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Spike Lee e la storia violentata


Mi piacerebbe chiedere a Spike Lee cosa pensa della guerriglia.
Come si farebbe secondo lui ad attaccare un esercito nemico, occupante?
Si stupisce, il grande storico (!), che i partigiani colpivano per poi fuggire…
Cosa avrebbero dovuto fare?Mai sentito parlare di Mordi e fuggi?
Le conosce minimamente le tecniche possibili in simili situazioni?
Che facevamo..gli schieravamo l’esercito contro? Quale?
Un film che poteva risparmiarsi..un film che avrebbe dovuto sottintendere  degli studi, non dico specifici sulla resistenza italiana, ma sulla resistenza in generale.
Sulla guerriglia, sulle lotte di liberazione che sono mandate avanti da popoli armati e non certo da eserciti che si possono permettere di scegliere campo di battaglia, durata e scopo di un attacco.
Se lo poteva risparmiare…buono l’articolo di Giorgio Bocca uscito oggi su Repubblica.

“Non bisogna” il vecchio disse, “piangere per loro”.
“Non bisogna piangere?” disse Berta.
“No figliola. Non del sangue che oggi e’ sparso”.
“Non dell’offesa? Non del dolore?”
“Se piangiamo accettiamo. Non bisogna accettare”.
“Gli uomini sono uccisi e non bisogna piangere?”
“Certo che no! Che facciamo se piangiamo? Rendiamo inutile ogni cosa che e’ stata”.
[…]
“Ma che dobbiamo fare?”
“Oh!” il vecchio rispose “Dobbiamo imparare”.
“Imparare dai morti?”
“Si capisce. Da chi si puo’ imparare se non da loro? Loro soltanto insegnano”.
“Imparare che cosa?” chiese Berta. “Cos’e’ che insegnano?”.
“Quello per cui” il vecchio disse “sono morti”.
____Elio Vittorini___

  1. 3 ottobre 2008 alle 15:25

    Che pretendere dal figlio di una cultura che ancora oggi non riesce a comprendere fino in fondo perchè il suo esercito – il più potente e tecnologico al mondo – è stato sconfitto in Vietnam!?
    Che faccia un film sull’eroismo dei banchieri americani durante la crisi finanziaria, magari gli viene meglio.

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  2. 4 ottobre 2008 alle 15:10

    Ma…tutta questa pubblicita’ gratuita,forse addirittura cercata..credo di aver stima di Spike Lee..ora un po’ meno a dire il vero;
    vorrei anch’io chiedergli se cambiando gli attori, nel senso di mettere i suoi fratelli afroamericani al posto dei nostri partigiani e l’america WASP al posto dei nazi-fascisti con tutto cio’ che in molti suoi film viene denunciato, bhe’ se riuscirebbe a mantenere lo stesso atteggiamento e metro di giudizio ( che so’ penso alle brutali violenze su neri fermati dai poliziotti bianchi) usato in maniera superficiale,addirittura inopportuna in questo preciso contesto politico in Italia.Ma questi son problemi nostri, come del resto nostra e’ la riconoscenza eterna a tutti coloro dettero la propria vita per permettere ad uno come me di criticare uno come Spike Lee…Ora e sempre RESISTENZA!!

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