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Posts Tagged ‘assassini’

La Fortezza Europa uccide! Un presidio a Roma 

21 aprile 2015 2 commenti

  LA FORTEZZA EUROPA UCCIDE
BASTA MORTI IN MARE

Tempi di stime, calcoli e cordoglio istituzionale.
Tempi in cui, mentre corrono le ore, altre persone perdono la vita soffocate nel muro d’acqua ultra militarizzato chiamato Mar Mediterrano.

Tempo, il nostro, in cui dire basta.

Con la strage del 3 ottobre 2013 a largo di Lampedusa, l’Italia ha definitivamente imparato a strumentalizzare i propri massacri. A quella tragedia è seguita “Mare Nostrum”, una cosiddetta operazione umanitaria, il cui reale obbiettivo era ricattare le istituzioni europee con la minaccia di un’invasione e continuare a finanziare l’agenzia per il controllo delle frontiere Frontex, nella guerra contro le persone migranti. Oggi indietreggiare le navi da guerra che sorvegliano il Mediterraneo, con l’operazione Triton, significa provocare tante morti: è un calcolo lucido e spietato.

Noi non siamo complici di questi assassini e lo vogliamo gridare forte.

Per farla finita con i massacri e con il business dell’accoglienza.
Per dire no alle guerre esportate in nostro nome.
Contro il regolamento di Dublino e le leggi che legano il permesso di soggiorno delle persone immigrate allo sfruttamento.
Per la chiusura immediata dei centri di detenzione per immigrati.

MERCOLEDI’ 22 APRILE ORE 17
PRESIDIO DAVANTI IL MINISTERO DELL’INTERNO

appuntamento a Piazza Esquilino

  

Shaimaa sarebbe morta perché magra: la vergognosa versione ufficiale

23 marzo 2015 Lascia un commento

Ve la ricordate Shaimaa?
Shaimaa era una compagna, una compagna in prima linea, una compagna che ha contribuito alla costruzione di piazza Tahrir e di quel movimento rivoluzionario poi affogato nella repressione. Shaimaa non aveva smesso di combattere per un nuovo Egitto, ed era in piazza, il giorno che l’hanno ucciso, per portare un fiore ai suoi compagni uccisi, nel 4° anniversario di quello storico 25gennaio.
Un fiore rosse, un fiore di libertà, un fiore di una rivoluzione che voleva sbocciare e in cui lei ha creduto finchè quei colpi inutili, gratuiti e letali, l’hanno lanciata tra le braccia del suo compagno, dove è morta poco dopo.

Ora la polizia egiziana, dopo una manciata di mesi, ci fornisce la sua versione: vi ricordate quando quel tipo fu crocifisso ma in realtà morì di freddo? Ecco, a Shaimaa accadde più o meno la stessa cosa di Gesù Cristo.
Shaimaa non è morta perché l’hanno uccisa, non è morta perché il suo cuore è stato trafitto,
ma perché era troppo magra, e l’assenza di grasso ha permesso ai pallini da caccia di entrarle nella carne ed ucciderla.

Troppo poco felafel Shaimaa, la tua colpa è stata mangiare poco, questo hanno avuto il coraggio di dichiarare ufficialmente i tuoi assassini, quelli che hanno fatto fuoco mentre preparavi uno striscione, in una piazza più che tranquilla,
dove tutto serviva tranne il piombo e il sangue.
Qui l’articolo in inglese con le dichiarazioni ufficiali: LEGGI, che mi fa schifo anche linkarlo.

LEGGI: A Shaimaa

Il festival di Sanremo abbraccia i morti di Lampedusa: ce lo potevano risparmiare

12 febbraio 2015 2 commenti

Stiamo parlando dell’ennesima strage che ha inghiottito nel mare blu qualche centinaio di persone.
Il tutto a poche ore dall’inizio dell’ennesimo Festival della canzone italiana di Sanremo: festival che è approdato nel nuovo millennio e nel mondo dei social network con una pagina twitter che probabilmente ha lo stesso ufficio stampa che gestisce l’Expo (quello che due giorni fa ha attribuito il David di Michelangelo a Donatello, come se niente fosse).
Quindi senza ulteriori inutili, sprecate, parole
ecco a voi il tweet che commenta 300 cadaveri ancora non galleggianti di persone senza colpa se non quella di provare a vivere.
Magari liberi. Magari schiavi. Ma vivi.

mi fate schifo.

Due gommoni alla deriva, in mezzo ad un mare di vergogna

11 febbraio 2015 Lascia un commento

Due gommoni vuoti in mezzo al mare.
Due gommoni vuoti in balia delle onde, in pieno inverno.
Due gommoni senza vita, quando invece la vita sopra ci si era accalcata per trovare posto e respiro durante la traversata.
Traversata impossibile, traversata che l’Europa ha deciso di trasformare in una morte quasi certa.

Un’altra strage in mare, un’altra strage di vite che non interessano a nessuno ma che son vite,
son occhi e sorrisi, son fotografie nelle tasche, indirizzi scritti sulla pelle, son soldi nelle mutande, son figli attaccati ai capezzoli, son bambini che han lasciato a terra sorelle o madri,
son persone sì, persone con in tasca il futuro e davanti una morte annunciata, decisa a tavolino, già bella che scritta.
Una morte che non interessa a nessuno, di cui nessuno parlerà, su cui qualcuno speculerà.
Che qualcuno dovrebbe vendicare.

I racconti parlano di un gommone con 200 persone a bordo.
Il gommone galleggia vuoto.
In mezzo al mare, in mezzo ad un mare di vergogna e di complici.

LEGGI:
Morire di freddo
La resistenza di Kobane morirà nel mare?
Altri 500
Siamo tutti ASSASSINI
Mare nostrum: un cimitero liquido
Il mare della morte
La strage di Catania
I corpi sugli scogli
Eurosur e la Fortezza Europa

Quando si assassina col freddo e col gelo

9 febbraio 2015 Lascia un commento

Mentre tutti postate fotografie di come la neve imbianca il vostro quartiere, si muore di freddo.
Si muore di freddo bambini, si muore di freddo donne, si muore di freddo in gravidanza,
in un battello galleggiante in mezzo al nulla.
In mezzo ad un universo di acqua in cui si confida al punto di chiamarlo futuro.

I morti di oggi, assiderati durante una traversata, dopo ore di difficoltà di navigazione a largo di Lampedusa sono stati deliberatamente assassinati dalle scelte europee sui profughi e i richiedenti asilo che salpano dal nord Africa per arrivare in Europa, in questo grande vergognoso lager che è l’Europa.
I 29 morti di oggi non son morti di freddo, ma assassinati dalla scelta di sospendere anche Mare Nostrum,
che almeno le vite le salvava, anche se poi le immetteva in meccanismi repressivi e di privazione di libertà di movimento.

Si muore di freddo, nemmeno affogati, ma di freddo.
Bastava nulla per salvare quelle vite: nulla. Solamente 7 dei 29 son stati trovati morti a bordo quando i soccorsi sono arrivati: gli altri son morti mentre arrivavano verso terra.
Bastava nulla per salvare quelle vite.
Nulla.

LEGGI:
La resistenza di Kobane morirà nel mare?
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Riscoppia la rabbia a Ferguson, dopo la decisione del Gran Jury

25 novembre 2014 1 commento

Più del 60% della popolazione di Ferguson è afroamericana.
Più del 95% dei componenti della polizia è bianca.
Questo già parla chiaro. Parlano chiaro anche le dichiarazioni e le decisioni del Gran Jury che ha deciso di non procedere nei confronti del poliziotto che ha ucciso Michael Brown, 18 anni, ovviamente nero, “nessuna ragione per procedere”. Nessuna ragione per 12 persone, che -fatalità- sono 9 bianchi e 3 neri.
Nemmeno due giorni fa si è anche provato ad abbassare la media anagrafica e il ragazzo nero ucciso questa volta di anni ne aveva solo 12: giocava in un parco giochi, ma con una pistola giocattolo. Ma le pistole giocattolo sono per i bianchi.
I neri no, se le hanno son sicuramente vere, dopo una raffica di colpi si può andare a controllare.
Obama poi, nemmeno lui ha perso tempo e si è affrettato a dichiarare qualcosa di straordinariamente comico ( un po’ grottesco dalla bocca del primo presidente nero della storia degli States) “Siamo una nazione fondata sul rispetto della legge, accettiamo la decisione del Grand Jury.” Una decisione che non ci ha certo sorpreso, una decisione ovvia e quasi banale.

Il “candido” poliziotto assassino non giudicabile

Che fa vedere su cosa è fondato quel paese: sulla discriminazione tra bianchi e neri, tra classe dirigente e classe sottoproletaria, esclusa, emarginata, di altro colore o religione.

Nell’istante successivo alle parole espresse dal tribunale, migliaia di persone si sono riversate in strada e non solo a Ferguson: la risposta dello stato americano è l’invio di continui rinforzi, la chiusura dello spazio aereo sopra la città, un uso spietato di lacrimogeni, una trentina di arresti già avvenuti in una manciata di minuti, ma anche una solidarietà che non ha latitutidini nel paese: Los Angeles è travolta dalle proteste, a New York son stati chiusi tre ponti e la situazione si scalda a vista d’occhio.
A Ferguson brucia il bruciabile: auto splendenti in bella mostra dentro i concessionari ora sono in fiamme,
così come decine di negozi e quel che si trova davanti la rabbia di una comunità da sempre esclusa, da sempre orgogliosa e unita. D’altronde non vedo perché non si dovrebbe desiderare la distruzione: la distruzione totale, di tutto.
A Ferguson questo verdetto da tutti immaginato ha riportato in strada la rabbia senza scelta,
la rabbia davanti agli opliti che marciano e sparano, arrestano e vola sulle teste di una comunità che può aspirare al loro piombo e alla loro emarginazione, ma che desidera riscatto almeno per il sangue dei suoi figli uccisi senza alcun motivo.

La giornata americana sarà lunghissima, proviamo ad aggiornarci tra un po’…

Leggi anche: ucciso a 12 anni in un parco giochiDal guardian, un articolo interessante: QUI

 

Altri 500 corpi a picco nel Mar Mediterrano, uccisi da noi

15 settembre 2014 4 commenti

Il Guardian è il solo giornale che leggo volentieri,
il solo giornale che reputo faccia giornalismo, in tutto il suolo europeo.
Quest’articolo del Guardian oggi lascia senza parole, senza voce, con quella stretta d’odio che dall’aorta si fa tutto il sistema venoso, prima centrale e poi periferico.
Sì mi scorre odio in ogni piccola venuzza quando guardo il nostro mare, son cresciuta guardando le coste della mia terra come un luogo agognato di approdo,
son stufa di veder raccogliere corpi e corpicini, e di sapere che la maggior parte volano a picco verso il fondo,
per non comparire mai più.
Non son mai riuscita a veder quei corpi come corpi annegati, come cadaveri, mai una sola volta.
Ogni fottuta volta ho visto persone, storie, sguardi pieni di parole che avrei voluto ascoltare,
ogni volta ho visto la vita, la speranza di chi scappa senza nulla.

Di quei corpi mi son sempre sentita responsabile,
delle vite colate a picco di quelle persone -migliaia e migliaia di persone- vi reputo responsabili.
Ogni fottuta maledetta volta.
E questa volta il Guardian che, ripeto, non è un giornale qualunque,
ci racconta che queste 500 vite umane son state ammazzate deliberatamente...e chissà quante altre volte è successo.
Sono almeno mille dollari a persona, mille dollari a persona per 500 persone che mai arriveranno:
pagare la propria morte, di propria mano, pagarla cara, pagare con tutto quel che si possiede, con molto di più di tutto quel che si possiede.
Parlo a vanvera, sono l’antigiornalismo in persona perchè manco i fatti riesco a raccontare,
mi son stufata di farlo. Andatevelo a leggere da soli.
Voglio solo urlare, voglio abbracciare uno di quei bambini che parte sottobraccio alla mamma e la vede affogare,
vorrei dirgli qualche parola nella sua lingua, aprirgli la mia casa e la mia vita.
Vorrei poter far qualcosa, vorrei poter far qualcosa…
vorrei prosciugarlo questo maledetto mare per poter far qualcosa per voi…
voi che il mondo non saprà mai che avete un nome,
un luogo di nascita, un colore preferito, un cibo che vi disgusta e uno che vi ricorda l’infanzia.
Vorrei poter far qualcosa e poi leggo queste righe di Nawal e capisco che non posso

Ieri…
Un padre e’ venuto dalla Svezia…
Attendevo l’arrivo del figlio partito dall’Egitto…
Mi seguiva ovunque….
Mi faceva le liste delle persone che dovevano partire in treno…
Ci guardavamo come se lui fosse mio padre e io fossi in una barca forse affondata….
Gli ho detto tuo figlio arrivera’… Era una bugia…
sapevo gia’ che la barca affondata era quella egiziana e non libica….
Sono arrivati i rifugiati che hanno conosciuto i due superstiti ed hanno raccontato tutto….
Io mi sono allontanata..
Le lacrime erano acqua…..
Lui era seduto a terra….
Io avevo ancora 100 biglietti da fare….
Volevo solo scomparire….
Non potevo star vicino…
Dovevo andare……

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