Quando sento parlare di Carlo Alberto Dalla Chiesa…
Quando sento parlare di Carlo Alberto Dalla Chiesa penso ad un corridoio stretto.
Quando sento parlare di Carlo Alberto Dalla Chiesa penso a 4 cadaveri in fila.

Via Fracchia, 28 marzo 1980
Giustiziati.
Ogni volta che sento parlare di Carlo Alberto Dalla Chiesa sento decine di colpi d’arma da fuoco ad interrompere il sonno di 4 persone.
Ogni volta che sento parlare dell’eroe di Stato Carlo Alberto Dalla Chiesa penso a come si dorme profondamente alle 2.42 di notte, anche da clandestini.
E penso ad Annamaria Ludmann, 32 anni , a Lorenzo Betassa, 28 anni, a Piero Panciarelli, 25 anni, a Riccardo Dura di 30 anni,
il cui sorriso e simpatia sono arrivati ai giorni nostri dai racconti di TUTTI quelli che hanno diviso con lui anche solo un caffè…
Quando penso a Carlo Alberto Dalla Chiesa sento un brivido lungo come quel corridoio e il silenzio piombato su una strage palese.
Quando sento parlare di Carlo Alberto Dalla Chiesa vorrei tanto, perdio se lo vorrei, sentir parlare dell’eccidio di Via Fracchia, in quella triste notte genovese del 28 marzo 1980.
Quando sento il nome di Dalla Chiesa penso a Giancarlo Del Padrone, morto nel carcere delle Murate, durante la rivolta, da lui sedata.
Quando sento il nome di Dalla Chiesa penso alla rivolta nel carcere di Alessandria del 1974, sedata a colpi di fucile, con 5 morti a terra.
Annamaria, Riccardo, Lorenzo, Piero: A PUGNO CHIUSO

































Quado si praticava la tortura e l’omicidio mirato, o la legge del taglione …tutte di Stato naturalmente! (oltre che tribunali speciali e carceri speciali)
Ognuno piange i suoi morti e fa tesoro delle sue esperienze
Ha pagato per quello che ha fatto, la mafia non ha risparmiato il generalissimo assassino supermedagliato
“Anche la P2, centro corrotto e corruttore, è questione morale”, disse Spadolini senza alzare lo sguardo perché temeva quell’uomo forte e leale. “E lei aveva presentato domanda di iscrizione a quella loggia segreta, che io ho sciolto e…”.
Aggiustandosi gli occhiali, Carlo Alberto Dalla Chiesa parlò deciso.
“Io la interrompo, e non mi scuso se lo faccio. Sono stanco di ascoltare queste parole, che portano a frasi fatte, ripetute e risapute, usate da coloro che, senza un motivo, cercano di criminalizzare gli altri o di condannarli alla morte civile, come è successo con me. Basta, basta davvero… Io ho fatto la domanda, ma nella P2 non sono mai entrato. Per quanto ne sapevo, per le persone che conoscevo, si tratta di uomini per bene, servitori dello Stato, che oggi si vuole togliere di mezzo, per puri scopi di interesse personale e per un processo politico che, mi ascolti bene, tende a cambiare le istituzioni. A mettere fuori gioco anche lei, perché qui si cerca di portare al governo i comunisti. Lo so come lo sa lei, e può immaginare cosa accadrà in Italia, quel giorno. Cosa accadrà anche a lei”
Dalla Chiesa, anticomunista e piduista
La mafia è un pezzo della borghesia, un pezzo che produce, vende e compra merci che il resto della borghesia ha deciso essere ‘illegali’, ma sempre un pezzo della borghesia è. Quindi è stato abbattuto quando ha smesso di essere utile alla classe dominante ammazzando gli oppositori e ha cominciato a dar fastidio. Nemmeno una lacrima per costui.
Come sempre Vale decidi Tu se sia il caso. Ma oggi scrivo al contrario:perchè Riccardo lo conoscevo, con Lotta Continua è stato uno dei diffusori del manifesto “Pinelli assassinato” a Genova quando correvamo le notti per metterlo in quarta di copertina che diventasse manifesto da attaccare ovunque E che la Terra sia Loro lieve sono anni che lo scriviamo.. …allora …CHE LA TERRA TI SIA PESANTISSIMA E PIENA DI VERMI CARLO ALBERTO E CHE PRESTO TI RAGGIUNGA IL GOLPISTA FASCISTA TERRORISTA COCAINOMANE COLONNELLO MORI. Fanculo e moriammazzati dai vostri stessi nazifascistimafiosi criminali.
Reblogged this on i cittadini prima di tutto.
I nemici sono nemici anche da morti, altrimenti che nemici sono? Quindi il saluto di Valentina al generale non è solo opportuno, è obbligatorio. Cerchiamo di farlo arrivare a tutta l’Italia che soffre.
C’è troppo odio nelle nostre vite… a destra e a sinistra, nei contestatori e nelle forze dell’ordine… così ammazziamo il mondo… Stefano
Così magari lo salviamo …
Tutti sti decenni di pacifismo mi pare siano stati belli distruttivi per ‘il mondo’
O no?
Il pacifismo è un atto moralistico, il perdono un gesto sapiente per ripartire verso la giustizia, o no?
Perdono?
Ma se abbiamo gente torturata con il waterboarding ancora in cella dopo 32 anni…
Perdono de che?
e hai ragione, ma allora ammazziamoci tutti così avremo altri in cella per più di 32 anni. A volte la difesa delle posizioni ad oltranza, ci ributta nel medioevo e ci rimanda alla caccia delle streghe. Comunque grazie per lo scambio di battute. Stefano
Se abbattiamo le carceri e il concetto di privazione di libertà come espiazione della colpa No !
è una soluzione… anche se mi piace di più lavorare sulle persone per condividerne aspirazioni e realizzarle pienamente. Ed è poi ciò che cerco per me… Un caro saluto
Siete un mucchio di ottusi imbecilli. Ve lo dico con tutto il cuore. Tanti saluti.
PREMESSA : PENSO CHE CI SIANO PARECCHI DUBBI SULLA DINAMICA DELLA STRAGE DI FRACCHIA ..SIAMO SICURI CHE LA RICOSTRUZIONE DEI CARABINIERI SIA VERITIERA? LA DINAMICA RICORDA + UN ESECUZIONE DI MASSA .. IO HO LETTO INVECE (da wiki) CHE QUESTA COLONNA E’ STATA RESPONSABILE DELLA MORTE DI GUIDO ROSSA E IN PARTICOLARE LA RESPONSABILITA ERA DI RICCARDO DURA.. …Riccardo Dura nelle impressioni dei suoi affiliati Riccardo Dura è stato descritto da suoi compagni delle Brigate Rosse, tra cui i pentiti Carlo Bozzo, Gianluigi Cristiani ed in parte anche Adriano Duglio, come un fanatico sanguinario, animato da odio di classe, e perciò soprannominato “Pol Pot”; è stato descritto anche come emotivamente instabile e perciò inaffidabile, il che sarebbe dimostrato dal comportamento tenuto durante gli omicidi di Esposito e Rossa. Lo hanno inoltre presentato come fanatico militarista, avvezzo a terrorizzare le reclute brigatiste, costrette a “scavarsi la fossa” sulla collina dei Righi presso Genova, minacciandole di morte in caso di tradimento. Andrea Marcenaro lo descrive come chiuso e silenzioso. SU QUESTO COSA NE PENSATE?
Diciamo che non leggo solitamente dichiarazioni di chi paga le cambiali allo stato per esser da anni libero sulle spalle dei propri ex compagni, che invece lo stato tiene ancora in carcere, da oltre trent’anni.
E poi ora il carattere di Riccardo cosa c’entra?
La ricostruzione di quella notte è assai chiara, basta che ti leggi anche le dichiarazioni di Sciascia a riguardo, non certo “tesserato” di qualche organizzazione armata….
Per me son 4 corpi giustiziati a terra, presi nel sonno con una copia delle chiavi di casa “donate” al generale da un pentito…
Potevano aver qualunque carattere, non rientra nei miei interessi nè in quelli della verità storica.
” a Riccardo Dura di 30 anni, il cui sorriso e simpatia sono arrivati ai giorni nostri dai racconti di TUTTI quelli che hanno diviso con lui anche solo un caffè…” Cosi e’ scritto nel post. Tu dici “Potevano aver qualunque carattere, non rientra nei miei interessi nè in quelli della verità storica.” Ok totalmente d’accordo con te ma allora perché hai scritto che era simpatico? invece Leonardo Sciascia scrisse “Molti sono i punti della vicenda Peci che non mi convincono; e non ultimo quello dell’uccisione dei brigatisti in via Fracchia, a Genova. Non sono per nulla convinto, voglio dire, che quelle persone non potessero essere catturate vive e senza rischi per quei carabinieri che partecipavano all’azione. Né posso ammettere che un corpo di polizia bene addestrato, quale il generale diceva fosse il suo, si fosse fatto sfuggire Peci una prima volta semplicemente perché la casa in cui Peci abitava aveva due porte. “Elementare,” direbbe non dico Sherlock Holmes, ma qualsiasi sottufficiale dell’Arma, “quasi tutte le case hanno due porte.” E in quanto alla P2: non mi convince per nulla che il generale ci fosse entrato (dietro consenso del generale Mino, che era già della P2) per andare a vedere quel che vi succedeva. C’era già suo fratello: poteva farselo dire da lui.”
Non mi ha mai convinto.
Beh, il dispositivo delle narrazioni dei pentiti è evidente: rispondere alle domande dei nuovi padroni, anzi spesso servilmente anticiparle. Le fandonie inventate contro Riccardo Dura (smentite anche dai suoi ex compagni di Lotta Continua rifarditi) del tipo la fossa fatta scavare per chi voleva uscire dall’organizzazione sono funzionali appunto a giustificare l’esecuzione sommaria di quella notte. Un’idea della persona umanissima che era la offre piuttosto il racconto Papago che dà il nome appunto all’omonima raccolta, da poco pubblicata: quattro storie di barche che sono entrate nella storia. E il Papago è appunto il veliero con cui i brigatisti vanno in Libano a prendere un carico d’armi… E Dura era tra i 4 dell’equipaggio. Grazie baruda per le belle cose che hai scritto su questa tragedia nazionale…
Bellissimo quel racconto, capace di descrivere molto più di quel che narra.
Grazie a te, Fernando!
Minervini, Galli, Tobagi, Guido Rossa, Aldo Moro e la sua scorta, Casalegno, Coco, Calabresi e altri…………………………..e insieme a questi il dolore profondo, lento, inesorabile delle loro famiglie…………………………………a questo io anche penso………………….penso che la morte di giovani vite bussi alla porta delle coscienze con le unghie e non con le nocche delle dita………………………..la morte di giovani vite non ha colori, ideologie; non si può leggere la stori attraverso un filtro……………………quando poi lo togli e ti ritrovi davanti ai giovani morti a via Fracchia, come quelli sopra menzionati, e hai capito le dinamiche di quel periodo, ti riservi dal dare un giudizio e rimane un silenzio che non assolve, ne giustifica nessuno………………..un silenzio che è rispetto, rispetto per queste vite stroncate, rispetto per il dolore delle loro famiglie……………………..
Non è possibile che non abbia letto e non abbia in libreria PAPAGO… Fernando Valentina ditemi come e dove trovarlo…(sara’ l’eta’…)
È appena uscito.. Te lo mando…
tI METTO IN PVT L’INDIRIZZO:I TELEFONI GIA LI HAI.. GRAZIE FIGLIA MIA.
Baruda ovvero la censura rossa. Ridicola.
Rte@tin.it è la prima volta che scrivi su questo blog,
Se ti ho censurato scrivevi stronzate o insulti, e sicuramente con una mail fasulla.
Faccio un po’ come mi pare, sai
….. Anche quando ha detto “le Brigate Rosse sono il pericolo numero uno” i Fatti gli hanno dato torto !
….. i Compagni NON sono stati giustiziati ma sono stati vigliaccamente e inpunemente assasinati disarmati, la foto parla chiaro ! …..
Quando sento parlare di Carlo Alberto Dalla Chiesa mi assalgono conati di vomito e penso a quanto sia malata una Società che considera eroi soggetti come quest’individuo.