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Archive for 31 maggio 2011

Una lettera da Rebibbia femminile

31 maggio 2011 2 commenti

Carissime e carissimi,

Vi informo che da oggi, lunedì 23 fino a mercoledì 25 maggio, la sezione di alta sicurezza A1 e A2, inizierà uno sciopero del carrello e della spesa in solidarietà alle altre carceri italiane che già lo hanno iniziato da un po’ per denunciare il sovraffollamento e la situazione interna a cui le carceri devono far fronte ogni giorno.
Questa richiesta è venuta dal partito politico dei radicali, che, come ogni partito politico, non ha di certo reale interesse a mettere in evidenza il problema del carcere in sé, come struttura e istituzione, ma cerca come tutti di ammortizzare la situazione esplosiva interna, frutto di un sistema sociale malato. Sapete già il mio punto di vista riguardo questa mobilitazione… di certo non credo che uno sciopero, partito poi da un gruppo di politicanti di merda come quello dei radicali, possa risolvere i problemi interni al carcere (essendo la struttura e ciò che la mantiene il problema), semmai ci vorrebbe, a mio parere, un tipo di lotta differente, più incisivo e dannoso alla struttura, una lotta, poi, che dovrebbe nascere dai/dalle detenuti/e stessi/e.

Comunque la sezione ha voluto dare il suo contributo, in maniera simbolica con questi 3 giorni, ad un metodo che ancora lega varie carceri italiane, che fa da filo conduttore tra reclusi e recluse. In ogni caso, sappiate che le detenute della sezione comuni hanno apprezzato assai la vostra presenza sotto questo fottutissimo penitenziario! Quelle urla di supporto morale (mi è giunta voce) hanno scaldato il cuore e gli animi, rafforzando la mobilitazione partita oggi.Peccato invece che in questo bunker di cemento in cui stiamo noi della massima sicurezza non sia arrivato il suono della vostra voce! Dio cane, mannaggia a loro! Poco o niente… a me ieri mi è parso di sentire qualche cosa subito sfumato nell’idea fosse la tv di qualche ragazza… vabbuò fa piacerissimo lo stesso sapere che ci siete stati e sopratutto che si continui quotidianamente con la lotta esterna.

Queste sezioni sono veramente la riproduzione del modello attuale di controllo che c’è fuori. Pur essendoci lasciato “campo libero” per via delle celle aperte dalle 8 alle 20, con spazi come la saletta per la socialità, la biblioteca (ben fornita grazie alla gestione di una compagna), la palestra (che comunque non ha strumenti funzionanti) e l’aria decorata con giardino e alberi, vige un elevatissimo studio e controllo di ogni nostro movimento! Ci stanno telecamere ad ogni angolo dei bracci, in ogni sala almeno 2, solo all’aria se ne contano 7! Ogni cazzo di nostra abitudine, spostamento è monitorato da questo occhio elettronico, non c’è un minimo angolo d’intimità: o sei guardata, o sei ascoltata (nelle celle, almeno quelle delle A2, sicuro ci sono i microfoni)… certo il carcere è questo, sei nella tana del lupo.

D’altronde il motivo è chiaro, come fuori, anche dentro si cerca e si vuole prevenire ogni forma di ribellione e/o “disagio interno”… diciamo che questo è proprio l’esempio più vicino e lampante (rispetto le detenzioni passate) del sistema sociale che c’è fuori attualmente. Ognuna diviene controllore di se stessa, sapendo di essere controllata ad ogni minima mossa, il tutto poi rafforzato dal fatto che ti concedono certe “comodità” come contentino per zittire ed evitare che possa nascere anche un barlume di ribellione interna. Il capo posto, dalla sua minchia di saletta monitor osserva in tempo reale ogni spostamento e abitudine d’ognuna. Per questo le sbirre in sezione non si vedono quasi mai, la loro presenza serve poco o niente (anzi con il fatto che non le vedi, aiuta ad evitare possibili conflitti con “il nemico più vicino”). Inizialmente vedendo le celle aperte mi sentivo più “libera”, (non mi era mai capitato!), ma dopo soli due giorni ti rendi conto del motivo di tutto questo.
Il gioco non vale la candela. I pochi metri in cui ti concedono di circolare stufano subito! Questo è un carcere dentro il carcere. Per chi conosce i penitenziari sa bene che le sale in comune: quella dell’avvocato, quella dei colloqui, matricola e via discorrendo, per raggiungerle se tu detenuto/a a doverti spostare; qua invece no, avvocati, colloqui, infermeria sono tutte all’interno di queste due piccole sezioni (in tutto le celle sono 8 contando pure le nostre 3 dell’A2) da questo spazio non ti muovi! Pure la matricola se deve notificare qualche cosa viene da te e non tu al suo cazzo di ufficio! Insomma veramente un mini carcere dentro al carcere.

La sezione spesso viene mostrata a consiglieri regionali e minchioni vari, presentata da sbirri e giornali come esempio di inserimento e integrazione del detenuto; come sezione modello per il fatto che dimostra come il carcere serva e funzioni, appunto, a reinserire… perchè in effetti è quello che fa, farti tornare un buon ingranaggio (grazie proprio all’accettazione conscia o inconscia della routine carceraria). Vabbè ragà quello che volevo fare era descrivere la sezione della massima qua a Rebibbia date che io, come molte altre persone fuori, ne sapeva ben poco.

Per il momento vi saluto.
Vi abbraccio con il cuore sempre per la completa libertà!
Saluto tutti/e i/le miei/e compagni/e, sia quelli/e con obblighi imposti e indagati/e a piede libero, sia quelli/e trasferiti/e ultimamente in altre carceri del nord. Al di là della distanza, quello che ci lega è molto più forte!
Abbraccio i compagni e la compagna detenuti in Svizzera e chiunque fuori continua la lotta contro uno stato di mega controllo sociale, che è appunto lo stato capitalista. 
Forte nell’animo e nel core!
Con i detenuti e le detenute in lotta!
Madda,

Rebibbia 23 maggio 2011

Notizie greche: da Syntagma al compagno Yianni

31 maggio 2011 1 commento

ECCO LE DECISIONI DELL’ASSEMBLEA POPOLARE DI SYNTAGMA, PIAZZA DIFRONTE AL PARLAMENTO GRECO AD ATENE, OCCUPATA DA GIORNI DI MOBILITAZIONI. POI UN PO’ DI NOTIZIE, BUONE FINALMENTE, SULLA SALUTE DI YIANNI, COLPITO QUASI A MORTE DAI M.A.T

Decisioni dell’assemblea popolare di Syntagma  – 29 maggio 2011 

Prossime mobilitazioni

  • Lunedi 30 maggio a mezzogiorno, viali Stadiou e Sofokleous : sostegno ai lavoratori presso la Banca Post contro la privatizzazione
  • Lunedi 30 maggio, Campo di Marte (Alexandras e Patision Avenue): Dimostrazione attraverso i quartieri per finire a piazza Syntagma
  • Martedì 31 maggio, piazza Karaiskaki all Pireo: Supporto ai lavoratori portuali in lotta contro la vendita del porto
  • Appello per assemblee popolari nei quartieri per promuovere il coordinamento tra la gente e l’assemblea. Lunedi 1 giugno, manifestazione con le pentole verso piazza Syntagma.
  • Giovedi 2 giugno, piazza Klauthmonos, ore 11: sostegno dei lavoratori delle telecomunicazioni in sciopero nazionale.
  • 2 giugno, Propilei: contemporaneamente, dimostrazione del comparto istruzione
  • Sabato 4 giugno, ore 11, piazza Klauthmonos: manifestazione dei lavoratori e sostegno all’ ATENE PRIDE
  • Appello alle assemblee di studenti nelle scuole e nelle università il Martedì e Mercoledì per concludere la loro manifestazione a piazza Syntagma
  • Domenica 5 giugno, appello per la ripetizione della giornata europea della rivolta o, se possibile, per una giornata globale. Bando di partecipazione a tutte le mobilitazioni dei lavoratori ‘nei prossimi giorni.
  • Appello a tutti i gruppi per l’organizzazione e il coordinamento delle azioni anti-fasciste nei giorni seguenti.
  • Appello  per azioni alla stazione della metropolitana Syntagma.

DEMOCRAZIA DIRETTA ORA
UGUAGLIANZA GIUSTIZIA DIGNITA ‘
La sola lotta perdente è quella che non si combatte

FOTO DI VALENTINA PERNICIARO_BARUDA_ Atene: ASSASSINI!

Yiannis Kafkas, il compagno ferito gravemente alla testa dalla polizia antisommossa (MAT) durante la manifestazione per lo sciopero generale
dell’ 11 marzo scorso, ad Atena, ha lasciato l’ospedale lunedì scorso. Yiannis era stato colpito presumibilmente da un estintore in dotazione
alle MAT per difendersi dal lancio di molotov da parte dei dimostranti.  E’ rimasto diversi giorni tra la vita e la morte, dopo l’operazione al
cranio cui era stato sottoposto per rimuovere un grave ematoma.
Fuori dell’ospedale lo ha accolto un gruppo di persone con uno  striscione in cui si legge:
“La solidarietà è la nostra forza – Yianni, testadiferro”.

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