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Vauro: i du’ schiaffi che male non farebbero


Ma di che ci stupiamo?
del sessismo di Vauro? E perché mai?
ma la vignetta in cui l’operaio difendeva l’art. 18 sculacciando LA ministra e intitolata “facciamola piangere” era normale?
Curioso anche il clichè per cui l’operaio è maschio, uomo peloso che magari rutta pure…perché se quello è il modo in cui Vauro scherza sull’esser donna, mi immagino con quali categorie classifichi gli “operai.
E la vignetta post scontri del 15 dicembre 2010 (link 1 2) invece ve la ricordate?
Mise a confronto l’assassino di Giorgiana Masi, infiltrato in borghese nel corteo di quel 12 maggio 1977, con un ragazzo armato di un palo,
che poi si scoprì essere un manifestante, un semplice manifestante, che ha pagato caro anche questa “gaffe” del vignettista,
gaffe che malgrado la prima pagina del 15 dicembre, fu rimossa dal sito appena venne arrestato il giovane.

Insomma, non è la prima volta che lo dico, ma Vauro fa proprio parte di quella sinistra superficiale, stolta, sessista, questurina, incapace anche di occuparsi correttamente di medioriente spesso perché cade facilmente in uno strumentalizzabile antisemitismo. Insomma, a me di Vauro non piace nulla, da quando sculacciava la Fornero utilizzando mani operaie, a quando ha deciso di definirla MINISTRA SQUILLO,
a quel ragazzo, armato di pala, preso a furor di popolo (popolo di sinistra ovvio) come il pericoloso infiltrato e sbattuto in prima pagina come mostro anche, e soprattutto, da Vauro e la redazione de Il Manifesto.
Ma ve scordate sempre tutto oh!

E non me venite a rispondere che gli ombrelli di Altan allora so’ omofobi,  primo perché so’ sempre finiti in culo a tutti (democrazia anale) secondo perché maschilismo, approssimazione e volgarità non hanno mai fatto parte delle sue vignette…

INCREDIBILE MA VERO…Tocca anche riaggiornare…
per tutta risposta pubblica subito dopo le polemiche quest’altra vignetta…
si diverte così si vede, poraccio:

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  1. 19 settembre 2012 alle 15:06

    Secondo me, chi vede in questa vignetta solo un intento sessista, sbaglia completamente ad interpretarla… La satira è una cosa seria, e Vauro, con tutti i suoi difetti, sa farla bene. Credo che la chiave di lettura sia più “alta” di un banale accostamento Fornero=puttana, qui si sta accusando il ministro del lavoro (come entità istituzionale e quindi senza associazioni di genere sessuale) di essere prono agli umori e alle regole dei grandi manager e uomini della finanza. Che poi il ministro del lavoro sia una donna, la ritengo una casualità, anche perché Vauro non è nuovo nel rappresentare vari personaggi politici (uomini) in giarrettiera e borsetta o come impotenti ecc.
    Con questo non voglio dire che questa e altre vignette non siano criticabili, ci mancherebbe. Vauro può piacere o meno, così come tanti altri vignettisti italiani, ed è criticabile come tutti gli altri.
    Solo non ritenevo corretta l’accusa di banalità e sessismo per quella che ritengo una vignetta che ha un forte messaggio di fondo, anche se lo ammetto, la realizzazione non è stata felicissima.
    E poi a me Vauro piace… si era capito? :o)

  2. 19 settembre 2012 alle 15:10

    Sai che è?
    Se era un uomo non stava a pecora, se era un uomo non stava in giarrettiera, se era un uomo non usava certe parole.
    Per quello non mi incazzo coll’ombrello in culo di Altan.
    Io faccio satira sulla fica, senza problemi.. Non faccio satira contro una ministra di merda usando solo stereotipi sessisti …
    Tutto qui

  3. 19 settembre 2012 alle 15:18

    Non so quante volte ho visto Vauro disegnare La Russa nudo, a pecora e con un topo nel culo, o un Veltroni nudo, a letto e con problemi d’impotenza e nessuno lo ha accusato di sessismo.
    Sicuramente non riuscirò a convincerti che questa vignetta non è sessista, ma poco importa, sei libera di vederla e interpretarla come meglio credi.
    Volevo solo dire la mia sull’argomento, tutto qui.

  4. 19 settembre 2012 alle 15:25

    E sulla vignetta rimossa che mi dici?

  5. 19 settembre 2012 alle 15:31

    Che il Sig. Vauro non è immune da errori, puttanate e scelte sbagliate. Mica lo difendo a spada tratta.

  6. Reshep
    19 settembre 2012 alle 16:48

    baruda :
    Sai che è?
    Se era un uomo non stava a pecora, se era un uomo non stava in giarrettiera, se era un uomo non usava certe parole.
    Per quello non mi incazzo coll’ombrello in culo di Altan.
    Io faccio satira sulla fica, senza problemi.. Non faccio satira contro una ministra di merda usando solo stereotipi sessisti …
    Tutto qui

    Vauro era sessista anche quando disegnava Alfano intento a ballare la lap dance in giarrettiera per Berlusconi? O quando lo faceva pigliare in culo a mezzo centrodestra?

    Così, per capire. 🙂

  7. 19 settembre 2012 alle 17:50

    per capire infatti ho messo due link belli vecchi,
    così per non focalizzare tutto sulle due vignette, ma proprio sul personaggio,
    che non mi piace, anche con Alfano.
    Non ha la capacità di usare la sessualità nella satira…non sono una bigotta,
    ma il tutto non mi fa ridere,
    ribadisco, al contrario degli ombrelli di Altan.

    e’ una questione d’eleganza, anche il prenderlo o metterlo in culo.

  8. pedrop61
    19 settembre 2012 alle 18:27

    ma il Manifesto li prende i soldi con la legge per l’editoria ?

  9. 19 settembre 2012 alle 18:54

    Certo!

  10. davide
    19 settembre 2012 alle 20:22

    > quella sinistra superficiale, stolta, sessista, questurina,
    il quarto è il più drammaticamente tangibile, verissimi i primi tre aggettivi

  11. 19 settembre 2012 alle 20:52

    il quarto sì, un dramma più che tangibile, direi asfissiante

  12. 20 settembre 2012 alle 07:42

    Concordo sul fatto che ci sia un abisso tra Vauro e Altan, ma continuo a ribadire che secondo me è un ottimo vignettista e che ha molte vignette azzeccatissime nel suo repertorio.
    E giusto per equilibrare le accuse, linko una vignetta che ai tempi mi era piaciuta molto:

  13. Giovanna
    20 settembre 2012 alle 07:46

    La satira è ben altro che un riferimento ai culi e agli organi sessuali, evidentemente Vauro non sa fare altro

  14. 20 settembre 2012 alle 07:46

    Era autobiografica 😉
    Comunque ho già detto,non so se qui, che ci sono tonnellate di vignette belle di Vauro..ma son sempre più rare: volgarità, cattivo gusto e superficialità hanno la meglio da molto tempo.

  15. 20 settembre 2012 alle 08:00

    L’ho notato anch’io, invecchiando si è incattivito ed è diventato più grezzo…
    Un peccato…

  16. 20 settembre 2012 alle 08:40

    Solo occasionalmente leggo l’articolo che rivendica idee strane… e la sua scrittrice non comprende che la satira è tyale sia di Destra o di Sinistra. Per puntualizzare il mio pensiero: “Ho sempre sostenuto che il peccato è nell’occhio di chi lo vede, dunque è solo questione di credo personale, mai di oggettività!”.
    Chiudo con certi versi purtroppo poco noti:
    “Odo cani abbaiare per la loro triste condizione di cani abbaianti.
    Odo galli cantare per la loro triste condizione di galli cantanti.
    Odo asini ragliare per la loro triste condizione di asini raglianti.
    E odo uomini parlare per la loro triste condizione di uomini parlanti!”. (O dovevo scrivere donne, però n una vignetta s’astrae! Ah, non sono il sig Vauro che si difende in anonimo!).
    kiriosomega agnostico per logica e vocazione

  17. 20 settembre 2012 alle 09:03

    Infatti Vauro è più bravo nel ragliare 😉

  18. Maria Elena
    21 settembre 2012 alle 19:14

    Mi stupisco ancora. Ma uno deve mettersi in testa che se a volte una persona scrive cose molto condivisibili, non vuol dire che non scriverà mai stronzate. Perché quella che hai scritto qui sopra mi pare proprio una stronzata: rigida, dogmatica e legnosa come le forme e i contenuti residui un certo “femminismo”, del tutto slegato dalla realtà. Il dito indica la luna, e tu guardi il dito. O – meglio – lo sputo si appiccica a una criminale in gonnella, e tu rimproveri chi ha sputato perché “non sta bene”, perché non corrisponde alla rappresentazione fantastica di un mondo – il mondo che dovrebbe essere rispettoso delle donne, quello del “ciao a tutt@”, perché “tutti” è maschilista e non si scrive – che alberga solo nelle vostre teste. Perché la realtà è diversa. Non è che se chiamiamo “fiore” la “guerra”, allora la guerra diventerà un fiore. Non so se mi spiego. Le donne, da discorsi come questi, non hanno che da perdere. E a me dispiace leggere critiche a Vauro (a prescindere da Vauro) come la tua. Quando ho letto le lettere che certe signorine indignate hanno scritto al Manifesto per la vignetta incriminata, sinceramente mi sono messa a ridere. E ho pensato: “Ma queste come stanno!”. Basta con queste scemate, che ne ho viste veramente troppe finora. Ciao A TUTTI

  19. 21 settembre 2012 alle 19:26

    Calma però Maria Elena…molta più calma. Dito, luna… Insomma un po’ di calma per favore perché se non ti conoscessi di persona ti avrei già mandato affanculo, visto il tono di merda che usi, gratuitamente.
    A me il tutti, in generale, piace poco ultimamente…troppo rossobrunismo, troppi stolti che per antimperialismo coi paraocchi di tempi più che andati finiscono in modo agghiacciante a superare in ignoranza, intolleranza e compagnie pure Forza Nuova.
    Insomma, il tutti non mi piace ultimamente
    Nè con nè senza @

    Sono andata fuori tema? Non credo proprio …

    Ciao, non di certo a tutti.

    P.s.: dici “vostre teste” … A quale categoria, specie, razza, genere, comunità, gruppo etc ti riferisci? Mi è oscuro

  20. Dober
    21 settembre 2012 alle 20:52

    Ma ultimamente quanti cazzi si devono valutare quando si disegna una vignetta. Una offende Maometto, un’altra le donne, un’altra gli animali. Che palle ! Se volete vignette politicamente corrette disegnatevele da soli

  21. 22 settembre 2012 alle 07:53

    Poi tutta sta valanga violenta di parole e manco una di commento sulla vignetta degli infiltrati..
    Sai che vuol dire quella vignetta tu che sei donna colta e dotta? Sai che non ci son state scuse? Sai che non una parola dopo l’arresto del giovane? Sai cosa vuol dire, dopo ore di cariche, lavrimogeni e quant’altro tornare a casa -minorenne- e trovarti in prima, come
    Digossino infiltrato? Proprio sul manifesto ….
    Evviva il grande compagno Josef Vauro.. (Anche assad e Putin conoscendoti)

    Evviva la vostra rivoluzione

  22. Maria Elena
    22 settembre 2012 alle 09:59

    Molta più calma: hai ragione. Però bisogna capire da dove nasce la rabbia, Valentina. La rabbia scaturisce dal fatto che il “politically correct” di troppe femministe (almeno quelle in cui mi sono imbattuta io, salvo rare eccezioni) è arrivato a mettere alla gogna gli stessi compagni, seguendo delle parabole talmente grottesche e surreali da lasciarmi a bocca spalancata. Ricordo un compagno che venne letteralmente “processato” dopo una manifestazione perché, sotto le cariche della polizia, aveva detto “figli di puttana” ai poliziotti. Non ci potevo credere, invece era vero. E ti potrei fare tanti, troppi esempi in tal senso. Come ho scritto, questo atteggiamento (lo stesso che tu utilizzi per le vignette contro quella delinquente di Elsa Fornero) è ridicolo, ed è giunto il momento di dirlo chiaramente. Perché davanti al mare di merda in cui ci troviamo non ci si può occupare di queste cose, facendo il processo a Vauro per le vignette “sessiste”. A me preoccupa molto, molto, molto di più che davanti all’attacco che stiamo subendo (nel noi ci metto i lavoratori, meglio specificare) non si muova una foglia. Mi preoccupa il deserto politico. Un deserto che viene riempito di chiacchiere e rituali come questi qui (fuori Vauro perché “sessita”), che portano delle scellerate femministe a solidarizzare con Elsa Fornero (perché il risultato è questo, non so se te ne sei accorta) pur di ribadire la propria visione immaginaria delle rappresentazioni linguistiche e semiotiche. Il “tutt@” a cui io mi riferivo è un simbolo di questa visione immaginaria (che io trovo grottesco: si dice “tutti” perché la nostra lingua, per la sua storia, funziona così. Punto. Se le femministe non lo accettano, che si creino pure un loro alfabeto, e magari un nuovo esperanto artificiale, che bisogna farci). Questo, per chiarire meglio il discorso del “tutti”: poi, sono io che non capisco di cosa tu stia parlando (sei arrivata fino a Forza Nuova…boh, sai tu di cosa parli). Su Assan e Putin lascio propri cadere, perché non ho voglia di fare discorsi seri attraverso questo strumento; altrimenti, ci sarebbero fin troppe cose da dire. Oppure no, basterebbe leggere i nostri magnifici giornali di regime per farsi un’idea. Ma tant’è.
    Al contrario – lo chiarisco perché me lo chiedi – con “vostre teste” inendevo quelle delle femministe (mi pare di capire che lo sia anche tu). Sulla vignetta del 15 dicembre credo che Vauro abbia semplicemente espresso il suo punto di vista: non l’ho mai considerato un rivoluzionario, né un punto di riferimento, né altro. Alcune sue vignette mi fanno ridere, altre no. Quella del 15 esprimeva la posizione della sinistra istituzionale, di cui Vauro e il Manifesto fanno parte (ma non mi stupisco affatto, la conosciamo bene). Di qui a dire che il giovane sia stato traumatizzato dal vedere quella vignetta mi pare ce ne corra. Spero di aver chiarito i punti oscuri.
    Valentina, io credo che ci si spacchi su questioni grottesche, mentre si dovrebbe lavorare per unire il poco che esiste, che resiste. Tu dirai: “e il tono che hai ti sembra possa unire?”. Questa volta no (raramente mi infervoro). Ma spero che dalla contraddizione emerga una sintesi decente. Ciao a tutti.

  23. 22 settembre 2012 alle 10:41

    Solo una cosa al volo che non posso..ho citato Forza Nuova solo perchè sulla Siria la pensa come tanti compagni, tanto che ieri si è condivisa piazza e piattaforma…

  24. 22 settembre 2012 alle 10:47

    e poi mi incazzo anche io perché hai sbagliato persona.
    No, non sono femminista se per femminista tu pensi a chi si infervora e caccia dai cortei per il “figli di puttana”, anzi, diverse litigate in 17 anni di vita politica, tante, anche violente.
    Non amo il separatismo, se non per alcune esperienze, insomma, no no no mi son sempre rivendicata il mio esser donna senz necessità di @ o cose simili.

    Mi rivendico anche l’esser puttana, mi rivendico l’esser troia…senza alcun problema.
    Ma me lo rivendico, non lo reputo offensivo nè denigratorio se non viene usato in modo offensivo e denigratorio,
    se non viene usato da uno stalinista volgare, poco divertente (sempre di più), inutilmente pesante.
    Io sono una puttana? Certo! Motivo in più per odiare il sessismo,
    per schifare il maschilismo,
    per sentirmi libera di dire a Vauro che la sua ironia non mi piace.
    A me, donna, anche puttana.

  25. Maria Elena
    22 settembre 2012 alle 13:47

    Magari ho sbagliato persona. Però mi chiedo come mai a me – che pure sono una donna – la vignetta di Vauro non abbia puzzato di sessismo né di maschilismo. Voglio dire…non mi sono proprio posta il problema. Eppure sono una donna. E sono stata contenta del fatto che la perbenissima signoronza Elsa Fornero si sia sentita “offesa” dall’essere accostata a una squillo. Solo, avrei voluto chiederle di non offendersi pure a nome mio. Di tenersele per sé, le sue considerazioni da borghese di merda. Ecco. Perché se qualcosa mi offende questa è lei, che si permette di parlare anche a nome mio e di “tutte le donne”. E di sollevare polvere sul nulla mentre scrive leggi come quelle che scrive (quelle sì, contro donne, madri, nonne, bambine e contro l’intero genere umano!!!!). Il resto – compresi gli stalinisti volgari – mi sembra ben poca cosa. E se uno stalinista volgare insulterà la Fornero con epiteti che a lei danno fastidio (tipo “puttana”), io starò con lo stalinista. Non ho dubbi. Poi, quando il mondo sarà cambiato, allora faremo qualche discorso chiarificatore anche con gli stalinisti volgari. Ma adesso non mi pare il momento. Con tutto il rispetto per chi esercita la professione di squillo o di puttana in senso più ampio (io sono una donna ma non sono una puttana. Non ho bisogno di esserlo per ridere del maschilismo e dei maschilisti, pure loro ridicoli e destinati all’estinzione).

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