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Arresti di compagni anarchici a Firenze, dopo Bologna


Intorno alle 6 del mattino le abitazioni di diversi compagni e compagne attivi a Firenze sono state invase dagli operatori della repressione per mettere in atto una nuova tappa nell’attacco all’Anarchia. Come recentemente avvenuto a Bologna, anche in questo caso, lo strumento utilizzato per colpire e arrestare dei compagni, è il reato di associazione a delinquere. Da quanto possiamo apprendere dalle veline diffuse dai media di regime, questa volta avrebbe assunto una nuova declinazione: se per i compagni bolognesi l’accusa era inizialmente di “associazione a delinquere con finalità eversive”, questa volta si tratterebbe, con uno strano avvitamento, di “associazione a delinquere finalizzata all’istigazione a delinquere”, sostenuta da reati specifici quali occupazione abusiva di edifici pubblici, danneggiamento, deturpamento e imbrattamento di beni immobili, resistenza, violenza e oltraggio a pubblico ufficiale, interruzione di pubblico servizio e violenza privata.
Da notare come questo attacco al movimento anarchico e studentesco fiorentino, oltre ad avere evidenti promotori nell’amministrazione locale, abbia coinvolto gli apparati centrali della repressione italiana come esplicitato in questo estratto:
“I provvedimenti sono stati eseguiti dalla Digos e coordinati dalla
Direzione centrale della polizia di prevenzione (Ucigos). […] All’indagine hanno contribuito anche i
servizi segreti (Aisi) con il loro supporto informativo.” [Ansa.it]

Sommare reati specifici di scarsa rilevanza penale e riunirli sotto il cappello del reato associativo, sembra essere una strategia da somministrare a livello nazionale, coinvolgendo direttamente i centri nevralgici della repressione, per scardinare le realtà di conflitto, dissenso e controinformazione presenti nelle diverse città.
Attacchi di questo tipo denotano la paura che si instilla nel Potere Democratico, nell’osservare come certe pratiche e certe relazioni, riproducibili e moltiplicabili, possano disturbare i riti e le maschere con i quali cerca di celare una realtà di oppressione e violenza.

Solidali con i compagni di Firenze
informa-azione
  1. Doriana Goracci
    4 maggio 2011 alle 12:22

    Ho aggiornato anche io un certo mio pezzo, scritto ieri che ha per titolo Les nouveaux anarchistes dove chi quando il tuo stile? Per il libro di Piero Pieri, professore all’Università di Bologna, LES NOUVEAUX ANARCHISTES, ATTI INTOLLERABILI DI DISPERAZIONE A BOLOGNA. Lo Stile, non si è fatto attendere…L’autore del “racconto di vita, ieri, aveva così commentato su Reset Italia:”…Ho scritto un romanzo e come romanzo deve essere letto, ma è anche un romanzo politico, uno sguardo sulla realtà di questa generazione a cui stanno rubando il futuro. Una generazione a cui si regalano oggi cellulari per togliere domani la pensione. E’ anche un romanzo dove ogni ragazzo ha il suo carico di dolore e di morte, la sua particolare stategia di sopravvivenza. Dove la violenza dello Stato è presente con la sua cieca abiezione. Un romanzo di carnefici e di vittime: di boia e di capri espiatori. E’ anche un romanzo che parla i linguaggi contemporanei e che entra nella testa del lettore fin dalla prima pagina. Perché, come mi scrivono chi lo ha letto, i personaggi sono carne viva, soggetti di una contemporaneità percepita da tutti coloro sensibili al disagio dei giovani. E, a fine lettura, al lettore rimane il rimpianto di non avere più il contatto con quei ragazzi che aveva incominciato ad amare.” Tanto per mettere nero su bianco. Grazie Baruda. http://www.reset-italia.net/2011/05/03/les-nouveaux-anarchistes-dams-bologna-anarchic/
    Al link, gli appuntamenti nel Lazio di questa settimana, per il libro…

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  2. 7 maggio 2011 alle 10:27

    Vi vorrei mandare delle cose che ho critto, dove le posso inviare?
    ‘Amor Y Rabia’

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  3. 7 maggio 2011 alle 10:43

    Al mio indirizzo di posta baruda@hotmail.it

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  1. 7 maggio 2011 alle 15:10

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