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Braccia a braccia, bacio a bacio
Sfuggimmo alla maledizione
che pesava
sul vuoto, sulla città,
amore contro sterminio
e la verità
rubata
di nuovo rifioriva,
mentre sulla gran croce
inchiodavano l’amore,
lo proibivano,
nessun io, nessun tu
nessun noi,
ci difendemmo braccia a braccia
bacio a bacio.
_PABLO NERUDA_
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ed io aspetterò domani, per avere nostalgia…
Tu il calabrone e io la rosa,
tu la schiuma e io lo scoglio;
nello strano mutamento,
tu la Fenice e io il rogo.
Tu, il Narciso, e io la fonte;
io gli occhi che ti specchiano turbato;
tu il tesoro e io la borsa;
io l’onda e in me chi nuota.
E tu, le labbra sulle labbra,
tu il languore che la febbre culla,
l’onda che nell’onda si confonde.
Ma qual che sia il dolce gioco,
sempre l’anima involandosi nel fuoco,
uccello d’oro, nel cielo azzurro aperto.
_Marguerite Yourcenar_
Sono affamato del tuo riso che scorre,
delle tue mani color di furioso granaio,
ho fame della pallida pietra delle tue unghie,
voglio mangiare la tua pelle come mandorla intatta.
_P. Neruda_
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Mamma montagna
Se ne imparano di cose in montagna. Si impara nel provare a salirla e, nel nostro caso, si impara ancora di più nella discesa. Facilmente ci si innamora..di quel senso di libertà, di quella solitudine intorno, di quella vita pullulante ad ogni passo. E poi della fatica, del sudore, della sfida, dell’acido lattico che si fa sentire appena iniziato il cammino.
E noi che pensavamo, per una volta, di poter scegliere i tempi…invece è stata sempre lei a deciderli, a decidere sul nostro corpo, sul nostro orientamento, sullo stupore di tanto spazio intorno.


I paesaggi più belli li porto con me. Li tengo per me. I paesaggi più belli erano quegli occhi brillanti.
Era quel sorriso. E’ quello che sto imparando accanto a te.
Ringrazio quella montagna, perchè ha contribuito a legare, intrecciare, a crear fiducia.. ha regalato sorrisi e armonia, combattività e tenerezza.

“Farei con te quello che la primavera fa con i ciliegi” P. NERUDA
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“si chiudono i tuoi occhi col mio sonno”
Non t’amo come se fossi rosa di sale, topazio
o freccia di garofani che propagano il fuoco:
t’amo come si amano certe cose oscure,
segretamente, tra l’ombra e l’anima.
T’amo come la pianta che non fiorisce e reca
dentro di sé, nascosta, la luce di quei fiori;
grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo
il concentrato aroma che ascese dalla terra.
T’amo senza sapere come, né quando, né da dove,
t’amo direttamente senza problemi né orgoglio:
così ti amo perché non so amare altrimenti
che così, in questo modo in cui non sono e non sei,
così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,
così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.
~ Pablo Neruda ~
Foto di Valentina Perniciaro Via Cavour, Roma : amore militante
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