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Sul “non” ergastolo agli assassini di Vittorio Arrigoni


La notizia circola da un’ora in rete, attraverso il sito Nena News (qui l’articolo).
Una notizia che a me non fa male per niente, perché una riduzione pena, un annullamento di un ergastolo non può crearmi amarezza…
non avrei questo logo a marcare il blog e non lo avrei tatuato nel cuore.
Quando parlo di abolizionismo del carcere,

Adotta il logo contro l’ergastolo!

ma sopratutto quando parlo di abolizionismo dell’ergastolo,
quello che sulle carte del DAP è catalogato con il fine pena datato 99/99/9999,
quello che in francia è detto la ghigliottina secca,
non faccio distinzioni, non posso farle.
Non chiedo l’abolizione dell’ergastolo ad intermittenza, lasciando crepare in cella gli assassini dei miei compagni.

Avreste gioito se gli assassini di Vik fossero stati impiccati in pubblica piazza,
con metodologie iraniche? Io sarei stata sommersa dal mio stesso vomito.
E allora non vedo perché dobbiamo commentare con parole come “scandalo” o “buttate le chiavi cazzo” il fatto che questi ergastoli siano stati commutati in 15 anni di pena.
Certo fa pensare, certo brucia l’idea di non saper perché, di non aver chiaro motivazioni e metodologie usate per uccidere un compagno caro,  che mandava avanti una battaglia in un modo straordinario, con una forza e un sorriso che ci hanno insegnato tanto.

Il suo slogan era “restiamo umani”…
bhè provateci allora quando parlate di ergastolo, a capire cosa intendeva per “restare umani”.
Non credo che chi sostenga il “FINE PENA MAI” abbia tutto ‘sto diritto di ritenersi essere umano, lo reputo più simile a chi c’ha strangolato Vik,
lontano anni luce dal messaggio che ha urlato fino al secondo della sua morte.

Non esiste più grande aberrazione del carcere a vita.
Nessuno mi farà mai cambiare idea a riguardo.

A Vik, tornato a casa dalla sua amata Palestina
Hanno giustiziato Ippocrate
I gattini di Gaza
Che nessuno pianga, una dedica a Vittorio

lo so che mi odierete….pazienza.

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  1. davide steccanella
    19 febbraio 2013 alle 11:37

    ma poi la mancata chiarezza sul fatto e che certamente desta sconcerto non ha alcuna attinenza con la entità della pena detentiva inflitta ai due imputati

  2. alfredo simone
    19 febbraio 2013 alle 11:46

    Sono assolutamente d’accordo con te. Riguardo a Vittorio Arrigoni credo che in fondo fosse un inguaribile ottimista invitando a restare umani. Credo sarebbe più opportuno dire torniamo ad essere umani!!! Un abbraccione e grazie per quanto fai….Alfredo

  3. Tania
    19 febbraio 2013 alle 12:14

    Due cose al volo:
    innanzittutto condivido ogni singola parola del tuo post e in secondo luogo chi invoca ergastoli e pene più severe dovrebbe studiare e informarsi su cosa significhino per l’essere umano, come insieme di corpo e spirito, anni passati in un carcere. Due compagni meravigliosi che di carcere ne hanno fatto tanto spiegano e raccontano come per la medicina “ufficiale” dieci anni di carcere sono la soglia oltre la quale un essere umano non potrà più tornare intero, anche se libero e amato (per fortuna però non sempre la presunta scienza medica ha ragione).
    Con grande stima e grazie per il tuo prezioso lavoro,
    t

  4. Agnese
    19 febbraio 2013 alle 12:17

    Non credo proprio che ti odierò…credo che Vittorio avrebbe sottoscritto. Resterà sempre il mistero sul perchè, realmente, l’abbiano ucciso…ma accanirsi contro chi l’ha fatto non lo farà tornare di certo, nè chiarirà questo punto. un caro saluto

  5. giovanni moretti
    19 febbraio 2013 alle 12:17

    Premesso che sono contro l’ergastolo, è difficile non provare rammarico nel pensare che quei farabutti, sicari probabilmente al soldo dei servizi segreti israeliani o delle parassitarie petromonarchie del golfo, se la caveranno così a buon mercato. E’ difficile restare sempre umani, quando le ingiustizie sono palesi. O forse proprio perchè siamo troppo umani il desiderio della vendetta, alberga dentro di noi, quando il pensiero va ai tanti compagni/e uccisi o torturati passando dalle tragedie nell ‘America latina per arrivare ai nostri “anni cileni”. Che pena dovrebbero avere gli aguzzini? Potrebbero bastare 15 anni di reclusione stile la Cayenna descritta da Henry Charriere? Onestamente non so rispondere a questa domanda che mi pongo.

  6. 19 febbraio 2013 alle 12:20

    la vendetta la capisco eccome.
    il delegare a tribunali o stati il proprio desiderio di vendetta mi repelle.

  7. giovanni moretti
    19 febbraio 2013 alle 12:32

    Già … la delega ai tribunali di uno stato. Qui si entra in vicolo molto stretto, poichè in linea teorica gli stati e i loro sistemi giudiziari dovrebbero filtrare il sentimento della vendetta, onde evitare faide e carneficine. Sappiamo che nella reltà non è così. Purtroppo non è facile inventare un altro sistema, senza pensare a un ritorno delle ordalie, ove l’assassino doveva sfidare i parenti o amici della vittima.

  8. Laki
    19 febbraio 2013 alle 14:02

    E’ solo coerenza la tua, nessuno ti dovrebbe odiare per questo..un saluto

  9. 19 febbraio 2013 alle 15:49

    Beh, se da un lato mi complimento per la coerenza di questo ragionamento, date le premesse, “No ergastolo senza se e senza ma” dall’altro mi preme dire che la metodologia iraniana/iranica mi avrebbe fatto un po’ ridere ma solo se ripetuta un milione di volte. Il che prova che evidentemente di Vik, ora che è morto, se non ai palestinesi, certamente alla loro “giustizia” fregava nulla. Bella riconoscenza. Come disse il grande Celine: “La gente si vendica dei favori che gli fai.” Povero Arrigoni. Che cesso di riconoscenza incassa! Il che se non altro insegnerà a starsene a casa propria. L’eroismo è splendido ma è pagato con lo sterco dell’ingratitudine.

  10. 20 febbraio 2013 alle 14:48

    Come mi accade spesso con questo blog, condivido sino all’ultima virgola di questo post e ovviamente non ti odio. Odio i fascisti, odio i padroni, odio il capitalismo, mai i compagni anche quando non siamo completamente d’accordo, figurati quando lo siamo! [chiedo scusa, ma sono vecchio, non sono capace di parlare o scrivere in forma politicaly correct con le stelline alla fine delle parole]. L’ergastolo è un’indecenza, la prigione è un’indecenza.

    Beau comme une prison qui brûle.

  11. Dario
    20 febbraio 2013 alle 15:03

    Daccordo, Valentì, col ripudio dell’ergastolo ed anche del carcere come soluzione ai problemi.

    Però, francamente, la storia del nuovo processo agli assassini di Vittorio, mi sembra abbia un altro segno, non certo quello del ripudio dell’ergastolo o in genere delle logiche securitarie e carcerarie … che Hamas in generale non mi sembra ripudiare per niente …

    Quantodaribra un rdardardaridimensionamento politico di quell’omicidio …

    Non ti sembra ?

  12. Dario
    20 febbraio 2013 alle 15:05

    Scusate , le ultime due frasi corrette erano :

    Quanto piuttosto un ridimensionamento politico di quell’omicidio …

    Non ti sembra ?

  13. Marco Pacifici
    20 febbraio 2013 alle 21:40

    APPUNTO COME SCRIVE VALENTINA. V come Vendetta :sono fatti nostri.

  14. gianni
    24 febbraio 2013 alle 09:15

    NO Furio Detti. Celine devi conoscerlo poco (“La gente si vendica dei favori che gli fai”) oppure sei della sua stessa pasta che non ha niente a che vedere con i sentimenti che muovono i rivoluzionari non disposti ad accettare il presente. A Celine piacevano i dittatori come Hitler che disprezzavano l’umano, mentre noi lo amiamo. Gianni

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