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Tunisia…siamo arrivati a 66 morti


Ci sono 58 nomi e cognomi, quindi almeno questo numero purtroppo si può confermare. Cinquantotto morti ammazzati dalle pallottole e dalla repressione del governo, della polizia e dell’esercito tunisino, dall’inizio dei tumulti contro il carovita, iniziati il 17 dicembre scorso.
E’ al-Arabiya che, citando fonti di alcune organizzazioni per i diritti umani tunisine, ci racconta nome per nome gli ultimi minuti di questi giovanissimi uccisi. E’ lo stesso Souhayr Belhassen, presidente del FIDH (Federazione internazionale delle leghe dei diritti dell’uomo) a dirci che a questo bilancio vanno aggiunti altri otto nomi, di persone uccise nel corso della lunga notte precedente, nella periferia di Tunisi.
Oggi ci sono stati diversi momenti di scontri finchè l’esercito non ha deciso di battere in ritirata lasciando nel centro città la gestione alle poche camionette di polizia posizionate nei punti nevralgici: poco fa è ricominciato un finto lancio di lacrimogeni intorno a Rue de Rome dove centinaia di manifestanti stavano tentando di arrivare ad Avenue Bourguiba. La situazione più critica stamattina sembra essere a Biserta, città vicino a Tunisi dove l’esercito è schierato per le strade da ieri sera in modo massiccio: le agenzie di tutto il mondo non fanno altro che battere notizie sui saccheggi che sono avvenuti nella cittadina appena la polizia s’è ritirata per lasciare mano libera all’esercito, che non sta ancora intervenendo.
Poco dopo però (lo riferisce l’Ansa) alcune decine di giovani hanno formato un corteo spontaneo per tentare di fermare i saccheggi e la distruzione dei negozi: molti tra la popolazione sostengono che siano stati organizzati e pianificati dalla polizia, «Non vogliamo saccheggi, la polizia è andata via perchè qualcuno li potesse fare. Noi non vogliamo saccheggi, sono atti premeditati». Non fanno altro che ripetere questo.
Sousse invece, terza città del paese, posizionata sulla costa mediterranea, sta vivendo un partecipato sciopero generale, indetto dai sindacati di Ugtt a sostegno del movimento di protesta che sta infiammando la Tunisia: domani a Tunisi sono previste due ore di sciopero generale. La rivolta sta avvolgendo anche località famose perchè importanti centri turistici: ieri anche ad Hammamet si sono registrati due morti, mentre a La Marsa e Sidi Bou Said la situazione sta rapidamente precipitando. Forse con questi nomi e queste località in fiamme il mondo si accorgerà di qualcosa.
Yalla Shabab, non vi lasciamo soli

AGGIORNAMENTI QUI

  1. 13 gennaio 2011 alle 14:58

    Carissima Baruda, sei davvero uno dei pochissimi a parlarne. Io sto cominciando adesso, molto dopo di te.

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  2. Doriana Goracci
    13 gennaio 2011 alle 15:25

    mi rivolgo a te Miguel, non a Baruda…lei sa bene e da anni pratica la Rete e la Strada…
    dal 28 dicembre tento con le Redazioni Partecipative…,che valutano vagliano moderano…chiudono le porte anzichè aprirle, di far passare “pezzi” sulla Tunisia.ho per mia fortuna un canale Reset Italia e Facebook, si Miguel,quello che fa schifo a tante e tanti…
    1)Mas Que Nada dalla Tunisia con Merry Crisis
    2) Tunisia e le Voci…di chi lotta
    3) Tunisia a pezzi Howl Urlo Url
    e nessuno mi paga, tantomeno compro…un abbraccio a te a valentina e a tutti i piccoli Nilo del mondo.
    http://www.reset-italia.net/author/doriana/

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  3. 13 gennaio 2011 alle 15:35

    per Doriana,

    In effetti mi ricordo di un tuo bellissimo intervento sulla Tunisia, uno dei primi ad avermi colpito. Grazie!

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  4. 13 gennaio 2011 alle 18:21

    Ho citato Baruda e Doriana qui

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  5. 13 gennaio 2011 alle 18:53

    Grazie Miguel!

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