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Posts Tagged ‘Unifil’

Israele sconfina in Libano: scontri e morti.

3 agosto 2010 3 commenti

Me ne sono accorta con un’oretta di ritardo e la lettura di queste tonnellate di agenzie mi lascia sconcertata, anche se ovviamente non stupita.
Israele ha sempre “sconfinato”, Israele ha sempre ritenuto quel territorio un luogo dove poter agire come e quando vuole, e non è l’unico, come ben sappiamo.
Di nuovo Libano, di nuovo la terra dei cedri scossa dalle bombe d’Israele, o meglio -stavolta- dai suoi corpi di mortaio.

Foto di Valentina Perniciaro _le bombe su Beirut 2006_

Un giornalista ucciso (reporter di Al-Akhbar, quotidiano filo-sciita) e tre soldati libanesi morti nei dintorni del villaggio di Adaysseh. Un elicottero da combattimento israeliano è apparso sui cieli di Adeisseh intorno alle 14. Il giornalista Assaf Abu Rahhal è stato ucciso mentre riprendeva il loro arrivo.
Erano entrati per abbattere degli alberi: vizio che oltre a Gaza e ai Territori Occupati hanno anche nelle (siriane) alture del Golan e nel meridione libanese. Si parla di un ufficiale israeliano ucciso, ma ovviamente non ci sono conferme da Tel Aviv e potrebbero non essercene mai.
Le ultime notizie parlano però di una richiesta dell’esercito israeliano a quello libanese di sospendere gli scontri per poter recuperare i loro soldati feriti: un cessate il fuoco chiedono, surreale. Secondo la tv degli Hezbollah, Al-Manar (più volte bombardata durante i 35 giorni di guerra del 2006) l’ufficiale israeliano sarebbe stato ucciso da un colpo sparato da un cecchino libanese.
Sul fronte della politica internazionale siamo alle solite: Hariri e un po’ tutta la classe dirigente chiedono alle Nazioni Unite (la missione dell’Unifil è ancora in corso e i combattimenti stanno avvenendo in piena linea blu)  che intervengano davanti alla palese violazione israeliana della risoluzione 1701 del 2006.
Tanto per cambiare.
Nel frattempo si spara, proprio in questi momenti. (Le truppe italiane per ora non sono state coinvolte ma operano proprio in quella zona)
Ed Hezbollah non ha ancora preso “parola”.

ORE 15.20: arriva uno straccio di comunicato dall’esercito israeliano. Ridicolo e provocatorio.
Ci risiamo: come nel 2006. Entrano, attaccano e alla prima risposta si rigirano la frittata per passare da vittime e poi iniziare una guerra.
Ci risiamo, leggete qui e ditemi se non l’avete già visto:
«Israele ritiene il governo libanese responsabile del serio incidente e minaccia ripercussioni se queste violazioni continueranno; Israele considera l’attacco alle forze IDF che agiscono in coordinamento con l’Unifil lungo la regione di confine come una violazione della Risoluzione 1701 del Consiglio di sicurezza» delle Nazioni Unite, prosegue il comunicato. Si tratta, ritiene Israele, di «una di una lunga serie di violazioni, prima delle quali è il massiccio rifornimento di armi a Hezbollah nel sud del Libano»
CI RISIAMO ECCOME.
Io lo sapevo che stavano per ricominciare le danze in Libano, lo sapevo.
E’ arrivato agosto: ci risiamo

Pietre sull’Unifil

19 luglio 2009 Lascia un commento

sassimanoTre soldati italiani e undici francesi sono rimasti lievemente contusi dopo essere stati presi di mira in una sassaiola nel villaggio di Beir Salasel, nel sud del Libano. Lo ha riferito all’Agi il portavoce militare della missione Unifil, il tenente colonnello Diego Fulco. L’episodio e’ avvenuto “durante le attivita’ di investigazione congiunta dell’Unifil e delle Forze armate libanesi in seguito all’esplosione di un deposito d’armi avvenuta martedi’ scorso”, ha spiegato Fulco. “Un centinaio di persone ha tentato di ostacolare l’attivita’ con il lancio di pietre”, ha aggiunto. A quel punto, “Unifil e Laf (le forze armate libanesi) hanno aumentato il personale sul terreno per evitare che la situazione degenerasse”. Mentre i soldati stavano lasciando la zona, “alcune persone hanno bloccato uno dei blindati” e i militari “sono stati costretti a sparare alcuni colpi in aria” per potersi ritirare.

Questa l’agenzia…facile capire come ormai a distanza di anni le direttive della missione Unifil siano un po’ cambiate, e che le loro normali “attività di investigazione” vadano a ricercare con sempre più insistenza di destabilizzare la presenza Hezbollah.
Ancor più facile, a questo punto, capire la sassaiola, visto il territorio in cui è avvenuta.

Libano: Israele consegna all’Onu le mappe delle bombe cluster lanciate durante la guerra del 2006

13 maggio 2009 1 commento

Ci son voluti tre lunghi anni per ottenere dall’esercito israeliano le mappe delle zone in cui sono state utilizzate le famigerate (nonché vietate da tutte le convenzioni internazionali) cluster bomb, le bombe a grappolo. Anni in cui molti bambini, contadini e persone che andavano a ricostruire le proprie case hanno perso la vita o sono rimasti gravemente mutilati dalle esplosioni di ordigni inesplosi, che disseminano tutto il sud del paese dei Cedri, il Libano.
Sono state consegnate solamente ieri sera nelle mani del generale Claudio Graziano, comandante dell’Unifil, la forza delle Nazioni Unite dispiegata nel sud del paese.

Foto di Valentina Perniciaro _Beirut e i bombardamenti israeliani, agosto 2006_

Foto di Valentina Perniciaro _Beirut e i bombardamenti israeliani, agosto 2006_

Il premier libanese Fuad Siniora ha dichiarato l’importanza del gesto ma ha tenuto a sottolineare il pesante ritardo d’Israele che avrebbe dovuto fornire le mappe immediatamente dopo la risoluzione 1701 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite dell’agosto 2006, in cui si sanciva la fine dei bombardamenti e del confitto che ha martoriato la popolazione libanese per 34 giorni.
La sesta guerra libanese fu caratterizzata da giorni e notti di bombardamenti a tappeto sui quartieri meridionali di Beirut, sulla valle del Beka’a e su tutto il territorio meridionale del paese, uscito dall’occupazione militare israeliana solamente nel 2000: tutte le zone bombardate erano roccaforti, e lo sono tuttora, del partito armato sciita Hezbollah che ha inflitto pesanti perdite ai reparti speciali israeliani che si erano assestati non senza difficoltà fino al fiume Litani.

 

Rapporti tra Hezbollah e Hamas

Proprio ieri, in un’intervista al quotidiano Financial Times, il numero due del partito sciita Hezbollah guidato da Hasan Nasrallah ha dichiarato che il partito fornisce “ogni genere di supporto” alle milizie di Hamas, al governo nella striscia di Gaza. Senza entrare nel dettaglio del genere di aiuto fornito, non specifica se si tratti di fornitura di armi o solo di preparazione militare, la sua è stata comunque la prima dichiarazione ufficiale di rapporti e scambi tra le due formazione islamiche, unite dallo stesso obiettivo: quello di muovere “guerra eterna allo stato ebraico d’Israele, almeno fino alla liberazione dei territori palestinesi sulla linea di confine del 1967”. La scorsa settimana il leader di Hamas in esilio a Damasco aveva infatti dichiarato: ”Prometto all’amministrazione americana e alla comunità internazionale che siamo disposti ad una soluzione; siamo favorevoli ai confini del 1967, basati su un lungo periodo di tregua. Questo comprende Gerusalemme est, lo smantellamento delle colonie e il diritto dei palestinesi rifugiati a tornare”.

di Valentina Perniciaro da Internationalia

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