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in ricordo di Franco Serantini


Nasce il 16 luglio 1951 a Cagliari da genitori ignoti. Abbandonato al brefotrofio, vi resta fino all’età di due anni, quando viene adottato da una coppia di origini siciliane. Poco tempo dopo la famiglia fa ritorno in Sicilia dove, nel 1955, muore la madre adottiva ed S. è dato in affidamento ai “nonni materni”, con i quali vive a Campobello di Licata, fino all’età di nove anni quando, per ragioni di decessi ed emigrazioni, la famiglia si sfalda e lui viene nuovamente trasferito in un istituto d’assistenza a Cagliari. Nel 1968 è inviato all’Istituto per l’osservazione dei minori a Firenze e da questi – pur senza la minima ragione di ordine penale – destinato al riformatorio a Pisa Pietro Thouar in regime di “semilibertà”. franco-serantini_0-1
A Pisa dopo aver conseguito la licenza media alla scuola statale Fibonacci frequenta una scuola di contabilità aziendale. Le conoscenze che acquisisce e i nuovi rapporti che allaccia lo portano a guardare il mondo con occhi diversi e ad avvicinarsi all’ambiente politico: frequenta le sedi della fgci della fgsi e dell’estrema sinistra fino ad approdare, nella seconda metà del 1970, al Gruppo anarchico “Giuseppe Pinelli” che ha la sede presso la Federazione anarchica pisana (aderente ai gia) al numero civico 48 di via S. Martino, dove conosce anziani militanti come Cafiero Ciuti, il professor Renzo Vanni e vari giovani libertari. Come molti studenti è particolarmente impegnato nelle manifestazioni antifasciste, nella campagna di controinformazione sulla Strage di stato, serantinigiornalenell’esperienza del “Mercato rosso” nel quartiere popolare del cep e infine nell’accesa questione della candidatura di protesta di Pietro Valpreda.
Il 5 maggio 1972 partecipa alla manifestazione indetta da Lotta continua per protestare contro il comizio dell’on. Giuseppe Niccolai del Movimento sociale, che viene violentemente repressa dalle forze dell’ordine. S., mentre si trova sul lungarno Gambacorti, viene circondato e brutalmente picchiato da numerosi agenti di polizia del 2° e 3° Plotone della 3a Compagnia del 1° Raggruppamento celere di Roma. Successivamente viene condotto nella caserma di polizia e quindi al carcere Don Bosco, dove, il giorno dopo, viene sottoposto a un interrogatorio, durante il quale manifesta uno stato di malessere generale che il giudice, le guardie carcerarie e il medico non giudicano “serio”. Dopo una notte di agonia, la domenica mattina viene trasportato al pronto soccorso del carcere, ma è tardi perché vi muore alle 9,45 del 7 maggio. Il pomeriggio dello stesso giorno le autorità del carcere cercano di ottenere tempestivamente dal comune l’autorizzazione al trasporto e al seppellimento del cadavere, ma l’incaricato si rifiuta di concedere il benestare alla tumulazione mentre la notizia della morte rimbalza in tutta la città. Luciano Della Mea, antifascista e noto militante della sinistra, con il professore Guido Demetrio Bozzoni prendono l’iniziativa di costituirsi parte civile, sostenuti dagli avvocati Arnaldo Massei e Giovanni Sorbi, e danno il via a un’ampia campagna di controinformazione. serantinifune
Nei giorni seguenti, in molte città italiane si tengono manifestazioni di protesta e di denuncia delle responsabilità delle forze dell’ordine. I funerali si svolgono il 9 maggio e sono caratterizzati da una grande partecipazione popolare. Negli anni successivi il fatto sarà quasi sempre ricordato con manifestazioni di vario tipo. Nel 1979 i compagni anarchici di Pisa gli dedicheranno una biblioteca e nel 1982 verrà inaugurato un monumento in suo ricordo in piazza S. Silvestro di fronte all’istituto Touhar che lo aveva ospitato negli ultimi anni di vita. Le indagini per scoprire i “responsabili” della morte di S. affogano nella burocrazia giudiziaria italiana e nei “non ricordo” degli ufficiali di ps presenti al fatto. Nel 1975 Corrado Stajano, giornalista democratico, raccoglie in un appassionato volume la vita di S. contribuendo a mantenerne in vita il ricordo. (F. Bertolucci)

Biografia tratta dal “Dizonario biografico degli anarchici italiani”, BFS Edizioni Fonti bfs,
Carte Giovanni Sorbi; ivi, Carte Luciano Della Mea; ivi; Carte Federazione Anarchica Pisana; ivi, raccolta di testimonianze orali su F. Serantini. Bibliografia
Comitato “Giustizia per F. Serantini”, Franco Serantini, “un assassinio firmato”, Pisa, [1973?];
Giustizia per Franco Serantini, Pisa 1974;
C. Stajano, Il sovversivo. Vita e morte dell’anarchico Serantini, Torino 1975 (nuova ed., Pisa 2002);
Vent’anni 7 maggio 1972-1992 Franco Serantini anarchico assassinato dalla polizia mentre si opponeva ad un comizio fascista, Pisa 1992;
A. Massei, Giustizia per Franco Serantini, in Ora e sempre Resistenza, Pisa 1995;
Franco Serantini. Storia di un sovversivo (e di un assassinio di Stato), «A», mag. 2002;
“S’era tutti sovversivi” dedicato a Franco Serantini, video-documentario di G. Verde, Pisa 2002.

  1. Marco
    17 maggio 2010 alle 09:02

    Hanno fatto bene i compagni del Circolo Agorà di Pisa e quelli del Seme Anarchico a ricordare il 7 Maggio Franco Serantini con un significativo spettacolo di musiche e canzoni anarchiche, accompagnate da testi di liberi pensatori.
    Io c’ero con altri cinque compagni.
    Per fortuna hanno anche parlato di vita oggi.
    Non ho capito perchè c’erano due iniziative lo stesso giorno e la stessa ora a Pisa… mah!
    E poi l’altra iniziativa non era stata fatta conoscere… poteva essere fatta in un altro giorno o il pomeriggio.
    Comunque Anarchia e libertà devono spargersi ovunque, proprio in questi momenti in cui il potere chiederà sacrifici e rinunce a chi già stenta a vivere e sopravvivere.
    Non scordiamo Franco Serantini e quello per cui ha lottato!
    No al potere! No al Capitalismo! No allo Stato!

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