Home > MIDDLE-EAST, Palestina > Ucciso nel suo letto ad Hebron e altre storie quotidiane della terra di Palestina

Ucciso nel suo letto ad Hebron e altre storie quotidiane della terra di Palestina


Il letto di Amr Qawasme

Ucciso nel suo letto, nella sua camera da letto, senza avere vicino a lui alcuna arma da fuoco. Si chiamava Amr Qawasme, aveva 65 anni e risiedeva ad Hebron, fino alla sua morte, due settimane fa. Oggi un’agenzia ci racconta che il suo assassino, soldato dell’esercito israeliano è stato espulso dal corpo, malgrado abbia espresso il suo profondo rammarico per quello che aveva compiuto.
Avrebbe dovuto compiere un arresto in una casa, dentro la città palestinese di Hebron di cinque presunti membri di Hamas: “per errore” il soldato (di cui non ci viene fornito nessun dato) sarebbe entrato nell’abitazione di Qawasme (un piano sopra all’appartamento sospetto) uccidendolo dopo pochi secondi per una “mossa sospetta”, però non confermata dall’esercito, che infatti ha chiesto la sua espulsione.

Diverso il comportamento del Ministero dell’interno in un caso simile avvenuto a giugno dello scorso anno, a Gerusalemme Est.
Qui la vittima, ovviamente palestinese, Ziad Jilani è stata uccisa malgrado fosse già ferita e a terra: il ministero ha ammesso che la morte è avvenuta quando il sospettato era già a terra, ma giustifica il comportamento della polizia perchè gli agenti temevano di essere obiettivo di un attacco terroristico. Tutto normale insomma.

Da Jenin invece ci riferiscono oggi dell’uccisione di un palestinese che avrebbe aperto il fuoco contro un check point nei pressi dell’insediamento di Mevo Dotan. Sarebbe avvenuto intorno alle 11 di questa mattina: i colpi partiti da un soldato del Battaglione Netzah Yehuda, tristemente noto per aver reclutato un gran numero di giovani ortodossi e di coloni.
La “crema” di quel paese.

 

  1. Doriana Goracci
    20 gennaio 2011 alle 14:23

    nella foto vedo una pozza di sangue sulle lenzuola del letto, sembra un ciclo mestruale gigantesco, episodi non sporadici ma rituali, e la pausa, quella che non dà più vita nel ciclo femminile, diventa morte, già …per salvare altre vite…non sarà per Petrolio Tristi Tropici e Vento Selvaggio ma The Blood sparso nel mondo è tanto , incontenibile, troppo…cosa potrà fermarli, Baruda?

    "Mi piace"

  2. 20 gennaio 2011 alle 14:28

    non ho una risposta.
    se non forse la parola Baruda, che sai cosa vuol dire…
    ma ormai, conta poco anche quella.
    La Polvere da Sparo può poco contro ‘sto massacro costante e insopportabile.
    non penso che il fatto di farlo sapere a quante più persone possibile possa fermarli, ma è una magra consolazione
    31 secondi fa · Mi piace

    "Mi piace"

  3. ginodicostanzo
    21 gennaio 2011 alle 00:39

    Non li fermerà, ma la diffusione delle informazioni non si valuta con il metro dell’immediato effetto pratico. Essa serve all’acquisizione della consapevolezza, che è il primo necessario (ma non sufficiente) gradino per… qualcos’altro. Se non fosse importante il tuo lavoro sul web perchè mai tentano da anni di mettere il bavaglio alla libera informazione in rete? Evidentemente qualcosina temono… Ken Loach ha affermato ottimisticamente che le persone non sanno; se sapessero si mobiliterebbero… io spero sia vero.

    "Mi piace"

  1. No trackbacks yet.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: