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Archive for gennaio 2016

Se veramente quella gente difendesse la famiglia…

31 gennaio 2016 2 commenti

12654407_10208562632369383_2313179521282330245_nLa famiglia non è sotto attacco eppure qualcuno (pochi) ha deciso di scendere in piazza in suo sostegno, “a sua difesa”. Una manifestazione dai toni aggressivi ed escludenti, nascosti dietro immagini amorevoli e smielate di unità familiare, di moralità e sacra unione.
Queste famiglie sono militanti, scelgono di scendere in piazza, di ostentare un “guardate chi siamo e quanto siamo belli e giusti”, hanno energie da vendere in un’era più che apatica.

Qualche centinaio di km più a sud, pochissimi, e in qualche isoletta di un nostro paese limitrofo, muoiono affogate centinaia di famiglie.
Famiglie eh!?! Proprio quelle che piacciono a loro.
La maggiorparte dei morti affogati (morti affogati, una cosa inenarrabile nella nostra epoca di tecnologie avanzate e finger food) sono proprio il ritratto della famiglia che dovrebbe piacere tanto all’armata del Ku Klux Klan scesa ieri al Circo Massimo.
Un papà, una mamma e tanti tanti figli: famiglie eterosessuali, unite dal sacro vincolo matrimoniale, famiglie che chiedono aiuto proprio a noi,
e mentre lo chiedono annaspano nell’acqua gelida fino a morire.
Sopravvivono a volte, ma hanno visto i propri figli deglutiti dalla bocca dell’Europa, gluc, mandati giù in un sol boccone, dissolti nel blu.czrofhwwkaevfwc

Se veramente quella gente difendesse la famiglia, non potrebbe sopravvivere inerme davanti all’affogamento della famiglia.
Se veramente quella gente difendesse la famiglia (cosa cazzo sarà poi mai sta famiglia) insegnerebbe ai propri figli a difenderla, salvando vite in mare.
Organizzando una vera solidarietà “in difesa della famiglia”.
Se veramente quella gente difendesse la famiglia, tante donne e tanti uomini arriverebbero qui con i figli in braccio, su un corridoio umanitario dignitoso e percorribile.
Ci vorrebbe così poco…

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La nausea dei 22 giocatori greci, in memoria dei morti in mare

30 gennaio 2016 3 commenti

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A quanto pare a Roma non vanno tutti al Family Day.

Oggi in Italia è il triste giorno del Family Day, dell’arrogante violenta ed escludente manifestazione al Circo Massimo a difesa della “famiglia naturale”, una manifestazione che chiede esplicitamente che tutti quelli diversi da loro siano privati dei diritti fondamentali. Una putrescenza medievale, un’ostentazione di falsa moralità che ha del grottesco (la Meloni non sposata che urla la sua gioia di essere incinta dal palco, la Santanchè divorziata che ulula per la difesa della sacro vincolo matrimoniale, e soprattutto tanti cittadini comuni che son molto, molto peggio di loro), di cui sinceramente non si ha voglia nemmeno di parlare.
Se non di fare ironia: lasciateci, ecco, almeno quella.
In Grecia ieri è successo un fatto insolito, insolito perchè accaduto all’interno di uno stadio, all’inizio di una partita del campionato di Serie B, a Larissa, in Tessaglia tra la squadra del posto, l’Ael, e quella avversaria proveniente dall’Attica, l’Acharnaikos.

Tutti in campo, 22 giocatori e il fischio dell’arbitro: tutti i giocatori invece di calciare la palla per dare inizio alla partita si son seduti a terra e così son rimasti per ben due minuti.
Due minuti di silenzio “in memoria delle centinaia di bambini che ogni giorno periscono a causa della scellerata apatia dell’Unione Europea e della Turchia nei confronti di quanto sta succedendo nell’Egeo. “11057474_801178203345167_1038174452825662777_o
E’ una manifestazione di nausea, perché non se ne può più, non se ne può più anche solo di immaginare queste traversate e queste morti. E’ una vergogna che non si riesce nemmeno più a raccontare e che andrebbe fermata con le mani di tutti.
E’ il più grande fallimento della società e della storia umana, il nostro Mediterraneo di cadaveri, e ce lo hanno ricordato 22 calciatori ieri sera.
Mentre l’Italia si preparava a non parlar d’altro del Family Day, di altro desiderio di esclusione e frontiere sociali. 

Leggi anche: se veramente quella gente difendesse la famiglia … 

La sviolinata del Ministero dell’Interno a Casa Pound

30 gennaio 2016 1 commento

Ma guarda tu, se un blog che tace da tempo con tanti “purtroppo” che lo rendono ormai muto deve riaprir bocca per parlar di fascisti.
Di fascisti, quelli di cui nella vita ho sempre provato a non occuparmi a meno che non era un problema contingente e da risolvere rapidamente: come quando ti viene la diarrea, ecco.
I fascisti, dicevamo: ma mica quelli brutti e cattivi, neri e violenti che potete immaginare, sia mai.
Parliamo di una querela per diffamazione, presentata da Gianluca Iannone contro Paolo Persichetti: una querela vecchia come il cucco per un articolo uscito su un quotidiano ormai scomparso da tempo l’8 maggio del 2010 (che trovate a questo link: Più case, meno Pound)Il povero Iannone si è offeso tantissimo, perchè addirittura il Persichetti si sarebbe azzardato di metter per iscritto che “lo sfoggio di retorica giovanilista e vitalista con un target studentesco ben preciso, l’estetismo autocontemplativo, il «siamo belli come il sole», «17 anni tutta la vita», «giovinezza al potere» che rinviano ad una sorta di impoliticità ormonale, di onanismo ideologico, di acne militante e le canzoni di Rino Gaetano, non cancellano la lunga lista di aggressioni, iniziative contro i disabili, xenofobia e brindisi alla Shoa.”
Il tutto è un po’ surreale e potete trovare più informazioni sul blog di Paolo Persichetti, dove verranno pubblicati anche i vari aggiornamenti che questa storia avrà.
Ma niente di tutto ciò è realmente capace di suscitare il minimo interesse.

La cosa più interessante, soprattutto alla luce delle aggressioni di queste precedenti ore a Napoli avvenute a suon di sprangate e martellate (con splendidi vessilli della Decima Mas) è invece un documento (protocollo N.224/SIG. DIV 2/Sez.2/4333) della Direzione centrale della Polizia di prevenzione datato 11 aprile 2015, con sigla in calce del prefetto Mario Papa, allegato dal legale di CasaPound Italia in una causa civile che vede coinvolta l’organizzione dei “fascisti del terzo millennio”, sulla base di una ordinanza emessa dal giudice.
Scoprirete a vostra insaputa che Casa Pound è in realtà quel che desideravate per i vostri figli, un gruppo di fanciulli dediti alla solidarietà e la tutela delle fasce deboli, giovincelli capaci di riportare alla luce “gli aspetti innovativi e di promozione sociale del ventennio”, attenti al sovraffollamento carcerario e inseriti nelle rappresentanze studentesche.

Due fitte  ed empatiche pagine del Ministero dell’interno, con tanti di timbrini e protocolli, che lascia basiti: non manca il riferimento alle occupazioni di immobili in disuso effettuate da “Mutuo Sociale”, peccato che lo stesso ministero che tenta di accusare di organizzazione sovversiva ed estorsione i movimenti che da anni lottano per il diritto all’abitare a fianco dei senza casa e delle fasce precarie della società, le descrive come dei metodi per “la segnalazione dello stato di degrado di strutture pubbliche per sollecitarne la riqualificazione”.

Veramente dei ragazzi stupendi, da desiderare nei quartieri e nelle piazzette.
Parola del Ministero dell’Interno!

Le armi usate a Napoli durante l’aggressione del 29/01/2016, dei bravissimi ragazzi di Casa Pound Napoli davanti al Liceo Vittorini

 

 

Ora ho capito, stai ballando con David Bowie 

11 gennaio 2016 Lascia un commento

Il primo sguardo, uscita dalla sala parto fu quello di mia madre: era l’8 gennaio del 2010, fuori diluviava ferocemente, ma noi vivevamo tutti in una bolla di gioia.

“Questo nipote mio è un portento, s’è scelto il giorno di David Bowie per  

 nascere”… Che altro poteva dirmi mia madre? Mi ci hai allattato, mi hai fatto ballare tutta la vita con lui, mi hai spiegato cos’era la sensualità, la bellezza, la trasgressione davanti ai due occhi di Bowie, ognuno col suo colore e il suo carattere. Quanto lo hai amato. 

Ricordo le litigate con mio padre che non mi voleva portare al Glass Spider Tour e tu invece mi volevi.

Ricordo ogni cosa, purtroppo o per fortuna. Anche la canzone che ho scelto mentre il tuo corpo lasciava quel cortile trasteverino, pochi mesi fa, tra il dolore e l’incredulità di tutti. Tu l’hai battuto in giovinezza, ma è stata una bella rincorsa.

Penso a quel suo “shhhhh” che tanto ti eccitava, mi piace pensare che lo stia sussurrando al tuo orecchio. Finalmente.

Queste le note che ho scelto per salutare mia madre: con queste mi piace salutare anche te che sei stato uno di casa, che sei stato un po’ papà un po’ amante. http://youtu.be/rJCBYUKMvMQ
A te…

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