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Posts Tagged ‘diritto di voto’

La Marina fa campagna per arruolamento: e c’è chi scrive la verità ;)

13 giugno 2014 1 commento

AMO!

La Marina Militare pensa bene di fare un po’ di pubblicità delle loro “grandi opere”
e la campagna di arruolamento quest’anno è dirompente e invade le nostre strade e città con cartelloni immensi:
VIENI IN MARINA, è scritto a caratteri cubitali sotto due fotografie.
Due volti, uno in divisa da cerimonia col classico berretto bianco e la baionetta ben in vista,
l’altra in versione da “missione”, con il volto mimetico e lo sguardo da marine!
D’altronde devono apparire belli e bravi, per tentar di riportare in “patria” i due Maro’ detenuti in India per l’assassinio gratuito di due pescatori…
devono salvare la faccia e dimostrare al mondo  quanto so’ bbbelli.

Queste mie righe solo per ringraziare chi ha messo nero su bianco il pensiero di molti nel guardare questi enormi invadenti cartelloni
Vieni in Marina è mutato in “VIENI IN INDIA A SPARARE AI PESCATORI”.
Si legge ben visibile nella zona di San Paolo, a Roma… e non potevo non condividere con voi la gioia nel vedere queste immagini!

Leggi anche:
Uh Marò, che risate
Marò: latitanza autorizzata

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Uh Maro’, che risate!

22 marzo 2013 3 commenti

Praticamente prelevati con la forza, che poverini non se l’aspettavano.
“Le famiglie passano dall’euforia allo sconcerto”, uh poverini: la latitanza autorizzata direttamente dal Ministro Terzi per i due Marò, unici accusati dell’omicidio di due pescatori indiani, è terminata.
Sono in volo verso l’India, per rientrare in una prigionia che probabilmente non sarà comoda, protetta e ricca di permessi premio come era stata fino alla loro fuga,
su tappeto rosso ministeriale.
una figura di merda colossale, quasi da scompisciarsi dalle risate:
“Hanno ricevuto garanzie dal governo indiano”, come se prima non ce ne fossero state, visti i due permessi premio in Italia (uno per festeggiare il Natale in famiglia (!!) e l’altro per votare),
come se avessero passato il loro periodo di detenzione come dei cittadini indiani,
come se non ci fossero già state tutte le garanzie possibile, quelle che sull’attenti scattano immediatamente quando alla sbarra degli imputati siedono, o rischiano di sedersi, degli uomini in divisa,
anfibi e fucile.

L’ambasciatore italiano in India, colui che di suo pugno aveva firmato la promessa di rientro dopo la licenza premio per permettere il voto (ma non potevano vota’ come tutti gli italiani all’estero????) e che quindi ora si trovava privo della sua immunità e del suo passaporto, è tornato libero.
Loro in volo, verso cella e tribunale.

Terzi non si dimette eh, sia mai:
d’altronde non l’ha votato mai nessuno, è stato messo lì in quanto “tecnico” bravo bravo esperto esperto,
ha fatto una delle più colossali figure di merda della storia della diplomazia internazionale,
ma no, non si dimette. Che siete matti?!
Anzi, nel leggere le sue dichiarazioni sembra sia stato proprio un genio della diplomazia, un gioco delle tre carte che avrebbe permesso di strappare condizioni ottime, ampie assicurazioni. *
I giornali nel frattempo ci raccontano che ci son volute più di 5 ore a convincere i du’ soldatini a salire a bordo,
eh sì, il “torni a bordo, cazzo” continua a esser presente sulle nostre cronache.
Tanto inchiostro ci racconta il dolore e lo strazio di mogli e figli,
senza vergogna alcuna. Furente (!!!) il sindaco di Bari, tengono a dirci

Hanno moglie e figli, mariti e figlie, anche i quasi 70.000 detenuti nelle carceri italiane (senza diritto di voto in buona parte),
quelli per cui nessuno chiede “garanzie”, ammassati disumanamente e di cui una percentuale vomitevole in attesa di giudizio,
o in carcere per qualche furto, o smercio di sostanze stupefacenti.
Chi può provare ad accedere alle misure alternative, alle licenze premio, sono pochi, pochissimi,
un numero praticamente insignificante.
Insomma, non 70.000 persone che hanno scaricato l’intero caricatore dei loro supermegafantastici fucili,
contro due lavoratori in mezzo al mare.

Abbiate almeno il coraggio di vergognarvi un po’.

* ORE 12.30: LEGGO CHE “I militari risiederanno nell’ambasciata italiana a New Delhi. “‘
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Hai capito questi, quando parlano di garanzie tocca fidarsi. Niente sbarre, niente cemento,
avranno anche le famiglie accanto quando lo desiderano.
Un paese proprio libertario st’India: mortaccidetutti

Marò: latitanza autorizzata dal Ministro in persona!

11 marzo 2013 25 commenti

Che se non provassi un senso di repellenza totale ne avrei scritto da tempo,
perché sarebbe da sottolineare mille cose sulla storia dei Marò,
sarebbe da archiviare e riportare continuamene tonnellate di dichiarazioni (a partire dal presidente della Repubblica, Napolitano) in difesa di due fucilieri della Marina,
assassini di pescatori indiani, categoria umana che a quanto pare non rientra in quelle prese in considerazione non solo dalle forze armate di questo paese,
ma anche da quelle politiche.

Ora la provocazione totale, che sinceramente non mi lascia di stucco, anzi era più che prevedibile:il ministro Terzi (ministro scelto da non so chi per altro) ha dichiarato poco fa che
NO, i nostri bravi ragazzi dalla mira ineccepibile non tornano in cella.
No no, la licenza di un mese per votare (son lentissimi a votare i Marò, voi ci mettete meno di cinque minuti loro ben quattro settimane) si trasforma in una latitanza legalizzata:
in India non ci tornano, se ne fottono proprio.
Eppure proprio Terzi poche settimane fa aveva detto che la concessione di questa seconda licenza premio (poverini i due traumatizzatissimi assassini avevano anche passato Natale in casa, cosa non concessa a 70.000 detenuti nelle carceri italiane che vivono anche in 12 a cella) era uno “sviluppo molto positivo che consentirà ai nostri due ragazzi di esercitare il loro diritto di voto e di trascorrere quattro settimane con i loro familiari in Italia, ma anche perchè la decisione di oggi conferma il clima di fiducia e collaborazione con le autorità indiane e lascia ben sperare per un positivo esito della vicenda».

E invece pernacchie,
pernacchie italiane ai pescatori morti ammazzati,
alla giustizia indiana, ai rapporti internazionali, alle promesse di Stato:
NOI GARANTIAMO L’IMPUNITA’ A CHIUNQUE INDOSSI UNA DIVISA E IMBRACCI UN ARMA,
è la sola cosa chiara di questa vicenda.
Siamo un paese di assassini, di sbirri soldati marinati piloti ministri ASSASSINI

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