Home > Egitto Libero, RIVOLTE e RIVOLUZIONI > Egitto: la controrivoluzione avanza, il movimento si convoca in piazza

Egitto: la controrivoluzione avanza, il movimento si convoca in piazza


Domani, venerdì 9 settembre, sarà un nuovo venerdì per l’Egitto.

di Carlos Latuf: lo SCAF presidia piazza Tahrir

Una nuova chiamata in piazza, una nuova chiamata alla mobilitazione generale di tutta quella miriade di persone, organizzazioni, partiti, associazioni e movimenti che hanno permesso alla primavera araba (come ci siamo abituati a sentirla nominare poi) di veder cadere il suo secondo padrone, dopo Ben Ali.
Allo scoccare di ogni venerdì l’Egitto è avanzato verso un processo di liberazione dal vecchio decennale maledetto regime, allo scoccare di ogni venerdì è cresciuta la consapevolezza in tutti loro di voler creare un nuovo paese,
una nuova cultura, un nuovo approccio alle libertà tutte.
C’è stata una parvenza di vittoria ma poi, come c’era da aspettarsi visto la poco furba ( ma probabilmente inevitabile per l’Egitto di quelle giornate) fiducia avuta per le forze armate che quasi immediatamente hanno sostenuto il movimento di piazza Tahrir, ogni venerdì è stato un passo indietro.
Ogni venerdì lo SCAF (il consiglio supremo delle forze armate) è avanzato di qualche passo nella repressione del movimento, nella promulgazione di leggi che vietassero scioperi e manifestazioni per tagliare le gambe a tutte quelle forme di lotta che in ogni punto del paese sono sorte.
C’è una tensione sociale altissima in questi giorni nel paese, vista anche l’apertura del processo a Mubarak e il comportamento di esercito e polizia nei confronti dei tanti che fuori al tribunale hanno manifestato.
In aula gli uomini di regime che siedono dietro alle sbarre negano di aver ordinato di sparare sui manifestanti, e chi dovrebbe testimoniare sembra fare il gioco della vecchia guarda ogni volta che può…
l’attesa è tutta per domenica, alla riapertura del Tribunale, che in realtà non aprirà più di tanto.
La prima seduta a porte chiuse è proprio quella per colui che guida il Consiglio Supremo, il generale Husein Tantawi; uomo non certo amato dal movimento, che si è ovviamente convocato davanti al tribunale per urlare il proprio dissenso verso quell’udienza a porte chiuse, di un uomo che tutti vorrebbero più tra le fila degli imputati che tra quelle dei testimoni.
Venerdì sarà una nuova giornata di protesta, verso quel regime che sembra non esser mai caduto, verso quel regime che pare essere ancora al suo posto, malgrado Mubarak sia in quell’aula tra le sbarre: il Consiglio Supremo delle forze armate con le centinaia di processi militari nei confronti di civili arrestati nelle mobilitazioni, con il tentativo di evitare qualunque possibilità di organizzare forme di lotta in piazza e sui posti di lavoro, sta portando la rabbia a livelli sempre più alti.
Non è facile tornare indietro per chi ha creduto di aver la libertà tra le mani, la seconda ondata rivoluzionaria egiziana potrebbe scatenarsi contro l’Esercito, e magari non essere più pacifica come è stata quella di Tahrir, come lo stesso Mohamed el-Baradei – candidato alle prossime elezioni- ha paventato ultimamente.

Annunci
  1. gianni
    9 settembre 2011 alle 09:08

    a proposito dell’esercito egiziano del suo comportamento: tutto il mondo è paese, gli esempi storici non mancano! fu Trosky, capo dell’armata rossa a reprimere la rivolta di Kronstad sul mare Baltico (c’era la crema della rivoluzione :comunisti ed anarchici!basta rileggersi le Isvetia di quegli anni ben sintetizzate in alcuni libri anarchici) e le collettività/comunità agricole nell’Ucraina di Nestor Makno che aveva difeso i confini russi verso la Germania e dalla reazione borghese (“bianca” come bianco fiore!) interna capeggiata da Petliura. Badate bene che non sono il solito vecchio storico palloso e qualunquista, ma uno che è stato un bolscevico e poi troskista e poi “movimentista” e poi anarchico sul serio(!!!); purtroppo quello egiziano è un problema serio che si è sempre ripresentato prima , durante e dopo una rivoluzione. Meglio una milizia popolare che un esercito di professionisti con la testa di legno, ad esser buoni nel giudizio! e queste teste di…a cercare l’acqua dolce in mare!!!!Saluti anarchici a tutti i compagni sani. Gianni

  1. 9 settembre 2011 alle 20:57

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: