Home > ATTUALITA', BLOG, Personale > The Wall, comunità ebraica e solite accuse deliranti: risposta di Roger Waters

The Wall, comunità ebraica e solite accuse deliranti: risposta di Roger Waters


Per me è stata un’emozione rara, perché ho iniziato a sentirmi vibrar dentro i bassi di quella grande opera che è The Wall che ero veramente una cucciola ( già ho delirato a riguardo tempo fa 🙂 ),
e non ho mai smesso di farlo; mai mi son staccata da quel disco. Ogni volta che son partita senza ritorno era nel mio zaino, era a tutto volume nelle mie orecchie mentre mio figlio mi cresceva dentro e il giorno della sua nascita, e pochi giorni fa finalmente era là, davanti a me, in tutto il suo immenso spettacolo, con un pancione che saltava a ritmo e il piacere che dilagava nel corpo.

Roger Waters. The Wall, Roma 28 luglio 2013

Roger Waters. The Wall, Roma 28 luglio 2013

Roger Waters e The Wall sono esplosi davanti a me in due splendide ore di spettacolo straordinario
(se solo avessero alzato un po’ il volume!!).
Ha dedicato, senza troppi giri di parole e in un italiano perfetto, la sua tappa e tutta la sua tournè alle vittime del terrorismo degli Stati, tutti, e l’ha fatto con parole dure, dirette, senza mezze misure, come d’altronde le immagini che su quel muro ha rappresentato.
Ha rinnovato la sua maestrìa nel raccontare gli incubi della guerra con gli orrori delle attuali o recentissime , così come quella che uccise suo padre nel 1944 in Italia.
Lui i simboli del potere, del potere di Stato, li ha lanciati tutti dai bombardieri proiettati sul suo muro, così come quelli religiosi: dalle croci alla mezzaluna islamica, dalla stella di Davide al dollaro, alla falce e martello, da MC Donald alla Shell e così via..c
Insomma…
in praticamente 200 date la polemica della comunità ebraica,
che qui a Roma è subito esplosa contro il maiale gonfiabile stracolmo di loghi e simboli, che tra i tanti aveva anche la stella di Davide, la cui rappresentazione a quanto pare significa automaticamente “antisemitismo”,
ha avuto un solo precedente, in Belgio.
E pubblico volentieri la traduzione che circola virale in rete da ieri, della sua risposta a loro,
che non so se perderà tempo a copiaincollarla alla comunità romana, penso abbia di meglio da fare.

Ecco il maiale gonfiabile al centro della polemica: dall’altro lato, tra i tanti loghi e scritte che potete vedere, c’è anche una falce e martello…. ( a dimostrazione dello sproloquio)

oltretutto, come Waters mira a sottolineare, la polemica è probabilmente causata dalla sua adesione alla campagna BDS “Boicottaggio, ritiro degli investimenti e sanzioni” contro Israele.
Vi lascio alle sue parole, e inevitabilmente a un po’ della sua musica

C’è stato qualche commento su internet, a proposito di The Wall in Belgio, al quale sento di dover dare risposta.Un certo Alon Onfus Asif, israeliano residente in Belgio, è venuto a vedere The Wall in Belgio la scorsa settimana e, essendo un tipo dotato di acuto spirito di osservazione, ha notato una stella di David sul maiale che viene distrutto dal pubblico alla fine dello spettacolo. Dopodiché Alon ha doverosamente filmato il nostro maiale con il proprio telefonino, ha postato il video e ha avvertito il quotidiano israeliano Yediot Ahronot. Questa storia è stata prontamente ripresa dal sempre vigile Rabbino Abraham Cooper, decano del Simon Wiesenthal Center, e lo sproloquio che ne è seguito, del tutto prevedibile, si può leggere qui:  http://www.algemeiner.com/2013/07/24/massive-pig-balloon-at-roger-waters-concert-features-star-of-david-video/

Spesso ignoro tranquillamente simili attacchi, ma le accuse del rabbino Cooper sono talmente feroci e bigotte da esigere risposta.

Caro rabbino Cooper,

ritengo il Suo sfogo provocatorio e inutile e mi permetto di far notare che può solo ostacolare ogni passo avanti verso la pace e la comprensione tra i popoli. È anche estremamente offensivo per me personalmente, dal momento che mi accusa di essere “antisemita”, di “odiare gli ebrei” e di essere un “filonazista”.
Ho tre cose da specificare al riguardo:

1. L’uso che Lei fa dell’aggettivo “antisemita”

Per prima cosa, Le segnalo una dichiarazione della “Lega Anti Diffamazione”, organizzazione americana il cui scopo dichiarato è quello di difendere dagli attacchi il popolo ebraico e l’Ebrasimo tutto. Recentemente hanno dichiarato: “Pur essendoci augurati che il sig. Waters avrebbe evitato di utilizzare la Stella di David, crediamo di non ravvisarvi alcun intento antisemita.” Ci tengo a precisare che, durante lo spettacolo, utilizzo anche il crocifisso, la mezzaluna con la stella, falce e martello, il logo della Shell, il simbolo di McDonald’s, quello del dollaro e quello della Mercedes.

2. Uno che odia gli ebrei?
Ho molti cari amici ebrei, uno dei quali – aspetto piuttosto interessante – è il nipote del compianto Simon Wiesenthal. Sono orgoglioso di questo legame; Simon Wiesenthal era un grande uomo. Ho anche due nipoti, che amo più della mia vita, la cui madre – mia nuora – è ebrea e di conseguenza, così mi dicono, lo sono anche loro.

3. Nazista?
Non solo mio padre, il secondo tenente Eric Fletcher Waters, è morto in Italia il 18 febbraio 1944 combattendo contro i nazisti, ma io stesso sono cresciuto nell’Inghilterra del dopoguerra, luogo in cui ho ricevuto i più meticolosi insegnamenti sul nazismo e dove non mi è stato risparmiato alcun dettaglio degli orrendi crimini commessi in nome della più folle delle ideologie. Ricordo le amiche di mia madre, Claudette e Maria, ricordo i loro tatuaggi, erano due sopravvissute, due delle fortunate.

Mia madre ha passato tutto il resto della sua vita impegnandosi in politica, per assicurarsi che i nessuno dei suoi figli e i suoi nipoti, che nessun figlio e nessun nipote di chiunque, nero, bianco, gentile, ebreo, latino, asiatico, musulmano, hindu, buddista, ecc. avesse in futuro una spada di Damocle, nella forma del tanto disprezzato credo nazista, sospesa sulla testa.

Da parte mia ho fatto del mio meglio per seguire le orme dei miei genitori. All’età di quasi 70 anni, sull’esempio di mio padre e di mia madre e di tutto ciò che hanno fatto, ho resistito, come meglio ho potuto, in difesa di Signora Libertà.
Lo spettacolo The Wall, da lei attaccato con argomentazioni così deboli, è molte cose: è una riflessione, è un inno alla vita, è ecumenico, umano, amorevole, contro la guerra, anticolonialista, per l’accesso universale al diritto, per la libertà, la cooperazione, il dialogo e la pace, è contro l’autoritarismo, antifascista, antiapartheid, antidogmatico, internazionale nello spirito, musicale e satirico.
Quello che non è: NON E’ ANTISEMITA né FILONAZISTA.

Sono stato spesso oggetto di attacchi da parte della lobby filoisraeliana a causa del mio sostegno al movimento BDS (Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni), cosa che non voglio approfondire in questa sede, chiunque sia interessato può avere accesso al discorso che ho fatto alle Nazioni Unite il 29 novembre dell’anno scorso.
Tuttavia devo dire questo: in una teocrazia effettiva è quasi inevitabile che il simbolo della religione finisca per confondersi con il simbolo dello Stato, in questo caso lo Stato di Israele, uno stato che pratica l’apartheid sia all’interno dei propri confini che nei territori che ha occupato e colonizzato dal 1967.

Piaccia o no, la stella di David rappresenta Israele e le sue politiche ed è legittimamente soggetta a qualsiasi forma di protesta non violenta. Protestare pacificamente contro la politica razzista, interna ed estera, di Israele non è anti-semita. Il suo ragionamento secondo cui, visto che io critico la politica del governo israeliano, dovrei essere associato ai Fratelli musulmani, fa ridere ed è, nuovamente, un’offesa personale. Ho passato tutta la mia vita adulta sostenendo la separazione tra chiesa e stato.

Ad ogni replica di The Wall, in qualunque Paese ci troviamo, invito 20 veterani nel backstage durante l’intervallo per incontrarci, scambiare strette di mano, auguri e ricordi. Durante uno spettacolo, circa un anno fa, un vecchio veterano, del tempo del Vietnam a occhio e croce, mi ha fissato, mi ha bloccato mentre uscivo, mi ha porto la mano, che ho afferrato, e non mi lasciava andare, mi ha guardato negli occhi e mi ha detto “Tuo padre sarebbe fiero di te”. Le lacrime mi bruciano gli occhi.
The Wall sta raggiungendo anche Lei e tutti gli altri rabbini Cooper che ci sono là fuori.
Venga a vedere lo spettacolo!
Con amore

Roger

P.S.
Per mettere tutto nella giusta prospettiva: il maiale gonfiabile che ha tanto offeso il giovane Alon è apparso in ogni replica di The Wall a partire da settembre 2010, parliamo di circa 193 spettacoli, e la Sua è la prima lamentela. Inoltre, il maiale in questione rappresenta il Male, e più precisamente il male del governo che sbaglia. Regaliamo al pubblico questo simbolo di repressione alla fine di ogni spettacolo e la gente fa sempre la cosa giusta. Lo distrugge.

Annunci
  1. Marco Pacifici
    3 agosto 2013 alle 21:44

    … SE NON L’AVESSI MESSO TU VALENTINA…NON AVREI MAI CREDUTO… Per noi ultrasessantenni è una boccata di aria Libera e Fresca.

  2. giovanni moretti
    4 agosto 2013 alle 09:29

    La comunità ebraica accusa facilmente di antisemitismo chiunque osi criticare Israele. Ma le accuse a Roger Water sfiorano proprio il ridicolo. Che pagliacci…

  3. Fiamma Schiavi
    8 agosto 2013 alle 11:01

    Che meraviglia!

  4. bertonsa
    14 agosto 2013 alle 17:55

    Senza parole ……….IMMENSO Roger

  1. No trackbacks yet.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: