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Lucca città vergognosamente Razzista


Il Consiglio Comunale della Città di Lucca batte in ferocia le leggi razziali del 1938!
Lucca dice No ai ristoranti etnici nel centro storico. Infatti, con un regolamento licenziato il 21 Gennaio 2009, il Consiglio comunale di Lucca legifera che, nel centro storico del capoluogo toscano (inteso dentro ai quattro chilometri quadrati delle mura urbane) “al fine di salvaguardare la tradizione culinaria e la tipicità architettonica, strutturale, culturale, storica e di arredo non è ammessa l’attivazione di esercizi di somministrazione, la cui attività svolta sia riconducibile ad etnie diverse

Foto di Valentina Perniciaro _pita ateniese_

Foto di Valentina Perniciaro _pita ateniese_

Il nuovo regolamento non prevvede soltanto l’eliminazione totale dei kebap, ma vieta anche ristoranti indiani, cinesi e francesi e mira ad imporre al palato del cittadino e del turista del centro storico solo cucina italiana, preferibilmente “prettamente cucina lucchese”, preparata con ingredienti provvenienti esclusivamente dalla provincia di Lucca.
Una cucina assai insipida ed immangiabile, visto che il pepe non cresce di certo in provincia di Lucca (e neppure l’aglio e la cipolla, s’è per questo) e il sale provviene maggiormente dalla Sicilia. E la produzione del grano non è certo il forte dell’Italia. E niente Pane nè Pizza!!!

  1. 29 gennaio 2009 alle 12:15
  2. Aiello
    2 febbraio 2009 alle 19:31

    Razzismo gastronomico? Chiusure mentali…?
    Ma che state farfugliando: queste notizie faziose sono esempio purtroppo vivente di quanto sia caduta in basso l’Italia (il popolo italiano grazie a gente come questi giornalisti non esiste più).
    Andateci voi a mangiare nei paesi dei “poveri immigrati” e, se vi fanno ancora vivere sani e ribelli come qua, tornate poi a raccontare che sapori hanno le loro gastronomie (ammesso che non vi ci ammalate prima di raccontarlo).
    Razza di idioti antiitaliani e antistorici disadattati che non sono altro questi giornalisti rinnegano secoli e secoli impiegati per ottenere anche solo una delle migliaia di ricette di prodotti tipici italiani… E per loro sarebbero sullo stesso piano di quelli stranieri eh?
    L’Italia è l’Italia, non una succursale dell’ipocrita ONU o degli intellettualoidi di sinistra multiculturalglobalizzati alla cannabis.

    "Mi piace"

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