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Due pesi e due misure alla Corte Penale Internazionale
| GIUSTIZIA INTERNAZIONALE: PESI E MISURE DIVERSI PER ISRAELE E PER IL SUDAN? | |
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Il procuratore generale della Corte penale internazionale (Cpi) Luis Moreno Ocampo ha cominciato un”analisi preliminare’ della documentazione presentata dal ministro della Giustizia palestinese Ali Kashah, dall’Autorità nazionale palestinese (Anp) e da oltre 200 organizzazioni non governative su presunti crimini di guerra commessi da Israele nella Striscia di Gaza. “L’ufficio del procuratore analizzerà nel dettaglio e dal punto di vista giuridico tutte le questioni sollevate sull’argomento” ha precisato Ocampo in un comunicato, aggiungendo che “la fase di analisi non significa necessariamente una successiva incriminazione”. Né la Cpi né le autorità palestinesi hanno rivelato i nomi dei responsabili israeliani citati nella documentazione presentata presso il tribunale dell’Aja. Settimane fa Ocampo aveva obiettato che la Cpi non ha competenza sulla Striscia di Gaza poiché Israele non ha mai firmato lo statuto di Roma che sancisce la fondazione del tribunale e ratifica l’adesione dei paesi membri; e per di più i Territori Palestinesi Occupati (TPO) non sono riconosciuti come stato sovrano e indipendente. È stato lo stesso Ocampo però a presentare lo scorso anno davanti alla Cpi un dossier per l’incriminazione del presidente sudanese Omar Hassan al Beshir, accusato di genocidio in Darfur, nonostante anche il Sudan non riconosca la Cpi né abbia firmato lo Statuto di Roma. L’incongruenza è stata notata e sottolineata da diversi esperti di diritto che hanno chiamato la comunità internazionale a osservare da vicino l’evolversi della vicenda. |
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