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CARCERE: una ricerca sulla relazione tra suicidi e sovraffollamento

16 dicembre 2010 Lascia un commento

OSSERVATORIO PERMANENTE SULLE MORTI IN CARCERE
Radicali Italiani, Associazione “Il Detenuto Ignoto”, Associazione “Antigone”, Associazione A “Buon Diritto”, Redazione “Radiocarcere”, Redazione “Ristretti Orizzonti”

Esiste una relazione tra sovraffollamento delle carceri e frequenza dei suicidi

I suicidi in carcere fanno registrare un calo rispetto al 2009 (63 casi contro 72), ma rimangono superiori alla media del decennio (57 casi l’anno). Sono i giovani a togliersi la vita con maggiore frequenza: 17 dei detenuti suicidi avevano meno di 30 anni, 21 tra i 30 e i 40 anni, 15 tra i 40 e i 50 anni, 7 tra i 50 e i 60 anni e 2 oltre i 60 anni. Gli stranieri suicidi sono 15 (24%), mentre i detenuti stranieri sono il 36% della popolazione detenuta. Riguardo al metodo utilizzato per i suicidi, l’impiccagione è al primo posto (53 casi), mentre 7 detenuti si sono uccisi asfissiandosi con il gas, 2 avvelenandosi con i farmaci, 1 tagliandosi le vene.

Ricerca sulla relazione tra sovraffollamento e suicidi (il dato sulle presenze è del 6 dicembre)

Esiste una relazione tra sovraffollamento delle carceri e frequenza dei suicidi: questo è il risultato di una elaborazione effettuata dall’Osservatorio permanente sulle morti in carcere a seguito dell’ultimo caso, che si è verificato la scorsa notte a Sollicciano.
Abbiamo preso in considerazione soltanto gli istituti di pena nei quali nel 2010 sono avvenuti almeno 2 suicidi, in quanto un singolo episodio può essere ricondotto a situazioni personalissime che poco hanno a che fare con le condizioni di vita di un determinato carcere. Se invece i suicidi si ripetono con una certa frequenza (fino al caso limite di Sulmona, con 11 suicidi in 5 anni), è difficilmente contestabile l’esistenza di un “fattore ambientale” nel verificarsi di queste tragedie.
Raggruppando le 9 carceri dove sono accaduto almeno 2 suicidi nel corso dell’anno vediamo che il tasso medio di sovraffollamento è del 176% (contro un dato nazionale del 154%) e la frequenza dei suicidi è di 1 caso ogni 415 detenuti, mentre la media nel sistema penitenziario italiano è di 1 su 1.090.
In sintesi estrema: in 9 carceri, dove l’affollamento medio è del 22% oltre la media nazionale, si è registrata una frequenza dei suicidi più che doppia rispetto al complesso della popolazione detenuta.
Nel 2010 il tasso suicidiario più elevato è quello del carcere di Catania Bicocca (1 suicidio ogni 117 detenuti), seguito da quelli di Siracusa e di Sulmona. Una conferma dell’esistenza di un “fattore ambientale” viene anche dall’analisi dei dati del quinquennio 2006-2010: la frequenza maggiore di suicidi si è registrata a Sulmona, al secondo posto Catania Bicocca, al terzo posto Lecce.

La ricerca nel dettaglio

176% – media sovraffollamento nelle 9 carceri considerate
154% – media sovraffollamento tra tutte le carceri italiane
1 ogni 415 detenuti: frequenza dei suicidi nelle 9 carceri considerate
1 ogni 1.090 detenuti: frequenza dei suicidi tra tutte le carceri italiane

1.      Catania “Bicocca”: 2 suicidi su 234 detenuti nel 2010 = 1 ogni 117 (sovraffollamento al 165%)
2.      Siracusa: 4 suicidi su 515 detenuti nel 2010 = 1 ogni 128 (sovraffollamento al 166%)
3.      Sulmona: 3 suicidi su 444 detenuti nel 2010 = 1 ogni 148 (sovraffollamento al 147%)
4.      Reggio Emilia: 2 suicidi su 314 detenuti nel 2010 = 1 ogni 157 (sovraffollamento al 188%)
5.      Padova Casa Reclusione: 3 suicidi su 848 detenuti nel 2010 = 1 ogni 282 (sovraffollamento al 193%)
6.      Firenze Sollicciano: 2 suicidi su 1.025 detenuti nel 2010 = 1 ogni 512 (sovraffollamento al 206%)
7.      Roma Rebibbia: 3 suicidi su 2.035 detenuti nel 2010 = 1 ogni 678 (sovraffollamento al 136%)
8.      Napoli Poggioreale: 3 suicidi su 2.684 detenuti nel 2010 = 1 ogni 894 (sovraffollamento al 159%)
9.      Lecce: 2 suicidi su 1.551 detenuti nel 2010 = 1 ogni 775 (sovraffollamento al 228%)

*Il carcere dove quest’anno sono avvenuti più suicidi è Siracusa (4). L’Istituto ha 309 posti, i detenuti presenti sono 515, per un tasso di sovraffollamento del 166%. La frequenza dei suicidi durante l’anno è stata di 1 ogni 128 detenuti presenti.
*A Sulmona nel 2010 sono avvenuti 3 suicidi (con 11 casi dal 2006 ad oggi l’istituto fa registrare il più alto tasso di suicidi in Italia nel quinquennio). Il carcere ha 300 posti, i detenuti sono 444, per un tasso di sovraffollamento del 147%. La frequenza dei suicidi durante l’anno è stata di 1 ogni 148 detenuti presenti.
*3 suicidi anche nella Casa di Reclusione di Padova, 439 posti e 848 detenuti, per un tasso di sovraffollamento del 193%. La frequenza dei suicidi durante l’anno è stata di 1 ogni 282 detenuti presenti.
*Anche a Poggioreale (Napoli) e a Rebibbia (Roma) si sono registrati 3 suicidi, ma su popolazioni detenute molto più numerose (rispettivamente 2.684 e 2.035, con frequenze di 1 suicidio ogni 894 e 678 presenti).
*Reggio Emilia (2 suicidi su 314 detenuti) è al terzo posto nella frequenza suicidiaria, ma anche al primo posto per tasso di sovraffollamento, che raggiunge il 188%.
*Catania “Bicocca”, con 2 suicidi su 234 detenuti, ha il tasso più elevato d’Italia nel 2010, mentre dal 2006 i casi sono stati complessivamente 5, collocando il carcere al secondo posto (dopo Sulmona) come frequenza dei suicidi nel quinquennio. Il sovraffollamento è del 165%.
*Il carcere di Sollicciano ha avuto 2 suicidi nel 2010, 8 negli ultimi 5 anni. I detenuti sono 1.025 a fronte di una capienza di 497 posti (sovraffollamento del 206%)
*Lecce ha 650 posti e 1.551 detenuti, con il tasso di sovraffollamento più elevato in Italia, il 228%. I suicidi nel 2010 sono stati 2, con una frequenza di 1 ogni 775 presenze. Dal 2006 ad oggi si sono registrati 11 suicidi, con una frequenza che pone il carcere al terzo posto dopo Sulmona e Catania Bicocca.

 

Martedi 14 c’erano degli infiltrati ma sedevano sui banchi del parlamento (via Insorgenze)

16 dicembre 2010 7 commenti

Non se ne può più…
ieri sono diventata matta sui social network, litigando un po’ con tutto il mondo (anche quello apparentemente intelligente) impegnato a vedere infiltrati ovunque.
Gente che si guarda tutte le scarpe dei manifestanti, che guarda bordi di maniche di giubbotti e colori dei guanti pur di non ammettere che il 14 la rabbia di una massa non da poco di giovani, studenti e non , è scoppiata. Senza remore, senza capi, senza organizzazione: con una spontaneità che va capita, che va sostenuta e fatta crescere.
E invece, abbiamo fatto arrestare un 16enne per dimostrare che non era infiltrato!
Che schifo!

Vi posto un articolo di Paolo, che parla dei veri infiltrati.
E poi, basta guardare la vignetta sulla prima pagina del Manifesto per oggi per capire da quale parte stare.
Bhè, VAURO è un nemico: PUNTO!

Anna Finiocchiaro del Pd e Oliviero Diliberto del Pdci denunciano la presenza di provocatori confusi tra i dimostranti. Ancora una volta la leggenda dell'infiltrato serve alla sinistra istituzionale per esorcizzare la propria inutilità politica Paolo Persichetti Liberazione 16 dicembre 2010 Gli unici infiltrati che sono stati visti martedì 14 a Roma sedevano in parlamento nei banchi dell’opposizione. I loro nomi sono noti a tutti, si tratta dei d … Read More

via Insorgenze

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