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Assassinati o morti? L’importanza delle parole sotto le bombe a Gaza


Una semplice banale questione di linguaggio: che però fa bene tener presente.
Leggere “morto” o “assassinato” fa la sua differenza, lo fa in spagnolo, lo fa in qualunque altra lingua.
Il lessico, le parole scelte, hanno creato sempre un grande spartiacqua nel conflitto israelo-palestinese,
che chiamerei più “occupazione israeliana”.
Perchè già la parola conflitto la trovo ridicola: il 4° esercito più potente del mondo, contro una delle popolazioni più povere e prigioniere possibile.
Eh sì, già la definizione “conflitto israelo-palestinese” appare un po’ come una forzatura linguistica.
I nostri giornali, il mainstream e la sua copertura di quest’ennesima pagina di genocidio, colpisce come le bombe israeliane, è colpevole, colluso.

Poi continuo a leggere dibattiti anche violenti sull’uso delle fotografie dei morti, dei bambini morti soprattutto,
che vengono diffuse dai medici palestinesi e da chi sopravvive ai bombardamenti e alle incursioni che in queste ore si stanno intensificando incredibilmente,
che è quasi difficile immaginare cosa possa voler dire.
L’apocalisse oggi, tredicesimo giorno di offensiva israeliana ( poi se volete chiamarlo conflitto fate pure), si è abbattuta su quartiere di Shujaiya, nella zona est di Gaza city e il bilancio è fuori dalla portata del raccontabile. Un quartiere polverizzato, dove tutta la popolazione sta fuggendo (come se ci fosse realmente luogo dove rifugiarsi poi): già una sessantina sono i corpi recuperati. Un’altra jenin, un’altra qana, un’altra strage che sempre sarà impunita.
E allora scelgo le foto di chi rimane vivo,
così che possiate smetterla di far polemica sulle stronzate, così che i vostri stomaci digeriscano tranquillamente,
così che possiate capire il terrore, che è peggio della morte.

A Palestinian boy wounded by Israeli shelling, receives treatment at al-Shifa hospital in Gaza City, 20 July. (Ali Jadallah / APA images)

Shaken children who survived Shujaiyah seize. @tamerELG

si commenta da sola…

 

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  1. Pietro Aligi Schiavi
    20 luglio 2014 alle 16:01

    Mi associo q quanto scritto: assassinati con le peggiori scuse. In Palestina siamo di fronte alla pulizia etnica, tutte le scuse ed i pretesti valgono, se il risultato è l’eliminazione fisica di altri palestinesi, indipendentemente dalla loro età.
    I 1413 palestinesi assassinati da 27 dicembre 2008 al 18 gennaio 2009 dalle truppe aviotrasportate, dai bombardamenti effettuati dallo tato ebraico su Gaza????? Li abbiamo dimenticati questi morti!
    Mi pare che pur di dare manforte alle violenze dello stato ebraico (che sempre si autoproclama etico, democratico, morale….e “in difesa dell’occidente dalla barbarie”….ma chi ve lo chiede???) troppi qui in Italia volutamente non vedono i morti assassinati , allorché sono palestinesi.
    Io propongo: boicottaggio di tutto quello che viene dallo stato ebraico, boicottaggio di tutte le ditte (Italiane) che fanno affari con lo stato ebraico.
    Io propongo: presidi palestinesi davanti ai consolati ebraico italiani ed all’ambasciata ebraica a Roma.
    Io propongo: manifestazione nazionale da farsi a Roma, data auspicata fine settembre 2014.
    Io propongo: commemorazione in tutta Italia, il 4 novembre 2014 decimo anniversario della morte (per veleno) del povero presidente della Palestina Dottor YASSER ARAFAT.
    Io propongo, mi auguro che queste proposte vengano accolte da tutti.
    Grazie, pace in Palestina, giustizia per le sue migliaia di vittime “colpevoli” di non essere ebree (o “israeliane”)

  2. enzo del sarto
    21 luglio 2014 alle 10:10

    sono pienamente d accordo sono. LE PAROLE CONTANO la mobilitazione SERVE COSTANTE; PER SMOTARE E DIRE CHI SO GLI ASSASSINI E STRAGISTI IL SIONISMO E LO STATO D ISDRAELE:.NUMERI DEGLI ASSASINATI SONO IDICATIVI PER CHI VUOLE RAGIONARE NEGLI ULTIMI 10 GIORNI IL RAPPORTO E 13 militari sionisti e isdraelini E OLTRE 500 TRA PALESTINESI E ARABI ASSASSINATI QUESTO VUOL DIRE .,CHE LA STATEGIA IMPERIALE in unita con l occidente guidati dal democratico Obama e PREMIO NOBEL PE LAPACE con le preghiere di papa gesuita bergoglio .13 sionisti morti militari e 500 e più di palestnesi arabi bambini donne vecchi uccisi . 13 soldati uccisi il rapporto e . un soldato morto 60 civili palestinesi trucidati con la pieta propria dello stato democratico.isdraeliano.

  3. 21 luglio 2014 alle 13:46

    Sempre in merito ad una scelta volontariamente criminale di linguaggio…
    Assassinati o morti? Catturati o rapiti?

    I palestinesi rapiscono, gli israeliani catturano
    http://mazzetta.wordpress.com/2014/07/20/i-palestinesi-rapiscono-gli-israeliani-catturano/

    Le parole si adeguano alla legge del più forte, quello capace di convincerti che si possa definir difesa della vita il portar meglio la morte.

  4. enzodelserto
    29 luglio 2014 alle 10:59

    aumenta la strage scientifica del governo sionista israeliano senza soste mi vien da pensare che i governi sionisti applichino la stessa logica del nazismo e cioe : inventarsi un nemico definendolo terorista invasore per lo più arabo palestinese. basta basta .

  5. enzodelserto
    29 luglio 2014 alle 17:55

    non e reato chiamare GOVERNO SASSASINO chi inpunemente uccide uccide il silenzio e comunque compliece e la menzogna si parlata che scritta o diffusa dai mas media e più criminale dei criminali DI STATO.LO STATO SIONISTA DI ISRAELE E ASSSSINO.VENITE NELLE PIAZZE MESCOLTEVI IN TUTTA EUROPA DENTRO LE GRANDI MANIFESTAZIONI CHE DICONO NO NO GENIOCIDIO DEL POPOLO ARABO PALESTINESE ,invece di stare a poetare no alla violenza ecc… ma scusate ci avevate sempre detto raccontato che giustamente uno STATO EBRAICO DOVE SI RTROVASSERO TUTTI GLI EBREI CHE PER 2000 HANNO SUBITO LE PIU ATROCI SOFFERENZE E SPARSI NEL MONDO avessero UNO STATO DEMOCRATICO E ADDIRITTURA SOCIALISTA. GAZA SMENTICE TUTTO CIO cari culi di pietra .

  1. 24 luglio 2014 alle 11:06

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