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Il boia Kossiga è morto!


E’ morto Cossiga.
Kossiga anzi, quello con le doppie S: “SS”

E’ morto quello che c’ha mandato contro i carri armati, quello che c’ha sparato addosso in pubblica piazza, alla schiena.
E’ morto Cossiga, che sulla coscienza non ha solo Giorgiana e Lorusso.
Ma, cavolo, quello si che è stato un nemico. Un nemico vero, che da nemici c’ha trattati.

Non da criminali, non da provocatori… nessuna dietrologia.
Un uomo che ha riconosciuto una guerra in corso, una vera e proprio guerra allo stato e l’ha difeso con tutto quello che aveva a disposizione: c’ha dato però la dignità dei nemici. Per Cossiga siamo esistiti: ci sparava addosso per quello.
Perchè aveva paura di noi, perchè doveva spazzare via migliaia di persone con una rabbia in corpo inarrestabile e pericolosa, troppo, per l’ordine costituito.

Io quindi, da questo blog, saluto Cossiga. (dai non fate quelle facce)
Lo saluto come si saluta un nemico vero.
Lo saluto, anche se non gli ho mai augurato del bene (assolutamente!), perché ho rimpianto di quel genere di nemici.
E di uno che, a guerra finita, ha detto chiaramente che tutt@ i prigionieri andavano liberati.
Ancora non è successo.
ADDIO BOIA ASSASSINO KOSSIGA

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  1. Michele
    17 agosto 2010 alle 13:06

    Brucia all’inferno, Kossiga (peccato non si possano usare le lettere runiche).

  2. tonino
    17 agosto 2010 alle 20:25

    ..uno in meno e non è l’unico, non dimentichiamoci di quelli che sono responsabili delle aggressioni del 2001 e dellqa morte di Carlo.
    H.V.S

  3. 17 agosto 2010 alle 22:19

    E’ morto Francesco Cossiga detto KoSSiga, il ministro di polizia del 77
    http://www.pugliantagonista.it/archivio/cossiga_francesco_kossiga.htm
    Dedichiamo straordinariamente questa pagina al Gladiatore, che rivestendo i più alti incarichi dello Strato ha orgogliosamente ammesso di aver partecipato all’organizzazione segreta anticomunista della Gladio, ma innanzitutto ricorderemo KoSSiga, il ministro di polizia più maledetto dai movimenti giovanili e dall’antagonismo di classe dal tempo del fascismo.
    Lo ricorderemo con la frase più lugubre che pronunciò in Parlamento presentando i provvedimenti di restrizione delle libertà di espressione e da stato di assedio alla fine di aprile 1977:
    “-Non permetterò che i figli dei contadini meridionali ( i poliziotti) siano uccisi dai figli della borghesia romana ( gli studenti e i proletari in lotta)”-
    Una frase che richiamandosi ad una poesia di Pasolini, gettava l’amo all’allora Partito Comunista Italiano, in attesa di essere sdoganato per un governo di Unità nazionale e di Compromesso storico e che gli permise di avere mano libera sulla democrazia in Italia.
    “-Cossiga decreta l’abolizione del 25 aprile del 1° maggio a Roma. Tambroni non era arrivato a tanto “-
    Titolava così il 23 aprile 1977 il giornale Lotta Continua
    I “figli dei contadini meridionali” li vedemmo in azione pistola e bastoni alla mano, mascherati, , senza divisa, all’opera poco più di dieci giorni dopo, il 12 maggio 1977a Piazza Navona e a Ponte Garibaldi
    Il suo nome con la K ben evidente fu scritto a lettere cubitali sui cartelli delle femministe romane che posero il giorno dopo sul luogo dove era stata assassinata Giorgiana Masi.
    Il suo nome fu urlato con rabbia durante i giorni della rivolta di Bologna seguiti alla morte di Francesco Lo Russo e che lo raffigurarono come un tutt’uno con un carro armato. Con le immagini di quei titoli di giornale, con quelle vignette e con quelle foto ricordiamo lui e le vittime di quello Stato di cui fu servitore zelante , nella pagina dell’Archivio Storico Benedetto Petrone da noi a lui oggi dedicata. http://www.pugliantagonista.it/archivio/cossiga_francesco_kossiga.htm
    ARCHIVIO STORICO BENEDETTO PETRONE
    17 AGOSTO 2010

  4. beggar
    17 agosto 2010 alle 22:22

    Veniamo ora alla cosiddetta “legge Cossiga” del febbraio 1980, e descriviamola con le parole di Amnesty International:

    Amnesty International ritiene preoccupante che il 15 dicembre 1979 il governo abbia emanato un nuovo decreto-legge sulle “misure urgenti per la protezione dell’ordine democratico e per la pubblica sicurezza”. Con poche modifiche, il decreto-legge è stato approvato dalla Camera dei Deputati e dal Senato, ed è divenuto la legge n.15 del 6 febbraio 1980.

    Sono di particolare interesse quattro articoli: l’art.3 introduce un nuovo reato, la “associazione a fini di terrorismo e distruzione dell’ordine democratico”, che diventa l’art. 270bis del Codice Penale e prevede condanne sostanziali, dai quattro agli otto anni per chi partecipi ad atti di terrorismo e dai sette ai quindici anni per chi li organizzi. Questo in aggiunta alle condanne previste dall’art.270, associazione sovversiva.

    L’art. 6 è una norma straordinaria, che rimarrà in vigore per un anno. Esso autorizza il fermo di polizia di individui sospettati di essere in procinto di commettere il reato di cui al summenzionato art.305 o all’art.416 del Codice Penale. Il fermato può essere perquisito e trattenuto in una stazione di polizia per 48 ore; il Procuratore del”La Repubblica” deve esserne immediatamente informato, e ci sono altre 48 ore a disposizione per giustificare il fermo.

    L’art.9 estende i poteri di perquisizione, e la permette per causa d’urgenza anche senza il mandato del magistrato competente. Il Procuratore della Repubblica dev’esserne informato senza ritardi.

    L’art.10, in casi riguardanti il terrorismo, estende di un terzo il periodo massimo di carcerazione preventiva ad ogni fase di giudizio. Questo significa che la procedura può, nei casi più estremi, avere una durata legale di 10 anni e otto mesi.

    È parere di Amnesty International che queste nuove misure, pur legali di per sé, rappresentino una diminuzione dei diritti dei cittadini, soprattutto perché la legislazione già vigente dava poteri sufficientemente ampi alla polizia e alla magistratura. Oggi sono permessi ulteriori ritardi per il rinvio a giudizio in un paese già ben noto per i suoi lunghi processi. Ciò rappresenta anche una notevole riduzione del valore del diritto, previsto nell’art.25, di appelli individuali contro la violazione della Convenzione Europea dei Diritti Umani. Tali appelli sono ammessi solo qualora siano risultate vane tutte le garanzie nazionali. (Amnesty International Report 1980, pp.279-281, traduzione nostra)

    http://www.lutherblissett.net/archive/078-03_it.html

  5. 19 agosto 2010 alle 01:05
  6. cittadino
    6 giugno 2011 alle 00:13

    ..Mi ricordo che quando ho saputo della morte di KoSSiga ho gioito molto. Ancor oggi pensare che quel verme fascista eversivo, squallido, nero personaggio che ha vilipeso la nostra Repubblica, prima come Ministro poi come Presidente, sia morto mi rallegra profondamente. Certo potrebbero essercene anche di peggio in futuro, ma lameno finalmente ci siamo liberati di questo….

  1. 17 agosto 2010 alle 20:59

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