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La Rossa non c’è più…ciao compagna e sorella…

27 febbraio 2015 2 commenti

Mi son svegliata con un sole bello bello.185432_4370455177564_698078947_n
Ieri sera il mio corpo si è autodifeso: mi sono addormentata senza vedere una carrellata di messaggi intorno alle 23.
Dormivo già da un po’ ieri alle 23: forse perchè non ero in grado di affrontare questa notizia.

Una notizia che non volevo sentire, una notizia un po’ annunciata,
una notizia che dovevamo far di tutto per evitare di sentire.

Ci son battaglie che si vincono e altre che ci lasciano a terra morti.
Io speravo tu vincessi, bella Roscia de casa,
speravo di riderci sopra al tuo mostro come avevamo fatto di tante cose
(mostri compresi eheheh).

15 anni che conosco il suono della tua risata, fragoroso al punto da infastidire chi non conosce i meccanismi dell’allegria.
15 anni di cortei, di abbracci, di aiuti, di litigate, di stima e incazzature.
Ricordo quella sera alla SNIA, proprio 15 anni fa, ricordo che dovevo assolutamente sfogarmi con qualcuno, che ero arrivata lì con un bagaglio di paure, di ormoni e di bisogno di sorellanza che sembravo sperduta.
Quella sera ho capito al volo che mi avresti aiutato,
Che ne sarei uscita con dolore ma sottobraccio a una compagna che non mi avrebbe lasciato soffrire.

E poi tutto quello che è successo dopo lo sappiamo bene,
lo sappiamo bene io e te, che poi ci siamo ritrovate dopo un po’, un bel po’,
perchè la nostra sorellanza ormai un po’ smarrita per le vie del pianeta si era ritrovata tra le mura di casa di mia madre.

Le nostre vite si sono sempre incrociate in questi 15 anni.
La tua risata prima o poi sbucava sempre,
un riccio rosso si attaccava alle mie felpe a ricordarmi che comunque ,
la Roscia c’era. Nella sua bellezza, nella sua stronzaggine, nella sua capacità di combattere.

E invece hai visto? Anche le mejo combattenti trovano la morte.
E tu l’hai trovata ieri sera senza una ragione che si possa accettare,
ieri sera hai smesso di combattere contro un mostro maledetto che pezzo pezzo si è appropriato di te.

Combattevi sottobraccio alla mia mamma, anche lei sullo stesso campo di battaglia,
E sapere che ora lo farà senza di te mi lascia un dolore che non so descrivere.

Buon viaggio compagna e sorella,
per te la terra sarà lieve, rossa e bella come i tuoi capelli che già ci mancano.
Ci mancano tanto.

Un altro saluto a Laura e ad altri 3 compagni che recentemente ci hanno lasciato, lo trovate qui: LEGGI

PER CHI VUOLE SALUTARE LAURA, SARA’ POSSIBILE FARLO DAL POMERIGGIO DI OGGI SINO A DOMANI (1 marzo) ALLE 14,30, PRESSO LA CAPPELLA MORTUARIA DELL’OSPEDALE DI POGGIBONSI (SI), IN LOCALITA’ CAMPOSTAGGIA.

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mutammo in caserme le vecchie cascine

5 giugno 2008 2 commenti

Dalle belle citta` date al nemico

fuggimmo un di’ su per l’aride montagne

cercando liberta` fra rupe e rupe

contro la schiavitu’ del suol tradito.

Siamo i ribelli della montagna

viviam di stenti e di patimenti

ma quella fede che ci accompagna

sara` la legge dell’avvenir.

Lasciammo case, scuole ed officine

mutammo in caserme le vecchie cascine

armammo le mani di bombe e mitraglia

temprammo il cuore e i muscoli in battaglia.

Siamo i ribelli della montagna …

E` giustizia la nostra disciplina

liberta` e` l’ideal che ci avvicina

rosso sangue il color della bandiera

d’Italia siam l’armata forte e fiera.

Siamo i ribelli della montagna …

Sulle strade dal nemico assediate

lasciammo talvolta le carni straziate

provammo l’amor per la patria nostra

sentimmo in cuor l’ardor della riscossa.

A te, quel fiore rosso sbocciato!

Fermarsi soltanto alla felicità

3 giugno 2008 Lascia un commento

-Il problema del capitalismo è che sul muro spruzzato dal sangue di milioni di rivoluzionari fucilati, sul muro finale, ci sarà sempre scritta la promessa di Saint Just:
“LA RIVOLUZIONE DEVE FERMARSI SOLTANTO ALLA FELICITA'”-

Tratto da “La danza immobile”, Manuel Scorza

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