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Se il carcere non basta. 6 mesi di censura della posta per Giorgio In primo piano


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In seguito alle denunce di Giorgio Rossetto sulla sua e altre condizioni di carceramento nella sez. Isolamento del carcere di Saluzzo e alla campagna Freedom4notav, la direzione tenta di ostacolare la campagna dei detenuti prendendo, di accordo con la Procura, di mira Giorgio infliggendogli la censura alla posta in entrata ed in uscita per 6 mesi con l’accusa di “aver tenuto un comportamento di “istigazione alla ribellione” di altri detenuti, anche in accordo con soggetti esterni al carcere”.


Qui di seguito, l’ultima lettera di Giorgio dal carcere:


Saluzzo, 13 aprile 2012

Ieri giovedì 12 aprile al sottoscritto è stato notificato un provvedimento del tribunale di Torino (sez. G.I.P.) in cui mi si applica per mesi sei “alla corrispondenza epistolare in entrata e in uscita il visto di controllo”, in quanto avrei fatto opera di “istigazione alla ribellione”: in poche parole per sei mesi il direttore, il comandante o chi per lui controllerà la mia posta.

Ritengo il provvedimento una grave forma di censura e limitazione al “diritto” di interloquire con l’esterno. Ritengo, in questi mesi di detenzione, di non aver fatto nessun “reato”.

A Saluzzo, in due occasioni, abbiamo utilizzato la posta con gli altri detenuti della sezione “isolamento” per denunciare l’anomala situazione che ci vede esclusi da ogni attività ricreativa e sportiva e sottoposti a un regime ferreo nell’utilizzo degli spazi e “dell’aria” e in un altro caso per denunciare ai giornali locali che in occasione della visita pasquale del vescovo cittadino, invitati dal cappellano del carcere, all’ultimo momento veniva impedito ai 9 detenuti di partecipare all’incontro. Divulgare all’attenzione esterna i problemi interni, semplicemente scriverne, è forse diventato un “reato”.

Non darò a giudici e secondini il piacere di leggere la mia corrispondenza. Inizio quindi lo “sciopero della posta”.

Giorgio Rossetto

p.s.

Comunico alla direzione del carcere che questa è l’ultima lettera o cartolina in uscita che spedirò per la durata di tutto il provvedimento (6 mesi).

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Contro questo provvedimento i compagni e le compagne di Giorgio lanciano la campagna “Inceppiamo l’ingranaggio. Sommergiamoli di lettere”.

Scriviamo a Giorgio, contro la censura, inceppiamo il meccanismo!

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In allegato la fotocopia del provvedimento comminato a Giorgio

Da http://www.infoaut.org/index.php/blog/no-tavabenicomuni/item/4525-se-il-carcere-non-basta-6-mesi-di-censura-della-posta-per-giorgio

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  1. 20 aprile 2012 alle 14:37

    La sola idea che un Giudice della Repubblica emetta un Decreto (avente evidentemente valore giuridisdizionale) “vista la proposta del direttore della casa di reclusione di…” (testuale) lascia letteralmente sconcertati…

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  2. Marco Pacifici
    20 aprile 2012 alle 15:51

    Inviamo a Giorgio tutti, invece di cazzeggiare su feis buk, migliaia di lettere per il 25 aprile ed il primo di maggio tutto l’anno. Grazie Valentina, lo sto inviando a tutti i miei contatti.

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  3. 22 aprile 2012 alle 00:12

    http://mercenarishowbizroma.noblogs.org/ questo è il blog del nostro collettivo mentre bieffegi è un blog aperto da alcuni amici di Matteo. Comunque grazie mille per il tuo sostegno all’iniziativa di oggi, molto partecipata anche grazie al tuo aiuto.

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  4. 22 aprile 2012 alle 02:24

    Eh addirittura!
    Sono riuscita a passare un’ora anche io…
    Alla prossima!

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  1. 27 luglio 2012 alle 13:50

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