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Il cimitero dei feti visto da una bimba mai nata, e dalla sua mamma


Un cimitero per feti ed embrioni.
Ho rabbrividito, piccola mia quando ho letto di questa cosa, inaugurata a pochi km da casa,
a pochi km dal luogo dove ho scelto di salutarti, perchè la tua vita sarebbe stata un’assurdità genetica,
un patchwork di cromosomi un po’ brilli,
troppo per questo mondo di sobri bacchettoni.

Ora si sono inventati il cimitero con gli angioletti, il cimitero per i bimbi mai nati, un cimitero che si chiama “inno alla vita”…
se lo sono inventato loro, quelli che in ospedale non ti tolgono nemmeno i tamponi pieni di sangue, quelli che ti negano l’ossitocina per far in modo che lo strazio invece di durare un giorno (e una vita intera) ne duri tre (e la stessa intera vita).
Non è che l’hanno voluto delle mamme, delle mamme che come me hanno scelto, scelto, dolorosamente scelto, di non conoscere il propri figlio.
No, piccola minuscola dolcezza, non siamo mica state noi: quelle sventrate in tutto da un aborto terapeutico,
quelle che dilaniandosi hanno scelto di NON mettere al mondo qualcuno che come te, non avrebbe avuto modo di starci.
L’hanno fatto loro … te li ricordi quelli che ci guardavano male?
Quelli che ci hanno insultato, malgrado il dolore e le lacrime: quelli che ci son montati sopra proprio nel momento in cui per la prima volta chiedevamo aiuto senza la forza di far uscire la voce e sapendo di non poterla trovare?
Ma loro ce l’avevano eccome la voce in quei momenti:
ce l’hanno per dirti che sei un’assassina malgrado non c’è cosa al mondo che vorresti più di tenere la tua pancia e continuarla a far crescere, nella pienezza e nella gioia più totale,
ce l’hanno per negarti l’assistenza medica, sperando magari che il tempo passi per poi lasciarti senza scampo…

Non si viene trattati da persone quando si è costretti a percorrere le strade maledette di un aborto terapeutico:
vien trattato da persona il tuo feto però…
e sei hai la sfortuna (dipende da chi c’è in turno) di entrare nella procedura del parto indotto e non dell’aborto terapeutico, la richiesta di seppellirlo e dargli un nome ti vien fatta, obbligatoria.

Quindi secondo loro tu un nome lo dovevi avere, io potevo anche non averlo, visto il trattamento…visto che i tamponi me li son dovuta togliere sola, per non aspettare il miracolo di un turno privo di obiettori.
questo è il meccanismo che ha creato quel cimitero, con gli angeli alla porta…
quello che ci rende tutte assassine.

La cosa che mi consola è che li starai maledicendo anche tu che, senza nome nè giaciglio, hai avuto tutto l’amore possibile,
e sempre lo avrai.
E che oltre a te ci staranno le maledizioni di tutti quei bimbi nati, che un nome l’avevano e che magari son morti in un lungo viaggio in mare per raggiungere le nostre coste…o quelli mai nati, morti nelle pance delle loro mamme affogate:
per chi ha costruito il cimitero dei feti quelli son morti senza importanza.

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  1. 4 gennaio 2012 alle 19:25

    Carissima, sai cosa penso, sai che odio il “peccato” e non il “peccatore” e sai anche che queste mie parole sono prive di giudizio, per questo le scrivo tra virgolette. Sai che sento la sofferenza di ogni essere umano prima ancora della sua venuta nel mondo e fino alla sua morte naturale. E proprio per questo sento la sofferenza del feto, dell’embrione ( permettimi di andare oltre e di pensare anche a un “semplice” piccolissimo zigote) ma anche di chi fa una scelta terribile e sofferta. Sofferta perchè anche la donna più convinta non sarà mai felice di averla fatta e ne porterà la sofferenza per tutta la vita nel corpo, nel cuore e nell’anima. Io penso a questa sofferenza e l’ho vista nei tuoi occhi quando il tuo volto cambiava espressione mentre ne parlavi. Per questo nè ti giustifico nè ti giudico. Solamente ti abbraccio.

  2. marco
    4 gennaio 2012 alle 19:37

    straziato dalla rabbia e dalla bellezza delle tue parole, ti ringrazio.

  3. 4 gennaio 2012 alle 19:47

    Avevo scritto un lungo commento in cui, ricorrendo a tecnicismi, esempi e spiegazioni varie, andavo ad illustrare il mio punto di vista.
    L’ho cancellato perché so già che poi arriverebbe il fervente cattolico (e lo dico da cattolica) che inizierebbe a urlare al peccato e alla peccatrice, quando invece in questi casi è necessario fare solo un po’ di silenzio, nel rispetto di chi, per un motivo o per l’altro, ha appena perso un figlio che non potrà mai stringere tra le braccia.

    Solo… mi permetto di dire che provo tristezza e rabbia nei confronti di chi, sostituendosi al Dio in cui dice di credere e i cui dettami intende seguire, si arroga il diritto di giudicare e di arrecare sofferenze a chi già si trova nella prostrazione più profonda.
    Non è carita cristiana il lasciare sola una donna in un momento simile. Non è carità cristiana giudicarla. Non è carità cristiana non svolgere il proprio lavoro quando la procedura di aborto è già iniziata o terminata (vedi tamponi non tolti o feti espulsi lasciati nel letto delle madri per ore). Non è carità cristiana infliggere sofferenza gratuita.
    E’ egoismo. Ed è crudeltà inumana, a prescindere dalla religione e dal Dio in cui si crede.

    Un abbraccio.

  4. mina
    4 gennaio 2012 alle 22:46

    quando sono rimasta incinta avevo ben chiaro che se il mio bambino non avesse potuto essere più o meno a posto non mi sarei permessa di farlo nascere. perchè il mondo in cui stiamo è già difficile per chi ha tutte le possibilità di sopravvivere e cercare la felicità, mi figuravo e figuro bene quanto possa essere terribile per chi manca di qualche strumento. ho avuto fortuna, ma ti sono infinitamente solidale.

  5. 5 gennaio 2012 alle 04:43

    è un orrore.. provate ad andare a leggere il sito dell’ass.che lo ha proposto..
    – advm.org/seppellimento/

  6. Lupa
    5 gennaio 2012 alle 09:51

    anche se è un excursus secondo me sbagli a far rivolgere le parole di una madre a un feto mai nato come se questo avesse un’anima a cui rivolgersi… non fraintendermi però questo ha un non so che di religioso e ottiene un pò l’effetto contrario rispetto alle intenzioni.. i feti non sono persone, non sono una bimba, non dovrebbero avere un cimitero e nessuno che ci parla insieme soprattutto per scopi come difendere l’IVG…

  7. 5 gennaio 2012 alle 09:57

    bha…
    io ci parlavo da mesi,non con la sua anima ma con la sua carne,che era dentro me…

  8. Gemma
    5 gennaio 2012 alle 10:15

    secondo me bisognerebbe denunciare gli ospedali quando si viene trattati cosi. se non ti tolgono il tampone rischi gravi infezioni. e’ veramente assurdo, sta gente non dovrebbe lavorare nelle strutture sanitarie pubbliche ma solo in quelle cattoliche della Chiesa (anzi, per quanto mi riguarda, manco li)!!!!

  9. nicola
    5 gennaio 2012 alle 10:32

    quoto marco.
    lacrime a fiotti: grazie baruda.

  10. cloroALclero
    5 gennaio 2012 alle 11:04

    Lupa, non credo che questa lettera va letta da questo punto di vista.. secondo me va, piu che letta, sentita. L’idea che mi sono fatta è che la scelta di abortire è stata razionale, ci saranno stati dei “problemi” oggettivi che l’hanno portata a prendere questa decisione ma non è stata una scelta fatta con il cuore. Forse è per questo che la rabbia non è data da un “diritto” non rispettato ma da una ferita molto piu intima. Non me la sento di parlare troppo di me ma sono certa che, io per esempio, se fossi vissuta in un altro mondo (immagino un mondo utopico) avrei portato avanti la gravidanza. Questa esperienza mi ha cambiata tantissimo, quasi una metamorfosi, e non mi vergogno ad ammettere che sto scrivendo con le lacrime agli occhi,anche se sono passati molti anni. Quando lho fatto non ho pensato che stavo uccidendo mio figlio/a, ma ho pensato che mi stavo togliendo la possibilità di averlo. Pensa che il primo medico che mi ha visitato, quando ha saputo perche ero li, si è sbottonato la camicia per farmi vedere il crocefisso e non sto a dirti le schifezze che mi ha detto. Non mi conosci ma ho un carattere piuttosto combattivo e ho la caratteristica (difetto?!) di attaccare sempre per difesa. Per la prima volta nella mia vita non sono riuscita a difendermi! Mi sono alzata e me ne sono andata zitta come un’idiota! Non sono riuscita a dire nulla ma ti assicuro che non mi aveva offeso o ferito per la sua squallida morale ma … non so spiegarti bene a parole perche non sono riuscita a difendermi .. credimi però che se mi accoltellava mi faceva meno male! La mia, come credo anche per tante altre donne, non è stata una scelta. Una scelta è quando con serenità decidi di fare una cosa rispetto ad un’altra. Io, per tanti motivi che non ha senso spiegare, non potevo diventare madre.
    Tornando al tuo commento, chi l’ha vissuto sa che è un’esperienza non mistica(!!)ma molto molto fisica. Non riesco a spiegarmi bene ma non credo che sia una lettera scritta ad un feto! Credo sia impossibile non pensare a come sarebbe stata la tua vita se non avessi abortito inoltre è davvero molto difficile spiegare bene ciò che succede nella tua testa e nel tuo corpo in quei giorni. Le parole spesso sono limiti perche non sono mai abbastanza e mai giuste per esprimere cio che si prova o si pensa. Spesso ho pensato a come sarebbe stata la mia vita e a come sarebbe potuto essere mio figlio/a… e anche io a volte gli ho parlato ma, ripeto, non perche sento di averlo perso/a ma perche so che mi sono tolta l’opportunità di averlo/a. Spero di essere riuscita a spiegarmi…
    ps fastidiosissimo scrivere “…o/a” ma c’è sempre qche idiot che mette “i puntini sulle i” dando importanza solo alla forma e non alla sostanza. Aimè mi è capitato!
    pps non puoi dire “feto mai nato”!! hehe! errore di battitura immagino vero?? altrimenti vuol dire che pensi che sia un bambino!!!

  11. cloroALclero
    5 gennaio 2012 alle 11:15

    un’altra piccola precisazione questa volta di forma (come x il termine “feto mai nato”):
    non ho studiato filosofia quindi magari mi sbaglio ma ho sempre legato il concetto di anima alle religioni… non sarebbe meglio parlare di psiche ?
    credimi non è una polemica ma una battuta!

  12. ely
    5 gennaio 2012 alle 11:53

    Se un’anima è immortale ,essa se vorrà venire in questo mondo,verrà.Magari nel tempo giusto con la stessa mamma o con un’altra.
    …c’è una linea di pensiero che dice che nel momento del concepimento c’è stato un contratto tra l’anima della mamma e l’anima del futuro bambino.Nel periodo dei nove mesi e per altri due anni essa si legherà pian piano al suo corpo che prima si forma e poi cresce,ma se esso si rende conto che non potrebbe avere quelle esperienze di vita che gli servono può recidere il contratto : non importa se all’inizio è la madre a interrompere o se lui morirà di morte bianca quando avrà due mesi.La sua anima era legata ancora nella dimensione da cui proviene e non sarà per lui un trauma ,anche se per la madre lo sarà.
    A me questa cosa mi ha aiutato un pò, quando ho avuto un aborto spontaneo,inoltre comprendo la scelta difficile delle donne quando scelgono questa opzione,io stessa ho una genetica difficile,che in parte non vorrei far ereditare a un mio futuro cucciolo.
    Gli egoisti sono chi vogliono far nascere figli che soffriranno più di quanto la natura della vita possa metter in campo,coloro che giudicano sapendo benissimo che tanto non avranno nulla a che fare con queste esperienze,non gli appartengono,ma per la loro morale è giusto puntare il dito su una situazione a loro estranea.

  13. 5 gennaio 2012 alle 11:55

    baruda :
    bha…
    io ci parlavo da mesi,non con la sua anima ma con la sua carne,che era dentro me…

    questo tuo parlare con chi era dentro di te rende ancora più doloe le tue parole. ti abbraccio.

  14. 5 gennaio 2012 alle 12:27

    Sono passata a leggerti per caso. E ho trovato questa tua lettera straziante.

    Grazie di aver detto queste parole.
    Di aver dato voce al dolore che nessuno crede esista.

  15. 5 gennaio 2012 alle 13:12

    Parole false e bugiarde, la vera invenzione orrida è far parlare questi bimbi non nati con le nostre voci, come se fossero burattini a cui la nostra mente deve dare un’anima. “La cosa che mi consola è che li starai maledicendo anche tu che, senza nome nè giaciglio, hai avuto tutto l’amore possibile”. Cosa ne sa di chi sta maledicendo chi? E soprattutto quale amore ha avuto, se è vero che l’amore non è un cieco sentimento ma si misura in opere, in fatti concreti? Un cimitero dei bimbi non nati è un monumento alla verità, questo post invece è un sepolcro imbiancato.

  16. ungirasole
    5 gennaio 2012 alle 13:19

    sono nella stessa situazione di diana,sono passata per caso ma non ho potuto trattenere le lacrime.
    grazie.
    un abbraccio,anche se è l’abbraccio di una sconosciuta.

  17. Vento dell'EST - rafiqqqq
    5 gennaio 2012 alle 13:33

    a vento dell’ovest vacci tu al cimitero e rimanici per sempre.

  18. ely
    5 gennaio 2012 alle 14:13

    a vento dell’ovest: vorrei dirti che anche se il metodo di parola della lettera qui sopra può non essere adeguato,il significato era più profondo e va oltre il tuo naso.
    Penso che come molti tu sia uno di quelli che gli piace additare senza saperne un tubo di tale situazione.
    La gente prima dovrebbe vivere certe cose e poi aprir bocca,con il “penso che” a volte non si arriva da nessuna parte.

  19. Cristina
    5 gennaio 2012 alle 14:34

    “tutto l’amore possibile”??????? pur partecipando al tuo dolore permettimi di dubitare sul fatto di mettere limiti all’amore

  20. 5 gennaio 2012 alle 15:15

    io ho un figlio bello bello dolce dolce … di amore capisci poco credo come forse di maternità,malformazioni genetiche e autodeterminazione..
    ma pazienza,è un problema tutto tuo…

  21. Lola
    5 gennaio 2012 alle 17:42

    Anvedi, Baru’, sei un sepolcro imbiancato… tocca cambià tinta.
    Ti abbraccio e taffettà al bello bello dolce dolce.
    Ah, lo so che non ti serve, ma se ne hai bisogno ti presto qualche mio vaffanculo.

  22. 5 gennaio 2012 alle 18:20

    che stavolta è facile che serve …

  23. 5 gennaio 2012 alle 21:36

    Soltanto un dolcissimo tenero bacio… che poi se te servono i vaffa,,, lo sai che ce n’ho una saccocciata… so un po’ stagionati (so’ quelli degli anni ’70) ma funzionano che è ‘na meraviglia…
    salvo

  24. 6 gennaio 2012 alle 16:15

    un argomento così intimo e di dolore non si può commentare ma riflettere sulle prove della vita e i sensi di colpa che spesso inutilmente comportano in particolare in casi come questo dove la “scelta” è a mio parere obbligata.
    ciao

  25. Carolina
    6 gennaio 2012 alle 17:45

    Io penso che difronte a questo scritto i commenti dovrebbero rimanere silenziosi.

  26. 8 gennaio 2012 alle 15:43

    Non c’è scempio più grande né più turpe azione che ergersi a giudici e censori delle coscienze altrui, equiparandosi a Dio in terra.
    Diventano tutti moralizzatori, su questa terra di bigottoni e in particolar modo in questa Italietta retrogada, ipocrita e perversa, quando si tratta di puntare il dito verso un individuo che vive un disagio, una sofferenza di cui neppure lontanamente si ha idea.
    Ho letto con rabbia e commozzione questa tua lettera, cara Baruda, immagino rivolta a te, al tuo bimbo mai nato, e ad un’umanità migliore nella quale tuo malgrado non puoi fare a meno di credere, per la tua rara sensibilità e forza d’animo.
    Sei una gran donna, e hai tutto il diritto di parlare come e quando vuoi al tuo bimbo mai nato, e nessuno nessuno potrà mai essere all’altezza di dirti il contrario o potrà mai condannarti per la tua scelta. E’ la TUA SCELTA. La TUA vita, il Tuo Dolore, che hai vissuto da sola, dio solo sa con quanti patimenti e strascichi che porterai con te per la vita intera. E allora, nelle notti in cui ripenserai alla tua piccola tragedia che la vita ti ha posto davanti, nelle ore di tormenti e pensieri tristi, dove saranno loro, i CENSORI MORALIZZATORI della malora, che non hanno idea di cosa sia dover affrontare un aborto o non poter avere figli, ma si lagnano di quanto siano diventate care le baby sitter al giorno d’oggi.
    Nessuno può avere il diritto, al mondo, di dirti se sia giusto o meno dover seppellire un feto, e addirittura obbligarti a farlo è la più schifosa delle violenze psicologiche.
    Sono loro i carnefici, gli assassini di chi nel baratro più buio, a terra nella mente e ne corpo, ti ha dato il colpo di grazia.
    Ma tu sii fiera di ciò che hai fatto. Anche i tuoi figli lo saranno, un giorno. Hai tanta forza, non fartela scalfire da nessuno sporco censore.
    E a voi, che giudicate vivi e morti, che vi accaparrate indebitamente e con gran sacrilegio il potere di additare al “peccato” di fronte a un aborto, a un ‘eutanasia, a una maternità surrogata, penate alle vostre , di coscienze, guardate alle vostre, di vite. Avrete di certo, chi più chi meno, tanto fango da spalare. E tanti dolori da affrontare e giudicare: i vostri.

  27. 9 gennaio 2012 alle 12:08

    Vento dell’Ovest :
    Parole false e bugiarde, la vera invenzione orrida è far parlare questi bimbi non nati con le nostre voci, come se fossero burattini a cui la nostra mente deve dare un’anima. “La cosa che mi consola è che li starai maledicendo anche tu che, senza nome nè giaciglio, hai avuto tutto l’amore possibile”. Cosa ne sa di chi sta maledicendo chi? E soprattutto quale amore ha avuto, se è vero che l’amore non è un cieco sentimento ma si misura in opere, in fatti concreti? Un cimitero dei bimbi non nati è un monumento alla verità, questo post invece è un sepolcro imbiancato.

    parole sante! in nome dell’amore si uccide un individuo solo perchè diverso o indesiderato…..Il cimitero in questione è cosi’ discusso perchè ci pone di fornte alla mostruosità delle nostre azioni……

  28. lory
    9 gennaio 2012 alle 12:44

    Cara Baruda questa lettera mi tocca tantissimo ho vissuto come te questa triste esperienza!, Anche il mio piccolo Andrea si trova nel cimitero dei bimbi mai nati, in quell’ospedale di m… tanto al top come dicono ho trovato delle bestie non persone, mi hanno fatto partorire al 6 mese perche’ secondo loro il mio bimbo aveva asimmetria dei globli oculare che poi l’autopsia ha smentito. Il mio bimbo era sano, i malati sono loro, 27 ore di travaglio, e sentire la tua creatura che si ribella e ti muore dentro e’ orrendo !!! X loro questa e’ la normalita’ , la genetista sai come mi consolava? Lei e’giovane avra’ nuove possibilita’! La odio . Solo chi vive una cosa del genere puo’ capire .So cosa significa tenere in braccio un bimbo morto e so anche cosa significa leggere che per eseguire esame autoptico l’hanno fatto a pezzi (asportazione di qua e di la).Ora mi va’ di immaginare che i nostri angioletti sono in cielo che giocano tutti insieme e che di sicuro un giorno li rincontremo !!! Un’abbraccio ,lory

  29. sito web
    9 gennaio 2012 alle 17:07

    Baruda mi spiace davvero…certe cose non dovrebbero mai accadere e nessuno dovrebbe stare lì a rinnovare un dolore che immagino che non si plachi mai. Credo che tu possa consolarti con un pensiero: è andata così, nel senso che anche se non avessi fatto quella dolorosissima scelta, il tuo dolore di oggi non sarebbe minore. Ci sono eventi che accadono nella vita di una persona che la cambiano per sempre ed è indifferente l’agire dell’uomo. La tua sofferenza di oggi l’avresti vista rinnovata guardando ogni giorno quella tua bimba sfortunata! Un abbraccio!

  30. 9 gennaio 2012 alle 19:21

    cara baruda, quel che è fatto è fatto. Spero tu possa comprendere prima o poi la portata del gesto che tanto dolorosamente hai portato a compimento. Da parte mia non c’è nessun giudizio, piuttosto compassione, nel senso etimologico del termine, “patisco con te”; mi addolora enormemente sapere che per paura del “diverso”, per paura della sofferenza,tante vite vengano uccise. Sei stata ingannata dalle tue paure; ci sono famiglie che vivono con estremo amore e serenità situazioni di malattia o handicap dei propri figliE’ è una grande testimonianza, resa possibile sola dalla consapevolezza che nessuno è padrone dell vita dell’altro. Ti faccio i mie migliori auguri.

  31. 9 gennaio 2012 alle 19:43

    cara Elisa…sei una tipa strana.
    Meno di sei ore fa mi hai scritto righe di odio, copiando e incollando quel che ha scritto “vento di …(qualcosa)” e sottolineando che erano parole sante…

    ora cambi tono, continui imperterrita a parlare di malattia ed handicap come fosse la cosa più normale del mondo, come se tutti gli handicap fossero uguali, come se vivessimo in uno stato che sostiene chi ha certi problemi,
    come se la malattia di mia figlia sarebbe stata accettata.
    mia figlia sarebbe stata accettata da me, da suo padre, da suo fratello e dai suoi nonni…tutti gli altri no.
    La sua malformazione cromosomica l’avrebbe discriminata proprio da chi mi scrive certe parole: da questi preti mancati, da queste sante donne che parlano tanto di vita…
    ma lasciamo stare..

    mi incuriosiva il tuo totale cambiamento…

  32. cloroAlClero
    9 gennaio 2012 alle 21:38

    com’era??: “non ti curar di loro ma guarda e passa”..!!?? hehe!
    .. a volte penso che sia meglio.. non cercare di capire certe persone…
    un abbraccio immenso!

  33. 10 gennaio 2012 alle 23:44

    Io sono invalida non per nascita ma perchè, mio malgrado, ci sono diventata per malattia non prevedibile e assolutamente non prevenibile. Posso dire in tutta tranquillità che manco per il cavolo farei nascere una creatura qualora sapessi già essere disabile.

    In più non tutti gli handicap permettono una qualità di vita almeno decente, in modo da far pesare meno l’inaccettabilità sociale della diversa abilità fisica o mentale, se ciò è possibile per un bambino, per un adulto ci credo già di più. Ne esistono di quelli che uccidono una creatura ad uno, due, cinque anni. Altri che te lo/a farebbero portare in grembo fino al parto e poi morrebbero ancor prima di nascere – il caso di una mia amica incinta di una femmina down, con due teste, due fegati ed un cuore solo e malformato. Chi avrebbe tentato di portare a termine una gravidanza così già sapendo di star facendo germogliare una condannata a morte?

    Se qualcuno afferma che viviamo in una società in cui l’handicap dà le stesse possibilità di autodeterminazione che ad un pienamente abile, questa persona ha una visione della cultura in cui vive un bel po’ distorta. Consiglierei vivamente una settimana “pacchetto base” 24/7 su una carrozzina per avere una vaga idea. Ma se si parla degli stessi che considerano “angeli caduti in una guerra senza quartiere” i feti abortiti di donne che, con dolore e/o con lucidità, hanno scelto di non portare a termine una gravidanza per i più svariati motivi, ci sono ben poche speranze da nutrire.

    Sono aspra, perchè secondo costoro nessuno deve decidere per la vita di un altro (vita… vita!). Andare a toccare certi concetti, però, lo fa. Questo significa forse che loro possono e noi, che tendenzialmente lasciamo libertà di scegliere in merito a faccende così delicate, non possiamo? Tra costoro io non ho mai visto brillare nessuno di grazia divina infusa, però!

  34. 12 gennaio 2012 alle 16:55

    quando ho letto la prima volta questa notizia sono rimasto sgomento. come si può arrivare ad un tale grado di strumentalizzazione (ideologica e fanatica) del dolore? di una tragedia umana? non lo so, ma purtroppo devo constatare che si può….
    da uomo, ti ringrazio per le tue parole lucide e pacate nonostante il comprensibilissimo dolore.
    vorrei sperare che le leggessero anche quelli che hanno avuto la “bella” (sic) idea del cimitero, ma dubito riuscirebbero a comprenderle.

    non entro nel merito sui perchè e come degli aborti, sono questioni personali sullequali mettersi a discutere è di pessimo gusto, offensivo per chi le deve veramente affrontare. quindi mi limito a dire che con la libertà di scelta rimane tutta la responsabilità (responsabilità che, come scrivi, dura una vita) e forzature come quelle del cimitero sono oscene. sono forzature retrograde e violente, che purtroppo ancora dobbiamo affrontare…

  35. Rachele
    2 maggio 2012 alle 20:19

    Cara BARUDA, vorrei mettermi in contatto con te….è possibile? Avrei alcune domande da farti (non accusatorie ma riguardanti questo argomento, essendone estranea). Visto l’argomento, se non ne hai voglia, no devi sentirti in dovere.
    grazie
    rachele

  36. graziella bianchi
    29 agosto 2012 alle 09:21

    leggere queste righe è rivivere un dolore che ancora mi attanaglia il cuore…sapere che nn è tutto finito…che nn lo sarà mai….che sono una mamma schifosa che nn ha seppellito il suo bimbo…che nn gli ha dato un nome………che lo ha buttato via………vedere il disprezzo negli occhi di chi crede di avere le riposte giuste,…..la verità a portata di mano………….ma tu lo sai l’ho fatto x te…………e un nome lo hai empre avuto…daniele………..e sarai sempre nel mio cuore più vicino a me di qualsiasi cimitero degli angeli…………

  37. ali
    16 ottobre 2012 alle 15:30

    grazie…

  38. cleo gori
    6 gennaio 2013 alle 07:28

    una volta io abortii consapevolmente,ero molto giovane e
    ingenua e avevo anche paura!a distanza di qualche hanno sono di
    nuovo rimasta incinta e con molta cautela ho preso una decisione
    che mi ha cambiato la vita,essendo giovane e molto timida non presi
    mai concenzionali comportavano visite ginecologiche quindi solo
    “preservativi”!insomma,decisi di portare avanti la gravidanza
    nonostante significasse sacrificare la mia nuova vita e lavoro
    all’estero,nonostante non mi sentissi in grado di essere materna e
    presente,ma poi nel momento in cui vidi muoversi quella piccola
    vita dentro di me automaticamente,istintivamente cambio tutto in
    me,e oggi mamma da due anni e quattro mesi non potrei desiderare di
    meglio,nonostante le paure di questa vita e di questa società!ma
    raramente penso alla prima gravidanza,non lo mai sentita come una
    colpa a parte sul momento,ma l’ho accetata bene,come un
    percorso,uno sbaglio da nn rifare,un conoscere meglio me stessa e i
    miei limiti,ero giovane e non avevo niente avrei solo rovinato una
    creatura e me stessa,quando si ha un bimbo le paure aumentano,le
    difficoltà dentro noi stessi soppravalgono perkè di noi ci
    interessa poco ,esiste solo proteggere quella creatura indifesa!e
    se tutte le persone ke maltrattano e vendono i figli nel terzo
    mondo si sentissero un minimo in colpa come alcune donne si sentono
    per un”aborto”il mondo forse sarebbe un po più colorato,ma non è
    cosi!io ke vizio mia figlia e sento di nn darle mai abbastanza e
    poi vedo bambini affamati,malati,pestati e dico “ecco cosa do io a
    mia figlia”=l’amore e i principi per soppravvivere al male del
    mondo!

  39. Giorgia
    7 gennaio 2013 alle 20:41

    Ho un fratello mai nato e un figlio mai nato per un aborto
    spontaneo, se avessi avuto un cimitero dove portargli un fiore ne
    sarei stata contenta!

  40. ciuciu
    1 aprile 2014 alle 19:45

    baruda! sono convinta che se mai saremo poste al giudizio divino, emergerà tutto l’altruismo materno della nostra decisione…probabilmente i nostri figli sono stati angeli che hanno avuto fiducia nel nostro coraggio! …E sicuramente non mancherà all’inferno un girone dedicato unicamente agli obiettori, condannati in solitudine al dolore di un aborto eterno di tutte quelle mostruosità che la loro mente sadica ha partorito.
    …la mia bimba invece vorrei recuperarla da quell’orrenda idea di cimitero dei “mai nati” (…che poi chissà perchè ogni volta che porto un fiore capita spesso che casualmente va a coprire la parola mai…)…Mi hanno incastrata nell’incoscienza post-parto…e io ora la mia bimba vorrei trovarla nelle onde del mare …non in un posto che me la fa pensare come una vittima di un campo di concentramento e che per altro consapevolmente non condivido! Mia figlia non deve essere strumento delle loro sadiche intenzioni!
    sapresti consigliarmi come poterla spostare da lì?

  1. 22 marzo 2012 alle 00:18
  2. 13 maggio 2012 alle 18:41
  3. 8 maggio 2013 alle 14:32
  4. 11 marzo 2014 alle 19:54

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