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Posts Tagged ‘Territori Occupati’

Dalla Palestina: La strada verso la liberazione

1 dicembre 2012 5 commenti

Pubblico volentieri questo comunicato del movimento dei giovani palestinesi, di cui vi consiglio di seguire il sito (QUI), di commento al riconoscimento della Palestina come stato osservatore, non membro.
Ieri, a caldo, il mio solo commento è stata la pubblicazione di una foto, che trovo geniale, su quello che è la Palestina, anche secondo le Nazioni Unite.
Un arcipelago.
Un arcipelago in mezzo alla terra.https://baruda.files.wordpress.com/2012/11/405531_10150501961987134_471720244_n.jpg?w=595
Un ammasso di piccole isolette prive anche solo della speranza di una continuità territoriale, di autodeterminazione, di libertà di movimento e di poter far rientrare A CASA 7 milioni di profughi,
che non attendono altro dal 1948 o ’67.
Solo quella sarà la Palestina:
quella dove potranno tutti far ritorno,
quella senza muri e colonie,
quella liberata dalla farsa della diplomazia.

Ieri la Palestina è stata riconosciuta dalle Nazioni Unite come Stato osservatore, non membro, alcune voci palestinesi ci ricordano che questa “vittoria” ha più che altro il sapore amaro della sconfitta.

L’iniziativa per la richiesta di riconoscimento dello “stato di Palestina” è stata una imposizione che ha deliberatamente ignorato tutte le critiche interne che ha ricevuto. E’ stata accolta come un nuovo passo nella lunga marcia del nostro popolo verso la realizzazione delle nostre ambizioni politiche. Tuttavia, dobbiamo fermarci e chiederci, quali sono queste ambizioni?
E in che modo questo passo servirà il nostro progetto nazionale?

In un clima politico in cui vi è una mancanza di obiettivi chiaramente definiti, e che è caratterizzato da forte divisione politica, diventa possibile per chiunque autoproclamarsi sedicente portavoce della nostra causa.
Questi autoproclamatisi portavoce hanno approfittato di questo clima politico per screditare tutte le voci di dissenso, arrivando anche ad etichettarli come traditori. In una tale situazione, chi può richiamare questa gente alle proprie responsabilità?

http://t3.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcTdbHPK1gdXDtrsIuS8mTS9V7xiK0H-mhYYRa2RtKfj-rcQJWeWE’ evidente che queste voci di dissenso, che sono estremamente critiche rispetto all’iniziativa di riconoscimento dello stato, sono state ignorate, scompaginate e frammentate. Ma questo non è dovuto all’irrilevanza delle opposizioni che sono state mosse, piuttosto, è dovuto alla mancanza di opzioni alternative che siano degne degli sforzi di coloro che si sono sacrificati con il loro sangue per la lotta. Ogni battaglia che il nostro popolo ha combattuto è costata un prezzo molto alto, e per questo, la responsabilità ricade su di noi per assicurare che la nostra lotta non sia stata mandata avanti invano e certamente non in favore di una leadership debole e corrotta
La nostra liberazione non sarà mai ottenuta sulla base di normalizzazione con il regime coloniale sionista, piuttosto sarà conquistata con il percorso che è stato scritto con il sangue dei nostri martiri. Riaffermiamo che l’unica strada che ci interessa è il percorso che si dirige in modo esplicito verso la liberazione della nostra terra e il ritorno del nostro popolo in Palestina … Tutta la Palestina.

FINO AL RITORNO E ALLA LIBERAZIONE

Palestinian Youth Movement

Leggi:
– Ma di che stato parlate?
– Comunicato dei giovani palestinesi contro la creazione dello Stato di Palestina
Stato osservatore non membro, o arcipelago?

Da Nena News: Niente da festeggiare

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Palestina: “stato osservatore non membro” o arcipelago?

30 novembre 2012 3 commenti

405531_10150501961987134_471720244_n
L’ARCIPELAGO ORIENTALE DELLA PALESTINA
e poco altro da dire.
Continuando a puntare sul “due popoli due stati” questo è il massimo per cui possiamo festeggiare.
Lo stato deve essere uno, per tutti.
Sono impopolare ma è la sola cosa per cui si potrà festeggiare, e per cui dovremmo combattere.

E non può bastare:
GIU’ IL MURO DELL’APARTHEID
PALESTINA LIBERA
Leggi:
– Ma di che stato parlate?
– Comunicato dei giovani palestinesi contro la creazione dello Stato di Palestina

Ovviamente Israele per far capire l’inutilità di tutto ciò ha dato il via libera a 3000 nuovi alloggi illegali nella Palestina Occupata.
L’apartheid, l’occupazione, la distruzione della continuità territoriale non si vincono con le poltroncine simboliche.

La Palestina è con voi! Messaggio agli studenti e alle studentesse in lotta

23 novembre 2012 1 commento

Dal sito FreePalestineRoma, che vi consiglio di aggiungere ai vostri preferiti…

In nome di tutte/i le studentesse e gli studenti palestinesi, in particolare gli studenti di Gaza, salutiamo profondamente la vostra lotta in difesa dei legittimi diritti vi informiamo che siamo con voi e le vostre giuste richieste. Siamo certi che riuscirete a raggiungere i vostri nobili obiettivi.

Care compagne e cari compagni,

Crediamo che ogni lotta/mobilitazione studentesca ovunque sia giovi a favore degli studenti nel mondo e riteniamo che gli studenti siano una forza principale per il cambiamento delle nostre società. Per questo motivo i cacciabombardieri sionisti colpiscono in ogni aggressione le scuole e le università delle città palestinesi come sta succedendo in questi giorni a Gaza.
I sionisti pensano che colpire i giovani ed i ragazzi delle scuole e università possa intimorire le generazioni del futuro. Però, noi abbiamo giurato per noi stessi e per gli studenti caduti rinnovando anche a voi in lotta la nostra promessa di non arrenderci o piegarci di fronte alla micidiale macchina repressiva dell’occupante.

Noi, dalla terra della resistenza Palestina, vi chiediamo di resistere e continuare la vostra lotta per:

boicottare la cooperazione accademica tra le vostre università e quelle dello stato d’apartheid israeliano.

* esigere dal vostro governo di fermare lo spreco di danaro pubblico della cooperazione scientifico militare con lo stato d’apartheid israeliano; tali soldi devono andare a favore della scuola pubblica, dell’università e della ricerca.

* creare mezzi d’informazione alternativa nelle scuole e università capaci di informare correttamente sui diritti del movimento studentesco internazionale incluso quel palestinese per smascherare le informazioni mediatiche del potere costituito.

Le vostre ed i vostri compagne/i studenti palestinesi.

23.11.2012
Il fronte d’azione studentesco progressista

Boicotta i prodotti israeliani! Non finanziare l’apartheid e le bombe su Gaza

21 novembre 2012 8 commenti

 

Qualcosa si può fare.
Qualcosa nel nostro piccolo possiamo sempre fare: e son piccoli gesti che dobbiamo trasmettere ai nostri figli, ai nostri amici, ai nostri familiari.
Boicottare i prodotti israeliani è ora più che mai un dovere vero e proprio;
deve diventare un gesto automatico e quotidiano, da collettivizzare e diffondere in ogni luogo,
supermercato, negozio d’abbigliamento, aula universitaria, farmacia.

E’ difficile trovare un elenco di prodotti soddisfacente per costruire una lista completa,
Ma almeno alcune cose impariamole a riconoscere al volo,
come il loro codice a barre, che inizia con 729.
Iniziando a chiedere la provenienza di certi prodotti, a pretendere che il supermercato dove siamo soliti rifornirci non li acquisti proprio.
Si può fare tanto per boicottare l’economia israeliana ed è ora di farlo.
Tutte e tutti,
boicottare in primis tutti i prodotti provenienti dalle colonie (vedi il sito BDS Italia),
tutti quelli con questo codice a barre,
tutte quelle aziende e multinazionali colluse con l’industria israeliana.
E quindi con la loro guerra permanente.
Non finanziate le bombe su Gaza, non finanziate il cemento del Muro dell’Apartheid,
non finanziate le loro divise, i loro anfibi, le pallottole dei loro cecchini,
i cingoli dei loro carriarmati.
BOICOTTA ISRAELE, IN OGNI TUO GESTO.

Da Gaza e Betlemme… aggiornamenti

21 novembre 2012 1 commento

Al settimo giorno di guerra sulla popolazione palestinese,
quando l’elenco dei nomi degli uccisi inizia ad essere insostenibile all’occhio umano e a qualunque stomaco non assassino, vi metto il link della corrispondenza che ho fatto stamattina dai microfoni di Radio Onda Rossa con Gaza.
Sul sito della radio potete trovare anche tutte le altre corrispondenze effettuate nei giorni precedenti con gli altri attivisti, poi costretti ad uscire daalla Striscia di Gaza.
Una breve chiacchierata, che ci racconta l’ultima pesante notte,
dove dal cielo e dal mare Israele ha rovesciato i suoi armamenti.
ASCOLTA

Poi, perché è una cronaca necessaria,
facciamo una zoomata anche sul resto della Palestina, sui Territori Occupati che da giorni sono per le strade a lottare contro l’occupazione militare in solidarietà con le sorelle e i fratelli gazawi: ieri sera erano già tre gli uccisi tra Tulkarem, Nabi Saleh e la zona di Betlemme. Decine e decine gli arresti.
Vi copio il dettagliato resoconto arrivato all’alba da Khaled, un caro compagno di Betlemme

[Leggi anche: Dizionario degli armamenti]

Questa è stata una notte da ‘corri e fuggi’ molto intensa, quindi ecco a voi gli aggiornamenti delle ultime 16 ore di Betlemme:

11:32
Iniziano duri scontri alla Tomba di Rachele tra ragazzi dei campi profughi di Betlemme e forze militari sioniste.

12:17
Gli scontri nella zona della Tomba di Rachele aumentano e le scuole mandano a casa gli studenti.

12:51
Un gruppo di forze speciali sioniste in borghese vestiti con Kefieh rosse provano ad infiltrarsi tra i ragazzi che fronteggiano i soldati sionisti vicino al campo profughi Aida senza successo.

13:13
Un gruppo di forze speciali sioniste in borghese prova ad infiltrarsi tra i ragazzi che si scontrano con l’esercito sionista nella zona del cimitero vicino alla Tomba di Rachele.

14:08
Gli scontri alla Tomba di Rachele aumentano di violenza e l’esercito israeliano ricorre all’uso di pallottole rivestite di gomma contro i ragazzi che li fronteggiano.

14:16
La resistenza palestinese colpisce con un razzo la base militare della colonia di Etzion a sud di Betlemme.

14:20
La resistenza palestinese colpisce con un razzo la colonia di Gilo a nord di Betlemme.

16:09
Le forze sioniste arrestano Ahmad Zawahre dalla zona della Tomba di Rachele.

17:36
Le forze sioniste arrestano 3 ragazzi durante gli scontri alla Tomba di Rachele.

19:49
Gli scontri alla Tomba di Rachele aumentano di intensità dopo la notizia dell’uccisione di un sionista da un razzo della resistenza palestinese caduto nell’insediamento di Ashkol.

20:24
Le forze sioniste arrestano Hamze Shoke durante gli scontri alla Tomba di Rachele.

20:29
Gli scontri alla Tomba di Rachele aumentano di intensità dopo la notizia dell’uccisione di altro sionista da un razzo della resistenza palestinese caduto nell’insediamento di Ashkol.

20:36
La resistenza palestinese apre il fuoco contro un veicolo sionista nella zona di Husan a sud di Betlemme ferendo un colono.

20:38
La resistenza palestinese apre il fuoco contro un veicolo sionista nella zona della colonia di Etzion a sud di Betlemme ferendo dei coloni.

20:48
Le Brigate dei Martiri Al-Aqsa e le Brigate Ahmad Abu El-Rish di Betlemme rivendicano l’operazione contro i veicoli sionisti nelle zone di Husan e Etzion.

20:51
Le forze militari sioniste setacciano la strada 60 a sud di Betlemme.

21:00
Avvistate nella zona di Husan 4 ambulanze, il nemico sionista ammette l’uccisione di una colona, testimoni oculari invece affermano che il numero di morti é superiore.

21:03
Scontri tra ragazzi palestinesi ed un gruppo di soldati sionisti nella zona di Beit Sahour.

21:05
Ferita una colona sionista vicino alla zona di Husan.

21:37
Avvistato un grande numero di pattuglie sioniste ai confini della zona di Husan.

23:00
Le prime notizia di movimenti dell’esercito israeliano nella zona di Betlemme.

23:15
Avvistate 6 pattuglie del nemico sionista davanti al Checkpoint risiedente nella zona di Al-Nashah vicino al campo profughi Dheisheh e al villaggio Al-Khader.

23:16
Avvistate 7 pattuglie del nemico sionista vicino alla zona di Al-E’ebedieh.

23:51
Avvistate 15 pattuglie dell’esercito sionista nella zona di Al-Radi dirette verso il campo profughi Dheisheh.

23:52
La resistenza palestinese a Betlemme rivendica il ferimento di 4 coloni.

24:05
Avvistato un veicolo della polizia israeliana accompagnato da una camionetta militare sionista vicino alla moschea della zona di Al-Khader.

24:58
Avvistato un grande numero di soldati sionisti nella zona di Al-Balua’a e lancio di bombe illuminanti.

00:00
Avvistato l’esercito israeliano nella zona di Al-Doha.

00:01
Avvistate delle pattuglie sioniste che entravano nella zona di Betlemme dalla zona della Tomba di Rachele.

00:02
Notizie sull’apertura di fuoco da parte della resistenza palestinese verso la colonia sionista Gilo dalla zona di Beit Jala.

00:14
Avvistate forze sioniste nel campo profughi Aida.

01:00
La resistenza palestinese apre il fuoco contro un gruppo di sionisti nella zona Al-Doha.

01:07
L’esercito israeliano setaccia la zona Al-Doha con bombe illuminanti in cerca dei combattenti della resistenza palestinese.

01:32
Rumori di esplosioni nella zona ovest di Betlemme.

02:01
Arresti e colpi di arma da fuoco nella zona di Beit Jala.

02:27
Rumori di bombe assordanti nella zona di Al-Radi.

03:00
L’esercito sionista arresta Murad Al-Khatib dal campo profughi Aida.

03:13
Avvistate delle forze sioniste al campo profughi Dheisheh nella zona del centro Ibdaa e nel vicinato Al-Walajieh.

03:18
Le forze sioniste lanciano bombe stordenti al campo profughi Dheisheh nella zona della moschea grande.

03:19
Un grande numero di forze speciali sioniste fanno irruzione nel campo profughi Aida.

03:22
Le forze sioniste fanno irruzione nella casa dell’ex prigioniero Mohannad Al-Khmour.

03:24
L’esercito sionista fa irruzione nel campo profughi Dheisheh.

03:26
Le forze sioniste si diffondono al campo profughi Dheisheh nel vicinato di Al-Walajieh.

03:28
Scoppiano violenti scontri tra ragazzi del campo profughi Dheisheh e forze militari sioniste.

03:33
Le forze sioniste arrestano Ahmad Al-Shobban nel campo profughi Dheisheh e arrivano rinforzi all’esercito.

03:36
Le forze sioniste arrestano Imad Abedrabbo nel campo profughi Dheisheh nel vicinato di Al-Muntazah.

03:40
Forze sioniste fanno irruzione in una casa nel Doha vicino alla moschea.

03:44
Le forze sioniste arrestano Fadi Ayyad nel campo profughi Dheisheh.

03:48
L’esercito israeliano fa irruzione nella casa di Saleh Abu Aker nel campo profughi Aida.

03:52
Avvistate forze sioniste nella zona di Al-Doha.

03:53
Le forze sioniste arrestano Karam Nasri nel campo profughi Dheisheh.

03:59
Avvistato un gruppo di forze speciali sioniste nella zona di Al-Doha.

04:00
Le forze sioniste arrestano Khalil Abu Aker dal campo profughi Aida.

04:01
L’esercito sionista si ritira dalla zona della moschea di Al-Doha.

04:16
Avvistate forze sioniste al campo profughi Aida.

04:20
Avvistate forze sioniste vicino al cimitero dei bambini di fronte al campo profughi Azzeh e vicino alla zona del palazzo Murra.

04:21
Le forze sioniste arrestano Ahmad Ewes dal campo profughi Aida.

04:26
Le forze sioniste arrestano Fadi Abu Wasfi dal campo profughi Aida.

04:49
Le forze sioniste arrestano Yahya Sa’adah dalla zona di Jabal Al-Mawaleh.

Dum Dum, Dime, Fosforo Bianco: dizionario minimo delle armi israeliane

20 novembre 2012 8 commenti

“Fratello, io credo nel mio popolo errante, carico di catene.
Ho preso le armi perchè un giorno I nostri figli prendano la falce.
Il sangue delle mie ferite irriga le nostre valli;
Esso ha dei diritti su di te, è il debito che non può più aspettare” – Jalal al-din –

Da pochi minuti Al-Jazeera ha rinominato il Willy Pete, nient’altro che il nome di battaglia usato dagli americani per descrivere il Fosforo Bianco. Ne abbiamo parlato tanto durante l’operazione Piombo Fuso che si è abbattuta su Gaza, prima di questa.
Abbiamo parlato molto degli armamenti usati in quella guerra,
e siamo costretti a farlo nuovamente visto che nulla si è mosso.

Fosforo Bianco su Gaza, 2009

Nulla si è mosso nemmeno a livello internazionale per mettere al bando le micidiali Bombe DIME,
che Israele usa a più non posso.
E allora non riesco a scrivervi nuovamente quali sono gli effetti di queste bombe che scoppiano a qualche centimetro dal suolo e che ti segano in due, spesso lasciandoti vivo, con schegge di materiale altamente cancerogeno che mai potranno esser tolte dalla tua carne.
Difficile descrivere a parole mie tutto ciò, quindi vi chiedo di approfondire,
di aprire le pagine che vi linko qui sotto e leggere.
leggere cosa producono certi armamenti, leggere CHI produce certi armamenti, chi non vieta certi armamenti,
chi si addestra con loro, con questi armamenti.
insomma, la guerra a Gaza la possiamo fermare solamente combattendo le loro menzogne,
facendo circolare la verità su quel che accade,
su cosa è la macchina bellica ISRAELE,
cosa è il sionismo,
quali sono i veri obiettivi di questi maledetti assassini.

Carbone e Fosforo per i bimbi di Gaza
I nuovi armamenti su Gaza
Il fosforo Bianco
Le bombe DIME
Il rapporto GoldStone
Esercitazioni militari Italia-Israele
Vittorio, sulle munizioni DUM DUM
Il figlio di Sharon vuole Hiroshima
Incinta? Bene! Un colpo, due morti

Per la liberazione di Mahmoud Sarsak, calciatore palestinese, da 83 giorni in sciopero della fame

15 giugno 2012 5 commenti


Eric Cantona chiede la liberazione del calciatore palestinese Mahmoud Sarsak e si pronuncia contro lo svolgimento della coppa europea di calcio under 21 in Israele, nel marzo 2013.
“Siamo scioccati nel vedere che certi politici ed istituzioni sportive che si sono preoccupati per lo svolgimento degli Europei in Ucraina, in ragione delle violazioni dei diritti umani, tacciono quando è Israele ad essere scelto per accogliere la coppa europea di calcio under 21 nel 2013.
Il razzismo, le violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale sono moneta corrente in quel Paese. Il governo israeliano lascia anche che la sua popolazione attacchi gli immigrati africani, che definiscono “infiltrati” e che vogliono imprigionare in campi militari. Nelle prigioni israeliane ci sono più di 4000 prigionieri politici palestinesi, dei quali più di 300 “detenuti amministrativi”, incarcerate senza processo né accuse. Fra questi, il calciatore di Gaza Mahmoud Sarsak, 25 anni, imprigionato da più di tre anni. Disperato, è sceso in sciopero della fame da più di 80 giorni ed ora è in agonia.
Chiediamo di sostenerlo, così come tutte le vittime dei soprusi israeliani.
E’ tempo di mettere termine all’impunità israeliana e di esigere da questo Stato il rispetto delle stesse leggi che gli altri Paesi rispettano”
Eric Cantona, attore ed ex calciatore
Noam Chomsky, Professore del MIT, USA
John Dugard, ex Relatore Speciale dell’ONU per la Palestina, Sud Africa
Trevor Griffiths, scrittore, UK
Paul Laverty, sceneggiatore, UK
Ken Loach, regista, UK
Michael Mansfield, avvocato, UK
Miriam Margolyes, attrice, UK
John Pilger, giornalista e scrittore, Australia
Show Racism the Red Card
Ahdaf Soueif, scrittore, UK
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