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“Io sono come un bullone. Ecco, io sono una vite” … Lulù Massa, dal cottimo allo sciopero selvaggio


“Lo studente, lo studente, lì, fuori, ha detto che noi entriamo qui dentro di giorno, quando è… è buio. E usciamo di sera, quando è buio. Ma che vita è la nostra? Questo, pro forma. Allora io dico, già che ci siamo, perché non lo raddoppiamo questo cottimo? Eh? Così lavoriamo anche la domenica. Magari veniamo qui dentro anche di notte… Anzi: magari portiamo dentro anche i bambini, le donne… I bambini li sbattiamo sotto a lavorare, le donne ci sbattono a noi un panino in bocca e noi via che andiamo avanti senza staccare. Avanti, avanti, avanti…avanti, per queste quattro lire vigliacche, fino alla morte. E, così, da questo inferno, sempre senza staccare, passiamo direttamente a quell’altro inferno!

Dov’è che ero? Facevo il cottimista, seguivo la politica dei sindacati! Lavoravo per la produttività, incrementavo io, incrementavo. E adesso? Adesso cosa sono diventato? lo studente dice che siamo come le macchine. Ecco, io sono come una puleggia, come un bullone. Ecco, io sono una vite. Io sono una cinta di trasmissione , io sono una pompa! E non c’ho più la forza di aggiustarla, la pompa adesso! Io propongo subito di lasciare il lavoro. Tutti! E che non lascia il lavoro è un crumiro e un faccia de merda!”

Lulù Massa, l'operaio Massa di Gianmaria Volontè

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  1. ginodicostanzo
    1 novembre 2011 alle 16:50

    “La classe operaia va in paradiso” … mamma mia quanto tempo fa … l’ho visto che tu non eri ancora nata … gran film …

  2. Marco Pacifici
    1 novembre 2011 alle 19:48

    io ci sto anche da ieri,e faccio il lavoro(anche se cmq mi fa schifo lavorare perchè nasciamo per gioire e fare l’Amore e rotolarci per tera(co’ una ere sola)ridendo e godendo con le lacrime agli occhi dalla Felicita’ di esser Vita e Gioia e Umani) che volevo fare da “piccino”:neanche tutti,mi basterebbe che un migliaio di Umani che fanno un cazzo di lavoro che gli piace(ma in quanto lavoro ben che ci va è sfruttamento di noi stessi su noi stessi,la peggiore violenza che possiamo farci) che smettiamo di lavorare:noi,almeno parlo per me che è mejo,che per uno stipendio dimmerda creiamo ricchezza,se ci mettiamo in sciopero con noi stessi,eppoi altri ,lo fanno e ci credono,sono cazzi da cagare per i portatori di morte

  3. 2 novembre 2011 alle 00:13

    baruda io sono stato torturato (e lo sono tutt’ora), mediante strumentazioni tecnologiche a distanza, stimolazioni alla testa con vibrazioni (un solletichino persistente e fastidioso) atte a provocare reazioni incontrollate come il ghigno automatico, e altro.
    cosa posso fare e cosa mi consigli di fare?

  4. mattia
    10 luglio 2012 alle 09:15

    Grande Volontè!! è sepolto all’isola della Maddalena…dice che spesso raccontava quando aiutò Oreste Scalzone ad andarsene dell’Italia.

  5. 10 luglio 2012 alle 09:22

    e non sai quante volte lo racconta Oreste!!
    :-))

  6. Marco Pacifici
    10 luglio 2012 alle 10:52

    Un abbraccio ad Oreste ed a tutti. Mi mancate. Vi aspetto a Tuscania.

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