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Una scuola per bambini non per clienti o consumatori. Mc Donald’s non ci deve entrare

16 settembre 2013 8 commenti

20130912-113041.jpgIn 4 giorni più di undicimila persone hanno cliccato i due post che ho pubblicato sulla pubblicità che la multinazionale Mc Donald’s è venuta a farsi il giorno della riapertura delle classi all’interno dell’asilo per l’infanzia del comune di Roma dove quest’anno ho iscritto mio figlio.
La vicenda ha assunto una tale rilevanza che dopo l’iniziale risposta del sindaco, anche l’assessore alla Scuola, Giovani e Pari Opportunità del comune, Alessandra Cattoi, è intervenuta stamani con una intervista rilasciata a metronews.it, che potete leggere in integrale nel box qui sotto.

Dalle risposte dell’assessore veniamo a sapere che l’ingresso di Mc Donald’s all’interno dell’istituto scolastico sarebbe dovuto all’improvvida iniziativa di una educatrice su consiglio di un genitore: «È stato uno scivolone di una delle educatrici della scuola, su suggerimento di un papà. Non ne era al corrente nemmeno la coordinatrice dell’asilo».
La coordinatrice per l’infanzia di un municipio romano ha ricordato, in uno dei tanti commenti (più di 60) apparsi sotto i due post sulla vicenda, che secondo quanto previsto dai regolamenti amministrativi del comune di Roma, «nella scuola pubblica non si possono vendere, ne comprare e/o promuovere beni e servizi se non secondo procedure rispondenti al progetto educativo e disposte per delibera degli organismi di partecipazione».
Una norma che ai miei occhi appare fin troppo permissiva poiché non preclude affatto la vendità, l’acquisto o la sponsorizzazione di beni e servizi ma la lega alla presenza di un progetto educativo a cui dovrebbero essere finalizzati e al rispetto delle procedure di deliberazione degli organismi di partecipazione, nei quali sono presenti tutti i soggetti che fanno parte della comunità scolastica.

Capite che in questo modo si potrebbe consentire, sia pur nel rispetto delle procedure, la vendita da parte di privati di offerte educative, dall’attività sportiva, ai corsi di recupero o corsi specialistici eccetera. Questa norma apre molto subdolamente all’ingresso del mercato nella scuola pubblica. Le avvisaglie ci sono da tempo, dalla pubblicità sui libri, agli sponsor. Sarebbe la definitiva morte dell’insegnamento pubblico, della scuola per tutti anche nell’età dell’obbligo. In questo modo andranno a scuola solo i figli delle famiglie che potranno permetterselo, che hanno un reddito tale da poter pagare le offerte educative. Mentre gli altri andranno per strada, al massimo verranno ammassati in cameroni, per loro vedrete ci sarà chi comincerà a predicare la necessità di reintrodurre principi correttivi rigidi, la responsabilità penale a 13 anni, come è accaduto in Gran Bretagna, e al posto della scuola avranno una bella casa di correzione.

Ma a parte queste mie considerazioni, quel che è accaduto il primo giorno di scuola alla Cittadini del mondo non rientra in nessuna delle caratteristiche legali previste dalla norma indicata: la presenza di Mc Donald’s non rientrava in nessun progetto educativo e nessun organismo partecipativo d’istituto aveva deliberato una decisone del genere, sconosciuta persino alla coordinatrice scolastica. Insomma un’abuso totale.

Ora che un genitore (ovviamente diamo per acquisita la buona fede) non possa aver mai saputo che una scuola pubblica non è un mercato (per giunta anche quelli sono regolati eccome!) dove si può vendere, comprare, fare pubblicità, ci può anche stare. Certo bisogna riconoscere che è un segno dei tempi degradati che corrono. Siamo nell’era della servitù volontaria dove anche chi ha tutto da perderci è convinto che privato sia bello, che il suo padrone sia un benefattore non uno che ricava dalla sua prestazione profitto tanto che il giorno in cui non gli conviene più lo lascerà per strada con un bel calcio nel sedere, in una società dove chi ha contratti precari può scordarsi ammortizzatori e indennità di dicoccupazione e chi ha meno di 40 anni non avrà mai una pensione.
Ma che un’educatrice non sapesse che una multinazionale non può entrare impunemente in una scuola a spacciare e fare pubblicità per i suoi prodotti lascia di stucco. Certo che lo sà, altrimenti dovremmo pensare che i nostri figli sono in mano a delle incapaci!

Voglio aggiungere solo un’altra cosa, l’assessore Cattoi dice: «Da quando sono assessore a Roma ho scoperto che i genitori sono attentissimi a quel che mangiano i figli in mensa, il cibo a volte viene prima dell’insegnamento».

Si potrebbe facilmente rispondere che nell’insegnamento rientra anche l’educazione alimentare. Lo sanno bene gli organismi centrali della sanità che devono affrontare le conseguenze su scala nazionale della cattiva alimentazione che ha costi tali da ripercuotersi sulla collettività.

Invece bisogna capire che questa vicenda ha una significato centrale proprio per l’insegnamento: la scuola non è un mercato, ciò vuole dire che esistono spazi che non rispondono alla legge della domanda e dell’offerta o ad altre variabili del genere. La scuola deve restare uno spazio comune, libero, autonomo dove far crescere bimbi che dovranno essere persone consapevoli, dotate di strumenti che gli consentano di saper e poter scegliere, di avere uno sguardo critico e autonomo, persone appunto, non clienti, non consumatori. PERSONE LIBERE!

da http://www.metronews.it/master.php?pagina=notizia.php&id_notizia=15886

Metronews

Se il Mc Donald va all’asilo, parla l’assessore alla scuola del comune di Roma
di Paolo Chiriatti

Mi Consenta ad Alessandra Cattoi, assessore alla Scuola, Giovani e Pari Opportunità

La scorsa settimana in un asilo comunale alla periferia di Roma personale del Mac Donald ha accolto i bambini all’interno della struttura con palloncini, thermos di tè, e soprattutto tanti buoni pasto da consumare nei suoi fast food. Come è stato possibile?
“È stato uno scivolone di una delle educatrici della scuola, su suggerimento di un papà. Non ne era al corrente nemmeno la coordinatrice dell’asilo”.

Non c’è un controllo sulle iniziative che vengono fatte nelle scuole?
Certo, alcune sono verificate direttamente dal Comune, altre dai vari municipi.
Diciamo che questa volta un’importante catena di ristorazione è riuscita a farsi pubblicità…
Beh, diciamo anche che per fortuna un gruppo di mamme che accompagnava i figli all’asilo si è subito accorta di quest’anomalia e ha segnalato il caso. Da quando sono assessore a Roma ho scoperto che i genitori sono attentissimi a quel che mangiano i figli in mensa, il cibo a volte viene prima dell’insegnamento.

E lei cosa pensa di questa vicenda?
Che i fast food non siano campioni della buona alimentazione lo sanno in primo luogo le mamme e i papà, e non credo che un episodio simile si possa ripetere.


Gli altri post su Mc Donald’s in un asilo romano

Mc Donald ci da il benvenuto alla scuola materna!

Anche in Francia si parla del Mc Donald’s nella materna del comune di Roma

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Anche in Francia si parla del McDonald’s nella materna del Comune di Roma

15 settembre 2013 8 commenti

Un paio di tweet che raccontavano le prime due ore di scuola materna di mio figlio e si è scatenato giustamente il panico:
una multinazionale come McDonald’s che organizza la festa di inizio anno scolastico dentro una scuola materna del Comune di Roma non ha sconcertato solamente me; la viralità dei tweet e quello che si è scatenato dopo lo dimostrano.

L’arrivo del bidone del thè “gentilmente offerto da McDonald’s ai bambini” della materna comunale “cittadini del mondo”

Poi solo un rapido post su questo blog, scritto al volo dal telefono, e il giorno dopo la bagarre dalla rete s’è spostata anche sulla carta stampata,
con un articolo del Messaggero che raccontava come il sindaco Ignazio Marino m’ha immediatamente risposto a riguardo, dicendo che l’iniziativa non era ovviamente “comunale” e che avrebbe immediatamente parlato con il dirigente scolastico.

Insomma, un’indignazione generale, che ha costretto il responsabile nazionale della comunicazione di McDonald’s Italia e il sindaco a “metterci una toppa” il primam possibile.
Quel che sconcerta, e che vi invito a leggere, è la reazione di alcune “mamme” che hanno pensato bene di tartassarmi di messaggi aggressivi e quasi minacciosi perché avevo osato denunciare questa cosa quando ce ne sono di molte più gravi in quella stessa scuola (il tetto che verrebbe giù da un momento all’altro) invece di un “gentile” pensiero di McDonald, per le quali non ho mai visto nè sentito alcuna mobilitazione…e son solo 31 anni che sto qui…
Sono basita sì, non riesco a capire come non si possa realizzare la gravità di questo fatto: una multinazionale che entra in una scuola con palloncini e gadget, buoni sconto e inviti a far feste di compleanno nei loro locali, oltretutto porta un bidone giallo lurido aperto, lo lava in qualche secondo nel bagno dei bambini per poi metterci una polverina che loro chiamavano thè: potete vedere dalle foto come era stato trattato quel bidone,
non potete vedere le condizioni igieniche in cui si trovava ma ve le lascio immaginare.

Non una pizzetta si può portare…quei bei panini con la frittata con cui son cresciuta non si possono portare per motivi igienici (solo industriali impacchettati) ma il lurido bidone del Mc è “un pensiero gentile per i nostri bambini”…
sarebbe bello vederne l’autorizzazione ad entrare, quali firme ci sono, quali controlli sanitari son stati fatti.

Neanche sto a commentare quel che scrivonoo, non più: certo, sono parole interessanti le loro, uno studio antropologico sulla fine del funzionamento delle sinapsi andrebbe fatto fare…

Nel frattempo la storia ha varcato anche il confine, vi allego qui sotto un articolo in francese uscito su Fr.Novopress.info…
pensa quanto se incazzeranno le “mamme” ( 😉 ) :

15/09/2013 – 08h30

Pronto da servire! A sto punto era mejo, ma moooolto mejo, una CocaCola

ROME (NOVOpress) – La maternelle s’appelle « Citoyen du Monde » – ça ne s’invente pas. La rentrée y avait lieu mercredi, comme dans toutes les écoles publiques de Rome. Et pour accueillir les petits, « pour qu’ils ne soient pas traumatisés d’être séparés de Papa et Maman » … la société MacDonald’s, avec ballons, boissons à gogo et bons de réduction pour un Happy Meal (en anglais dans le texte). Tout cela alors que le gouvernement italien vient de prendre en fanfare un nouveau décret pour « favoriser la consommation consciente des produits fruitiers dans toutes les écoles d’Italie » : l’objectif, selon le ministre des politiques agricoles, est de « faire comprendre aux enfants l’importance d’une alimentation équilibrée et leur faire adopter dès leur plus jeune âge des habitudes et des styles de vie sains ».

Une mère de famille, laïque « de gauche », qui a découvert le spectacle en accompagnant son fils à l’école, s’en est émue sur son blogue et a apostrophé sur twitter le nouveau maire de gauche de Rome, Ignazio Marino, dont c’était aussi la première rentrée. « Grâce à Ignazio Marino, les enfants de la maternelle ont la réduction chez MacDonald’s ». « Aujourd’hui à la maternelle, on gonfle les ballons MacDonald’s. Faut-il envoyer nos enfants chez les curés ??? » Et encore « merci, maire Ignazio Marino, cette école du capitalisme et des multinationales était justement ce que nous voulions : ça nous manquait ».

La pauvre femme est manifestement de ceux qui n’ont pas compris que la gauche « citoyenne du monde » était la meilleure alliée des multinationales. Le nouveau premier ministre « de gauche » Enrico Letta, membre du Partito Democratico comme Ignazio Marino, n’avait-il pas publiquement revendiqué, avant les élections, le patronage de la Banque Goldman Sachs, dont il avait salué « le courage et la lucidité d’analyse » ?

La polémique ayant enflé sur les réseaux sociaux, le maire s’est hâté de dégager sa responsabilité. À l’en croire, il s’agit d’une initiative de l’école « Citoyen du Monde », pas de la municipalité. Le responsable de la communication de MacDonald’s a affirmé de son côté que la compagnie avait répondu à la demande d’une enseignante. « Nous avons servi du thé froid [à des enfants de maternelle ?, NdT] et distribué des ballons à titre gracieux. Il s’agissait d’un acte de gentillesse, et non d’une opération de marketing ».


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Mc Donald ci da il benvenuto alla scuola materna!

 

 

Roma: McDonald ci da il benvenuto alla scuola materna!

12 settembre 2013 76 commenti

20130912-113041.jpg

Mi scuso per la qualità delle immagini, ma il primo giorno di materna di mio figlio m’ha un po’ lasciato basita e non ho avuto molta lucidità “giornalistica” e mano ferma.
Due ore di inserimento e la “sorpresa” per i bimbi in una scuola del Comune di Roma è stata questa:

Sconti, palloncini, bibite e quant’altro dal McDonald!

Purtroppo in queste settimane di delirio il mio pc ha pensato bene di essermi solidale esplodendo..
Quindi un bacio al volo..
E grazie sindaco Ignazio Marino, questa scuola del capitalismo e delle multinazionali era proprio ciò che desideravamo: ne sentivamo il bisogno.

Per le altre foto c’è la mia pagina twitter! A presto !

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Parla l’asessore alla scuola del comune di Roma

Qui un articolo che fa il sunto della situazione: leggi

Tra i commenti qui sotto trovate le risposte anche di alcuni coordinatori scolastici del Comune di Roma, nonchè l’intervista all’assessore alla scuola…. oltre che l’accanimento di alcune “mamme della parrocchietta” che partono con le loro aggressioni, vi consiglio di leggerli.

Anche in Francia se ne parla: LEGGI QUI

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