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Verso il ritorno …


Le dita di una sola mano;
abbiamo iniziato a scalare quelle io e Nilo, poi sarà di nuovo casa, dopo più di nove mesi.
Sarà di nuovo noi, sarà di nuovo letto, profumo di lenzuola, coccole e moka sul fuoco,

Le chiavi del ritorno, simbolo della nakba palestinese… foto di Ammar Awwad

sarà doccia di casa, telefono che squilla,  postino odioso, bar di vecchi bestemmiatori misogeni,  sarà due figli sotto uno stesso tetto, sarà noi quattro, che non sappiamo nemmeno che cosa vuol dire.

Sarà tutto nuovo, sarà una vita nuova che mai purtroppo tornerà sui precedenti binari che non avevan mai meta,
ma sarà comunque la nostra di vita, finalmente lontana dai meandri di un ospedale, anche se non per sempre, anche se magari non per molto.
Ti porto a casa figlio mio, chicco di grano,
ti porto a casa come fosse la prima volta perché l’altra la voglio scordare (maledetti voi tutti),
ti porto tra mura che saran solo tue, che saran lontane da tutte quelle storie di dolore e resistenza che per sempre ormai vivranno con noi.
Ti porto tra colori e profumi di quel che si mette a tavola, ti porto dove c’è la musica, dove il buongiorno è un  “tolassssione” squillante di tuo fratello e un’esplosione di sole che esce dal suo sguardo appena sveglio, ti porto tra la nostra gente, ti porto tra quelli che saranno i volti che piano piano diventeranno casa. Ti porto nel nostro mondo sconclusionato e sognatore, che forse una rivoluzione come la tua non l’aveva manco mai immaginata. Che pensiamo di volar alti, ma non ti pensare sa!
Una quotidianità ormai rimossa diventerà finalmente tua e nostra, di noi quattro che mai siam stati insieme.

Ti porto a casa, ti porto a casa tra pochi giorni, che iniziamo a scalare le dita di una mano sola,
ti porto a casa con il tuo autotreno di materiali, presidi, ausili, volti nuovi  e tanti camici che poi saran corpi fluttuanti per casa: una nuova grande rumorosa famiglia che girerà intorno a te, per te, per costruire insieme una strada che per te sia percorribile.
Ti porto a casa e quindi nel mondo, piano piano,
un passetto di formica alla volta e sarà gioia e tanto dolore: perchè il mondo è cattivo per quelli belli e forti, quindi chissà quanto sarà cattivo per te, più silenzioso e delicato di un ciclamino sotto burrasca, per noi che scopriremo tutto dall’inizio, come non avessimo vissuto prima un sol secondo.
Speriamo di aver spalle abbastanza larghe per poter proteggere il tuo sguardo dolce e curioso… speriamo di aver la forza per comprendere questa vita dove tutti torniam neonati per ricominciare a conoscer la vita.
Ma intanto benvenuto stella mia,
benvenuto tra noi, nel tuo mondo tutto da scoprire,
tra tutti quelli che da mesi e mesi ti stanno aspettando.

 

A partire dalla prossima settimana proverò anche a riaprire questo blog.
Anche queste pagine saranno totalmente diverse da prima, come ogni mio respiro d’altronde, ma non posso negare che ne ho nostalgia.
Ho nostalgia delle parole, ho nostalgie delle scintille rivoltose, ho nostalgia del vento sulle montagne,
ho nostalgia di tanto…
a tra poco

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  1. 17 maggio 2014 alle 18:05

    Solidarietà, vicinanza, o quello che è.

  2. 18 maggio 2014 alle 00:27

    Solo un vero rivoluzionario sa parlarti della vita e fartela amare, nonostante tutto.
    Un forte abbraccio a te a al piccolo Nilo, e anche alla nostalgia

  3. 18 maggio 2014 alle 13:41

    Ti voglio bene Baru’, e ti abbraccio forte

  4. raffaella
    18 maggio 2014 alle 16:04

    Un abbraccio,e … a prestoo!!

  5. giulia
    20 maggio 2014 alle 10:50

    Non ci siamo mai incontrate, ma sono felice per te, per voi, come se fossimo vecchie amiche… un abbraccio a tutti e 4 da firenze e un grande in bocca al lupo!

  6. elisabetta
    20 maggio 2014 alle 11:10

    è stato ilmio complanno quel giorno. è stato come ricevere un magico regalo. sono felice x voi, tanto elisabetta

  7. viviana
    22 maggio 2014 alle 01:00

    ti abbraccio, ho letto, ho provato a capire.. trovo una intensità incredibile, e profumi, e il tepore della vita che accoglie.
    viviana

  8. Gianni Sartori
    22 maggio 2014 alle 09:49

    ciao, non ti conosco e non so cosa sia realmente accaduto, ma (come padre e anche nonno) penso di comprendere quello che hai provato. Penso anche che ti si addica quanto scrisse un vagabondo ribelle di origini argentine sul fatto di “non perdere la tenerezza”, una delle qualità più belle del rivoluzionario, tanto quanto “sentire sul proprio volto qualsiasi offesa fatta a chiunque in ogni parte del mondo” (cito a memoria). Mi pare che entrambe ti appartengano.
    Un abbraccio solidale e grazie per l’ospitalità
    Gianni Sartori

  9. Fiamma Schiavi
    26 maggio 2014 alle 06:59

    Bentornato a casa piccolo grande maestro. Un abbraccio a tutti voi.

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