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Posts Tagged ‘consiglio comunale’

Il Comune di Roma “cede” l’acqua pubblica …

12 febbraio 2010 3 commenti

La neve di questa mattina non ha potuto cancellare l’enormità del furto che si sta cercando di portare a termine a danno dei cittadini di Roma.
Ieri 11 febbraio, in un Consiglio comunale ben poco democratico che ha accolto i vertici di Acea e che ha lasciato fuori i cittadini, la maggioranza ha portato a casa il suo risultato: approvata la mozione che impegna il Sindaco e la sua giunta “a porre in essere tutte le azioni necessarie per delineare un percorso di cessione delle quote azionarie di Acea SpA”.
Immaginiamo i poteri forti di Roma, gli imprenditori e gli immobiliaristi di sempre, fregarsi le mani in attesa di questa nuova gustosa torta da spartirsi: la fretta di Alemanno nel cedere le quote di ACEA quando il decreto Ronchi indica il 2015 come termine ultimo, non fa che svelare l’avidità di quegli interessi speculativi che già da anni gareggiano per saccheggiare la città, ma per noi i servizi che riguardano la salute, il benessere e i diritti dei cittadini non sono “servizi di rilevanza economica” e non lo saranno mai!
Il Forum dei movimenti per l’acqua ha da anni intrapreso un cammino a livello nazionale e internazionale per affermare che l’acqua è un diritto e non una merce, e non saranno gli interessi di quattro palazzinari che già da anni si stanno spartendo la capitale a fermare un fiume che è già in piena!
120 Comuni italiani hanno già approvato delibere che riconoscono l’acqua come “servizio privo di rilevanza economica”, di fatto sottraendola al mercato nel quale il Decreto Ronchi vuole relegarla e centinaia di Comuni ne seguiranno l’esempio.
Centinaia sono le iniziative ed i comitati locali che si battono per l’acqua pubblica, e sempre più numerose sono le vittorie dei comitati nelle vertenze territoriali sull’acqua
Non ci faremo sottrarre un bene primario ed un nostro fondamentale diritto!
Il Coordinamento Romano per l’Acqua Pubblica ribadisce il suo NO a questa decisione del Comune di Roma ribadisce il suo NO ad un mercato predatore che vuol far pagare ai cittadini la crisi del sistema economico capitalistico.

La battaglia per l’acqua pubblica è appena iniziata e riaffermiamo che anche noi “porremo in essere tutte le azioni necessarie”  per tirare fuori l’acqua dal mercato!

Coordinamento Romano Acqua Pubblica

Roma: Occupato l’assessorato alla casa

4 febbraio 2010 Lascia un commento

Da più di un’ ora oltre 300 persone tra sfrattati, assegnatari di case popolari ed attivisti dei movimenti per il diritto all’abitare stanno protestando all’interno dell’assessorato alla casa a lungotevere dei Cenci.
Dal 23 dicembre oltre cento famiglie dormono in tendopoli sotto l’assessorato per protestare contro l’inerzia di questa amministrazione comunale, che preferisce buttare milioni di euro in residence privati ed in operazioni speculative piuttosto che mettere in campo un piano reale per l’edilizia residenziale pubblica.
Il presidio che prosegue sotto continue minaccia dello sgombero delle tende dal marciapiedi davanti l’assessorato, ha deciso di portare la protesta all’interno dell’edificio.
E’ sotto gli occhi di tutti l’incapacità di dare risposte al dramma dell’emergenza abitativa rifiutando il confronto con chi questo problema lo vive oramai da troppi anni, i manifestanti chiedono la ripresa dei tavoli di discussione per l’emergenza abitativa ed il piano casa. Anticipare il consiglio straordinario sul piano casa all’8 Febbraio, chiudendo di fatto i tavoli di confronto con i movimenti e le parti in causa, dimostra quanto questa amministrazione preferisca assecondare gli interessi dei tanti senza casa a quelli dei soliti palazzinari. Il consiglio comunale straordinario sull’emergenza abitativa deve essere un punto di partenza e non un punto d’arrivo dove si comunica ciò che è stato deciso senza confronto pubblico con la città.

Roma, 4 febbraio 2010 – Movimenti per il diritto all’abitare
http://abitarenellacrisi.noblogs.org/

Lucca città vergognosamente Razzista

27 gennaio 2009 2 commenti

Il Consiglio Comunale della Città di Lucca batte in ferocia le leggi razziali del 1938!
Lucca dice No ai ristoranti etnici nel centro storico. Infatti, con un regolamento licenziato il 21 Gennaio 2009, il Consiglio comunale di Lucca legifera che, nel centro storico del capoluogo toscano (inteso dentro ai quattro chilometri quadrati delle mura urbane) “al fine di salvaguardare la tradizione culinaria e la tipicità architettonica, strutturale, culturale, storica e di arredo non è ammessa l’attivazione di esercizi di somministrazione, la cui attività svolta sia riconducibile ad etnie diverse

Foto di Valentina Perniciaro _pita ateniese_

Foto di Valentina Perniciaro _pita ateniese_

Il nuovo regolamento non prevvede soltanto l’eliminazione totale dei kebap, ma vieta anche ristoranti indiani, cinesi e francesi e mira ad imporre al palato del cittadino e del turista del centro storico solo cucina italiana, preferibilmente “prettamente cucina lucchese”, preparata con ingredienti provvenienti esclusivamente dalla provincia di Lucca.
Una cucina assai insipida ed immangiabile, visto che il pepe non cresce di certo in provincia di Lucca (e neppure l’aglio e la cipolla, s’è per questo) e il sale provviene maggiormente dalla Sicilia. E la produzione del grano non è certo il forte dell’Italia. E niente Pane nè Pizza!!!

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