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Grecia: scarcerato Alfredo Bonanno e strane ferite sui manifestanti


Novità nel processo contro Alfredo Bonanno  e Christos Stratigopouls, gli anarchici italiano e greco arrestati nell’ottobre 2009. Alfredo Bonanno, di 73 anni, era imputato di concorso in rapina a mano armato, ma questa mattina è stato rimesso in libertà dopo il processo di Larissa: dopo un primo momento di detenzione a Amfissa, ora si trovava nel carcere ateniese di Koydallos. Condannato a 4 anni, con una riduzione a due, è stato scarcerato in quanto maggiore di 70 anni e quindi incompatibile con le condizioni di prigionia. Il suo coimputato, accusato anche di aver materialmente compiuto la rapina contro la banca di Trikala, dalla quale erano stati prelevati 47.000,  è stato condannato a 8 anni e 9 mesi.

Invece è di qualche giorno fa la pubblicazione di alcune fotografie che lasciano quantomeno con un senso di allarme nello stomaco. Gli scatti, che vi posto in questa pagina sono delle gambe di uno dei manifestanti al corteo di commemorazione della rivolta degli studenti del Politecnico di Atene contro il regime dei colonnelli, che ne portò all’inizio della caduta definitiva, il 17 novembre 1973 . Un corteo che s’era svolto in larga parte senza troppi incidenti, malgrado la proclamazione del codice rosso per le forze dell’ordine e i reparti speciali schierati in 7000 solo ad Atene. Davanti all’ambasciata americana, dopo un po’ di tafferugli c’è stato un fitto lancio di lacrimogeni e di granate assordanti, molto usate nelle piazze ateniesi.
Quello che invece non s’era mai visto sono questo genere di ferite e l’appello dei compagni e di dare informazioni, qualora qualcuno sapesse di che genere di armamento parliamo!

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  1. ginodicostanzo
    22 novembre 2010 alle 23:18

    …stranissime ferite, sembrano causate da qualcosa che una volta esploso si frammenta in mille piccoli proiettili…

  2. 23 novembre 2010 alle 06:38

    Potrebbe essere l’effetto di un lacrimogeno con sostanze chimiche combinate! (sparato a distanza ravvicinata l’acido, magari, spruzza ustionando…)
    da Carta – n° 07/2002 del 22/02/2002:
    Il CN [Cloroacetofenone], sviluppato in Germania nel 1870 e usato per la prima volta dai francesi negli anni ’20 per reprimere le proteste nelle colonie, è meno popolare del CS tra le forze di polizia del mondo. Forse perché può essere un po’ più tossico del CS, visto che la dose letale minima media è minore…
    I rischi connessi all’uso del CN [abbandonato da molte polizie, compresa quella italiana, almeno ufficialmente] sono noti fin dal 1969, anno di un articolo su questo argomento pubblicato sul New England Journal of Medicine. Dopo le proteste di Seattle, nel 1999, la Toxic coalition, un’organizzazione statunitense che si occupa dell’uso di prodotti chimici nell’industria, ha presentato al dipartimento di polizia una richiesta di informazioni sulla composizione chimica del CN. Il risultato è stato che nella composizione del candelotto di CN c’è circa il 50 per cento di metilene cloride, presente in molti prodotti di uso domestico [solventi per vernici, ad esempio] considerati tossici dallo stesso governo statunitense.
    Tra gli effetti collaterali attribuiti a questo gas, dice ancora la Zarc, oltre ai “soliti” problemi respiratori, agli occhi e alla gola, ci sono dermatiti con vesciche e anche ustioni di secondo grado. Da trattare in ospedale, anche chirurgicamente.

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