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Dalla Siria per la Siria


Ho smesso da tempo di scrivere e parlare di Siria.

Foto di Valentina Perniciaro _i vicoli di Bosra alle prime luci del mattino_

Perché fa male al cuore in un modo dolorosissimo, perché ho pezzi di vita sotto ai cingoli di quei carri armati,
perché non ce la faccio, psicologicamente, ad affrontare la marmaglia rossobruna e i suoi continui attacchi.
Quando qualche giorno fa mi ha chiamato Radio BlackOut chiedendomi una chiacchierata sulla situazione attuale nel paese che da un decennio chiamo “la terra più amata“, mi si è fermato il cuore,
perché so di essere “impopolare” in quel che penso di quella terra, perché so di non aver la lucidità per parlarne razionalmente,
senza che le emozioni prendano il sopravvento,
senza che la rabbia obnubili la ragione.
Perché continuo a non capire come si possa difendere quel regime,
come ci si possa dividere tra difensori di un orrore che ha diversi decenni,
e democratici merdosi interventisti, bombaroli da salotto in attesa della prossima devastante guerra.
Un territorio ormai completamente balcanizzato.
Sia il regime, sia chi in quel territorio gioca le carte più sporche, son riusciti ad ottenere il più ambito dei risultati :
spezzare l’unità di quel paese in tante piccole millet armate e guerreggianti,
spazzar via il ribelle desiderio di cambiamento e libertà con un livello di militarizzazione del conflitto impressionante.

Foto di Valentina Perniciaro -i bimbi di Bosra-

Alla luce di tutto ciò scriverne è faticoso,
soprattutto se poi sei costretto ad aver a che fare co’ sti finti rivoluzionari che si sentono pro-palestina
senza accorgersi che difendendo il regime baathista non fanno altro che difendere chi sulla palestina ha sempre lucrato,
chi i palestinesi l’ha sempre tenuti in gabbia,
chi ha creato un meccanismo di protezione/controllo/repressione sui profughi palestinesi che non ha molto da invidiare al sionismo.
Il regime baathista ha fondato la sua storia sul sangue palestinese, e sulle possibili strumentalizzazioni di cui quel sangue tanto caro è pieno.
Stiamo messi male, se questo è il pensiero della sinistra sul medioriente,
per quello forse è meglio tacere.

Però vi mando queste righe, che provengono dalla Siria che mi ha cresciuta, coccolata, nutrita.
Viene dalle famiglie che mi hanno offerto la loro uva, dalle famiglie che mi hanno insegnato ad essiccare il grano sul basalto,
da coloro che mi hanno aperto i loro cortili fioriti accogliendomi con un sorriso
che non solo non posso dimenticare,
ma che voglio poter rivedere sui loro volti.
E’ un appello proveniente da Bosra, quella che io per anni ho chiamato l’ “oasi millenaria di pace” …e che ora, come tutto il resto del paese,
è un lago di sangue.

Vignetta di Ali Ferzat _come il regime siriano difende la palestina_

APPELLO URGENTE PER RISPONDERE AI BISOGNI UMANITARI DELLA POPOLAZIONE SIRIANA

Cari amici,
sicuramente, come me, state seguendo gli aggiornamenti internazionali riguardo la tragedia che colpisce la Siria ormai da 15 mesi.
Tuttavia, una parte di questa tragedia non viene raccontata da nessuna testata giornalistica: mi riferisco alla vita quotidiana delle persone, alla miseria a cui sono costretti, cosa difficile anche per me descrivere a parole.

I dominanti interessi politici, l’insicurezza generale ed il crollo delle attività economiche hanno privato centinaia di migliaia di famiglie dei loro già limitati mezzi di sostentamento e come se non bastasse il quadruplicarsi del prezzo dei beni di prima necessità come pane, zucchero, riso e olio va a sommarsi alla difficile situazione interna. L’aumento dei prezzi ha purtroppo travolto anche il sistema medico sanitario e le medicine.
Inoltre sono molto poche le famiglie che sono riuscite ad abbandonare il paese, senza trovare, il più delle volte, condizioni di vita migliori.

Dal punto di vista politico la situaizone degenera ogni giorno di più, ed il peggio a mio avviso deve ancora arrivare. Dobbiamo aspettarci che gli scontri oltrepassino i confini siriani, perchè la Siria oggi non è che il primo campo di battaglia di quella che sarà purtroppo una guerra molto più grande, fomentata da diversi paesi che non vogliono altro che vedere raggiunti i propri obiettivi e interessi. La cosa peggiore è che a pagarne le conseguenze è la popolazione civile, impotente e inascoltata.
La popolazione siriana oggi non è altro che la benzina per alimentare gli scontri.

Ormai tutti i distretti sono coinvolti ed ogni città sta soffrendo. Ed io non posso che essere preoccupato per la mia città natale, Borsa, e ogni suo abitante, per cui la vita è diventata insopportabile. E per questo vi scrivo. Un gruppo di volontari locali si sta attivando per rispondere internamente ai bisogni della popolazione. Abbiamo deciso di raccogliere fondi per sostenerli nelle loro attività e voglio chiedervi di supportare con me a questa iniziativa e contribuire attivamente alle attività di soccorso.

Puoi fare una donazione atua discrezione tramite questo IBAN
n°.AE290450000001902002049(Account Number 1902002049) UNION NATIONAL BANK UAE..
I soldi ricevuti verranno utilizzati dai volontari locali solo ed esclusivamente per distribuire cibo e medicinali alle famiglie più povere di Bosra.

A nome mio e dei ragazzi che hanno scelto di attivarsi,
il più sincero ringraziamento per l’importante contributo!

Mechal, Zakarya, Musa, Ahmad. Mustafa

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  1. icittadiniprimaditutto
    9 luglio 2012 alle 12:07

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  2. 9 luglio 2012 alle 13:41

    Già con l’appoggio “de relato” (tifo nascosto) all’inizio di una campagna per il linciaggio di Grillo e del mov. 5 stelle in favore oggettivo dei “soliti noti”che oggi si annuncia solo ma con il tempo si svilupperà in tutta la sua virulenza marcavi male -ed io dentro di me sentivo puzza di bruciato ammaestrato dal noto adagio “a pensare male si fa peccato ma…ci si indovina sempre” ora siamo arrivati con questo articolo al dunque : guerra si ma umanitaria e di sinistra perchè i diritti umani bla bla -i palestinesi bla bla. Insomma al dunque ABC anche in Siria. Oltre al dolore che sempre mi danno le involuzioni come le tue c’è almeno il sollievote della chiarezza manifesta del tuo salto della quaglia. Ti dedico una vecchia canzone “Semo i figli della resistenza – già figli della lupa – semo tutti a conti fatti l’adottivi de Togliatti” e con te aderente da sinistra alla pax USA in medioriente non ho più niente da dire.

  3. 9 luglio 2012 alle 13:43

    Confermi, ancora una volta, che non hai capito proprio nulla.

  4. 9 luglio 2012 alle 13:44

    PS: per le donazioni alla libertà in Siria già ci pensa l’Arabia Saudita il Quatar e gli USA.

  5. 9 luglio 2012 alle 13:51

    il qUatar? annamo bene qua!

  6. rebeldia
    9 luglio 2012 alle 15:20

    Ormai siamo finiti in un pantano, lo stesso che si verifica quando finiscono le parole e si passa alle armi.Difficile difendere un regime, anche se poi dalle dolci parole di Baruda , sento la nostalgia di una terra accogliente,magari non libera.Ma come rapportarsi con la violenza di chi, infiltrando truppe speciali, finanziando ribelli più o meno attendibili, ha dato il via ad una rivolta dai contorni nebulosi, dove tutti ammazzano tutti, civili, bambini, malati, soldati, dove il futuro sembra ancora più oscuro di questo atroce presente.Ho partecipato a manifestazioni di solidarietà, più che con il regime, a favore del popolo siriano, colpevole solo di trovarsi in mezzo a interessi imperialisti da una parte, e il tentativo di mantenere in vita un regime ormai alle corde. Da poco si è votato in Libia, anche lì un regime più o meno duro è stato abbattuto, non dal popolo ma dall’intervento delle potenze occidentali oltre che alle solite note , si come il Qatar, che fornisce ribelli specializzati.Ora dire che in Libia sia arrivata la democrazia , mi sembra davvero una forzatura, io direi che è stata spazzata via una parte della storia di un paese indipendente,con cui tutti, dico tutti hanno fatto affari, gli stessi che poi hanno bombardato gli ospedali e le residenze civili, ossia i francesi, inglesi, italiani.Se questo è l’unico modo per portare la nostra democrazia, io invece credo ancora nell’autodeterminazione di un popolo, invece che ridurre tutto il mondo ad una colonia imperialista.Non conosco e non sono rossobruno, ma davvero mai come adesso è difficile schierarsi , senza cadere in contraddizioni e complicità con nazioni, che ancora ritengono di poter dominare il mondo.Ora parte il piano dell’ONU, l’organizzazione più inutile e costosa al mondo, spero che possa essere almeno un tentativo per terminare un massacro e una distruzione di una nazione tanto bella, carica di storia e cultura. Un saluto .

  7. 9 luglio 2012 alle 15:23

    Sei andato in piazze più che schierate, dalle parole d’ordine rivoltanti….non pensi?
    Ci vuole del fegato per masticare gli stessi marciapiedi di certe ideologie, NAZIonalismi e quant’altro …

  8. 9 luglio 2012 alle 18:03

    Questi grandi esperti di politiche internazionali, svezzati a stalin e questioni di politiche nazionali e coloniali, oramai mi danno solo la nausea., loro e la loro buona fede. Perché proprio di buona fede si tratta, della buona fede peggiore, quella che li fa camminare fianco a fianco con fascismi e teocrazie, nel nome di una loro presunta intelligenza, tutta da dimostrare, perché loro saprebbero prevedere sempre una mossa in più. Ma che dico, una mossa!?? Mille mosse! Rimangono, in fondo, solo piccoli contabili, sempre pronti al patto contro il nemico più grande, che poi si riduce solo ad un piccolo alibi per i loro calcoli da quattro soldi, oggi ancora più risibili, senza ceke e senza vittorividali pronti a servirli. Ci ho messo anni per capire fino in fondo gli Orwell e i Kostler, i Serge e i Gino Bibbi. Alla fine ce l’ho fatta. E ho capito cos’è il peggio, per me: quello che ti ammazza e lo fa per il tuo bene. E si rammarica perché non lo capisci. Toccherebbe anche consolarli. No, non sono rossobruni, o, per lo meno, non solo solo rossobruni. Sono merde umane!

  9. 9 luglio 2012 alle 18:04

    Grazie Franco!!

  10. 9 luglio 2012 alle 22:25

    Figli adottivi di Togliatti? Magari lo saranno tutti quei politicanti che a sinistra hanno solo la poltrona. La “guerra umanitaria” è roba da finti pacifisti da salotto, che si scandalizzano della violenza altrui ma non si accorgono di quella che scaturisce dall’ipocrisia. C’è differenza tra “guerra umanitaria” e resistenza all’oppressione.

  11. Maria Elena
    10 luglio 2012 alle 12:11

    Ciao, vorrei capire esattamente qual è la tua posizione, Valentina – compagna che conosco e stimo – riguardo alla possibilità che la Nato attacchi la Siria. Non voglio cimentarmi in discussioni piene di insulti tra compagni. Non solo non servono a niente, ma – per come stiamo messi – sono estremamente deleterie, e di certo non aiutano i proletari arabi. Però, visto quanto è accaduto in Libia (dove senz’altro c’era un’autentica base di opposizione a Gheddafi, per quanto difficile da quantificare e da pesare), vorrei sapere che posizione assumerete se la Nato dovesse attaccare la Siria. Io non ho capito questo. E non sto discutendo – né mai mi permetterei di farlo! – della buona fede di chi, in Siria, scende in piazza contro Assad. Però non credo si tratti solo ed esclusivamente di queste persone: quelle che Valentina conosce e dalle quali, immagino, si informa. Al tempo stesso, sono assolutamente certa che la Nato stia contribuendo alla guerra civile. E questo non lo dico per intuizione, ma per tutta una serie di fatti che si stanno concatenando, stringendo sempre più forte la catena intorno ad Assad. Mi fate capire, invece di tirare in ballo i rossobruni, i figli di Togliatti, Orwell, Kostler e vattelappesca? E’ una questione molto importante!

  12. 10 luglio 2012 alle 12:16

    MariaElena!! Ma che domande mi fai?
    Pensavo Di esser stata chiara nello scrivere che mi fa rabbrividire questa necessità generale di schierarsi,
    Di essere completamente obnubilati dal complottismo come, dall’altra parte, dall’interventismo.
    Pensi che io possa appoggiare un attacco Nato? Come puoi pensarlo?
    Pensi che chi viene torturato voglia le bombe americane?
    È tutto o bianco o nero? Ma da quando? Ma perché ?
    E se si è contro l’intervento Nato, cosa ovvia, come si fa a sostenere un regime NAZIonalista assassino e torturatore del genere?
    La Siria ha bisogno di liberarsi di Assad da decenni, cosi come la Palestina!

  13. Maria Elena
    10 luglio 2012 alle 12:30

    Vale, La tua risposta è speculare alla mia domanda. Io ti chiedo da che parte starai in caso la Nato attaccasse la Siria, e tu mi rispondi chiedendomi perché sostengo il regime nazionalista di Assad. Ma io non ho mai scritto di sostenere Assad, come tu non hai mai scritto che sosterrai la Nato. Questo nostro scambio di vedute dimostra chiaramente una cosa: se si vuole esprimere una posizione politica su quanto sta accadendo in Siria non si può stare in mezzo. Uno può pure decidere di starci (“Io sto con i ribelli siriani, ma non con la Nato”, oppure “Io sono contro la Nato, ma anche contro Assad”), ma come vedi non serve a niente. Io dico solo che in Italia non si è mossa una foglia quando abbiamo lavorato come portaerei della Nato verso la Libia. Dei compagni viglili, attenti, sarebbero scesi in piazza contro quei bombardamenti. Se la Nato attaccherà la Siria io vorrei che i compagni italiani scendessero in piazza – almeno – contro le bombe che partiranno da Sigonella. Perché l’appello che hai giustamente postato è il risultato dell’embargo e del cerchio che gli Usa stringono intorno ad Assad e ai siriani. Non solo del regime nazionalista alawita. E quando partiranno i caccia e i droni dalla Sicilia, non è che i siriani staranno meglio di adesso. Allora il problema è tutto nostro: capisci cosa voglio dire? I siriani fanno quel che devono. E noi?

  14. 10 luglio 2012 alle 12:45

    e noi scenderemo in piazza contro la Nato, o almeno io.
    anche perchè bombarderanno pezzi di carne mia.
    I siriani staranno molto peggio di ora nel momento in cui la Nato attaccherà, lo so bene o lo dico dal primo giorno.
    Pensavo che la mia risposta fosse chiara, e invece no.

    Ma in piazza fino ad ora ho visto solo sostegno al regime, vomitevole.
    Io sono contro la Nato, sono con chi esce di casa in corteo,
    sono con una parte dei ribelli, senza ombra di dubbio.
    Sono con i civili estenuati e affamati, dal regime per decenni e da una guerra civile che fa comodo a tutti dall’altra…
    mai mai e poi mai sarò con i carri armati…soprattutto quei carri che hanno sempre e solo acciaccato sangue palestinese, a me molto caro.

  15. rebeldia
    10 luglio 2012 alle 18:56

    Fa piacere conoscere persone come FRANCOSENIA, che arrivato ad un certo punto della sua vita , ha capito tutto, ossia che schierandosi con i più forti sei anche dalla parte della ragione. Io purtroppo a 50 anni, ancora non riesco a capire perchè tifare per gli occidentali, i quali con le loro buone maniere dalla seconda guerra mondiale in poi hanno sterminato, gasato, utilizzato napalm , piombo fuso, fosforo, e naturalmente l’atomica, per sanare conflitti o esportare la loro merdosa, quella si, democrazia.Ripeto , ogni nazione ha diritto a determinare il suo destino,e nessuno dovrebbe modificare la storia a suo favore, tenendo conto che spesso gli interventi imperialisti hanno solo sostituito i fantocci al potere.Per Valentina,poi, credo che manifestare per il popolo siriano sia un dovere necessario, come feci di fronte all’ambasciata francese quando bombardo’ Tripoli, poi nessuno tifa per un regime, ma di sicuro non possiamo ne dobbiamo ipocritamente chiudere gli occhi , di fronte ad un escalation di episodi , non tutti nati dalle esigenze di un popolo ma spesso dal progetto di ridisegnare le mappe del potere e soprattutto dello sfruttamento delle risorse energetiche nel mondo.Finiamola poi con questa menata dei rossobruni, una minoranza neanche da nominare, mentre piuttosto preoccupiamoci del feroce dibattito tra compagni, basta stare in mezzo a loro per sentire forte lo smarrimento su quale posizioni prendere.Comunque, sarebbe bello tornare ai tempi del Vietnam, ognuno di noi sapeva bene da che parte stare, nonostante la disinformazione, forte anche in quegli anni.Saluti.

  16. 10 luglio 2012 alle 19:21

    La sintassi è approssimativa, rebeldia, quasi quanto la geografia. Hai mai provato a pensare che la cina è a ovest degli stati uniti? Uno sforzo troppo grande per chi il massimo che riesce a fare è pensare di giocare a risiko, anziché a guerra di classe. Ma che ci vuoi fare? A ciascuno il suo.

  17. rebeldia
    10 luglio 2012 alle 20:55

    Fai difetto alla tua intelligenza, permettimi il tu, se pensi che con occidentale non intendessi riferirmi a chi, dal dopoguerra ad oggi, ha cercato in tutti i modi di influenzare le sorti del pianeta. Se oggi stiamo parlando di FMI ,e le sue criminali azioni, spero tu sappia cosa sia, forse vuol dire che una nazione in particolare, non di certo la Cina, ha stabilito regole economiche,finanziare, strategiche con cui ha cercato di regolamentare le sorti di numerose nazioni, alcune importanti, altre come Italia, Spagna, semplici colonie. Non mi sembra che le cose vadano per il meglio, da quando una cultura egemone come quella imperialista americana, finita la guerra fredda, ha preso il sopravvento, riducendo alla fame economie , basate sul modello capitalista .Io non gioco a risiko, odio i giochi di società dei fancazzisti, piuttosto osservo il mondo e mi pare che i tuoi amichetti di casino ne facciano più dei tanti Assad in giro per il mondo. Comunque, ora che ci siamo spiegati, aspetto di vedere il prossimo omicidio in diretta, magari fatta da un 18 enne con il cappellino yankee ed il chewing gum tra i denti , spacciato per resistente siriano.Contento tu, visto che hai deciso dove schierarti, io potessi tornare indietro nel tempo farei volentieri a meno di essere liberato dagli americani, in fondo era solo questione di tempo, da Stalingrado a Roma la distanza non era eccessiva. Saluti.

  18. Maria Elena
    10 luglio 2012 alle 21:12

    Franco, non ti conosco ma mi sembri povero di argomenti e ricco di giudizi personali (non capisco su quali basi, tra l’altro, dare delle “merde umane” a dei compagni. Soprattutto, a che pro. Mah). Mi sembra che il commento di rebeldia sia invece argomentato. Soprattutto quando parla dello smarrimento tra i compagni, che certo toni come quelli che hai utilizzato tu, Franco, non aiutano a risolvere. Il risiko, tra l’altro, è un gioco molto intelligente, perché veste la politica nella sua forma reale, che è quella delle forze in campo e del loro peso. E degli schieramenti. E’ innegabile, per quanto le riflessioni e le informazioni di Valentina facciano pensare, che durante una guerra o stai da una parte, o stai dall’altra. Chi sta in mezzo finisce per fare il gioco del più forte. Finisce per sottrarre risorse a chi sta sull’una o sull’altra barricata. Come mi è stato intelligentemente suggerito (e giro a voi il suggerimento): se voi foste in Siria, mentre da una parte ci sono i cannoni di Assad e dall’altra gli aerei Nato, cosa fareste? Sparereste contro chi? Non accettereste le pallottole di Assad, per combattere chi sta cercando di divorare tutto il Medio Oriente (affossando per sempre ogni possibile causa palestinese)? Questa è la domanda che un militante politico dovrebbe porsi. E poi: cosa significa “guerra di classe”, in Siria? A quale classe ti riferisci, Franco? Proprio non ti seguo. Non possiamo evitare di vedere le cose come stanno, altrimenti faremo solo passi indietro. E le cose stanno così: la Nato deve buttare giù un argine, in Siria. Che probabilmente porta dritto all’Iran e al consolidamento di un equilibrio nuovo, amico. E’ questo il vero fronte che ci si sta amaramente parando davanti, non quello dei ribelli siriani (che magari sono pure tanti, ma non rappresentano nessuno dei bracci della bilancia). Con tutto il peso che il popolo siriano deve portare sulle sue spalle. Se questo è risiko, ben venga il risiko.

  19. 11 luglio 2012 alle 07:45

    Un giorno, mentre camminava attraverso la foresta, un uomo incontrò una feroce tigre. Si diede immediatamente alla fuga per salvare la propria vita e la tigre lo inseguì.L’uomo arrivò al bordo di un dirupo e la tigre lo stava per raggiungere. Non avendo scelta, si arrampicò giù per il precipizio, tenendosi con entrambe le mani ad una pianta di vite.Appeso sul dirupo, l’uomo vide sopra di sé la tigre. Guardò verso il basso e vide un’altra tigre, che ruggendo attendeva la sua discesa. Era tra due fuochi. Due topi, un bianco ed un nero, apparvero sulla vite a cui si aggrappava e, come se la situazione non fosse abbastanza grave, cominciarono a rosicchiare la pianta. L’uomo sapeva che se i topi avessero continuato a rosicchiare, ad un certo punto la vite non avrebbe più potuto sostenere il suo peso, si sarebbe rotta e lui sarebbe caduto. Provò a mandare via i topi con le sue grida, ma questi tornavano sempre a rosicchiare. Ad un certo momento, notò una fragola che cresceva sul dirupo, non lontano da lui. Era rossa e matura. Tenendosi alla vite con una mano e raggiungendo la fragola con l’altra, la colse. Con una tigre sopra, un’altra sotto e due topi che continuavano a rosicchiare la vite, l’uomo assaggiò la fragola e la trovò assolutamente squisita.

  20. rebeldia
    11 luglio 2012 alle 09:38

    Una bella storia, da raccontare ai nipotini la sera, nel frattempo decine di migliaia di persone innocenti perdono la vita, proprio perchè tra due fuochi , inconsapevoli vittime di ambizione, odio, predominio.Magari è solo una pia illusione, lo abbiamo visto per decenni a riguardo della martoriata Palestina, ma non sarebbe il caso prima di dare il via alle mattanze, provare a far funzionare le diplomazie mondiali, magari messo alle strette il regime di Assad, poteva fare delle concessioni, ma vedendo al passato, nessuno voleva salvare ne Saddam, ne Gheddafi, molto più comodo sterminare un 100.000 civili in Iraq, con la scusa delle armi di sterminio di massa, piuttosto che favorire un cambiamento politico.Del resto il più grande produttore di armi al mondo, in qualche modo deve svuotare i suoi magazzini, quale migliore occasione di una guerra ”umanitaria”.

  21. Pace in Siria
    18 luglio 2012 alle 15:50

    L’unica soluzione alla crisi siriana è la pace ,l’autodeterminazione e la libertà del popolo,e quindi il rifiuto della repressione del regime degli Assad e il rifiuto delle interferenze imperialiste. ,http://informazioneconsapevole.blogspot.it/2012/07/sirialunica-soluzione-e-la-pace.html , http://www.peacelink.it/pace/a/36527.html ,http://informazioneconsapevole.blogspot.it/2012/05/rivolta-in-siriaintervista-al-adab.html .

  1. 12 agosto 2012 alle 13:37
  2. 13 agosto 2012 alle 20:04
  3. 30 ottobre 2012 alle 10:04

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