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Un risveglio con Nizar Qabbani… E un grillo sulla valigia


Sono rimasto in coda milioni di anni
per acquistare un biglietto
Ho dormito sulla mia valigia
Ho dormito sulle mie preoccupazioni
[…]
Mi stanca attendere ciò che non si attende.
Ho cercato nella pagina dell’oroscopo
il segno dell’Ariete
ma non ho trovato nè una colomba che sopraggiungeva
nè un itinerario di viaggio.
Ho cercato un bicchiere di cognac
delle sigarette.
Ho trovato un grillo sulla mia valigia
gli ho chiesto chi fosse e mia ha risposto di essere come me
uno senza patria … indossava cappello e cappotto.
Era come me seduto in attesa del treno.
[…] In attesa del fischio del treno
in attesa dal giorno in cui sono nato
dal momento in cui sono uscito dalle città polverose
in attesa che il mare avanzi sui miei versi
e che scroscino le piogge

Da mille anni
io sono in attesa di un’isola in mezzo al mare
un’isola ignota ai marinai
in attesa di una poesia dal sigillo d’oro
e dai fianchi di fuoco
in attesa della venuta di Fatima, scortata
da un esercito di alberi,
con pesci e lune che nuotano nelle acque del suo seno
in attesa di Fatima che reca nel suo parlare
la civiltà della rosa, non quella del fico d’India.
Se non fosse per le mani di Fatima
il giorno non sarebbe stato creato.

20120419-074250.jpg

Foto di Valentina Perniciaro

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  1. Sedira
    19 aprile 2012 alle 21:30

    Boudjemaa Sedira 19.04.2012 ; ore : 10:24 A.M.
    Risveglio sotto una barca, sulla spiaggia, dopo avere quasi lasciato morire il fuoco di ieri nella notte. Prima dell’alba, questo fulero che stava errando cerca della stazione ha trovato il nostro posto ; ha alimentato il fuoco di legni relitti come un fabbro la fuccina ; di sotto la barca, mi pareva ascoltare il suo cuore battere come martello sull’incudine, il suo alito ruvido mormorendo che :”cazzo non c’era anche qui una cigarette”, raggiungendomi nello dormiveglia… Forse ha trovato il caffe che rimaneva nella lattina di faggioli vuota, pero bisognava una botteglia di Cognac per calmare le vaivieni sui di tutta la notte, gli passi sui scivolando confondendosi sulla sabbia, con la rissaca delle onde… Il grillo che cantava con me ieri sera,si ne ha andato a fare un giro sulle terrazze dei ristoranti, trovare forse pezzi di pane grattugiato, che ha provato con me, usciti della tasca della giaccha mia, prima di ritornare nella spinoza guarrigue dell’entroterra. Ha disdegnato la valiggia sua, troppo liscia, dopo avere bevuto un po della rugiada mattutina, lasciandomi con la sensazione di pelle ruvida sulla lingua mia…

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