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Ad Aqil Srour, morto per difendere la sua terra e il diritto ad esistere


GRAZIE AL SITO FREEPALESTINE.NOBLOGS.ORG

Dal sito del villaggio di Ni’lin

In memoria di un eroe: 5.06.2012 il terzo anniversario dall’assassinio di Aqil Srour

Aqil Srour, un eroe uguale a migliaia di altri, nasce il 24 aprile 1972 e cresce in West Bank nel villaggio di Ni’lin. Sua madre muore quando lui ha solo un anno e sia lui che i suoi 3 fratelli e le sue 2 sorelle crescono con il padre. Durante la prima Intifada, nel 1994, Aqil viene arrestato e condotto in una prigione militare sionista. Il padre morì senza poterlo mai più rincontrare.

Aqil, l’eroe, ha dedicato l’intera vita alla lotta per liberare la Palestina dall’occupazione israeliana, alla sua gente, venendo arrestato in 5 occasioni dalle forze d’occupazione israeliane. La prima volta viene arrestato durante la Prima Intifada e questo arresto l’ha costretto a passare 4 anni in una prigione militare israeliana.  Il suo ultimo arresto è stato durante la lotta contro la costruzione della barriera di segregazione a Ni’lin, iniziata nel 2008, e questa volta ha passato 4 mesi e mezzo in prigione ed stato costretto a pagare una sanzione di 2000 $, una somma enorme per qualsiasi palestinese. Nella sua vita ha trascorso più di 6 anni in prigioni militari come Majeddo, Jalbou, Negeve e Ofer dove è stato soggetto di molteplici brutalità durante gli interrogatori. E’ stato inoltre internato in cella d’isolamento sotto terra nella prigione di Almasqubya, vicino Gerusalemme.

Dopo la Seconda Intifada si è sposato e ha avuto 4 bambin*, la più piccola di loro ha 3 anni e si chiama Ramees.

Mentre il muro di segregazione era in costruzione sulle terre del suo villaggio, la casa di Aqil ha subito diverse brutali incursioni da parte delle forze d’occupazione israeliane.  Suo fratello maggiore con problemi mentali è stato colpito nell’occhio sinistro con un proiettile rivestito di gomma sa non più di 15 metri di distanza il 30 ottobre 2008, mentre i soldati israeliani invadevano il villaggio di Ni’lin. Il comandante dell’esercito israeliano ha ordinato di sparare al fratello di Aqil a distanza ravvicinata mentre lui stava gridando ai soldati chiedendo le motivazioni dell’arresto di Aqil.

Aqil Srour è stato costantemente preso di mira dalle forze occupanti dal primo momento in cui è iniziata la lotta contro la costruzione della barriera a Ni’lin. Gli hanno più volte sparato addosso durante le manifestazioni pacifiche. Solo due settimane prima di essere assassinato aveva riportato ferite dopo essere stato colpito in faccia da un candelotto di lacrimogeno.

Il 5 giugno 2009, Aqil è stato colpito al cuore con un proiettile calibro 0.22, un tipo di munizione considerata illegale dal diritto internazionale, mentre stava soccorrendo un ragazzo di 16 anni di nome Muhammed Mousa. Muhammed era stato colpito nello stomaco dallo stesso tipo di munizione e quando Aqil ha raggiunto il ragazzo è stato colpito da un cecchino della polizia di frontiera israeliana (Israeli border police). Aqil è morto prima di raggiungere l’ospedale, poco più di due mesi dopo il suo rilascio dalla prigione militare di Ofer. La sua figlia più piccola, Ramees, doveva ancora venire alla luce e lui non l’ha mai potuta conoscere.

Il martire Aqil Srour non ha mai accettato l’umiliazione di vivere sotto la costante occupazione, non è il futuro che voleva per i suoi figli. Uccidendo Aqil le forze di occupazione israeliane hanno anche lasciato crescere dei bambini senza l’amore del padre.

Aqil è sempre stato amato dalla popolazione di Ni’lin ed è sempre stato disposto ad aiutare chi ne aveva bisogno. Vive nella mente e nel cuore dei suoi amici e nella memoria collettiva dell’intero villaggio di Ni’lin. Aqil non verrà mai dimenticato e la sua memoria vivrà a lungo dopo la caduta dell’occupazione.

L’occupazione israeliana pagherà per l’uccisione di innocenti e pacifici manifestanti come Ahmad Mousa, Yousef Amireh, Muhammed Khawaja e Arafat Kawaja che sono stati brutalmente uccisi durante manifestazioni pacifiche a Ni’lin in poco più di un anno. Questi omicidi rafforzeranno la determinazione della popolazione di Ni’lin. La lotta continuerà finchè il muro di segregazione non cadrà e l’occupazione non terminerà.

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  1. 11 giugno 2012 alle 21:02

    Passanti tra parole fugaci

    O voi, viaggiatori tra parole fugaci

    portate i vostri nomi,

    ed andatevene.

    Ritirate i vostri istanti dal nostro tempo,

    ed andatevene.

    Rubate ciò che volete dall’azzurrità del mare

    e dalla sabbia della memoria.

    Prendete ciò che volete d’immagini,

    per capire che mai saprete

    come una pietra dalla nostra terra

    erige il soffitto del nostro cielo.

    O voi, viaggiatori tra parole fugaci

    da voi la spada … e da noi il sangue

    da voi l’acciaio, il fuoco … e da noi la carne

    da voi un altro carro armato … e da noi un sasso

    da voi una bomba lacrimogena … e da noi la pioggia.

    E’ nostro ciò che avete di cielo ed aria.

    Allora, prendete la vostra parte del nostro sangue,

    ed andatevene.

    Entrate ad una festa di cena e ballo,

    ed andatevene.

    Noi dobbiamo custodire i fiori dei martiri.

    Noi dobbiamo vivere, come desideriamo.

    O voi, viaggiatori tra parole fugaci.

    Come la polvere amara, marciate dove volete

    ma non fatelo tra di noi, come insetti volanti.

    L’aceto è nella nostra terra finché lavoriamo,

    mietiamo il nostro grano, lo annaffiamo

    con le rugiade dei nostri corpi.

    Abbiamo qui ciò che non vi accontenta:

    un sasso … o una soggezione.

    Prendete il passato, se volete, e portatelo

    al mercato degli oggetti artistici.

    Rinnovate lo scheletro all’ upupa, se volete,

    su un vassoio di terracotta.

    Abbiamo qui ciò che non vi accontenta:

    abbiamo il futuro….e abbiamo

    nella nostra terra, ciò che fare.

    O voi, viaggiatori tra parole fugaci.

    Ammassate le vostre fantasie in una

    fossa abbandonata, ed andatevene.

    E riportate le lancette del tempo

    alla legittimità del vitello sacro

    o al momento della musica di una pistola !

    Abbiamo qui ciò che non vi accontenta

    abbiamo ciò che non c’è in voi:

    una patria sanguinante

    un popolo sanguinante, una patria

    adatta all’oblio o alla memoria ….

    O voi, viaggiatori tra parole fugaci.

    E’ giunto il momento che ve ne andiate

    e dimoriate dove volete, ma non tra noi.

    E’ giunto il momento che vi ne andiate

    e moriate dove volete, ma non tra noi.

    Abbiamo nella nostra terra, ciò che fare

    il passato qui è nostro.

    E’ nostra la prima voce della vita,

    nostro il presente … il presente e il futuro

    nostra, qui, la vita …e nostra l’eternità.

    Fuori dalla nostra patria …

    dalla nostra terra … dal nostro mare

    dal nostro grano … dal nostro sale

    dalla nostra ferita …da ogni cosa.

    Uscite dai ricordi della memoria

    O voi, viaggiatori tra parole fugaci !….

    Mahmud Darwish

  1. 12 giugno 2012 alle 10:41

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