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Matteo Armellini: omicidio premeditato


Io di Matteo Armellini vorrei solo ricordare il sorriso,
le corse nei corridoi, tra il cortile e le palestre di un liceo che ora sembra dieci vite fa.
E sei morto così, ammazzato da un lavoro che amavi e che non ti meritava.
Sei morto a 31 anni senza una ragione, senza una sola ragione : e non ci si può pensare.
Perché morire sul lavoro è inaccettabile, lo è sempre, figuriamoci per il divertimento degli altri.
Sei morto perché il meccanismo del divertimento ha tempi rapidi e controlli zero: perché i profitti di quelle serata vanno al cantante, pochissimo a voi, ancora meno alla sicurezza, a chi dovrebbe garantire condizioni accettabili.
Pare sia un cedimento strutturale del pavimento del palazzetto dello Sport quindi la tua è l’ennesima morte annunciata,
pianificata, non evitata.
Sei stato assassinato, non ci sono altre parole per definire la tua morte.
Un omicidio, oltretutto preannunciato, premeditato.

Ciao Matteo, non riesco neanche a sperare che la terra ti sia lieve,
perchè vorrei tanto che tu potessi ancora calpestarla e amarla.

LEGGI:
Una lettera aperta a Laura Pausini
The show must go off
ASCOLTA: una trx su RadioOndaRossa

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Ciao Matte’

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  1. Marco Pacifici
    6 marzo 2012 alle 11:52

    Non so se sto per scrivere una stupidaggine, ma se la cantante invece di annullare il concerto lo avesse fatto e tutto il guadagno lo avesse donato alla famiglia di Matteo ed ai suoi Compagni,magari qualche ora di meno come schiavi a 5 euro l’ora…

  2. 6 marzo 2012 alle 12:04

    Ne ha modo, comunque.
    Ma Matteo non torna comunque

  3. icittadiniprimaditutto
    6 marzo 2012 alle 13:42

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  4. carlo
    6 marzo 2012 alle 15:36

    Allora: ai cantanti(pardon, le star) le cui organizzazioni per i concerti capitano casi del genere, deve essere impedito di continuare a “lavorare” per almeno cinque anni.
    Responsabilità oggettiva, diretta o meno. Così dopo un lustro magari il genere musicale cambia e le star saranno obbligate a lavorare sul serio. Un fatto sarebbe certo: si ricorderebbero a lungo di chi c’ha rimesso la pelle. Tirando due conti gli andrebbe ancora di lusso.

  5. 6 marzo 2012 alle 17:30

    Mi sconvolge ogni morte sul lavoro ma questa tragedia in particolar modo: perchè sapere che nella mia città c’era una bomba a orologeria, usata tante volte e che abbiamo scoperto essere tale con la morte di un ragazzo, mi fa sentire impotente davanti alle menzogne di chi, in nome del profitto, spaccia per struttura a norma ciò che non lo è.

  6. 7 marzo 2012 alle 18:45

    nn si puo’ dare la colpa a laura!! nn e’ colpa sua…………….magari la fretta di lavorare…..gli orari disumani…………..magari la frenesia di lavorare…………..so solo che la tragedia c’e’ stata e nn si puo’ tornare indietro!! Laura fa bene a fermarsi per questo periodo e come dice lei a cantare per Matteo e per tutti noi!!

  7. 7 marzo 2012 alle 18:58

    Si eh? E la fretta chi la decide ?
    E la sicurezza?
    Laura quanto prende ad ogni concerto? E la vita di Matteo invece quanto valeva?

  8. 8 marzo 2012 alle 02:01

    . Forse Matteo è un angelo e la sua morte ha evitato altre morti perchè quello che è successo è una tragedia che sarebbe potuta anche accadere durante il concerto stesso con il palazzetto pieno di gente. Lui non potrà tornare alla sua vita e ai suoi affetti ma spero almeno che la sua morte serva a far chiarezza sulle condizioni di sicurezza di certi ambienti. Il resto sono, a parer mio, polemiche che non aiutano nessuno. La priorità sarebbe adesso che si istituiscano le condizioni di sicurezza perchè tragedie così assurde non si ripetino più.

  9. 8 marzo 2012 alle 09:59

    Salve a tutti, complimenti per l’articolo.
    Quello che è successo a Matteo come dice l’articolo era una morte annunciata. Noi del blog “Alcimus Lavoro Spettacolare” ne abbiamo parlato tante volte ma nessuno ci ha ascoltato. Troppi soldi in ballo e non certo per i tecnici. La struttura utilizzata è una struttura sproporzionata ad un artista come la Pausini e persino al palazzetto che la ospitava( infatti e di acciaio pesante quando solitamente sono in alluminio. Se ci fate caso (per quelli del mestiere) nelle foto de “Il corriere della sera” alle basi delle torri mancano 2 stabilizatori laterali. Ovvio motivo per cui la struttura se ne andata su un lato. Non si è accartocciata come quella di jovanotti. Vi invito a leggere l’articolo su Alcimus Lavoro Spettacolare. Grazie

  10. F.
    9 marzo 2012 alle 18:40

    Purtroppo è ormai consuetudine nell’ambito dello spettacolo sentire le parole “low budget” sia che si tratti di concerti sold out, installazioni fieristiche, convention,spettacoli televisivi,
    questo termine riguarda solo noi tecnici,e non la parte artistica con compensi sempre più alti.Questo si traduce nella richiesta di intallazioni con tecnologie sempre più complesse in tempi che qualche anno fa sarebbero stati improponibili, IL FATTO E’ CHE LO SONO TUTTORA! Il risultato è che le giornate lavorative sono diventate di 20 ore almeno, spesso senza neanche fermarsi a mangiare,dopo tante ore può anche succedere di fare la cazzata eppure non ho mai sentito un ispettore del lavoro dirmi di scendere dal palco perche’ era da troppo che lavoravo pero’ attenzione a scarpe e casco!!Per carità sacrosanti come imbrago etc.pero’ vedo tanta ipocrisia:Cominciassero a rompere le scatole a chi decide di far stiare piani di produzione con tempistiche incompatibili con orari umani e non come sempre succede per risparmiare sulle location, che hanno un costo elevato,di valutare per esempio 72 ore di installazione in 3,5 gg di lavoro tanto loro a mangiare e a dormire vanno comunque.Lo stesso va detto per i service che ricevono la firma del eventuale contratto all’ultimo momento, visto che l’agenzia per tirare sul prezzo delle proposte temporeggia, spesso non mettendo in condizione chi deve di progettare il tutto nella dovuta maniera e con i dovuti sopralluoghi ahimè sempre più rari (costano).
    Per concludere il problema non stà nè sul palco nè nel back ma in chi avidamente affronta
    il lavoro pensando solo ad arricchirsi grazie ai tanti soldi che girano in questo mondo, a questi signori vorrei dire:Nonostante la gravità di quello che è successo fino ad ora vi è andata sempre di lusso e spero che i responsabili, quelli veri, vengano puniti seriamente!
    Facciamo attenzione perchè la tendenza è in peggioramento.
    Un Tecnico

  11. sonia mannocci
    10 marzo 2012 alle 19:20

    Ho “conosciuto” Matteo quando era ancora nella pancia di Paola. La sua morte mi ha riempito di dolore ma anche tanta rabbia.Non capisco la necessità di questi concerti faraonici a causa della mia età ma non solo .Tutto quello che orbita intorno a queste manifestazioni mi lascia sconcertata.Siamo sicuri,ragazzi e ragazze che per ascoltare della musica deve morire un ragazzo? Ora si apriranno inchieste su inchieste……come si usa dire non si vuole vendetta ma giustizia. Dolce e caro Matteo lavoreremo tutti affinchè la tua morte non finisca come l’ennesimo “incidente” sul lavoro.

  12. A.
    11 marzo 2012 alle 12:44

    Marco Pacifici :
    Non so se sto per scrivere una stupidaggine, ma se la cantante invece di annullare il concerto lo avesse fatto e tutto il guadagno lo avesse donato alla famiglia di Matteo ed ai suoi Compagni,magari qualche ora di meno come schiavi a 5 euro l’ora…

    daniele iaconinoto (@danieljack77) :
    nn si puo’ dare la colpa a laura!! nn e’ colpa sua…………….magari la fretta di lavorare…..gli orari disumani…………..magari la frenesia di lavorare…………..so solo che la tragedia c’e’ stata e nn si puo’ tornare indietro!! Laura fa bene a fermarsi per questo periodo e come dice lei a cantare per Matteo e per tutti noi!!

    La famiglia non vuole soldi, vuole solo giustizia e che quello che è accaduto a Matteo non si ripeta.
    Finché i cantanti, che sono gli unici ad avere voce e potere contrattuale, continueranno a far finta di non vedere e non prenderanno posizione con i fatti invece che con le accorate dichiarazioni di lutto, tutto andrà avanti nello stesso modo infame e la morte di un operaio continuerà ad essere un costo preventivato. Tra due settimane la Pausini (vi prego non la chiamate Laura, non è amica vostra, e quanto parla pubblcamente non è nemmeno una persona, è l’ufficio stampa di un prodotto) ricomincerà a cantare in un altro palasport fuori norma, con operai stremati e invisibili, così come già/ancora fanno tutti gli altri. Questa io la chiamo connivenza e corresponsabilità.
    Nessuno di loro si azzardi a cantare per Matteo.
    A.

  13. 11 marzo 2012 alle 13:07

    Ed io la penso come te Andrea..

  14. Marco Pacifici
    11 marzo 2012 alle 18:26

    Anche io la penso come Andrea e Valentina e credo anzi son certo tutti noi…ma Matteo come tutti noi lavora(va) da schiavo per cosa? non credo proprio per la gloria della signorina Pausini, ma per potere mangiare, bere,magari avere un tetto sopra la testa bella e sorridente quando andava a dormire… Allora o ricominciamo con gli espropri, e basta che mi chiamate, l’esperienza non è aria fritta,o forse dobbiamo iniziare a pensare come riprenderci la speranza anzi la LOTTA di Vita(se non altro per i nostri cuccioli,noi una Vita che ne valeva la Gioia l’abbiamo vissuta anche se magari buona parte dietro le sbarre) che valga la Gioia di esser vissuta. Il 15 ottobre ci ho lasciato il femore e l’anca,senza nessun rimpianto,ora bionico corro molto mejo, vediamo che tutti i giorni siano come il 12 marzo ’77 come il 15 ottobre:… ERAVAMO TANTI ERAVAMO FORTI MA SU QUELLE BARE SEMPRE E SOLO I NOSTRI MORTI. PACE sempre, “non violenza”, tanto piu oggi ,è ipocrisia e troppo spesso delazione.

  1. 8 marzo 2012 alle 16:23
  2. 9 marzo 2012 alle 19:41
  3. 17 marzo 2012 alle 08:49
  4. 17 marzo 2012 alle 20:40
  5. 30 marzo 2012 alle 15:12
  6. 30 marzo 2012 alle 15:13
  7. 11 aprile 2012 alle 11:38
  8. 12 aprile 2012 alle 20:24
  9. 20 aprile 2012 alle 15:11
  10. 1 giugno 2012 alle 15:44
  11. 17 giugno 2012 alle 10:03
  12. 18 giugno 2012 alle 10:03
  13. 24 luglio 2012 alle 17:03

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