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La memoria di Sabra e Chatila NON SI TOCCA!


A questo tipo di violenze non ci si abitua mai.
La violenza dello Stato ebraico d’Israele è scritta nella storia delle sue origini e della sua fondazione, il suo impegno nel genocidio del popolo palestinese è antecedente al giorno della sua fondazione e continua ad esser la bandiera che più adora sventolare quello stato occupante: la bandiera dell’Apartheid, la bandiera dell’occupazione militare.

Foto di Valentina Perniciaro, la piazza di Sabra…

Ma la casa della Memoria è a Roma, nel quartiere che ha dato luce agli occhi di mio nonno e di mia madre: la casa della Memoria porta un nome importante per tutti noi, porta dentro di sè (dovrebbe almeno) un pezzo importante del nostro DNA…e porta la parola “memoria” di cui dovrebbe aver rispetto.
A quanto pare non è così, oppure esistono eccidi che hanno pesi differenti a seconda di dove avvengono e di chi li compie…anche per la casa della memoria di Roma.
Perché se viene censurata, a 48 ore dall’inaugurazione, una mostra fotografica sui campi profughi palestinesi di Sabra e Chatila vuol dire che basta, meglio farci delle case popolari all’interno degli spazi di quel luogo, che dovrebbe essere patrimonio collettivo.
Fateci un asilo: è decisamente meglio.

E allora voglio i nomi.
Voglio i nomi dei dipendenti della casa della memoria responsabili dell’organizzazione delle mostre, voglio sapere chi dove quando e perché sarebbe intervenuto per bloccarla…perchè è inutile che scriviamo tonnellate di pagine contro la comunità ebraica o qualche assessore di Alemanno.
Reputo responsabili di questa censura proprio coloro che lavorano all’interno della Casa della Memoria, che hanno accettato una censura indecente e vergognosa senza nemmeno raccontarcene la provenienza.

Ribadisco, se quella mostra non si farà,
Se la memoria deve esser solo quelle che qualcuno decide,
Chiudetelo quel posto inutile..
Facciamoci una ludoteca, un consultorio, quello che ve pare…..
Ma a casa, tutti coloro che hanno responsabilità in quel posto: in cantiere a lavorare, in cuffia dentro un callcenter, no nei vicoletti trasteverini!
Che schifo

E l’ANPI?? il silenzio totale: CHE STRANO EH??
ma volete strappà ste tessere?!?!

Foto di Laura Cusano

Qui il testo del Comitato per non dimenticare Sabra e Chatila:

Care compagne/i e amici

Avremmo voluto scrivervi per sollecitare una vostra partecipazione alla mostra “Notte molto nera – Sabra e Chatila, una memoria scomoda”, che si doveva realizzare a Roma alla Casa della Memoria e della Storia il prossimo 30 maggio. Però non possiamo farlo perché la mostra è stata bloccata a pochissime ore dalla sua inaugurazione. E questo malgrado la curatrice, Laura Cusano, avesse tutte le autorizzazioni compresa una lettera di incarico protocollata dal Comune di Roma. Ad oggi però nessuna comunicazione ufficiale è arrivata e gli organizzatori si celano dietro la richiesta di un rinvio a data indefinita.

Nessuna spiegazione sui motivi del rinvio, quindi, solo silenzi ed imbarazzi. Ma da notizie ufficiose apprendiamo che il tutto è partito – ancora una volta – da sollecitazioni verso l’assessore alla cultura del Comune di Roma fatte da esponenti della comunità ebraica di Roma. Questi signori hanno voluto bloccare la mostra fotografica, perché evidentemente giudicata colpevole di smascherare le nefandezze compiute verso il popolo di Palestina. Le immagini rappresentano per questi signori una prova d’accusa intollerabile e da eliminare. Probabilmente in altri tempi avrebbero chiesto anche la messa al rogo delle fotografie.Il tema della mostra – vogliamo ricordarlo – era una riflessione su immagini e memoria a partire dai fatti di Sabra e Chatila, di cui quest’anno ricorre il trentesimo anniversario. Una strage compiuta dalle falangi fasciste libanesi, con la diretta complicità dell’esercito di Israele.

Quello che più ci sconcerta e addolora è la mancanza di spiegazioni e il silenzio delle tante associazioni che riempiono di contenuti il lavoro della Casa della memoria, ovvero l’impossibilità di dire la verità e la costatazione che un luogo importante e ricco di significati, come dovrebbe essere la Casa della memoria e della storia, sia nella realtà solo casa della prepotenza e dell’oscurantismo. A questo proposito nei giorni scorsi abbiamo scritto all’Anpi, per chiedere loro un incontro su questa vicenda.

La negazione delle autorizzazioni per la mostra fotografica non offende solo chi per mesi ha lavorato alla sua realizzazione, non solo rappresenta l’ennesimo atto di censura verso la storia del popolo di Palestina, ma è un attacco all’intelligenza e alla sensibilità di tutta la cittadinanza di Roma.
Per queste ragioni vi chiediamo di manifestare con noi in tutti i modi possibili l’indignazione e la rabbia verso chi con prepotenza e vigliaccheria continua ad infangare la storia della nostra città.
Facciamo inoltre appello a tutte le forze democratiche affinché prendano posizione condannando un gretto atto di censura che non aiuta nessuno e che svilisce la memoria di tutti.

Il Comitato per non dimenticare Sabra e Chatila

La mostra censurata la potete vedere: QUI
Il mio articolo su Sabra e Chatila di ricostruzione dei fatti: QUI
Un saluto a Stefano Chiarini: QUI
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Categorie:Uncategorized
  1. 28 maggio 2012 alle 21:26

    Neanch’io voglio dimenticare.
    Tempo fa ci ho anche scritto alcuni versi. Te li lascio qui:

    Sabra e Chatila

    A Sabra e Chatila piovono bombe sugli innocenti
    Piove la morte sulle strade
    Piove sulle case e sul mare
    Piove sui cactus e sui cedri
    Piove sul sale e sullo zucchero
    Su ogni cosa piove a Sabra e Chatila
    Era ieri è oggi
    Sabra e Chatila

    Donatella Quattrone

  2. marcoricci62@live.it
    29 maggio 2012 alle 15:19

    é impossibile sapere e vedere certe cose, prima che lo facciano loro facciamolo noi…..

  3. Rossa Rivoluzione
    30 maggio 2012 alle 21:54

    Lettera di Alessandro Portelli

    Sabra e Chatila, la mostra ci sarà

    Cari compagni,
    ho letto la lettera del Comitato per non dimenticare Sabra e Chatila uscita sul “manifesto” di ieri, a proposito della sospensione della mostra sul massacro di Sabra e Chatila che avrebbe dovuto inaugurarsi oggi 30 maggio. Vorrei dare qualche almeno parziale rassicurazione ai giustamente indignati compagni. Non è vero che, come un po’ frettolosamente scrivono loro, le associazioni della Casa della Memoria hanno taciuto di fronte a questo atto di censura: proprio la ferma opposizione, tra gli altri, dell’Istituto per la storia della Resistenza, dell’Anpi e del Circolo Gianni Bosio ha fatto sì che il discorso resti tuttora aperto. Dopo due settimane di pressioni burocratiche e gerarchiche e di fragili scuse da parte del Comune, e (da altre fonti) di intimidazioni al limite della minaccia fisica, l’ultima motivazione data dai rappresentanti del Comune è che in una frase di un pannello introduttivo della mostra il (peraltro assodato) coinvolgimeno di Israele era definito in termini (effettivamente) storicamente errati. Pertanto, la mostra dovrebbe avere regolarmente corso in tempi sperabilmente brevi, dopo averne riparlato con l’autrice.
    È chiaro che il rilievo storiografico è una mossa strumentale per cercare di bloccare un’iniziativa sgradita a chi comanda oggi a Roma, ed è per questo che, se da un lato le associazioni di cui ho parlato continuano a insistere perché la Palestina abbia diritto di cittadinanza all’interno della Casa della Memoria, dall’altro è importante che la giusta passione con cui i compagni sostengono la causa del popolo palestinese si coniughi con il rigore storico e conoscitivo: in primo luogo, perché la verità sta sempre dalla parte degli oppressi e non ha bisogno di essere accentuata per funzionare; in secondo luogo, perché non dobbiamo offrire pagliuzze e cavilli a cui possa aggrapparsi chi invece vuole imporre il silenzio e l’oblio. Anche per questo penso che se i compagni conoscessero il lavoro che si fa quotidianamente alla Casa della Memoria forse non la chiamerebbero «solo casa della prepotenza e dell’oscurantismo». La sacrosanta causa del popolo palestinese non ha bisogno di esagerazioni alla ricerca di sempre nuovi nemici.

  4. 30 maggio 2012 alle 21:58

    bha…questa lettera mi sconcerta più del resto.
    Non dice nulla, parla di ANPI quando l’ANPI non ha mai scritto una riga, e di esagerazioni e imprecisioni che non ho visto da nessuna parte tantomeno nel suo testo.
    Quindi la cosa mi piace sempre meno,
    sempre meno.
    era meglio se rimaneva zitto, per quel che mi riguarda

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