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Addio Sher Khan, “tigre” dei diritti dei migranti


Sher Khan è morto stanotte ! 
Morto di freddo e di patimenti (fuori dal CIE-Ponte Galeria solo da 3 giorni , “ perché privo di permesso nonostante il soggiorno in Italia da almeno 20  anni”) in quella multietnica P.za Vittorio divenuta anche il sacello della  tragica storia del riscatto degli immigrati. 
Morire di freddo nella metropoli della storia è un infamia da gridare ai  quattro venti.

Sher Khan

Con oltre 600 chiese,centinaia di palazzi monumentali e di luoghi pubblici al coperto, 20000 appartamenti sfitti, una decina di occupazioni di case, oltre 30 spazi-centri sociali occupati , svariate sedi sindacali confederali e di base , circoli e sezioni di partito : morire di freddo a Roma è una bestemmia, 
un controsenso, l’indice barbaro della modernità che continua ad uccidere per cattiveria, qualunquismo, indifferenza.
Ne portiamo tutti la responsabilità, quella di non aver fatto abbastanza per lenire la sofferenza !
Sher Khan era parte di noi. Lo abbiamo conosciuto tra i primi, per la prestanza irriverente con cui affrontava e tutelava i bisogni-diritti negati ai suoi simili. Per l’assillo che metteva ovunque ci fosse un sopruso : con quel fiero volto, simpatico e sorridente; con quelle manone calorose e gesticolanti; con quel cipiglio da capopopolo , arringante e ritmante fluviali slogan da megafono.
Lo abbiamo aiutato e sostenuto; cazziato per alcune ingenuità ed errori , dovuti per lo più allo stato di esclusione programmata a cui le istituzioni  costringono gli immigrati per far ricadere su di loro le colpe e i misfatti della politica.
Sher Khan Addio ! Addio al tuo – di tanti – sogno di emancipazione e liberazione , di cui avvertiamo e sentiamo il peso per non essere riusciti a  soddisfare : prendiamo rinnovato impegno perché il tuo sacrificio non sia stato inutile, così che altri tuoi-nostri fratelli e sorelle potranno realizzarlo !

Addio Sher Khan , la terra ti sia accogliente .
Un saluto a pugno chiuso.

 Vincenzo Miliucci per la Confederazione Cobas

  1. 10 dicembre 2009 alle 15:14

    uno di noi

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  2. steffanpaulus
    10 dicembre 2009 alle 23:56

    Non conoscevo Sher Khan. Per me è a tutti gli effetti un nome nuovo, un’inesistenza. EPPURE mi vergogno tanto di rappresentare un paese in cui, di questi eventi scandalosi, di queste atrocità degne di un’Auschwitz edulcorata mediaticamente, se ne sentono sempre più spesso. Grazie per aver messo in vetrina questa notizia!

    "Mi piace"

  1. 10 dicembre 2009 alle 09:54

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