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Archive for 13 Mag 2009

Libano: Israele consegna all’Onu le mappe delle bombe cluster lanciate durante la guerra del 2006

13 Mag 2009 1 commento

Ci son voluti tre lunghi anni per ottenere dall’esercito israeliano le mappe delle zone in cui sono state utilizzate le famigerate (nonché vietate da tutte le convenzioni internazionali) cluster bomb, le bombe a grappolo. Anni in cui molti bambini, contadini e persone che andavano a ricostruire le proprie case hanno perso la vita o sono rimasti gravemente mutilati dalle esplosioni di ordigni inesplosi, che disseminano tutto il sud del paese dei Cedri, il Libano.
Sono state consegnate solamente ieri sera nelle mani del generale Claudio Graziano, comandante dell’Unifil, la forza delle Nazioni Unite dispiegata nel sud del paese.

Foto di Valentina Perniciaro _Beirut e i bombardamenti israeliani, agosto 2006_

Foto di Valentina Perniciaro _Beirut e i bombardamenti israeliani, agosto 2006_

Il premier libanese Fuad Siniora ha dichiarato l’importanza del gesto ma ha tenuto a sottolineare il pesante ritardo d’Israele che avrebbe dovuto fornire le mappe immediatamente dopo la risoluzione 1701 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite dell’agosto 2006, in cui si sanciva la fine dei bombardamenti e del confitto che ha martoriato la popolazione libanese per 34 giorni.
La sesta guerra libanese fu caratterizzata da giorni e notti di bombardamenti a tappeto sui quartieri meridionali di Beirut, sulla valle del Beka’a e su tutto il territorio meridionale del paese, uscito dall’occupazione militare israeliana solamente nel 2000: tutte le zone bombardate erano roccaforti, e lo sono tuttora, del partito armato sciita Hezbollah che ha inflitto pesanti perdite ai reparti speciali israeliani che si erano assestati non senza difficoltà fino al fiume Litani.

 

Rapporti tra Hezbollah e Hamas

Proprio ieri, in un’intervista al quotidiano Financial Times, il numero due del partito sciita Hezbollah guidato da Hasan Nasrallah ha dichiarato che il partito fornisce “ogni genere di supporto” alle milizie di Hamas, al governo nella striscia di Gaza. Senza entrare nel dettaglio del genere di aiuto fornito, non specifica se si tratti di fornitura di armi o solo di preparazione militare, la sua è stata comunque la prima dichiarazione ufficiale di rapporti e scambi tra le due formazione islamiche, unite dallo stesso obiettivo: quello di muovere “guerra eterna allo stato ebraico d’Israele, almeno fino alla liberazione dei territori palestinesi sulla linea di confine del 1967”. La scorsa settimana il leader di Hamas in esilio a Damasco aveva infatti dichiarato: ”Prometto all’amministrazione americana e alla comunità internazionale che siamo disposti ad una soluzione; siamo favorevoli ai confini del 1967, basati su un lungo periodo di tregua. Questo comprende Gerusalemme est, lo smantellamento delle colonie e il diritto dei palestinesi rifugiati a tornare”.

di Valentina Perniciaro da Internationalia

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Dai detenuti della casa di reclusione di Padova


 Ristretti Orizzonti, 12 maggio 2009

Il sovraffollamento delle carceri si fa sentire pesantemente anche alla Casa di Reclusione di Padova: creata per condannati a pene lunghissime ed ergastolani, ha solamente celle “singole” (8 metri quadri), che avrebbero dovuto consentire una detenzione meno gravosa per questa tipologia di detenuti e una gestione migliore della sicurezza da parte degli agenti. In realtà le celle “pensate” per una sola persona sono state subito occupate da 2 “inquilini” ed oggi ci è arrivata la notizia dell’aggiunta di una “terza branda”. Una situazione per la quale i detenuti hanno deciso una serie di “azioni dimostrative”, a partire da venerdì prossimo: rifiuto del vitto dell’amministrazione, sciopero della fame e “battitura” delle porte blindate. 
Lo rendono noto in una lettera indirizzata a Ministero della Giustizia, Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e Direzione del carcere, nella quale denunciano la “sopraffazione psico-fisica subita con l’istallazione della terza branda, in celle singole che mal si adattavano a due persone”.
Protesta avvalorata anche dal parere del Dirigente Sanitario del carcere, che riterrebbe le celle di 8 mq inadatte “per una normale convivenza di tre persone, specialmente in prossimità di temperature che in estate raggiungeranno facilmente i 40 gradi”.
I detenuti concludono appellandosi alle autorità competenti perché “vogliano prendere coscienza della situazione a dir poco drammatica di chi vive sulla propria pelle, quotidianamente, l’insufficienza d’aria, di igiene e di spazio”.
La Casa di Reclusione di Padova, costruita per 350 detenuti, ne “ospita” stabilmente oltre 700 e l’aggiunta della terza branda nelle celle lascia presagire che il numero è destinato molto presto ad aumentare, probabilmente nel tentativo di decongestionare le sovraffollate Case Circondariali della Regione: nel Veneto i carcerati sono oltre 3.100, mentre i posti-branda sono appena 1.900… in altre parole ogni 100 posti ci sono 162 detenuti.

 ECCO LA LETTERA DEI DETENUTI: 
lettera_detenuti 

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