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Archive for 1 ottobre 2014

Assolti i 4 poliziotti che uccisero Michele Ferrulli

1 ottobre 2014 2 commenti


Nessuno di noi ha dimenticato le immagini dell’assassinio di Michele Ferrulli, colpevole forse di goliardia e un po’ di ebbra voglia di cazzarare.
Michele Ferrulli è morto di arresto cardiaco la notte del 30 giugno 2011 durante un fermo di polizia al quale si stava ribellando, senza usare alcuna violenza, ma  con un po’ di ingiurie ai 4 uomini della Polizia di Stato che lo volevano ammanettare.
Video da diverse angolazioni hanno reso pubblica immediatamente la cosa, palesando i fatti: per i 4 poliziotti imputatia di omicidio preterintenzionale e di falso in atto pubblico, la richiesta di condanna era di 7 anni. Oggi la sentenza: tutti assolti.

Le carte processuali che chiedevano la condanna dei poliziotti parlava di «una violenza gratuita e non giustificabile» da parte dei poliziotti, giunti in quell’angolo di strada perché erano stati segnalati degli schiamazzi. Si leggeva ancora che gli agenti «agirono in quattro contro una persona più anziana di loro, che era prona, bloccata a terra e invocava aiuto».

Immediatamente dopo un arresto cardiaco ha stroncato la vita di Michele, manovale di 51 anni, residente a pochi metri da dove è morto.

Michele Ferrulli

La sentenza di oggi invece assolve tutti, mette nero su bianco che menare un uomo che grida ripetutamente “aiuto” con la faccia spiaccicata sull’asfalto è cosa buona e giusta, assolutamente necessaria qualora qualcuno si rifiuti di essere arrestato senza motivo.

Da Michele Lucchetti, Roberto Stefano Piva, Sebastiano Cannizzo e Francesco Ercoli  secondo i giudici della Prima Corte d’Assise di Milano «in realtà non fu usato alcun corpo contundente, la condotta di percorse consistette nei soli “tre colpi” e “sette colpi” dati in modo non particolarmente violento; tale condotta fu giustificata dalla necessità di vincere la resistenza di Ferrulli a farsi ammanettare; si mantenne entro i limiti imposti da tale necessità rispettando altresì il principio di proporzione.
Michele Ferrulli dopo aver proferito reiterate ingiurie e minacce all’indirizzo dei poliziotti, dopo essersi rifiutato di fornire i documenti e dopo aver addirittura aggredito uno dei poliziotti, poteva essere legittimamente ammanettato».

«L’invocazione di aiuto non può di per sé fondare un giudizio di prevedibilità dell’evento lesivo derivante da un effettivo malore, ben potendo essere espressione di una simulazione volta a impedire l’arresto, come ben spiegato dal teste Sola».

Avviene molto spesso che giudici magistrati sorpassino i peggiori elementi della storia della Polizia di Stato,
questa ne è un’ennesima conferma.

ASSASSINI MALEDETTI

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Torpignattara, l’autopsia parla chiaro: reiterato traumatismo contusivo del capo

1 ottobre 2014 4 commenti

“La vittima era in stato di ebbrezza e molestava i passanti” : titolo del giornale La Stampa…
“Ancora da identificare, invece, il ragazzo che era insieme all’arrestato quando ieri sera hanno incrociato la vittima che, ubriaca, infastidiva i passanti con urla e schiamazzi.”il Messaggero…
per alcuni giorni si è parlato di degrado, dell’invivibilità di Torpignattara, della certa ubriachezza del ragazzo pakistano ucciso,
della fatalità con cui un bravissimo ragazzo minorenne e italianissimo, con un solo colpo dato per difendersi dal farneticante ubriaco, l’ha ucciso;
si è letta ovunque l’ennesima manifestazione di razzismo viscerale in ogni articolo, in ogni commento,
nella solidarietà attiva dimostrata nei confronti del ragazzo assassino, nelle strade del “suo” quartiere, quello che sarebbe invaso dal degrado portato da migranti mbriaconi, “negri” e ” bangladeshi”

Si son visti anche i compagni, la solidarietà, i manifesti per Muhammad e tanto altro… ma questo è un altro discorso…

Ricominciamo: siamo a Torpignattara e a terra c’è il corpo di Muhammad Shahzad Khan, un ragazzo di 28 anni, pakistano, da poco senza lavoro, ospite di un centro d’accoglienza. Le testimonianze raccontano di calci e pugni, la difesa del ragazzo arrestato è opposta invece:
racconta di un pazzo ubriaco che con urla e schiamazzi stava già infastidendo i passanti, racconta anche che al suo tranquillo passaggio mentre chiacchierava con un suo amico avrebbe ricevuto in faccia gratuitamente uno sputo,
e che la sua reazione era stato un semplice pugno, che per pura fatalità ha ucciso “l’aggressore ubriaco”.

Peccato che le testimonanze raccontavano altro,
Peccato che nel centro di accoglienza che ospitava Muhammad Shahzad Khan tutti dicono che non assumeva mai alcool,
Peccato che ora ci sono i risultati dell’autopsia,
che parlano chiaramente di “reiterato traumatismo contusivo del capo con frattura temporale destra ed emorragia sub aracnoidea diffusa”,
e che non c’era traccia di alcool nel suo corpo, nè tantomeno di alcuna sostanza stupefacente.

Aveva una moglie e un figlio, una fedina penale pulita: pare stesse recitando preghiere ad alta voce da un’ora per strada, questo è bastato per esser pestato a sangue, a morte… da un ragazzo, minorenne, quindi da un ragazzino,
cresciuto nelle strade della nostra città, nella mentalità razzista che pervade ogni movimento,
un ragazzo che porta il nome Daniel, proprio quello degli striscioni “Daniel siamo tutti con te” che si son visti in giro pochi giorni dopo questo assassinio.
Un assassinio, a sfondo razziale, avvenuto a calci e pugni e non contro un uomo ubriaco.
C’è poco altro da dire.

 

 

 

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