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Roma: sono i più giovani a sfidare le ordinanze di Alemanno e i divieti stile ventennio


La Questura sta vagliando le posizioni di 300 persone..questo lanciano le agenzie poco dopo cena.
Trecento persone identificate oggi in quella pagliacciata a cui la questura di Roma ha costretto centinaia di ragazzi che manifestavano, la maggiorparte studenti medi, quindi minorenni.
Manifestazione non preavvisata, danneggiamento, invasione di terreni ed edifici, inadempimento delle autorità: questi sarebbero i reati che si profilano.
Ma ricominciamo da capo, senza troppi dettagli che questa giornata è stata eterna.
Alemanno dopo il 15 ottobre e gli scontri in Piazza San Giovanni decide per un delirante divieto di manifestare per un mese: i primi a sfidare questo divieto son proprio loro, coloro che hanno invaso la manifestazione del 15 ottobre e anche la piazza degli scontri, gli studenti.
Giovanissimi, tanti, incazzati, determinati, poco impauriti.
Oggi si son trovati davanti alle scuole volanti e blindati: il divieto di manifestare doveva esser garantito, il Sindaco non voleva che gli studenti muovessero un passo.
Al Mamiani fanno 50 identificati prima delle 8.30 di mattina e la risposta degli studenti è immediata: corteo per Prati, traffico bloccato.
Poi il tutto si sposta a Tiburtina: migliaia di ragazzi arrivano nei dintorni della stazione, che dopo un po’ viene chiusa. Mentre i treni son costretti a proseguire, facendo finta di non vedere la stazione Tiburtina, le migliaia di studenti vengono prima caricati, poi chiusi letteralmente in una tonnara senza via d’uscita, nella quale son rimasti intrappolati per ore.
Non c’è stato verso, non c’è stato modo di contrattare un’uscita dalla piazza se non attraverso l’identificazione di tutti: il tira e molla è durato un bel po’, gli studenti con i documenti in mano urlavano “TANTO NON VE LI DIAMO”…
Così è stato, nessun documento: ma peggio.

La tonnara è stata aperta solo in un punto.
L’ordine della Questura è: si esce a gruppi di 30 in fila indiana, con 7 secondi tra un gruppo ad un altro:
Non sto delirando, è precisamente quello che è successo: tutti in fila indiana (anche a tempo) davanti alle telecamere della polizia.
L’Apartheid israeliano oggi sembrava arrivato al tiburtino: checkpoint per minorenni, identificazioni di massa, qualche pestaggio che ci sta sempre bene, 10 arresti.
Una volta usciti tutti, gli studenti si son recati al Verano, davanti al commissariato di Polizia di San Lorenzo per chiedere il rilascio di tutti i fermati, ottenuto abbastanza rapidamente.
Una grande assemblea alla Sapienza e la promessa al sindaco che ci si rivedrà presto per le strade romane.

Nel frattempo, mentre gli studenti erano in piazza, la Digos entrava nelle scuole chiedendo ai presidi i registri per segnarsi i nomi degli assenti; qualcosa di estremamente vergognoso.
Che fate gli schedari di chi manifesta? Anche se hanno 15 anni?
Una pagina buia, che contribuirà a far alzare la testa a questi giovanissimi manifestanti.
Pagina buia anche leggere l’infinita solidarietà in rete da quelle stesse persone che invocavano la polizia o la aiutavano impacchettando persone e consegnandole alle camionette il 15 ottobre: oggi erano indignati nel vedere le scuole di Roma presidiate dai blindati.
Eppure, cari miei indignati pacifisti col vizio della delazione, gli studenti che oggi sono stati identificati son gli stessi che volevate in galera meno di tre settimane fa: siete un po’ ridicoli.
Ma lo sapete già
SUL SITO DI RADIONDAROSSA ci son delle corrispondenze effettuate dalla piazza.

Per quanto riguarda gli arrestati del 15 ottobre oggi è finalmente arrivata la prima buona notizia.
Il Riesame ha scarcerato praticamente tutti: alcuni ai domiciliari, altri con obblighi di firma.
Niente carcere però, niente blindati, sbarre, casanza, secondini, domandine, colloqui..
e non c’è cosa che mi rende più felice.
In carcere resta chi è stato arrestato successivamente al 15, come Chucky che continua a protestare contro il suo arresto con lo sciopero della fame.

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  1. 4 novembre 2011 alle 01:25

    Voglio dedicare una poesia a questi ragazzi:

    Canto civile

    Le loro guancie erano fresche e tenere
    e forse erano baciate per la prima volta.
    Visti di spalle, quando le voltavano
    per tornare nel tenero gruppo, erano più adulti,
    coi cappotti sopra i calzoni leggeri. La loro povertà
    dimentica che è il freddo inverno. Le gambe un po’ arcuate
    e i colletti consunti, come i fratelli maggiori,
    già screditati cittadini. Essi sono ancora per qualche anno
    senza prezzo: e non ci può essere niente che umilia
    in chi non può gudicare. Per quanto lo facciono
    con tanta, incredibile naturalezza, essi si offrono alla vita;
    e la vita a sua volta li richiede. Ne sono così pronti!
    Restituiscono i baci, saggiando la novità.
    Poi se ne vanno, imperturbati come sono venuti.
    Ma poichè sono ancora pieni di fiducia in quella vita che li ama,
    fanno sincere promesse, progettano un promettente futuro
    di abbracci e anche baci. Chi farebbe la rivoluzione –
    se mai la si dovesse fare – se non loro? Diteglielo: sono pronti,
    tutti allo stesso modo, così come abbracciano e baciano
    e con lo stesso odore nelle guancie.
    Ma non sarà la loro fiducia nel mondo a trionfare.
    Essa deve essere trascurata dal mondo.

    dicembre 1969

    Da Trasumanar e organizzar

    di Pier Paolo Pasolini

  2. F.B.
    4 novembre 2011 alle 02:45

    “Eppure, cari miei indignati pacifisti col vizio della delazione, gli studenti che oggi sono stati identificati son gli stessi che volevate in galera meno di tre settimane fa: siete un po’ ridicoli.”

    Eh no che non sono gli stessi, anzi: su questo punto condivido piuttosto l’opinione che segue (di un poliziotto).

    <>

    utente ‘fatality’ dal forum poliziotti.it post: http://www.poliziotti.it/public/polsmf/index.php?topic=15822.msg181032#msg181032

  3. 4 novembre 2011 alle 02:46

    ah bhè, allora! Buona condivisione del forum poliziotti..

  4. Lorenzo
    4 novembre 2011 alle 10:26

    Questo post mi fa pensare una cosa che ho pensato anche leggendo altri tuoi post del dopo 15 ottobre. Fai una forzatura pesante sulla composizione della piazza.
    I tuo dividere tra rivoltosi che hanno dato fuoco alle macchine o tirato pietre (e chi li sostiene come te) e quelli che non condividono quella guerriglia nel mezzo della manifestazione associati in toto ai delatori… ecco questo bianco e nero è ridicolo e ideologico quanto quelli che agitano il dito dicendo “no ai violenti, sono tutti i barbari!”.
    Per rispetto della realtà dovresti cominciare a vedere le cose in maniera più complessa. Ci sono tante persone nei movimenti che non hanno condiviso le modalità e gli obiettivi dei blocchi neri e che però hanno il voltastomaco alla sola idea di fare i delatori alla polizia o a Repubblica.
    Così come è abbastanza ridicolo che tu scriva che i 15enni di ieri (c’ero alla stazione tiburtina) sono gli stessi che hanno devastato via Labicana, e quindi o si difendono tutti in blocco o si condannano tutti. Non è vero, sono gli stessi per età anagrafica, e forse c’è qualcuno che potenzialmente o fisicamente ha partecipato agli scontri del 15, ma dire che sono “la stessa cosa”, è ragionare come Gasparri quando dice “vanno isolati tutti”.

  5. ginodicostanzo
    4 novembre 2011 alle 13:48

    Repressione preventiva …

  6. 4 novembre 2011 alle 15:07

    mi pare che l’unica cosa che scrivo dal primo giorno è che invece di colpevolizzare chi crea conflitto in un modo che può anche non piacerci, invece che sfilare felice, bisogna comprendere e capire..
    tu mi dici che son io a dividere il bianco o il nero.
    Ma hai letto il comunicato dei Cobas? Pensi sul serio che sia io a vedere in bianco e nero quella piazza?

  7. giovanna Moro
    4 novembre 2011 alle 19:41

    Il problema vero è che vogliono impedire a tutti di manifestare ai cosiddetti violenti e agli altri che si dicono pacifisti. E’ contro questo divieto fascista che bisogna mobilitarsi

  8. Lorenzo
    9 novembre 2011 alle 18:20

    Hei puoi sbloccare il mio commento di prima, anche se non hai una risposta o non ti interessa rispondermi. Insomma, anche solo perché ci ho perso del tempo e – spero – dell’intelletto, mi sembra giusto pubblicarlo, no?
    Grazie

  9. 9 novembre 2011 alle 18:35

    Lorenzo! Non ho nessun tuo messaggio in moderazione! Quando l’hai mandato?

  10. lorenzo
    10 dicembre 2011 alle 04:26

    c’era… ma ormai chissà dove è finito.. non mi ricordo più manco cosa avevo scritto. cmq, grossomodo c’è tutto nel post di prima.

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