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Diana uccide gli stupratori: W DIANA!


Iniziamo direttamente dalle sue parole, le parole di Diana La Cazadora de Choferes ( Diana, la vendicatrice di autisti) giunte come rivendicazione delle sue gesta al giornale messicano La Polaka.

“Pensano che poiché siamo donne siamo deboli e abbiamo bisogno di lavorare fino a tarda notte per mantenere le nostre famiglie non possiamo far altro che tacere questi atti che ci riempiono di rabbia; le mie compagne hanno sofferto in silenzio, ma non possiamo tacere di più, siamo state vittime di violenze sessuali da parte dei conducenti che coprono il turno di notte qui a Juárez e nessuno difende o fa nulla per proteggerci, quindi io sono uno strumento per vendicare diverse donne che apparentemente siamo deboli per la società, ma non lo siamo veramente, noi siamo coraggiose e noi ci faremo rispettare per mano nostra. Le donne di Juarez sono forti”.

Diana, questo il nome che si è scelta per firmare le sue azioni , è una donna dai lunghi capelli biondi e dalla gonna scura, questo è quello che sappiamo. E sappiamo che è già definita una “serial killer”, e che si aggira nella città che ha il più alto tasso di stupri e assassinii di donne al mondo (proprio un bel primato): Ciudad Juarez, centro operaio messicano a pochi kilometri dal confine statunitense.
Una cittadina dove appunto le donne sono preda di stupri continui soprattutto durante gli spostamenti per recarsi nei centri industriali, fuori dalla città, e son quindi i camionisti e autisti delle corriere le categorie più accusate delle continue violenze sessuali.
Per ora i morti son due: Roberto Flores Carrera, autista di corriera di 45, morto con un colpo alla testa e
Freddy Zarate, stessa età, stesso mestiere e stesso colpo in testa.

Le poche e chiare righe di Diana ci raccontano le motivazioni di queste due morti,
e ci fanno pensare/sperare che proseguirà nel suo lavoro,
alla faccia del “se non ora quando”.

10, 100, 1000 DIANA!

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  1. 2 settembre 2013 alle 18:52

    se possiamo capire la causa che ha determinato la nascita di un serial killer faccio veramente fatica a capire la “speranza” ….

  2. Fiamma Schiavi
    3 settembre 2013 alle 07:57

    W Diana!

  3. 5 settembre 2013 alle 07:08

    Quindi tu sei a favore della pena di morte?
    Perché se vale per Diana vale per chiunque abbia subito una perdita o una violenza, se questo è auguri.

  4. 5 settembre 2013 alle 17:20

    Riccardo No-tav :
    se possiamo capire la causa che ha determinato la nascita di un serial killer faccio veramente fatica a capire la “speranza” ….

    Io invece fatico a capire il tuo ragionamento.
    La speranza è chiaramente quella che molte altre donne,
    invece di farsi martirizzare/subire passivamente/aspettare aiuto, seguano il suo esempio.
    Ma soprattutto non capisco perchè la definisci serial killer e riprendi il termine
    assegnatole dalla stampa e dalla polizia messicana
    (come No Tav dovresti sapere quanta malignità ci sia nelle loro classificazioni):
    I serial killer di Ciudad Juarez sono quelli che hanno ucciso tutte quelle donne,
    “Diana” (probabilmente è un nome collettivo) invece ha uno scopo ben preciso:
    questi sono omicidi politici nel senso più alto del termine.
    E’ vero che in origine serial killer era un semplice termine tecnico per designare
    una persona che uccideva in serie (per qualunque motivo), ma ormai lo si usa più che
    altro per definire qualcuno che uccide (in serie) per motivi irrazionali o pura cattiveria.
    Francamente l’eliminazione di stupratori e la bonifica di una città orrenda come Juarez
    non mi sembrano obiettivi irrazionali: uccidere la prima donna che passa sì

  5. 5 settembre 2013 alle 17:22

    se possiamo capire la causa che ha determinato la nascita di un serial killer faccio veramente fatica a capire la “speranza” …. Riccardo No-tav

    Io invece fatico a capire il tuo ragionamento.
    La speranza è chiaramente quella che molte altre donne,
    invece di farsi martirizzare/subire passivamente/aspettare aiuto, seguano il suo esempio.
    Ma soprattutto non capisco perchè la definisci serial killer e riprendi il termine
    assegnatole dalla stampa e dalla polizia messicana
    (come No Tav dovresti sapere quanta malignità ci sia nelle loro classificazioni):
    I serial killer di Ciudad Juarez sono quelli che hanno ucciso tutte quelle donne,
    “Diana” (probabilmente è un nome collettivo) invece ha uno scopo ben preciso:
    questi sono omicidi politici nel senso più alto del termine.
    E’ vero che in origine serial killer era un semplice termine tecnico per designare
    una persona che uccideva in serie (per qualunque motivo), ma ormai lo si usa più che
    altro per definire qualcuno che uccide (in serie) per motivi irrazionali o pura cattiveria.
    Francamente l’eliminazione di stupratori e la bonifica di una città orrenda come Juarez
    non mi sembrano obiettivi irrazionali: uccidere la prima donna che passa sì

  6. 6 settembre 2013 alle 10:43

    Deprimente si arrivi a ciò. Speranza ne vedo poca anche io

  7. gianni
    6 settembre 2013 alle 15:09

    …d’accordissimo sul colpire determinate persone…ma come posso ,in una discussione,spiegare/approvare questi gesti e poi dire no alla pena di morte, no all’ergastolo,no al 41 bis…
    dire che la verità è rivoluzionaria ,non basta sicuramente…
    come uscire da questa contraddizione???
    saluti e …aiuto

  8. 6 settembre 2013 alle 16:25

    Il carcere, la pena di morte e il 41bis sono armi di Stato..:
    Non vedo perché vi scandalizzate per due morti ammazzati, due che si meritavano di morire, senza ombra di dubbio.
    Forse vi infastidisce la vendetta?
    Anche a me ma non è di stato, ma di rabbia e disperazione: la comprendo e non la condanno.
    Poi magari siete gli stessi che quando pensate a Carrero blanco godete: bhe io ho proprio diversi orgasmi nel pensare a Blanco, o a Galvaligi…
    Anche per i due stupratori però godo, tanto

  9. Antonio Sguanci
    7 settembre 2013 alle 01:02

    Antonio Sguanci :
    Se il senso di giustizia ci affama daremo la caccia per non morire di quella fame.Ma se individualmente ognuno deve superare i propri scogli e tabù per sfociare nella “Giustizia” (quand’anche sommaria) avvallare una prassi collettiva del genere mi pare preoccupante.Non vorrei trovarmi dalla parte “sbagliata dell’epico “sentimento di giustizia” Il quale ,in quanto “sentimento”gode della libertà di un certo soggettivismo.Sparare a chi ti spara..qualunque jungla lo fa..ma “qui curet custodes?

    Antonio Sguanci :
    Se il senso di giustizia ci affama daremo la caccia per non morire di quella fame.Ma se individualmente ognuno deve superare i propri scogli e tabù per sfociare nella “Giustizia” (quand’anche sommaria) avvallare una prassi collettiva del genere mi pare preoccupante.Non vorrei trovarmi dalla parte “sbagliata dell’epico “sentimento di giustizia” Il quale ,in quanto “sentimento”gode della libertà di un certo soggettivismo.Sparare a chi ti spara..qualunque jungla lo fa..ma “qui curet custodes?

    Antonio Sguanci :
    Se il senso di giustizia ci affama daremo la caccia per non morire di quella fame.Ma se individualmente ognuno deve superare i propri scogli e tabù per sfociare nella “Giustizia” (quand’anche sommaria) avvallare una prassi collettiva del genere mi pare preoccupante.Non vorrei trovarmi dalla parte “sbagliata dell’epico “sentimento di giustizia” Il quale ,in quanto “sentimento”gode della libertà di un certo soggettivismo.Sparare a chi ti spara..qualunque jungla lo fa..ma “qui curet custodes?

    Antonio Sguanci :
    Se il senso di giustizia ci affama daremo la caccia per non morire di quella fame.Ma se individualmente ognuno deve superare i propri scogli e tabù per sfociare nella “Giustizia” (quand’anche sommaria) avvallare una prassi collettiva del genere mi pare preoccupante.Non vorrei trovarmi dalla parte “sbagliata dell’epico “sentimento di giustizia” Il quale ,in quanto “sentimento”gode della libertà di un certo soggettivismo.Sparare a chi ti spara..qualunque jungla lo fa..ma “qui curet custodes?

  10. gianni
    7 settembre 2013 alle 13:22

    acc… sono stato super frainteso…il mio era un cercare una “spiegazione”, da usare in caso di discussioni…non mi infastidisce la vendetta, determinate persone vanno colpite ( leghisti inanzitutto)… basta nel farci passare tutto sulla testa, senza mai reagire…
    saluti

  11. 10 settembre 2013 alle 19:32

    Voglio suggerire una correzione al post:
    Diana La Cazadora de Chaferes non dovrebbe essere Diana la vendicatrice,
    quanto Diana la Cacciatrice di autisti:
    avrebbe più senso considerando anche l’evidente ispirazione mitologica
    (la dea greca Diana protettrice della caccia).
    Leggendo invece alcuni commenti (non quello di gianni che è perfettamente ragionevole),
    ho la spiacevole (ma a suo modo anche divertente) sensazione che se il comunicato
    fosse firmato da un gruppo maschile o non esplicitamente femminile
    e prendesse di mira bersagli considerati più “alti”,
    nessun “compagno” avrebbe qualcosa da ridire…

  12. spartaco
    13 settembre 2013 alle 16:08

    se qualcuno conosce cittadini di juarez con un po di dignità,ditegli che Sonia va aiutata.I modi per farlo sono tanti a cominciare dai depistaggi messi in opera per impedire agli sbirri di rintracciarla.Organizzare servizi di segnalazione che Lei possa utilizzare per sfuggire ad una possibile cattura,preparare una possibile via di fuga per Lei mettendole a disposizione persone che Lei può contattare in maniera anonima:Insomma cittadini e cittadine di Juarez cosa aspettate a prendere esempio da questa splendida donna per ribellarvi?

  13. enzodelsato
    24 settembre 2013 alle 09:53

    DIANA HA praticato un atto di alta qualità umana

  14. 30 settembre 2013 alle 13:57

    Come si diventa serial killer? Quando si subisce tante volte e si accumula così tanta rabbia che non riesci a gestirla puoi solo pensare di eliminare la causa della sofferenza che ti tocca subire. La violenza sessuale non è come la morte, è peggio della morte. Ecco come una donna può decidere di usare l’unico modo per far finire una crudeltà verso di lei e verso le altre. Visto che chi comanda se ne frega, e magari ha la stessa considerazione delle donne, allora bisogna farsi giustizia da sole 🙂

  15. Arfio
    4 ottobre 2013 alle 10:24

    Immagino che anche la morte di Francesco Straullu sia da lodare e i suoi esecutori da elogiare. Io li elogio.

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