale dopo essere stato arrestato con violenza da una squadra di polizia, mentre lasciava il concerto auto-organizzato dalla stazione radio libera 98 FM al Politecnico di Atene Venerdì, 8 luglio (dopo mezzanotte).

Il 14 luglio un giudice istruttore ha visitato l’ospedale di Erithros Stavros [Croce Rossa], dove C.K. è stato ricoverato, dopo esser stato ferocemente picchiato dai poliziotti il Venerdì, appena fuori dal Politecnico. Il giudice istruttore ha dichiarato che C.K. è “pericoloso per la sicurezza pubblica” e ha emesso la decisione per la sua carcerazione cautelare. Quando ha visto le gravi ferite di C.K., ha avuto l’audacia di dire che “i poliziotti non fanno queste cose” e non si è preoccupata di prendere ulteriori informazioni per quanto riguarda l’incidente.
C.K. è accusato di reato a causa della testimonianza di un poliziotto contro di lui. Noi chiediamo a tutti coloro che erano presenti durante il momento dell’arresto e il pestaggio, un’aiuto per testimoniare in questo caso.

“All’alba di Sabato, 9 luglio, mentre stavo lasciando il concerto al Politecnico (Atene) all’altezza di via Bouboulinas, sono stato improvvisamente attaccato da una squadra di polizia anti-sommossa (MAT), che si trovava in un vicolo vicino. Una decina di uomini dell’unità di polizia anti-sommossa mi ha attaccato picchiandomi violentemente con i manganelli d’ordinanza, ma anche con pugni e calci. Mi picchiavano per lo più sulla testa e sulle costole con grande furia, molti di loro usando i manganelli dal lato di metallo e allo stesso tempo usavano frasi ingiuriose irripetibili.
Dopo pochi minuti, mentre ero sanguinante e in stato di semi-incoscienza mi hanno trascinato sul loro piu’ vicino furgone dove mi hanno lavato con acqua, etilene, alcol e qualsiasi tipo di liquido gli capitasse di avere intorno. Intorno alle 03.45 dopo mezzanotte, sono stato trasferito al quartier generale della polizia. Anche se la mia situazione era davvero brutta, nessuno mi prestava attenzione. Chiedevo un medico, dicendo loro che avevo dolori ma mi hanno risposto che prima dovevano portare a termine le procedure. Mi hanno lasciato sanguinante in un corridoio con indifferenza, nella situazione sanitaria in cui mi trovavo, anche quando ho perso i sensi.
La mattina dopo mi hanno annunciato che ero stato arrestato con l’accusa che… avevo lanciato una Molotov contro la squadra di polizia.
Anche se ho avuto un trauma profondo e una ferita profonda alcuni centimetri al centro del cranio e emorragie in diverse parti del corpo, mi è stato rifiutato il trasferimento in un ospedale adducendo che prima sarei dovuto comparire davanti al procuratore. Dopo mi hanno trasferito al tribunale dove sono stato formalmente accusato di due crimini e due infrazioni (attentato, possesso di esplosivi, disturbo della quiete pubblica e insulti). Poi sono stato trasferito in ospedale.
Dal mio incontro con le forze di ‘sicurezza’, a parte le accuse e il rischio immediato di essere incarcerato temporaneamente, ho ricevuto in ‘dono gratuito’ una serie di lesioni fisiche. Più in particolare, ho subito una frattura al centro del cranio, un profondo taglio in testa che ha avuto bisogno di 9 punti di sutura, un dente rotto, tagli sulla pelle del viso e delle orecchie, la fratturea del gomito e della spalla, una profonda ferita alla gamba che ha avuto bisogno di 10 punti, lussazione del ginocchio, ferite multiple provocate dai forti colpi dei manganelli alle costole e alla schiena, che mi hanno causato un’insufficienza renale.
Sono ricoverati in ospedale sorvegliato da poliziotti che cercano di rendere il mio ricovero ancora più difficile. Sono arrivati al punto di vietare di spegnere l’illuminazione della stanza, richiedendo me e gli altri pazienti di dormire con la luce accesa.
Lo scandalo più grande è che nel documento legale che è stato creato, a parte le false accuse contro di me, non si fà un minimo accenno agli abusi che ho subito. C’è solo la dichiarazione di un poliziotto (nessuno del resto della squadra di polizia vuol mettersi nei guai testimoniando o perché non hanno notato nulla o perchè hanno paura di assumersi la propria responsabilità). L’unica cosa che questo poliziotto ha notato sono stato io mentre lanciavo una molotov e poi che venivo arrestato (tutto secondo la legalità).
Non so ancora se ci sono danni permanenti per la mia salute. Ciò che so per certo, è che volevano uccidermi.
Ecco alcune foto, del risultato del mio incontro con la polizia, chiedo a tutti coloro che hanno assistito all’attacco contro di me o ha qualche materiale fotografico di contattarmi al seguente indirizzo e-mail: solidarity_xk@yahoo.gr.

X.K.”

Comunicato da Syntagma: NESSUN COMBATTENTE NELLE MANI DELLO STATO

8 luglio 2011 Lascia un commento

Festa per un’aiuto economico per gli arrestati del 28 e 29 Giugno al fine di coprire le spese legali e le cauzioni

Il 29 giugno, davanti al parlamento greco...

Comunicato dell’iniziativa di solidarietà di supporto economico agli arrestati durante lo sciopero generale del 28 e 29 Giugno :

Questa iniziativa è stata creata Venerdi 1 Luglio in solidarietà verso con le persone arrestate. Il proposito della nostra iniziativa è quello di raccogliere  le alte spese delle cauzioni e delle spese legali imposte con tempi ricattatori in una settimana.

Agiamo in via indipendente e non siamo associati con l’assemblea popolare di Piazza Syntagma anche se non agiamo altresi in’contrapposizione con i loro sforzi di raccogliere fondi per aiutare gli arrestati .
Dovremmo ricordare che abbiamo partecipato all’assemblea popolare di piazza Syntagma, abbiamo letto il testo originale della nostra iniziativa e abbiamo girato sul posto con una scatola per raccogliere fondi.
Tuttavia, per ragioni ideologiche, abbiamo rifiutato di sottoporre il testo con una delibera in modo da essere ‘legittimato’ dall’assemblea della piazza e, infine essere inserito come loro procedura.

Un importo di 2.700 euro è stato raccolto finora dalle scatole che abbiamo fatto girare in vari eventi socio-politici, ma anche dai contributi spontanei.
Lo sforzo per gli aiuti finanziari continuerà con una festa Giovedi, 7 Luglio sulla collina di Strefi (Exarchia, Atene).
Cerchiamo di essere tutti lì!

NESSUN COMBATTENTE NELLE MANI DELLO STATO

Iniziativa di aiuto economico per gli arrestati del 28 e 29 Giugno
solidaridad2829@yahoo.gr
 

Atene: è aria di rivolta! “LA DEMOCRAZIA E’ NATA QUI E QUI LA SEPPELLIREMO”

15 giugno 2011 9 commenti

REUTERS/Pascal Rossignol

Alle dieci di sera, orario in cui apro finalmente questo blog, le persone presenti a Syntagma, la piazza del parlamento greco ad Atene si aggirano intorno alle 30.000. Una piazza che da questa mattina non ha vissuto un secondo di tregua, una piazza che alle 8 già vedeva i manifestanti iniziare ad ammassarsi e dodici ore dopo ( di cui molte di scontri pesanti e un lancio di lacrimogeni a tappeto difficile da dimenticare) sono ancora lì.
La giornata dell’ “ora parliamo noi”, dell’ennesimo sciopero generale paralizzante in un paese non piegato ma spezzato dalle riforme d’austerity decise dai grandi killer della finanza globale, come il Fondo Monetario.
Un paese piegato e incazzato, che non intende piegarsi più, che si definisce esausto ma contemporaneamente dimostra di avere delle energie che noi ci sogniamo. Perché sono anni che il movimento greco si struttura e si espande: dall’assassinio di Alexis, nel dicembre 2008, il livello di consapevolezza, di organizzazione e di scontro s’è alzato vertiginosamente cambiando forme e colori continuamente.
Dalle proteste radicali di studenti e migranti, che per un mese hanno bruciato Atene e Salonicco, le lotte operaie e dei portuali, così come di molte altre categorie hanno insegnato alla popolazione tutta cosa vuol dire riappropriarsi almeno della propria dignità.
Gli apparati della repressione oggi si sono mossi come son soliti fare ad Atene: normali reparti celere affiancati ai M.A.T., ma soprattutto al gruppo DIAS/DELTA, gli scagnozzi in motocicletta, che oggi hanno bastonato e caricato continuamente, per poi prenderne comunque tante.
Difficile fermare tanta rabbia e determinazione.

REUTERS/Pascal Rossignol

“PANE, EDUCAZIONE, LIBERTA’: LA GIUNTA NON E’ FINITA NEL 1973″, scandito da migliaia di persone, dopo un MPATSI, GOURUNIA, DOLOFONI (GUARDIE MAIALI ASSASSINI), lo slogan che dalla morte d’Alexis non ha mai smesso di rimbombare per le strade dell’ellade.
La piazza è stata territorio di guerra per molte ore, tanto che anche dentro la fermata della metropolitana sono stati lanciati moltissimi lacrimogeni e ancora non si riesce ad avere idea del numero di feriti.
La cosa che sembra apparire chiara è che la Grecia ha voglia di cambiare, ha voglia di prendere in mano il proprio futuro, ha voglia di parlare di RIVOLUZIONE.
Ha voglia di farla.

LA DEMOCRAZIA E’ NATA QUI E QUI LA SEPPELLIREMO!

REUTERS/John Kolesidis

Notizie greche: da Syntagma al compagno Yianni

31 maggio 2011 1 commento

ECCO LE DECISIONI DELL’ASSEMBLEA POPOLARE DI SYNTAGMA, PIAZZA DIFRONTE AL PARLAMENTO GRECO AD ATENE, OCCUPATA DA GIORNI DI MOBILITAZIONI. POI UN PO’ DI NOTIZIE, BUONE FINALMENTE, SULLA SALUTE DI YIANNI, COLPITO QUASI A MORTE DAI M.A.T

Decisioni dell’assemblea popolare di Syntagma  – 29 maggio 2011 

Prossime mobilitazioni

  • Lunedi 30 maggio a mezzogiorno, viali Stadiou e Sofokleous : sostegno ai lavoratori presso la Banca Post contro la privatizzazione
  • Lunedi 30 maggio, Campo di Marte (Alexandras e Patision Avenue): Dimostrazione attraverso i quartieri per finire a piazza Syntagma
  • Martedì 31 maggio, piazza Karaiskaki all Pireo: Supporto ai lavoratori portuali in lotta contro la vendita del porto
  • Appello per assemblee popolari nei quartieri per promuovere il coordinamento tra la gente e l’assemblea. Lunedi 1 giugno, manifestazione con le pentole verso piazza Syntagma.
  • Giovedi 2 giugno, piazza Klauthmonos, ore 11: sostegno dei lavoratori delle telecomunicazioni in sciopero nazionale.
  • 2 giugno, Propilei: contemporaneamente, dimostrazione del comparto istruzione
  • Sabato 4 giugno, ore 11, piazza Klauthmonos: manifestazione dei lavoratori e sostegno all’ ATENE PRIDE
  • Appello alle assemblee di studenti nelle scuole e nelle università il Martedì e Mercoledì per concludere la loro manifestazione a piazza Syntagma
  • Domenica 5 giugno, appello per la ripetizione della giornata europea della rivolta o, se possibile, per una giornata globale. Bando di partecipazione a tutte le mobilitazioni dei lavoratori ‘nei prossimi giorni.
  • Appello a tutti i gruppi per l’organizzazione e il coordinamento delle azioni anti-fasciste nei giorni seguenti.
  • Appello  per azioni alla stazione della metropolitana Syntagma.

DEMOCRAZIA DIRETTA ORA
UGUAGLIANZA GIUSTIZIA DIGNITA ‘
La sola lotta perdente è quella che non si combatte

FOTO DI VALENTINA PERNICIARO_BARUDA_ Atene: ASSASSINI!

Yiannis Kafkas, il compagno ferito gravemente alla testa dalla polizia antisommossa (MAT) durante la manifestazione per lo sciopero generale
dell’ 11 marzo scorso, ad Atena, ha lasciato l’ospedale lunedì scorso. Yiannis era stato colpito presumibilmente da un estintore in dotazione
alle MAT per difendersi dal lancio di molotov da parte dei dimostranti.  E’ rimasto diversi giorni tra la vita e la morte, dopo l’operazione al
cranio cui era stato sottoposto per rimuovere un grave ematoma.
Fuori dell’ospedale lo ha accolto un gruppo di persone con uno  striscione in cui si legge:
“La solidarietà è la nostra forza – Yianni, testadiferro”.

Grecia sotto attacco dalla comunità europea: carceri e Cie come lager!

17 marzo 2011 Lascia un commento

Sapete che esiste un Comitato per la prevenzione della tortura nel consiglio d’Europa?
Pare che esista si, proprio così, ma il fatto che come nome si sia scelto Cpt non fa ben sperare visto che a casa nostra erano i Centri di permanenza temporanea, poi trasformati negli attuali Centri di identificazione ed espulsione. Lager dedicati a persone che non hanno commesso alcun reato, se non quello di non avere documenti nelle proprie tasche. Questo Cpt, quello europeo, per la prima volta nella sua vita (è nato nel 1989) ha proferito parola attaccando un paese membro della comunità europea, la Grecia.

Il paese viene attaccato per la gestione delle sue carceri, per la condizione che vivono i detenuti: le prigioni greche, è scritto, sono “depositi di carcerati” dove non è garantita una condizione minimamente umana di vita dall’amministrazione penitenziaria che, racconta il documento, in alcuni casi ha completamente lasciato allo sbaraglio e quasi all’autogestione alcuni penitenziari. L’attenzione di questa denuncia pubblica focalizza l’attenzione anche e soprattutto sui centri di detenzione dedicati ai migranti. Un paio di mesi fa una delegazione del Cpt è entrata nel centro di Soufli e per accedere hanno dovuto camminare sulle persone sdraiate a terra, stipati come bestie: 146 persone private della propria libertà in 110 metri quadri, con un solo bagno e una sola doccia…in molti sono rimasti in questa condizione per più di 4 mesi. Ancora i racconti provenienti da Filakio raccontano condizioni similari, riservate a centinaia di adolescenti, famiglie, bambini che non possono uscire dalla loro maledetta gabbia nemmeno per una manciata di minuti al giorno.
Un disastro umanitario indegno, non diverso dal nostro.

 

Grecia, 10°sciopero generale. “Facciamo come a piazza Tahrir!”

23 febbraio 2011 Lascia un commento

Foto di Valentina Perniciaro _Il Cairo, piazza Tahrir, MAI PIU' COME PRIMA_

Trasformare Syntagma in Piazza Tahrir…avendo camminato e vissuto momenti indimenticabili in entrambe quelle piazze, non posso non sentire un brivido incredibile attraversarmi. Più di due anni fa durante gli scontri di Atene era difficile immaginare un Mediterraneo in questa situazione; tornata ora da una settimana per le strade che hanno vissuto le “giornate della rabbia” di piazza Tahrir mi sembra un po’ più possibile di prima. Che qualcosa si possa veramente muovere: che ci sia il desiderio esplosivo di migliaia e migliaia di persone, soprattutto giovani e giovanissimi, che hanno voglia di dire la propria in questo mondo di merda, voglia di scegliere, di autodeterminarsi, di essere parte attiva della propria vita e di quella della storia che abbiamo tra le mani.

Oggi le strade della Grecia hanno vissuto il decimo sciopero generale dall’inizio della crisi economica, pochi mesi fa: si è fermato il traffico aereo, i trasporti urbani, marittimi e ferroviari, uffici pubblici, scuole, ospedali, negozi, banche. Il paese è fermo, a braccia conserte, ancora una volta e con la proposta di alcune componenti della sinistra greca parlamentare e non di non lasciare Syntagma, la piazza di fronte al parlamento greco, fino alle dimissioni di Papandreou, come in Egitto!
La manifestazione ad Atene è stata da subito imponente; una delle più grandi tra le tantissime di questi mesi e sicuramente una delle più variegate per sigle e livello di rabbia.

Foto di Valentina Perniciaro, Il Cairo, piazza Tahrir _LA MISSIONE NON E' CONCLUSA_

La testa ha raggiunto Syntagma quando la coda del corteo doveva ancora iniziare ad incolonnarsi. Subito dopo l’arrivo nella piazza simbolo della protesta, la polizia e i reparti speciali hanno fatto largo uso di gas lacrimogeni per disperdere la piazza dove erano confluiti il corteo indetto dai sindacati e massicci gruppi e componenti del movimento studentesco ed anarchico. Si contano una quarantina di arresti fino a questo momento e un ragazzo rimasto colpito seriamente da un lacrimogeni, trasferito con urgenza in ospedale. Le cariche a Alexandras Avenue si avvalgono di numerosi gruppi di poliziotti in motocicletta, come spesso abbiamo visto ad Atene.

Anche a Salonicco migliaia di persone sono scese in piazza già da mezzogiorno riempiendo le strade e trovandosi quasi subito ad affrontare gli attacchi della polizia che ha tentato più volte di spezzare il corteo con granate assordanti e molti lacrimogeni. Dopo un pesante numero di arresti, il commissariato di polizia di Ano Polis è stato attaccato con bottiglie moltov, mentre gli scontri proseguono sulla strada principale.

Grecia: anche le autostrade sono in lotta!

12 gennaio 2011 Lascia un commento

Una notizia interessante viene dalla cittadina greca di Stylida, in rivolta contro l’arresto, avvenuto ieri, del suo sindaco Apostolos Gletos (rinviato poi a giudizio, a piede libero, nel corso di questa mattina). Ex attore, è salito alla ribalta in politica proprio dopo esser diventato simbolo del movimento contro i pedaggi autostradali, causa dell’arresto di ieri mattina e della solidarietà della sua cittadina.

REUTERS/Yiorgos Karahalis

La sorte di Stylida è la stessa di molte altre località greche, che non hanno alcuna alternativa all’autostrada per spostarsi dal proprio territorio: a Gletos è contestato proprio l’aver agito con alcune ruspe per aprire una strada gratuita ai suoi concittadini, e poter garantire il libero movimento delle persone senza il pagamento di esosi pedaggi. Nella giornata di domenica il Movimento per la liberalizzazione dei pedaggi autostradali ha occup.ato diversi caselli in tutti il paese sia contro gli aumenti sia contro l’isolamento di interi paesi, costretti alla rete autostradale per ogni minimo spostamento

Nel frattempo, dai palazzi, il premier greco Giorgio Papandreou ci “assicura” che il governo andrà avanti con il piano di risanamento e riforme, anche per quel che riguarda i trasporti pubblici. Lo conferma proprio oggi, alla vigilia dell’ennesimo fermo di 24 ore annunciato da tutti i lavoratori di metro, autobus e tram, da settimane in lotta e in continui scioperi. Lui continua a parlare di giusta ristrutturazione e razionalizzazione del trasporto pubblico nell’Ellade e preannuncia che il 2011 sarà un anno chiave per il cambiamento del paese che malgrado le dolorose misure prese “è rimasto in piedi”. Sembra una barzelletta, ma non lo è.

 

Grecia-Turchia: THE WALL

7 gennaio 2011 1 commento

La costruzione di un muro è sempre la più grande delle sconfitte.

La Grecia conferma le voci che giravano negli ultimi giorni. L’ennesimo scempio sul suolo di questo pianeta, nel Mediterraneo, a pochi passi da casa, nel paese dove “tutto ebbe inizio”. Un altro muro; un altro muro eretto per fermare corpi in movimento, corpi migranti, corpi in cerca di vita e speranze. La conferma viene anche dai numeri, che ora circolano liberamente: sarà un muro lungo 12 kilometri e mezzo, lungo il confine con la Turchia; il tratto più a rischio dei 206 in totale.
Kathimerini, giornale greco, ci dice anche che il Ministero della Protezione del Cittadino inizierà tra poco studi e sondaggi sull’area decisa per il muro: esistenza di proprietà, qualità del suolo, costi della realizzazione e quant’altro. [ci sono agenzie che già parlano di una "fine lavori" a maggio 2011].
Tutto si dovrebbe svolgere su suolo europeo, senza sconfinare in nessun punto nel territorio turco.Non si sa se sarà un reticolato, robusto ed elettrificato, non facilmente danneggiabile: anche se c’è chi parla di una base di cemento e diversi pilastri destinati a reggere il reticolato e gli impianti di video sorveglianza o addirittura di un vero e proprio muro alto tre metri, sulle rive del fiume Martisa, vicino alla città di Orestiada.

Cristos Papoutsis, ministro della Protezione civile ha affermato che Atene deve istallare mezzi di deterrenza all’immigrazione illegale; che non si tratta assolutamente di una misura rivolta contro la Turchia, ma è anzi pensata con l’intento di favorire la collaborazione bilaterale.

 

Terzo dicembre greco!

15 dicembre 2010 1 commento


Siamo a quota tre…è il terzo dicembre che piove benzina di molotov dai cieli greci, è il terzo dicembre che una generazione si scontra con la polizia, per ore ed ore, quasi quotidianamente.
Oggi è stato il settimo sciopero generale ravvicinato, una giornata campale per la piazza che ha ripetutamente attaccato la polizia dopo il voto in Parlamento che ha fatto passare la pesante manovra di austerity riguardante il mondo lavorativo del paese.

qui direbbero che è un infiltrato!

Tagli terrificanti sugli stipendi degli impiegati pubblici per una media del 26% , riduzione quasi totale degli indennizzi di licenziamento, l’allargamento delle forme di flessibilità:  il paese è veramente in ginocchio.
La piazza è bella, è forte, è travolgente, è così poco accondiscendente!!
Centomila persone hanno marciato oggi ad Atene e altre migliaia a Salonicco, con scontri anche in questa seconda città dove il bilancio delle 6 del pomeriggio parlava di un solo manifestante ricoverato per le ferite riportate e di 18 fermi.
Gli arresti di Atene invece, sono veramente tanti.
Oggi per Keratea, in Attica, è la terza giornata di proteste contro la costruzione di una nuova discarica : la rabbia dei cittadini oggi ha conquistato almeno un temporaneo stop dei lavori deciso dal tribunale del luogo. Un probabile contentino dato alla popolazione per non togliere agenti da Atene e cercare di calmare un po’ gli animi: la scorsa settimana i reparti anti-sommossa erano stati letteralmente spazzati via dalla gente del posto a colpi di bastoni, pietre e bottiglie molotov. Il giorno dopo alcuni spari dalle colline vicine si sono avvicinati ad alcuni agenti.

Come me piace ‘sta Grecia, sempre di più!

La nottata ateniese, un po’ di aggiornamenti

7 dicembre 2010 2 commenti


Il mio post di ieri su Atene si ferma intorno alle ore 18, con gli sconti tra Syntagma (piazza del parlamento greco) e la facoltà di Legge, non molto distante.
La serata nonchè nottata è stata però, come immaginavo già ieri, estremamente lunga e combattuta: scontri e arresti si sono susseguiti per ore ed ore, i video e le immagini che circolano parlano chiaro (c’è anche una foto inquietante che vi faccio vedere e di cui non trovo notizie).

?

Dalle 19 in poi tutta la zona di Syntagma era circondata e ricoperta da una fitta fitta fittissima coltre di gas urticanti e lacrimogeni, molti elicotteri sorvolavano la zona a bassissima quota mentre le molotov lanciate tentavano di aprire varchi tra i cordoni.
Arresti e cariche sono avvenute anche all’interno della fermata della metropolitana della piazza del Parlamento, dove in molti avevano cercato riparo dall’aria irrespirabile e dalle violente cariche.
L’appuntamento più atteso era quello serale, quello carico di una tensione dolorosa che avvolge il cuore dei giovani e non combattenti ateniesi: la piazzetta dove è stato ammazzato Alexis è ormai un luogo simbolo di una protesta e di un odio che non vuole lasciare più quelle strade.
In migliaia hanno affollato i vicolo di Exarchia intorno alla piazza, mentre le granate assordanti e il lancio di gas lacrimogeni si infittiva a vista d’occhio.
[Attacchi pesanti della polizia, soprattutto contro studenti medi sono avvenuti nelle città di Giannena, Agrinio e Volos, dove sono stati registrati numerosi arresti.
Le ultime notizie che arrivano dalla zona Exarchia/Polytechnic sono delle 23 di ieri e parlano ancora di ripetuti scontri: si parla di 96 fermi e 42 arresti.
Vediamo oggi come proseguirà la giornata!
CON ALEXIS NEL CUORE, MALEDETTI ASSASSINI

 

Due anni dall’assassinio di Alexis: scontri ad Atene

6 dicembre 2010 1 commento

Sono già due anni che è stato ucciso Alexis, 15enne ucciso da un colpo sparato senza motivo da un poliziotto… e le strade dell’Ellade lo stanno ricordando. Una lunga rivolta blocco la capitale per 20 lunghe giornate e nottate; la rabbia di quell’assassinio senza senso ha fatto tremare la Grecia; il suo assassino è stato da poco punito con una condanna all’ergastolo. Questo blog, oltre ad aver visitato quelle piazze e quella rabbia, ha seguito costantemente in questi due anni, le vicende di quelle strade…
Diciassette le città del paese che hanno chiamato alla mobilitazione oggi, massiccia, in un paese che in questi ultimi due anni è stato più in piazza che dentro le proprie case.

un concetto "allargato" di divieto di sosta

Atene ha avuto una prima manifestazione di studenti questa mattina alle undici (stessa ora più o meno di quella di Salonicco), mentre la polizia aveva già annunciato 21 ore di speciali restrizioni alla circolazione nel centro di Atene, divieto che si estende (chissà poi perchè, eheheh) anche al parcheggio e alla sosta di qualunque tipo di veicolo in una mappa dettagliata che ci viene fornita da Occupied London, sito da cui seguo, dalla morte di Alexis, le vicende greche.

Già da domenica il quartiere di Exarchia ad Atene, dove è stato ucciso il giovane studente e “roccaforte” del movimento anarchico e studentesco, era completamente blindata da una massiccia (davvero più del solito) presenza di forze dell’ordine in assetto di guerra, che hanno arrestato 4 persone per motivi non ancora molto chiari.
Per quanto riguarda la giornata di oggi la situazione è ancora calda: la manifestazione annunciata alle 4 di oggi ha iniziato ad essere caricata prima di partire, quando alcune facoltà universitarie sono state completamente circondate dalla polizia. Scontri si registrano già dalle 14, appena dopo la fine della manifestazione studentesca che è stata abbastanza tranquilla, tranne il fitto ma innocuo lancio di arance contro la polizia e alcune vetrine rotte in via Stadou. Il corteo pomeridiano possiamo dire che non è stato fatto partire, migliaia di persone sono riversate nelle strade da ore ma la polizia circonda diversi gruppi ed ha attaccato molte volte i vari concentramenti. Nemmeno mezzora fa si aveva notizie di scontri e molotov a Syntagma, parlamento greco, e di una grossa manifestazione con sconti ripetuti con i reparti speciali davanti alla facoltà di Legge, non molto distante da lì.

Cerchiamo aggiornamenti..a tra poco.
L’ultimo appuntamento della giornata è il più ad alto rischio: alle 21 ad Exarchia, nel luogo dell’omicidio

MPATSI, GOURUNIA, DOLOFONI

 

Grecia: scarcerato Alfredo Bonanno e strane ferite sui manifestanti

22 novembre 2010 2 commenti

Novità nel processo contro Alfredo Bonanno  e Christos Stratigopouls, gli anarchici italiano e greco arrestati nell’ottobre 2009. Alfredo Bonanno, di 73 anni, era imputato di concorso in rapina a mano armato, ma questa mattina è stato rimesso in libertà dopo il processo di Larissa: dopo un primo momento di detenzione a Amfissa, ora si trovava nel carcere ateniese di Koydallos. Condannato a 4 anni, con una riduzione a due, è stato scarcerato in quanto maggiore di 70 anni e quindi incompatibile con le condizioni di prigionia. Il suo coimputato, accusato anche di aver materialmente compiuto la rapina contro la banca di Trikala, dalla quale erano stati prelevati 47.000,  è stato condannato a 8 anni e 9 mesi.

Invece è di qualche giorno fa la pubblicazione di alcune fotografie che lasciano quantomeno con un senso di allarme nello stomaco. Gli scatti, che vi posto in questa pagina sono delle gambe di uno dei manifestanti al corteo di commemorazione della rivolta degli studenti del Politecnico di Atene contro il regime dei colonnelli, che ne portò all’inizio della caduta definitiva, il 17 novembre 1973 . Un corteo che s’era svolto in larga parte senza troppi incidenti, malgrado la proclamazione del codice rosso per le forze dell’ordine e i reparti speciali schierati in 7000 solo ad Atene. Davanti all’ambasciata americana, dopo un po’ di tafferugli c’è stato un fitto lancio di lacrimogeni e di granate assordanti, molto usate nelle piazze ateniesi.
Quello che invece non s’era mai visto sono questo genere di ferite e l’appello dei compagni e di dare informazioni, qualora qualcuno sapesse di che genere di armamento parliamo!

Tortura in Grecia

17 novembre 2010 1 commento

Malgrado i 7000 agenti, malgrado l’allarme mutato ieri da arancione a rosso, malgrado le tonnellate di carta sprecata dietro a due ordigni artigianali che hanno rotto qualche vetro, l’imponente manifestazione prevista per oggi, anniversario della rivolta studentesca contro il regime dei Colonnelli del 1973, è andata benissimo.Solo piccoli incidenti di poco conto nella piazza finale del percorso, sotto l’ambasciata americana, dove ogni anno si usa terminare questa manifestazione: il terrorismo dei media di stato non è servito a criminalizzare questa giornata, solo a blindarla.

Quello che mi interessa molto sottolineare però, sempre dalla Grecia è una notizia venuta alla luce oggi, ma che noi denunciamo da molto tempo.
Parliamo di TORTURA ai danni di prigionieri, migranti e non.
Parliamo di condizioni di detenzione inaccettabili, di membri degli apparati di stato e forze dell’ordine che violano la dignità e il corpo delle persone arrestate.
Settanta pagine, infondo non ne servono tantissime, di accuse pesantissime dal CPT -Comitato per la Prevenzione della Tortura del Consiglio d’Europa- verso la Grecia. L’ultimo rapporto va solamente a rafforzare e se è possibile a peggiorare i tre precedenti redatti in questi anni a partire dal 2001: è un atto d’accusa molto grave contro le autorità greche e la loro ignavia davanti alla segnalazione di abusi così gravi. 
Alcuni esempi riportati nelle settanta pagine ci lasciano sgomenti: un uomo in stato d’arresto che viene minacciato di stupro e una volta portato in caserma viene spogliato e tenuto completamente nudo a braccia e gambe aperte piegato su un lavatoio mentre uno sbirro simula una penetrazione anale dietro di lui. E qui parliamo di uno stato di fermo in un carcere normale, in una caserma: figuratevi cosa può succedere in quei luoghi dove nessun occhio entra a guardare, dove solo i migranti vengono chiusi, in condizioni di sovraffollamento cronico e in condizioni igienico sanitarie lontane anni luce dall’esser accettabili.
In più, a conclusione del report, il Cpt chiede fermamente di porre fine alla pratica più che usata delle ispezioni vaginali ai danni delle detenute: è scritto che possono esser condotte in casi assolutamente eccezionali e comunque n condizioni che rispettino l’integrità fisica e la dignità umana della persona ( mi piacerebbe saper come).

 

Grecia: domani è l’anniversario della rivolta del ’73. Un comunicato da Salonicco

16 novembre 2010 Lascia un commento

Questa mattina Atene e Salonicco si sono svegliate con diverse esplosioni di piccoli ordigni di fattura artigianale. Sedi di partiti, veicoli comunali ed alcuni edifici sono stati colpiti e nel quartiere di Exarchia risultano date alle fiamme alcune macchine.A Salonicco è il partito di centrodestra ND NuovaDemocrazia ad aver subito un attacco alla sua sede, che ha causato solamente la rottura delle finiestre.  Domani sarà l’anniversario della rivolta degli studenti del Politecnico, che nel 1973 porterà all’inizio della caduta dei Colonnelli.  Atene è ovviamente blindata: più di 7000 uomini (quasi un migliaio più dello scorso anno) dei reparti speciali sono stati fatti arrivare per una manifestazione che è stata già marchiata col bollino rosso: il primo anniversario della rivolta in piena austerity, con un paese piegato ed esausto.

Staremo a vedere, fianco fianco coi compagni greci!
TO DROMOS!

Nel frattempo posto la traduzione di un comunicato che gira dalla scorsa settimana in rete, a firma della radio anarchica Radio Revolt, data alle fiamme dai fascisti il 9 di questo mese!

Comunicato di Radio Revolt, Salonicco, Grecia

Martedì 9 novembre intorno alle 11 di sera e mentre nel vagone di radio Revolt c’erano 5 compagni, una squadra di 20-25 fascisti, ha compiuto un
attacco. Armati di manganelli , martelli, legni e coltelli, hanno buttato tre molotov all’interno del vagone e hanno provato a chiudere la porta.
La reazione dei compagni è stata immediata, hanno preso i travetti, si sono liberati e sono usciti fuori rispondendo all’attacco. Si sono sentiti i
loro soliti, affatto fantasiosi slogan, sono state lanciate pietre, ma nonostante ciò, i compagni sono riusciti a reprimerli rincorrendoli fino
alle moto.
Intanto il fuoco era già fuori controllo e anche se l’intervento di tutti quelli che sono accorsi, ha limitato i danni nel vagone, è stato distrutto il suo interno. Nella più ampia zona delle università sono arrivati 6 camion dei pompieri, che sono stati bloccati dalla polizia, che ha preteso di accompagnare i camion dentro l’università, cosa che non accettiamo affatto. Allo stesso tempo, e mentre la corrente restava collegata, minacciando con un ulteriore pericolo la gente che spegneva il fuoco, il rifornimento d’acqua è stato tagliato (2 volte) dal servizio idrico. Ovviamente non aspettavamo che si immischiasse il sistema statale per salvarci perché l’azione è stata realizzata proprio grazie a questo sistema statale.
In particolare dalle 3 di pomeriggio, tutto intorno alle università pulsava di poliziotti: almeno tre squadre nella (chiusa) ΔΕΘ (Fiera internazionale di Salonicco), moto a gruppi di quattro che si muovevano nella piazza fino a via A. Dimitriou, e sicura presenza (di caschi) davanti al palazzo dello sport, poco dopo l’attacco.
Come è già stato dimostrato i fascisti non sono in grado di realizzare una simile azione senza aiuto: i loro motorini hanno rotto indisturbati il
cerchio dei motori dei poliziotti intorno alle università. (Capiamo facilmente che abbiamo un’altra azione sotto l’attacco generale a parti radicali della società. Un attacco che si può aspettare sotto il socio-economico accordo che governa l’Ellade.)
Passiamo un periodo in cui il governo cerca con le unghie e con i denti di far stare a galla il paese, condanna alla disperazione la maggior parte della popolazione, col risultato che vengono fuori nuovi, e si aggiornano i poli già esistenti di azione radicale. In questo periodo, il sistema di terrore, sceglie di intensificare la repressione usando ogni mezzo a sua disposizione. Il suo scopo è prevenire che ogni singola persona, la collettività, i gruppi, vadano contro le nuove misure, lo stato, il sistema. Cerca di difendersi in questa generale effervescenza che prevale nell’Ellade.

1973_ carri armati contro studenti

Tutto questo rende complesso l’intero quadro di martedì. Fascisti si sono mossi (criminalmente) in una radio anarchica autorganizzata, avendo alle
spalle la polizia, la quale con un doppio ruolo nasconde la loro fuga e intralcia l’intervento dei pompieri. I princìpi universitari “alzano le
mani in alto”, mentre i mass media di regime parlano di episodi ad AΠΘ (Aristotelica università di Salonicco), di incidenti di bande, nascondendo
e deformando l’evento.
Il vagone è bruciato, ma radio Revolt continua. 20 minuti dopo l’interruzione della trasmissione, la stazione è tornata, in FM e su internet e naturalmente il flusso continua normalmente e aggressivamente.Il vagone tornerà a funzionare per portare avanti il progetto della stazione. Ogni autore dell’attacco di martedì ci troverà davanti, pronti a rispondere ad ogni tentativo di chiudere la bocca all’anti informazione, di sostenere azioni sovversive e di far avanzare idee sovversive. In più, ogni attacco del genere, oltre ad aggregare altri intorno a noi, come ci è stato dimostrato dalla pratica solidarietà che abbiamo immediatamente ricevuto, non solo non ci fa paura, ma ci provoca rabbia.
Polizia, tv, neonazi, tutti i mostri lavorano insieme.
Ci troverete davanti a voi.

 

Grecia: carcere per chi non rispetta la precettazione

29 settembre 2010 1 commento

Siamo proprio alla frutta nell’Ellade.

AP Photo/Petros Giannakouris

Il governo greco oggi ha usato la mano pesante; proprio nel giorno dell’ennesimo sciopero che ha paralizzato il paese, è stato approvato un DDL che prevede fino a cinque anni di carcere per chi rifiuti di obbedire all’obbligo di precettazione.
Un disegno di legge tutto dedicato alla categoria degli autotrasportatori che da settimane bloccano il paese con le loro manifestazioni,  gli incolonnamenti alle porte della citta e il continuo blocco del centro di Atene. L’ennesima rivoluzione legislativa che devasta i diritti dei lavoratori e mina le forme di lotta delle categorie in sciopero. I camionisti sono in sciopero da 16 giorni contro la liberalizzazione del settore: la loro protesta ormai sta creando ingenti danni all’industria, al commercio e anche alla normale distribuzione di benzina e generi alimentari.
L’articolo di legge, celato dietro un ddl sull’evasione fiscale, che verrà votato entro domani, prevede un minimo di tre anni e tre in caso di recidiva per chiunque violi l’ordine di precettazione: a tutto ciò è inclusa la revoca della licenza. Vedremo domani come reagirà la categoria, che già s’è scontrata ripetutamente con le forze dell’ordine greche davanti al parlamento greco e a Salonicco

Ancora Atene bloccata dai camionisti in lotta: corrispondenza

22 settembre 2010 Lascia un commento

La risposta degli autotrasportatori greci non s’è fatta attendere.
Già in presidio per tutta la notte davanti al parlamento, hanno aspettato sul piede di guerra il voto di questa mattina della legge sulle liberalizzazioni del loro settore, approvata in tarda mattinata in un’aula quasi completamente deserta (erano presenti 99 deputati su 300) .

REUTERS/Yiorgos Karahalis

Foto REUTERS/Yiorgos Karahalis

Dopo aver bloccato le principali arterie del Paese, questa mattina i camionisti dell’Ellade, in una giornata già scossa dalla paralisi creata dallo sciopero dei ferrovieri, hanno assediato il Parlamento ateniese scontrandosi ripetutamente con le forze dell’ordine e rispondendo attivamente al fitto lancio di lacrimogeni.
Ancora intorno al Parlamento gli autotrasportatori stanno aspettando l’arrivo del corteo dei ferrovieri che si unirà alle loro proteste contro il piano di austerità del governo, che sta piegando da mesi il paese.
Anche a Salonicco le mobilitazioni stanno paralizzando la mobilità con una lunga fila di camion che si sta dirigendo verso il centro città.

In mattinata, dai microfoni di Radio Onda Rossa, un piccolo approfondimento sulla situazione greca in vista del prossimo sciopero generale, confermato ieri pomeriggio.

Ancora dalla Grecia senza benza

31 luglio 2010 Lascia un commento

Prosegue lo sciopero degli autotrasportatori greci: l’assemblea di ieri, al quinto giorno di blocco e dopo una giornata di scontri con la polizia contro il piano di precettazione, ha deciso di andare avanti con il blocco totale che sta mettendo in ginocchio il paese alle porte d’agosto.

Autotrasportatori in corteo ad Atene_ REUTERS/John Kolesidis

L’assemblea s’è conclusa con una manifestazione verso Syntagma, sede ateniese del parlamento greco. L’industria turistica, la solo che sembrava non aver ricevuto scosse telluriche da crisi economica, è frastornata da questo sciopero ad oltranza: 33mila camionisti non hanno ascoltato l’ordinanza di precettazione. La situazione per i turisti ha del comico: 100.000 serbi sono bloccati tra le località dell’Egeo e le isole lì difronte, mentre la maggiorparte delle migliaia di veicoli affittati dai vacanzieri girovaghi sono stati abbandonati sul ciglio delle strade, completamente privi di anche solo una goccia di carburante.

CINQUE EURO AL LITRO al mercato nero, se proprio si vuol viaggiare: la guerra è guerra come si diceva una volta e si sta tornando a dire.
Il governo greco, ormai rimasto senza più un capello in testa dallo stress, ha ordinato stamane l’impiego di camion cisterna dell’esercito per far fronte all’emergenza benzina e alimenti freschi.

Dopo gli scontri ad Atene, ieri sera è stata Salonicco la città invasa dalla rabbia dei lavoratori in sciopero: scontri in tutta la città si sono verificati contro le forze dell’ordine.

Grecia senza benzina

30 luglio 2010 Lascia un commento

Grecia bloccata…e non è una novità ormai.
Il bello è che quando succede il 30 luglio per quel paese è un dramma non da poco: ci sono migliaia di turisti già bloccati e molte cancellazioni in corso.

PHOTO /LOUISA GOULIAMAKI/AFP/Getty Images

Questa volta non è servito un sciopero generale per paralizzare il paese, ma è bastato uno sciopero dei camionisti che va avanti da cinque giorni a tenere i paese senza benzina e altri beni. Ieri diversi disordini e scontri si sono verificati ad Atene dove gli autotrasportatori avevano indetto una manifestazione di piazza contro le precettazioni: l’ordinanza di precettazione che il governo ateniese ha celermente emesso (una misura straordinaria a cui si fa ricorso molto raramente) non è stata minimamente rispettata e il blocco sembra voler continuare. Oggi è stato indetto dall’assemblea generale degli autotrasportatori un nuovo direttivo che deciderà se proseguire lo sciopero iniziato a causa dell’avvio di un processo di liberalizzazione delle licenze, che rientrerebbe nel grande piano di risanamento varato in accordo con il Fondo monetario internazionale e ovviamente con l’Unione Europea. Lo strozzinaggio internazionale legalizzato.

Che si tratti di studenti, di anarchici, di migranti, di portuali, di autotrasportatori o altri lavoratori, le piazze greche non cessano di urlare rabbia, di fronteggiare schiere di uomini in divisa, di tentare di riappropriarsi della dignità e magari pure del futuro.
AGGIORNAMENTI del 31 LUGLIO: QUI

Quarto sciopero generale in Grecia. Arresti ad Exarchia

20 maggio 2010 3 commenti

Arresti a “scopo preventivo”, questo ha dichiarato la polizia greca mentre teneva sotto assedio l’intero quartiere di Exarchia e il Politecnico. Sgomberati due spazi sociali: il Nosotros Social Centre e la sede dell’archivio anarchico.
Tutto il quartiere è ancora sotto assedio e nessuno può raggiungere l’enorme corteo che sta attraversando la città.
Si perchè oggi è un’altra mastodontica giornata di sciopero generale in Grecia, un rabbioso sciopero di 24 ore, il quarto in pochi giorni. Migliaia di persone stanno marciando ad Atene e Salonicco per chiedere la cancellazione della riforma delle pensioni.
Tante le iniziative e i cortei che stanno attraversando la giornata: alcuni componenti del sindacato comunista Pame hanno occupato da questa mattina il ministero del lavoro: poi i cortei.
Il Pame da Piazza Omonia è stato l’unico a rimanere fuori dall’altra grande piazza dominata dallo striscione d’apertura “INSIEME, POSSIAMO” e destinata a raggiungere Syntagma, la piazza del Parlamento.
A questo grande corteo hanno confluito i dipendenti pubblici dell’ADEDY e quelli del settore privato della GSEE, oltre che all’intero movimento che da più di un anno e mezzo inonda Atene costantemente.
Tutti sono fermi, ancora una volta: traffico marittimo, ferroviario, stradale interurbano, e parzialmente quello urbano e aereo per le isole. Gli unici che questa volta non hanno aderito sono i controllori che permetteranno i voli internazionali.
Ora tutti assediano il Parlamento: un mare di persone ancora una volta a fronteggiare il Parlamento e i suoi servi in divisa, ancora una volta.
Nel frattempo molti resistono ad Exarchia e nel Politecnico dove sono stati effettuati già 98 arresti: dalle pagine di Occupiedlondon leggiamo che anche ieri c’erano stati scontri con la polizia in quella zona.

Le bombe greche

14 maggio 2010 Lascia un commento

Ieri a Korydallos è esploso un ordigno ad alto potenziale: una bomba ad orologeria è esplosa nei pressi del carcere di massima sicurezza che porta il nome della città. E’ il carcere più grande del paese e al suo interno sono detenuti diversi componenti nell’organizzazione armata Lotta Rivoluzionaria.

Pochi minuti fa, tanto che non si ha nessun dettaglio, un altro forte ordigno è esploso davanti al tribunale di Salonicco.
Ci sono delle cose in comune con le due esplosioni, oltre alla vicinanza temporale delle azioni dinamitarde: i media scelti per preavvertire della detonazione sono stati gli stessi in entrambi i casi. Nessuna rivendicazione ma una telefonata, in entrambi i casi,  al quotidiano Eleftherotypia e alla rete televisiva Alter.
Mentre ieri la polizia non aveva fatto in tempo ad evacuare la zona adiacente al carcere, oggi erano riusciti a farlo in tempo: l’edificio del tribunale, in pieno centro della città, era stato evacuato prima dell’esplosione avvenuta nella hall.
L’esplosione di ieri ha causato danni nel raggio di qualche isolato e il ferimento di due persone rimaste colpito non gravemente dalle schegge di alcuni vetri infranti.
Si parla, o almeno è un funzionario di polizia ad usare queste parole, di uno dei più grossi ordigni esplosi negli ultimi anni.
Che non sono stati pochi.
La polizia sta cercando di addossare la responsabilità di entrambi gli attentati all’organizzazione armata Lotta Rivoluzionaria o al gruppo Cospirazione dei Nuclei di Fuoco

Comunicato dell’assemblea anarchica sui 3 morti nella filiale di Banca incendiata!

8 maggio 2010 Lascia un commento

Dichiarazione degli Squat Skaramanga e Patision in Atene sulla morte dei tre impiegati della Marfin Bank

*Gli assassini “piangono” le loro vittime*
(sulla tragica morte oggi di tre persone)

Gourouni

La manifestazione per lo sciopero generale che si è svolta oggi, 5 maggio, si è trasformata in un’esplosione sociale di rabbia. Almeno 200.000 persone di tutte le età si sono riversate nelle strade (impiegati e disoccupati, nel settore pubblico o in quello privato, locali o migranti) cercando, durante diverse ore e in ondate consecutive, di circondare e assaltare il Parlamento. Le forze di repressione sono arrivate a gran regime, per giocare il loro solito ruolo – che è quello di proteggere le istituzioni politiche e finanziarie. Lo scontro è stato lungo ed intenso. Il sistema politico e le sue istituzioni hanno raggiunto il culmine.
Comunque, in mezzo a tutto ciò, un tragico evento, che nessuna parola può descrivere efficacemente, è accaduto: 3 persone sono morte nell’agenzia della Marfin Bank di Stadiou Avenue, che è stata data alle fiamme.

Lo stato e tutto il tam-tam mediatico, con nessun rispetto verso la morte dei loro prossimi, parlano fin dai primi momenti dei “giovani assassini incappucciati”, cercando di approfittare del momento per calmare l’ondata di rabbia sociale che era esplosa e di recuperare l’autorità che era stata strappata; per imporre ancora un volta l’occupazione poliziale delle strade, per estirpare le fonti di una resistenza sociale e di una disobbedienza contro il terrorismo di stato e la barbarità del capitalismo. Per questa ragione, nel corso delle ultime ore, le forze di polizia hanno marciato attraverso il centro di Atene, hanno arrestato centinaia di persone e devastato – con spari e flash-grenades – le occupazioni anarchiche “Spazio di azione unita multiforme” di Zaimi Street e il “ritrovo dei migranti” di Tsamadou Street, causando danni elevati (entrambi i posti sono nel quartiere di Exarchia ad Atene). Allo stesso tempo, la minaccia di un violento sgombero cade sul resto degli spazi auto-organizzati (occupazioni e ritrovi) dopo il discorso del Primo ministro, che parla dei prossimi raid per arrestare gli “assassini”.

Fuoco al Parlamento

I governi, gli ufficiali del governo, il loro personale politico, quelli che parlano in televisione, gli scribacchini salariati, cercano in questo modo di purificare il loro regime criminalizzando gli anarchici e ogni voce di lotta non patronalizzata. Come se chi ha attaccato la banca, chiunque esso sia (ammettendo che regga lo scenario ufficiale), abbia potuto essere minimamente a conoscenza della presenza di persone all’interno, e abbia comunque deciso di appiccare il fuoco. Sembra che stiano confondendo le persone in lotta con loro stessi: loro, che senza esitazione conducono l’intera società alla più profonda depredazione e schiavitù, che ordinano ai loro pretoriani di attaccare senza esitazione e di sparare con l’intenzione di uccidere, loro che hanno portato al suicidio tre persone per debiti finanziari solo nelle scorse settimane.
La realtà è che il vero assassino, il vero istigatore delle tre tragiche morti di oggi, è il “signor” Vgenopoulos, che ha usato il solito sistema per ricattare gli impiegati (la minaccia di licenziamento), e forzato così i suoi impiegati a lavorare nelle filiali delle sue banche durante un giorno di sciopero generale – e addirittura in una agenzia come quella di Stadiou Avenue, dove la manifestazione sarebbe passata. Questo tipo di intimidazione è perfettamente conosciuta da chiunque abbia avuto esperienza con il terrorismo della schiavitù salariata di ogni giorno. Stiamo aspettando quali scuse tirerà fuori Vgenopoulos per i familiari delle vittime e per la società intera – alcuni potenti suggeriscono che questo ultra-capitalista sarà il prossimo Primo Ministro, in un futuro “governo di unità nazionale”, dopo il completo collasso politico del sistema attuale che stà per arrivare.

Se uno sciopero senza precedenti può essere considerato assassino…
Se una manifestazione senza precedenti, in una crisi senza precedenti, può essere considerata assassina…
Se gli spazi sociali aperti che sono vivi e aperti possono essere considerati assassini…
Se lo stato può imporre un coprifuoco e attaccare i manifestanti con il pretesto di arrestare degli assassini…
Se Vgenopoulos può trattenere gli impiegati dentro la sua banca – che è un nemico sociale primario e un obiettivo per i manifestanti…

…è perchè l’autorità, questo serial-killer, vuole massacrare da quando è nata, una rivolta che mette in discussione la supposta soluzione di un attacco sempre più duro [del governo] nei confonti società, di una sempre più larga depredazione da parte del capitale, di un succhiare sempre più assetato del nostro sangue.
…è perchè il futuro della rivolta non include politicanti e capi, polizia e media di massa.
…è perchè dietro alla sua molto pubblicizzata “soluzione unica”, c’è una soluzione che non parla di livelli di sviluppo e disoccupazione, ma invece di solidarietà, auto-organizzazione e relazioni umane.

Quando si chiedono chi sono gli assassini della vita, della libertà, della dignità, i fermenti dell’autorità e del capitale, loro e i loro cacciatori devono solo guardare in faccia a se stessi. Oggi e ogni giorno.
*GIU’ LE MANI DAGLI SPAZI SOCIALI LIBERI*
*SONO LO STATO E I CAPITALISTI GLI ASSASSINI, I TERRORISTI E I CRIMINALI*
*TUTTI IN STRADA*
*RIVOLTA*

dall’assemblea aperta della sera del 05/05/2010
Per la versione originale questo è il link

Exarchia tartassata dai raid della polizia

7 maggio 2010 1 commento

Non ci sono parole.
Ecco quello che accade per le strade di Atene da quando le strade sono state invase dall’ennesimo sciopero generale. Uno sciopero imponente che ha portato migliaia di persone ad assediare per ore ed ore il parlamento, con continui attacchi contro la polizia e i reparti speciali: una giornata macchiata da un evento drammatico di cui in molti sono responsabili.
Un attacco con bottiglie incendiarie contro la filiale di una banca ha provocato un vasto incendio che ha rapidamente preso l’intero palazzo: 3 persone, tra cui una donna incinta, hanno perso la vita per asfissia.
Un fatto gravissimo.
Un fatto che non sarebbe mai dovuto accadere e di cui abbiamo riportato la testimonianza di uno degli impiegati: una testimonianza importante per capire la situazione.
Da quel giorno la situazione non è minimamente tornata alla calma, ma proprio perchè sono praticamente due anni che la calma non trova terreno fertile tra le strade di Atene.
Exarchia è il quartiere dove la polizia sfoga la sua voglia di distruggere e spazzare via un movimento in continua crescita: un movimento che da anni urla al mondo la situazione socio-economica della Grecia, un movimento di studenti, precari, migranti e lavoratori che ora non hanno nessuna voglia di pagare sulla propria pelle la crisi dei padroni.
La crisi di un sistema che vorrebbero sovvertire: perchè questo è quello di cui si parla tra le aule di quelle università, tra i moli dei porti bloccati da giorni di sciopero, tra le strade di quei quartieri e delle periferie della città e del paese.

Ioanna Manoushaka

L’aria di insurrezione c’è da tempo… e la polizia e i M.A.T. non sanno far altro che caricare e fare raid come quello che si vede nel video: cercando di distruggere negozi e spazi sociali, punti di ritrovo, locali  e occupazioni.
Sembra di stare in pieno regime dei Colonnelli: i raid polizieschi diventano sempre più brutali.
Parla chiaro uno dei fatti più recenti tra le vie del noto quartiere ateniese: Ioanna Manoushaka era fuori il cancello del palazzo occupato dove abita, urlando contro la polizia che si abbatteva su tutto quello che trovava sulla sua strada…vedendosi rincorrere è corsa verso il suo appartamento e s’è chiusa dentro.
Dopo pochi secondi diversi poliziotti hanno provato a buttar giù la porta a calci urlando ripetutamente “stanotte ti scopiamo”… ci sono ovviamente riusciti poco dopo distruggendo tutto e picchiando lei e suo marito. Hanno occupato l’intero stabile distruggendo il centro per migranti e le sedi del Network dei diritti civili e sociali.
Quasi contemporaneamente e a pochi passi da lì, in via Zaimi è stato circondato, occupato e poi evacuato pistole alla mano, uno squat di anarchici. Tutti quelli che sono stati trovati all’interno sono stati arrestati: ci sono racconti che parlano di diversi spari in aria.

Ad Exarchia si respira aria di regime.

“Smettetela”…da un dipendente della banca incendiata ad Atene dove sono morte 3 persone

6 maggio 2010 Lascia un commento

Sento l’obbligo, riguardo i miei colleghi che sono morti ingiustamente oggi, di parlare chiaro e di dire delle verità oggettive. Sto inviando questo messaggio a tutti i media. Qualcuno che mostri ancora un po di coscienza potrebbe pubblicarlo. I restanti possono continuare a tenere gioco al governo.

I pompieri non hanno mai rilasciato alcuna licenza operativa per l’edificio in questione. L’accordo per operare era sottobanco, come praticamente succede per ogni azienda e compagnia in Grecia.
L’edificio in questione non ha nessun meccanismo di sicurezza anti-incendio, nè pianificati nè istallati, non ha spruzzatori a soffitto, uscite d’emergenza o idranti. Ci sono solo degli estintori che, naturalmente, non possono essere d’aiuto quando hai a che fare con incendi estesi in un edificio che è stato costruito con standard di sicurezza ormai obsoleti.
Nessuna filiale della banca Marfin ha membri dello staff addestrati per casi di incendio, e nemmeno all’uso dei pochi estintori presenti. La dirigenza usa addirittura come un pretesto l’alto costo di un simile addestramento e non prende le misure basilari per proteggere il suo staff.
Non c’è mai stata una singola esercitazione di evacuazione in nessun edificio da parte dei lavoratori, nè c’è stata alcuna sessione di addestramento da parte dei pompieri per dare istruzioni su come comportarsi in situazioni come queste. Le uniche sessioni di addestramento che hanno avuto luogo alla Marfin Bank riguardano scenari di azioni terroristiche e specificatamente la pianificazione della fuga dei dirigenti della banca dai loro uffici in situazioni del genere.

L’edificio in questione non ha speciali stanze per ripararsi nei casi di incendio, nonostante la sua struttura sia veramente vulnerabile in simili circostanze e nonostante fosse riempita di materiali dal pavimento al soffitto. Materiali che sono molto infiammabili, come carta, plastica, cavi, mobili. L’edifcio è oggettivamente non idoneo ad ospitare una banca proprio a causa della sua costruzione.

come corre.... __AFP PHOTO / ARIS MESSINIS__

Nessun membro della sicurezza ha alcuna conoscenza di primo soccorso o di spegnimento di incendi, nonostante siano praticamente sempre incaricati della sicurezza dell’edifcio. Gli impiegati della banca devono trasformarsi in pompieri o security in base ai capricci del signor Vgenopoulos [padrone della banca].
La dirigenza della banca ha diffidato gli impiegati dall’andarsene oggi, nonostante lo abbiano persistentemente chiesto autonomamente fin da questa mattina presto – mentre hanno anche costretto i dipendenti a bloccare le porte e hanno più volte confermato al telefono che l’edificio sarebbe rimasto chiuso tutto il giorno. Hanno anche bloccato l’accesso a internet per evitare che gli impiegati comunicassero con il mondo esterno.
Da diversi giorni c’è stato un completo terrorizzare gli impiegati riguardo alle mobilitazioni di questi giorni con la “proposta” a voce: o lavori o sei licenziato!
I due poliziotti in borghese che sono in servizio nella filiale in questione per prevenire eventuali rapine non si sono fatti vedere oggi, nonostante la dirigenza della banca abbia verbalmente assicurato agli impiegati che sarebbero stati presenti.

E per concludere, signori, fate dell’autocritica e smettetela di delirare fingendo di essere scioccati. Voi siete responsabili di quello che è successo oggi e in ogni stato legittimo (come quelli che vi piace citare di tanto in tanto come esempio da seguire nei vostri show televisivi) sareste stati già arrestati per le questioni di cui sopra. I miei colleghi oggi hanno perso le loro vite per cattiveria: la cattiveria della Marfin Bank a del signor Vgenopoulos che ha affermato esplicitamente che chiunque non sarebbe venuto al lavoro oggi [giorno di sciopero generale] avrebbe fatto meglio a non presentarsi al lavoro domani.

Un dipendente della Marfin Bank

resoconto ateniese…

5 maggio 2010 Lascia un commento

Davanti al Parlamento

Tutto confermato..sembrava che la notizia fosse stata smentita dalla Croce Rossa, sembrava fosse solo un voler gettare acqua sul fuoco e invece ci son sul serio tre cadaveri, morti asfissiati dal fumo all’interno di un edificio dato alle fiamme. Tre morti -due donne e un uomo- più quattro intossicati in una succursale della Marfin Egnatia Bank, in Via Stadiou, proprio a pochi passi dal Parlamento.

AP Photo/Iakovos Hatzistavrou

La banca era stata attaccata probabilmente perchè la sola nei paraggi aperta malgrado lo sciopero generale e la paralisi di tutto il paese.
C’è clima di scontro armato, c’è aria di insurrezione generale ormai da tempo , ma mai come oggi.
Basta vedere le foto davanti a Syntagma, il Parlamento: ci sono decine di migliaia di persone scese non solo in piazza ma pronte a scontrarsi corpo a corpo con quei robocop assassini. Le vetrine di Akademias sono di nuove tutte in frantumi, il fumo si alza da piazza Omonia al Parlamento…
Per ora si parla di una 50ina di arresti tra i manifestanti: la quantità di molotov che viene lanciata è indescrivibile…sono molte le divise in fiamme.
Gli scontri, come sempre, si stanno spostando con il sopraggiungere della sera verso la zona del Politecnico e il quartiere Exarchia, sempre al centro delle tensioni e colpito costantemente da raid della polizia.
La piazza urlava di voler dar fuoco al Parlamento: ci sono andati vicini.
Prima o poi c’arriveranno….

Sempre al Parlamento (Photo by Milos Bicanski/Getty Images)

(Photo by Milos Bicanski/Getty Images)