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Doni culinari avvelenati: tentata strage di una famiglia romena. Muore un bimbo di 5 anni.


Una notizia che da quando ho letto mi ha piantato nello stomaco una nausea rabbiosa.
Non si riesce nemmeno a leggere fino alla fine, perché inizia con un bimbo di 5 anni morto avvelenato, e dei suoi fratelli più grandi, fuori pericolo da poco ma sofferenti di atroci dolori da giorni.
Il tutto per un avvelenamento avvenuto con dinamiche che lasciano basiti.
Una scatola di cioccolatini richiusa malamente, una bottiglia di vino e tre arance, tutto lasciato sull’uscio della porta di casa di questa famiglia romena, in un paesino della provincia di Agrigento:
i bambini si sono avventati gioiosi su quei cioccolatini donati da chissà chi, il più piccolo dai racconti era così euforico che ha fatto in tempo ad iniziare il secondo prima di cominciare a contorcersi, seguito anche dai due fratelli maggiori poco dopo. Poi il calvario nei vari ospedali…e il più piccolo non ce l’ha fatta.

Avvelenati da un potente pesticida, facilmente reperibile nelle campagne.
Anche il vino conteneva lo stesso pesticida, le dosi erano quelle adatte ad una strage: la famiglia romena andava eliminata.
Forse un giorno ce ne racconteranno il motivo: per ora resta il vomito e la rabbia.
Ciao Sebastian.

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  1. davide steccanella
    20 marzo 2013 alle 09:56

    Quella estate del 2005 in cui sono andato a fare il volontario in Romania (a Sighet)

    (testo scritto il 23.08.2005 su stecca.net dal titolo “Appena tornato…”)

    Detto e stradetto: non si può descrivere a chi non c’era quello che abbiamo vissuto in quei giorni, in quel paese e con quelle persone, non credo di avere mai vissuto una partenza più straziante e al contempo più salutare, e dico “salutare” perchè la nostra vita, e mi viene da dire purtroppo, non è quella di Sighet, dove i sonni sereni della notte sono il prodotto dei giorni magici che l’incredibile affetto di quella gente sa trasmetterti dal primo momento in cui arrivi a quello in cui sali sul pullman per la drammatica partenza. Non rimane che il difficile compito, per chi torna, di sapere tesaurizzare nella vita di ogni giorno i tanti insegnamenti che quella esperienza e quei volti ti hanno dato, senza chiedere nulla in cambio, facendoti semplicemente divertire insieme a dei ragazzi stupendi che quindi esistono, e che mi hanno confermato che non è vero che il mondo non è buono, anzi, quando vuole il mondo è il posto più buono del…mondo !!!
    Ci sono gli “angeli” a Sighet, lo si è detto, e sono i tanti bambini e ragazzi che la popolano, ma d’estate arrivano anche altri angeli, che sono poi tutti quelli che hanno capito che se stai bene con gli altri stai bene con te stesso e che non occorrono grandi cose per essere felici e noi tutti lassù siamo stati felici e lo si vedeva, e infatti tornano dai loro angeli di Sighet appena possono…
    E allora non resta che qualche flash di ritorno buttato un pò lì come fossero foto appena sviluppate che prima di raccogliere in un album affronti con sguardo di insieme, e quindi elencherò alcune delle immagini che mi sono rimaste impresse di questa incredibile vacanza perchè tale è stata anche se si lavorava un casino, ma fallo capire a chi non c’era….
    La dolcezza della Lina in chiesa “ostaggio” di Ishvam, bello come il sole, biondo, occhi azzurri che la voleva tutta per lui e lei lo sapeva e lo voleva assecondare.
    Quella macchina ferma, zeppa di bimbi, da Anka a Bobi, che mi chiama a gran voce mentre cammino “Davide, davide….”.
    Le colazioni mattutine con Nello, non parla una parola di italiano e io non una di rumeno, eppure comunicavamo, lui così adulto e così ancora bimbo se glielo lasciassero ancora essere ogni tanto.
    Sabrina, che si mette in gioco coi diciassettenni, e mi raccomanda Ana, una donna, bella, compressa tra fratellini troppo piccoli, e che non si alza dal letto, poi le canti una canzone di Dalla che la nomina e alla sera prega per te dalle suore, da quella suor Bianca che non conoscevo e che voleva cacciarmi via perchè mi aveva scambiato per un muratore rumeno: “ah beh, fate qualcosa di utile ogni tanto allora…” ecco le sue sole parole, il resto sono fatti e da anni (che donna !!!).
    Il pianto dirotto e finalmente fanciullo del “duro” Sebi al momento della partenza, gli occhi di Armando e la sua faccia ogniqualvolta gli davo la fisherman forte, il saluto con il “grande” Claudio Ciao sigarett, la stessa felpa per tutto il tempo, lo stesso cappellino, la stessa faccia da buono, sempre.
    I bambini della acsa 3 belli, straordinari, pieni di vitalità, già meno “viziati” di quelli della casa famiglia 2 che sono dei previlegiati ma chi ridarà loro quel pregresso che si portano dietro, e allora penso a Ioanna, bellissima e lo sa già, a Denise, rom intuitiva e la sua maestra che ci dice che è un pò indietro….averne di bimbe così, il mio Andrej, straordinario un pò il mio preferito e non si dovrebbe dire, Miai che faccia, la più espressiva mai vista, e poi anche la sorella Andrea, e poi la grande della casa e i piccolini, magici, Marcel, Manu e Ciprian che soggetti…memorabili.
    Daniel, disegna, gioca a calcio, suona, fa tutto, è un iperdotato come i mitici gemelli Romolus e Remus dell’Orfanatrofio, educatissimi, affettuosi, qui da noi sarebbero dei grandi, lo sono anche là, non se la tirano perchè sono belli dentro.
    Altri ragazzi dei copi…Denisa, Cristina e poi Rafael, l’idolo di tutti, un cervello in costruzione, già elaborato, incredibile, un giorno mi regala un suo lavoro pazzesco, tante piccole bottiglie piene di prodotti naturali della terra, mi fa piangere quel rom che balla Britney Spears e canta struggenti canzoni della sua terra …
    Poi i romeni italianizzati, il magico Alex e lo sveglio Petre, gran tiro, il mio nuovo amico Gheorghe, un amico vero di quelli che ti porterai dentro per sempre, maturità spaventosa in un quindicenne, bontà di animo che la si legge in quegli occhi e in quei baffetti accennati di adolescenza, mi ha insegnato più lui in pochi giorni che altre persone in 20 anni, prima di partire mi ha regalato la immagine di San Giorgio, è lui….!!!
    Le mie amiche della casa uno, Iuana e Vanessa, così diverse, così speciali, che ricordi vederle uscire accompagnate dalla grande Chiara di Reggio, erano un trio incredibile, che momenti…andiamo a fare siopping…
    La nostra Mami, nessuno mi aveva mai trattato così, mai !!!! Le cazziate di Vassile, costretto ad avere un inetto come me come sottoposto al cantiere, quando riuscivamo a farlo sorridere era un evento.
    Vitangelo che mi dava la comunione…sentivo di prendere Dio non mi era mai successo, vedevo la sua faccia, sentivo la sua voce, ed ero in pace con me stesso.
    Chi disdegna i preti dovrebbe conoscere uno come lui, ma ci sono altri Vitangelo in giro ? Mah…
    E il sorriso di Carmine del quale tutti i bambini chiedono sempre e fanno bene…un giorno ci ha cucinato i suoi fusilli ero felice di mangiare con lui.
    Che momenti…lassù….Wiesel in sinagoga (incredibile quel pomeriggio), le carceri comuniste, la gita in montagna con i nostri bambini con noi alla cascata…la messa al cimitero allegro con Olga la ragazza più dolce e determinata che ho mai conosciuto, 17 anni e una vita davanti, lo spettacolo di break-dance all’Orfanatrofio, tutto per noi, che roba !!!
    Poi tanto altro, il gruppo incredibile, quelle sere alla panchina con i due fratelli siciliani che mi avevano colpito per lo sguardo sin dal primo momento del viaggio di andata, il viso di Giulia bellissimo e intenso, la mimica di Chiara la romana, il carattere di Renato, l’amico che tutti vorrebbero avere, le battute fulminanti di Andrea il bergamasco, la dolcezza di Sara, il sorriso di Paolo, la spontaneità di Marco, lo spessore umano di Leo, i dubbi di Riccardo (ogni volta che parlava mi apriva riflessioni), il mio “capo” Paola che ho conosciuto prima e ho apprezzato ancor di più dopo, Agnese e Elisa due mamme già pronte e superbe, Livia che mi parla in pizzeria nel casino e mi si disvela, la presenza dolce e carismatica di Sara di Torino, il fascino tutto femminile di Chiara di Napoli, la “milanese” Silvia che si trasforma in corso di campo, il cuore immenso di Jacopo, Laura che ama bimbi e gatti e mi verrebbe da dire tutti, le riflessioni di Lorenzo, lo sguardo di Andrea (il siculo), il venire fuori piano piano di Laura l’altra sicula, il viso di Betta e di Stefano, due angeli anche loro, Antonio dalle mille sorprese, la naturale simpatia napoletana di Gino, il sorriso del meraviglioso Luigi (che persona) che per me è un pò il volto di Sighet e di quanto di bello c’è lassù, Rossella, che compila le schede e sale con naturalezza sulla bici dietro, insomma come faccio a dirli tutti, con alcuni ho anche parlato poco, ma non occcorreva, perdonate alcune omissioni ma i flash sono così. Non chiudo prima di avere rivolto un pensiero di gratitudine ad Ale per avere diviso tutto questo con me, senza di lui sarebbe stato diverso, e infine un saluto particolare ai miei 2 compagni Lorenzo e Andrea, se tutti i 17enni del mondo fossero come loro avremo, come cantava Morandi, un mondo migliore…
    Non occorre essere credenti per capire Sighet, o meglio occorre credere che le cose possono essere fatte e non solo dette, se poi a muoverti è la fede in Dio o altro poco importa alla fine della fiera, il bene e l’amore non hanno etichette.
    Grazie a tutti, è stato davvero incredibile !!!!

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