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Comunicato del braccio militare del FPLP

14 gennaio 2009 Lascia un commento

Il braccio militare del FPLP: la Resistenza è impegnata in una dura battaglia in tutta Gaza

Tratto da: http://www.pflp.ps/english/

Il 10 gennaio 2009, le Brigate Abu Ali Mustafa (AAMB), il braccio armato del Fronte Popolare di Liberazione della Palestina, hanno affermato che, l’intera Resistenza palestinese è impegnata in duri scontri in tutta Gaza, sottolineando le forze d’occupazione hanno usato quasi tutto il loro imponente arsenale militare contro il nostro popolo, ma ancora falliscono miserabilmente di fronte alla fermezza della nostra gente e alla nostra Resistenza.
Le AAMB hanno affermato anche che l’attivo coordinamento tra i vari bracci armati della resistenza deve svilupparsi al fine di costituire un comitato per le azioni congiunte in grado di continuare la battaglia contro l’occupante e capace di impattare il più possibile con le forze nemiche.fplpcorteo
Le AAMB hanno affermato inoltre che la Risoluzione 1860 del Consiglio di Sicurezza ONU tenta di porre sullo stesso piano i carnefici e le loro vittime, e che il nostro popolo ha il diritto di resistere e di rispondere all’aggressione, in quanto non ha altre alternative se non la continuazione della resistenza fino alla fine dell’aggressione.
Le AAMB hanno riportato gli avanzamenti della resistenza, sottolineando che, sabato 10 gennaio, i combattenti delle Brigate sono stati impegnati in duri scontri con le forze occupanti a Jabal al-Rais con 3 pesanti esplosioni, effettuate utilizzando un tunnel nella serata del 10 Gennaio, attaccando i mezzi militari degli occupanti col risultato di danneggiarli gravemente.
In più, le AAMB hanno annunciato che hanno sparato colpi di mortaio a Azata e due missili Grad a Bir Saba nella prima parte del giorno, oltre ai 32 missili che la resistenza palestinese ha diretto verso il cuore dell’occupazione. Le forze della Resistenza palestinese hanno sottolineato inoltre che i loro missili sono arrivati a colpire una delle principali basi aeree israeliane a 45 km di distanza, il punto più lontano raggiunto dai missili della Resistenza. Imboscate e attacchi contro i soldati israeliani e feroci scontri con le forze occupanti si stanno tenendo in tutta Gaza da parte di tutte le forze della Resistenza, comprese le Brigate al-Qassam, Saraya al-Quds, Brigate Al-Aqsa, Brigate della Resistenza Nazionale, Brigate Nasser Salah ad-Din, i Comitati di Resistenza Popolare e tutte le forze.

Verso la vittoria!
 

 

Il compagno Taher: la strada dei “negoziati” è chiusa, quella aperta è l’unità basata su resistenza e diritti

Tratto da: http://www.pflp.ps/english/

Il 15 gennaio 2009, il compagno Maher Taher, membro dell’Ufficio Politico del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (FPLP) e leader della sua sezione in esilio, ha dichiarato, in un’intervista con Al-Jazeera, che “Israele può assassinare i martiri di Gaza, uccidere donne e bambini, distruggere i nostri edifici pietra per pietra con gli aerei e le bombe statunitensi, ma non è e non sarà mai capace di distruggere la nostra volontà di combattere, la nostra resistenza e la nostra vita.”
Il compagno Taher ha proseguito: “Dico ai martiri che ciò che l’occupante vuole da questa battaglia è condurci sulla via della capitolazione – farci accettare la Road Map, Annapolis e le decisioni del Quartetto, costringere il popolo palestinese su questa strada con concessioni politiche. La nostra risposta è l’unità nazionale palestinese su basi reali e solide, non sulle basi di Oslo, Annapolis, e con gli U.S.A. e l’amministrazione Bush come riferimento. Questa strada è chiusa. Quella aperta è la via dell’unità nazionale sulla base della resistenza, della tenacia e del sostegno ai pieni diritti del nostro popolo.”
A nome del FPLP ha fatto appello per un comando nazionale unificato che comprenda tutte le organizzazioni palestinesi, da costruire sulla forza di Hamas, Fatah, FPLP, Jihad islamica e di tutte le organizzazioni del nostro popolo, affermando che quanti hanno fiducia in accordi politici con gli assassini e i criminali sionisti dovranno rivedere le proprie politiche. Ha sostenuto che il popolo palestinese non tollererà ancora a lungo questi massacri e questi crimini.
Il compagno Taher ha avvertito che la cooperazione con l’occupante in materia di sicurezza deve cessare subito e che altrettanto deve accadere con le detenzioni politiche. Ha chiesto la fine immediata degli arresti dei figli della resistenza in Cisgiordania, ribadendo che una simile cooperazione col nemico è assolutamente inaccettabile. Invece, ha sostenuto, una leadership nazionale unificata ed un chiaro programma politico possono consolidare l’energia del nostro popolo che non ha alzato bandiera bianca anche dopo 20 giorni di massacri a Gaza, né lo farà in futuro.
fplpIl compagno Taher ha poi affermato che l’assassinio di Said Siyam non permetterà all’occupante di raggiungere il suo obiettivo criminale, e che il suo sangue è insieme a quello di Yasser Arafat, Abu Ali Mustafa, Ahmad Yassin, Ghassan Kanafani, Fathi Shikaki, Khalil al-Wazir e a quello di molti altri martiri del nostro popolo e di tutti i nostri coraggiosi martiri – bambini, uomini, donne, vecchi – che hanno reso l’estremo sacrificio per la libertà della nostra gente. Ha ribadito che la nostra risposta ai massacri e agli assassini sono la resistenza e la fermezza e che il sangue dei martiri non sarà versato per nulla. Ha avvertito che quello israeliano è uno sforzo per costringere il popolo a concessioni politiche, e alla rinuncia ai nostri diritti nazionali all’indipendenza, al ritorno, alla sovranità, all’autodeterminazione, ad uno stato palestinese con Gerusalemme capitale; ma accadrà l’esatto opposto: l’unità di tutte le organizzazioni sulla base di salde convinzioni politiche e l’appoggio ai diritti nazionali del nostro popolo.
Discutendo sulla natura dell’Autorità Nazionale Palestinese (ANP), il compagno Taher ha asserito che i membri del Consiglio Legislativo ed il governo non possono lasciare la Palestina senza l’assenso di Israele e che la pratica dei “negoziati” dell’ANP ha solo danneggiato la causa palestinese. Ha invece fatto appello all’unità, basata sul documento dei prigionieri per una riconciliazione nazionale, che sostenga il diritto alla resistenza, i principi nazionali palestinesi e che ricostruisca l’Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP) con la partecipazione di tutte le forze nazionali ed islamiche.

Infine, il compagno Taher ha dichiarato, parlando a proposito dell’iniziativa egiziana: “Noi vogliamo fermare l’aggressione e questi massacri; dopo il ritiro da Gaza, l’apertura dei confini e la fine dell’assedio potremo discutere di qualsiasi questione, ma non possiamo rinunciare e non rinunceremo al nostro diritto a resistere”. L’occupante crede, ha sottolineato, che attraverso il terrore e gli omicidi può annichilire la nostra resistenza, ma il nostro popolo non si arrenderà: ha combattuto per oltre 60 anni e continuerà a stringersi saldamente alla nostra resistenza e così farà fino alla vittoria.

Traduzione a cura del Collettivo Autorganizzato Universitario – Napoli

coll.autorg.universitario@gmail.com
http://cau.noblogs.org

A Fabrizio Ceruso, 19 anni

5 settembre 2008 6 commenti

FABRIZIO CERUSO, 19 ANNI. UCCISO DALLO STATO IL 5 SETTEMBRE 1974

Soltanto 19 anni per loro non eri nessuno 
soltanto 19 anni e per loro non eri che uno 
uno come tanti, un cameriere, un garzone d’officina 
un operaio, un disoccupato un emigrante 
eppure quella mattina 8 settembre 
a San Basilio hanno mandato 
più di 1000 uomini per ammazzarti 
più di 1000 uomini che credevano bastasse spararti 
e sono stati invece loro ad avere paura di te 
Perchè quella domenica giù a San Basilio 
eravamo in tanti a non essere nessuno 
in tanti a difenderci le case 
a farci la storia con le nostre mani 
il proletariato sarà sempre per la rivoluzione 
lo è stato Fabrizio Ceruso a 19 anni 
se credevate di ammazzarlo avete sbagliato 

Fabrizio è l’uomo nuovo che non muore mai 
Fabrizio vive in tutti noi 
nelle lotte del proletariato 
altri giovani nel suo nome si preparano già la fossa 
Il primo ministro, il presidente a dirigere le operazioni 
per il tuo assassinio 
lo stato maggiore riformista mobilitato a condannarti 
perchè con gli estremisti non volevi sgombrare 
una montagna di calugne per prepare, giustificare 
la tua condanna, la tua sicura morte 
Tanto per ammazzare un proletario 
un comunista di 19 anni 
per far pesare la sua morte 
sulla lotta giusta lotta 
Ma tanto sferragliare di truppe non è servito a niente 
il sole rosso è rimasto nei tuoi occhi 
la rabbia proletaria già l’ha detto 
compagno Fabrizio noi ti vendicheremo 
assassini di stato la pagherete e pagherete tutto 

Ma tanto sferragliare di truppe non è servito a niente 
il fiore rosso è rimasto sul tuo petto 
il pianto amaro di tuo padre 
il rumore prodotto nella coscienza di tanti 
anche l’odio è prezioso 
quando il popolo prepara la riscossa 
na na nanana na na na nanana… 

Fabrizio Ceruso

Fabrizio Ceruso

Roma, 5 settembre 1974. La lotta per il diritto alla casa era molto forte a Roma quando, il 5 settembre, nella borgata di San Basilio, all’estrema periferia est della capitale, la polizia interviene con un ingente schieramento, iniziando a sgomberare le quasi 150 famiglie che da circa un anno occupavano altrettanti appartamenti IACP in via Montecarotto e via Fabriano.

L’incontro fra la decisa opposizione popolare agli sfratti e la volontà dei militanti della sinistra rivoluzionaria di difendere una delle più estese occupazioni in atto nella città, portò a organizzare una dura resistenza, che sfociò in vere e proprie battaglie di strada.
Fin dalle prime ore del mattino di venerdì vengono erette barricate agli ingressi del quartiere con pneumatici, vecchi mobili e oggetti di tutti i tipi. La polizia, accolta da sassi, bottiglie incendiarie, bulloni lanciati con le fionde, spara centinaia di lacrimogeni, ma nel pomeriggio è costretta a sospendere gli sfratti.

Sabato, mentre gli occupanti hanno ripreso tutti gli appartamenti, e una loro delegazione si è recata in pretura e allo IACP, vengono di nuovo tentati gli sgomberi.

Questa volta a resistere ci sono centinaia di manifestanti affluiti da tutta la città, tra i quali numerosi membri di consigli di fabbrica.
La giornata trascorre in un susseguirsi di “tregue”, accordate dalla polizia a Lotta Continua, che gestisce l’occupazione, per dare spazio a quella che si dimostrerà una trattativa-truffa, con l’unico scopo di prendere tempo e fiaccare il forte schieramento proletario. La delegazione rientra a San Basilio con un accordo di sospensione degli sfratti fino al lunedì mattina.

Nonostante ciò, domenica 8 i poliziotti irrompono di nuovo nelle case occupate intimidendo le famiglie e abbandonandosi ad atti di vandalismo. Riprendono gli scontri.
L’assemblea popolare nella piazza centrale della borgata, organizzata per le 18 dal Comitato di Lotta per la casa di San Basilio, viene caricata con lacrimogeni sparati ad altezza d’uomo. Nella battaglia che segue, mentre un plotone di polizia è costretto a ritirarsi, da un altro vengono sparati numerosi colpi di arma da fuoco.

Fabrizio Ceruso, 19 anni, militante del Comitato Proletario di Tivoli, organismo dell’Autonomia Operaia, è colpito in pieno petto da una pallottola.
Caricato su un taxi, giungerà senza vita in ospedale.
Alla notizia della morte del giovane comunista tutto il quartiere scende in piazza. La rabbia esplode in modo violento. I pali dei lampioni vengono divelti e le strade rimangono al buio.
Questa volta è la polizia ad essere presa di mira da colpi di arma da fuoco sparati in strada e dalle case. Otto poliziotti, tra i quali un capitano, rimangono feriti, alcuni in modo grave. Brevi scontri isolati si accendono fino a tarda notte. l giorno seguente avranno inizio le trattative per le assegnazioni di alloggi alle famiglie d San Basilio e agli occupanti di Casalbruciato e Bagni di Tivoli.

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