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Il mare ci restituisce i corpi, ma il grande carcere Europa li lascia marcire sugli scogli


Foto di Youreporternews.it.
Linosa, 14 settembre 2012

Ho messo pochi giorni fa due foto di corpi galleggianti, tutti corpi di miganti,
corpi di uomini, donne, bambini…corpi di persone in viaggio con una sola valigia fatta di sguardi pieni di speranza,
che spesso annaspano fino a morire affogati, nel confine invisibile ma brutale come un cecchino,
che è ormai il mar mediterraneo.
Oggi quest’altra foto mi lascia senza parola alcuna: è un’isola che raccontano meravigliosa,
Linosa, uno degli ultimi scogli dalle sembianze italiane, in acque che hanno già i venti che cantano lingue lontane.
Linosa ha un cadavere tra gli scogli da più di 24 ore, ma a nessuno interessa.
A Linosa, isola italiana, oltretutto in piena stagione estiva, c’è il corpo di un ragazzo morto affogato, che da chissà quanto sembra meritare solo gli schiaffi del mare, gli scogli a grattare la sua pelle.
Chissà per quale fottuto motivo a nessuno vien voglia di tirarlo su, chissà per quale cazzo di motivo nessuno chiude le sue palpebre, nessuno sente il bisogno di togliere quel corpo da lì, di donargli un saluto dignitoso,
di capire se in tasca ha dei documenti, per chiamarlo l’ultima volta per nome.

Mi fa schifo. Mi fa schifo tutto ciò, che vorrei essere io, vorrei trascinarlo fuori da quell’acqua,
vorrei dire alla sua mamma che il viaggio è finito male, ma che suo figlio almeno da morto ha trovato qualcuno che gli mettesse vesti pulite ed asciutte, vorrei guardarvi uno ad uno, voi che avete visto quel corpo e siete andati avanti,
magari a farvi un bagno.

Qui l’articolo che ne parla.

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  1. icittadiniprimaditutto
    15 settembre 2012 alle 20:36

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  2. Paola
    16 settembre 2012 alle 11:15

    Anch’io vorrei guardarvi negli occhi ad uno ad uno, voi che quei morti avete visto solo in foto. Voi che non avete mai visto i vivi sbarcare su queste isole, voi che non avete visto migliaia di ragazzi abbandonati sulla strada vittime di propaganda e di politiche disumane.
    Vorrei guardarvi negli occhi e portarvi per mano a visitare il cimitero di Lampedusa, e,. sempre guardandovi negli occhi, raccontarvi le storie delle morti di quegli umoni e quelle donne che non ce l’hanno fatta. E mostrarvi una terra ed una comunità che da anni sono lasciate sole ad affrontare tutto ciò.
    E vorrei guardarvi negli occhi mentre vi racconto le storie dei ragazzi che sono passati da qui e che una volta andati via da qui hanno vissuto l’indifferenza, il disprezzo, l’odio e la rabbia degli italiani.
    Quei ragazzi che qui sono voluti tornare, per rivedere la terra che li ha salvati.
    E vorrei guardarvi negli occhi e chiedervi se voi avete mai perso un attimo del vostro tempo a guardare quei ragazzi negli occhi.
    E dopo vorrei chiedervi se davvero pensate che quel corpo sia stato lasciato lì per indifferenza o cinismo. Ma a quel punto non potrei più guardarvi negli occhi. Perchè a quel punto non vi resterebbe che abbassare lo sguardo.

  3. 16 settembre 2012 alle 11:54

    Vorrei guardare in faccia il mare e poi sussurrargli la verità. Quella che fa male anche al suo impeto. Lo farebbe incazzare seriamente e riverserebbe le sue onde sull’insensibilità di chi lascia morire, tanta l’acqua cancella tutto. Pure l’inchiostro di una identità.

  4. 16 settembre 2012 alle 20:15

    Reblogged this on vado ora.

  5. Francesca
    16 settembre 2012 alle 22:26

    Paola :
    Anch’io vorrei guardarvi negli occhi ad uno ad uno, voi che quei morti avete visto solo in foto. Voi che non avete mai visto i vivi sbarcare su queste isole, voi che non avete visto migliaia di ragazzi abbandonati sulla strada vittime di propaganda e di politiche disumane.
    Vorrei guardarvi negli occhi e portarvi per mano a visitare il cimitero di Lampedusa, e,. sempre guardandovi negli occhi, raccontarvi le storie delle morti di quegli umoni e quelle donne che non ce l’hanno fatta. E mostrarvi una terra ed una comunità che da anni sono lasciate sole ad affrontare tutto ciò.
    E vorrei guardarvi negli occhi mentre vi racconto le storie dei ragazzi che sono passati da qui e che una volta andati via da qui hanno vissuto l’indifferenza, il disprezzo, l’odio e la rabbia degli italiani.
    Quei ragazzi che qui sono voluti tornare, per rivedere la terra che li ha salvati.
    E vorrei guardarvi negli occhi e chiedervi se voi avete mai perso un attimo del vostro tempo a guardare quei ragazzi negli occhi.
    E dopo vorrei chiedervi se davvero pensate che quel corpo sia stato lasciato lì per indifferenza o cinismo. Ma a quel punto non potrei più guardarvi negli occhi. Perchè a quel punto non vi resterebbe che abbassare lo sguardo.

  1. 16 settembre 2012 alle 19:44
  2. 28 luglio 2013 alle 10:53
  3. 10 agosto 2013 alle 10:04
  4. 3 dicembre 2013 alle 17:38
  5. 27 gennaio 2014 alle 09:40

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